Giu 232010
 

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Ecco il video con il bell’intervento del 22 giugno, alla Camera, dell’Onorevole Giuseppe Giulietti, del Gruppo Misto.

Lo proponiamo perché ci sembra un’ottima sintesi  di tutto quanto è possibile dire contro il Decreto Bondi, in materia di Fondazioni Lirico-sinfoniche. Dopo il suo intervento trovate anche quelli di molti altri deputati, quasi tutti dell’opposizione di IDV e PD. Sono quasi due ore di interventi: è davvero molto interessante  ascoltarli, per capire bene tutta la situazione.

E, vivaddio, in difesa della Cultura (con la C maiuscola…).

http://www.articolo21.orgLeggete, qui, anche il relativo articolo sul sito di Articolo 21, di cui l’On. Giulietti è  il portavoce.

Giu 232010
 

Facciamo il punto sul Decreto Legge

Mentre pubblichiamo questo post, è in discussione alla Camera la riforma delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche approvata il 16 giugno in Senato, e che deve concludere il suo iter entro il 29 giugno, a pena di decadenza. La Camera, con 280 no dei deputati di maggioranza e 249 sì dai deputati di opposizione, ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità sulla legge. A palazzo Madama il Governo non ebbe necessità di ricorrere al voto di fiducia e ne fece motivo di vanto. Il decreto, però, scade tra una settimana. Alla Camera, pertanto, i tempi sono strettissimi e non ci sarebbe spazio per un ritorno al Senato in caso di approvazione di emendamenti a Montecitorio. Motivi per cui, il Governo potrebbe porre la questione di fiducia sul decreto.

Ricordiamo infatti che si tratta di una riforma presentata come Decreto Legge, ad opera del Ministro della Cultura, Sandro Bondi, con la quale il governo intende riformare il sistema degli attuali 14 enti lirici, con il significativo sottotitolo di “disposizioni urgenti”. Fin dall’inizio il Decreto ha incontrato una furibonda opposizione da parte dei sindacati e dei Sovrintendenti degli Enti Lirici; il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, prima di apporre la propria firma, ha effettuato diversi rilievi, ma alla fine ha firmato, e il Decreto è entrato in vigore subito dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (il 30 aprile 2010) e dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni, pena decadenza (ossia, per l’appunto, entro il 29 giugno).

Trovate qui il Decreto integrale, in formato PDFContinua a leggere…

Giu 232010
 

Il no al Decreto BondiAlla Camera, nel momento in cui pubblichiamo questo post, ferve un acceso dibattito sul Decreto Legge sulle Fondazioni liriche.

Di fronte alla ferma opposizione di Pd e IDV, ma anche di rappresentanti del gruppo misto, come l’Onorevole Giulietti di “Articolo 21”, il Governo minaccia di mettere la fiducia sul Decreto. “Il testo del governo – sostiene l’IDV – non prevede alcuna vera riforma delle fondazioni, di cui pure si ravvisa la necessità, ma scarica semplicemente sui lavoratori la necessità di quadrare i bilanci. Questo decreto, inoltre, non riapre neppure le fondazioni all’imprenditoria privata, perché mancano gli incentivi e la defiscalizzazione. E’ ovvio che nessun imprenditore di buon senso investirà dove non gli conviene farlo”.

E intanto, fuori dal Ministero dei beni culturali e poi davanti alla Camera, il 22 giugno c’è stato un presidio di centinaia di esponenti delle Fondazioni liriche (orchestrali, coro e corpo di ballo) ed esponenti delle forze sindacali Cgil Slc, Fials, Cisl.. Ma c’è stato anche uno sciopero generale per tutto il settore. Sono saltate le rappresentazioni di tutte le opere liriche in tutto il paese (ad esempio, il Faust alla Scala e la Manon all’Opera di Roma).

