Set 172016
 

immagine-trascrizioneA. “Che bella questa musica, di che cosa si tratta?”

B. “Si tratta di una trascrizione..”

Spesso la reazione alla parola “trascrizione” sorge spontanea nelle persone avvezze alla musica originale ed “immacolata” e di solito corrisponde ad un misto di fastidio e imbarazzo accompagnati da un immancabile storcere del naso. In fondo ogni strumento ha il proprio repertorio originale e ben pensato per le sue peculiarità. Perché dunque addentrarsi nella musica considerata maldestramente di serie B?
Essendo caduta spesso anch’io in questo tipo di considerazioni superficiali, ho voluto tracciare un percorso soffermandomi su alcuni dei compositori ritenuti importanti per questa pratica al fine di trovare per me, ma per chiunque sia interessato a non chiudersi, una o più ragioni per non sottovalutare l’importanza della trascrizione a tutto tondo.

Per trascrizione si intende la destinazione, l’adattamento di una composizione ad un organico differente da quello per il quale essa era stata concepita originariamente.
Le motivazioni che spingevano i compositori ad avvalersi di questo tipo di pratica corrispondevano a più esigenze, da quelle scolastico-didattiche, per finalità divulgative, pratiche e anche commerciali. Vi erano poi casi in cui l’autore si affidava alla trascrizione per arricchire e perfezionare i propri mezzi espressivi. Spesso succedeva che, quegli strumenti poveri di letteratura autonoma (ad esempio la viola, l’arpa o il trombone) si impadronissero di musica originariamente concepita per altri strumenti, al fine di ampliare il loro repertorio. E’ importante ricordare che il XIX secolo coincideva con il periodo del predominio della borghesia, il cui locus amoenus era il salotto borghese, e le trascrizioni per organici differenti erano spesso sfruttate per cercare di conoscere sempre musica nuova, in tempi brevi e nell’intimità delle case.

La storia della trascrizione si svolge parallelamente a quella della musica strumentale. Alcuni studiosi vogliono farla coincidere con le manifestazioni di musica medievale; in realtà qui si parla di “utilizzazioni” differenti di un brano musicale nell’ambito di un unico regime fonico, ossia la voce umana. Vi erano dei casi denominati “Travestimenti” (la melodia veniva trasferita da un testo profano ad uno sacro e viceversa), la composizione rimaneva comunque sempre destinata al canto. La trascrizione si verificava invece quando una o più parti di una composizione polifonica vocale venivano suonate anziché cantate.
Tale pratica si afferma nel rinascimento secondo due direttrici fondamentali: la riduzione di una composizione polifonica vocale per strumento a pizzico o a tastiera detta intavolatura, e quella che mantiene al canto la voce superiore, raggrupando le altre nell’accompagnamento strumentale.
Nel ‘600 le trascrizioni di Geminiani per strumenti a tastiera in genere, anche di pezzi suoi, rispondevano prevalentemente ad esigenze di tipo pratico. Nello stesso periodo, in Germania operava un fervente ammiratore della musica italiana, J. G. Walther che trascrisse diversi concerti dei nostri antichi maestri (Albinoni, Torelli, Gentili, Taglietti, ecc.).


J. G. Walther: Concerto del signore Tomaso Albinoni in F – DUR [Helmut Kickton, Organo]

Lo stesso Walther fu d’ispirazione a J. S Bach, (avevano operato insieme alla corte di Weimar) che prese i concerti di A. Vivaldi come modelli per le sue trascrizioni al clavicembalo e all’organo. Si cita come esempio particolarmente riuscito, il concerto n. 2 dell’Op. VII (II libro) e, soprattutto, il movimento lento centrale che supera l’originale in quanto Bach ha inserito, fra le due parti preesistenti, una terza linea che riempie a livello contrappuntistico la base vivaldiana.
Bach, salvo rare eccezioni, rinvigorisce certe ossature con nuovi contrappunti, arricchisce l’ornamentazione, sottolinea con maggior rilievo alcuni svolgimenti armonici e spesso arriva a conferire alla musica un altro carattere espressivo.
Dopo J. S. Bach, molti compositori si cimentarono con l’arte trascrizione tra i quali W. A. Mozart, Schubert, Mendelssohn e Schumann.
Anche Beethoven si cimentò qualche volta nella trascrizione per complessi strumentali, con riduzioni o adattamenti di musiche proprie.
A Schumann si deve la trascriione pianistica di ben metà dei 24 capricci per violino di Paganini, 6 raccolti nell’op. 3 e gli altri nell’op. 10. Il primo gruppo ha un indirizzo prevalentemente didattico -“io copiai l’originale, forse a suo danno, quasi nota per nota, sviluppando solo la composizione armonica”- mentre il secondo è destinato all’esecuzione pubblica. “Mi liberai dunque dalla pedanteria di una traduzione letteralmente fedele e volli che la presente rielaborazione desse l’impressione d’una composizione per pianoforte affatto indipendente, sì da far dimenticare l’origine violinistica, senza che però l’opera ne avesse a scapitare in idee poetiche” (R. Schumann, la musica romantica, Torino, 1950).


R. Schumann: Etudes after Paganini Caprices op. 3 – Stefano Ligoratti, Piano

In contrapposizione con l’intento di Schumann, vale a dire mettere in rilievo il lato poetico della composizione, abbiamo quello di Liszt che amava accentuare il lato virtuosistico; anch