Centinaia di lavoratori protestano contro la politica di tagli scelta dal governo. Uno striscione è stato appeso davanti all’ingresso del Ministero: “Ci state tagliando le gambe”, dice. E’ firmato dal corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Ad animare il sit-in contro il Decreto Bondi ci sono anche i musicisti dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, del Lirico di Cagliari e del Maggio Fiorentino. Se il decreto diventa legge, annunciano i sindacati, la protesta arriverà a bloccare la stagione estiva, quella più frequentata anche dai turisti, da Caracalla a Verona, San Carlo, Santa Cecilia. E metterà a rischio anche la tournée della Scala. A Venezia i musicisti della Fenice suonano e danzano in corteo per le calli, a Milano gli artisti della Scala, dopo le innumerevoli manifestazioni di piazza dei giorni scorsi, annunciano un nuovo sciopero per domani sera e si chiudono in assemblea permanente. Continua a leggere…

Ago 132008
 

Il Ministro Maria Stella GelminiGentili amici, ritengo sia buon giornalismo pubblicare il testo integrale (stenografico) delle ormai celebri dichiarazioni del Ministro Maria Stella Gelmini alla Commissione Cultura della Camera, per quanto riguarda i Conservatori. Linko qui la fonte originale, e copio invece qui sotto per esteso il testo, per vostra comodità (così ne evidenzio anche quelli che ritengo siano i passaggi da leggere con la massima attenzione): http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stencomm/07/audiz2/2008/0731/s000r.htm

Attenzione. il documento originale contiene molti altri argomenti interessanti (riforma della scuola secondaria, dell’università, SISS…), per cui ne consiglio vivamente la lettura integrale…

Commentate qui il tutto liberamente… Grazie! E’ importante discutere su queste cose e capirle molto bene, ci vuole il contributo di tutti! Fate molta attenzione al punto in cui si dice che “i Conservatori, forse, non tutti sono di primo livello.” Che ne pensate?

Giovedì 31 luglio 2008
VII COMMISSIONE PERMANENTE
(Cultura, scienza e istruzione)
S O M M A R I O
AUDIZIONI:

Audizione del ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Mariastella Gelmini, sulle linee programmatiche del suo dicastero

[omissis]

Pag. 31 e sgg.

“Ritengo di poter ravvisare una parziale assenza di strategia anche per quanto riguarda il mondo dell’Alta formazione artistica e musicale (AFAM), che ho incontrato da tempo, per la verità.

Devono essere assunti alcuni provvedimenti amministrativi per agevolare la vita a questa realtà; tuttavia, il punto della questione non sta tanto nel rispondere alle richieste minimali, seppure assolutamente legittime, inerenti al regolamento, agli organici, eccetera, cui pure possiamo rispondere, quanto nel compiere delle scelte. Mi riferisco al fatto che settanta conservatori sono forse davvero troppi per il nostro Paese, anche perché, forse, non tutti sono di primo livello.

Ritengo poi un altro problema l’assenza di una preparazione musicale nella scuola del secondo ciclo. Anche per questo le risorse sono poche, è vero, ma secondo me va messo a punto un progetto. I conservatori rappresentano una sorta di università della musica e allora magari occorre non commettere nuovamente l’errore del «3+2».

Si potrebbe, forse, distinguere tra gli istituti di qualità inferiore, che potrebbero conferire una laurea breve, e i conservatori di maggior pregio, cui si potrebbe dare la possibilità di attivare anche i due anni di corso successivi; altrimenti si corre il rischio di tenere tutti sullo stesso piano. Insieme all’assenza di un progetto, questo farebbe sì che, nel tempo, le risorse per questo settore vadano diminuendo, senza che si percepisca fino in fondo, e a torto, che la qualità, in alcuni casi, è invece assolutamente elevata. Ne ho parlato con alcuni presidenti di conservatorio e con il presidente dell’Accademia di Roma: serve un progetto di rilancio e serve anche, secondo me, il coraggio di rivalutare questa realtà.

Perché non pensare ad una sezione dell’ente di valutazione dedicata espressamente alle scuole di alta formazione artistica e musicale? Questo ci consentirebbe di fare delle scelte perché, altrimenti, poiché le risorse diminuiscono ma il numero di istituti rimane elevatissimo, il risultato sarà quello di appiattire tutto, mentre, secondo me, dobbiamo mirare a mantenere delle punte di eccellenza. Poi gli enti locali daranno una mano alle realtà minori che hanno, anche loro, una storia e una presenza all’interno del tessuto sociale. Mettendo tutti sullo stesso piano, secondo me, si finisce per impoverire e indebolire tutto il sistema.
Io mi fermerei qui. Gli argomenti sul tavolo erano tantissimi, ma credo di aver risposto più o meno su tutto. Continua a leggere…

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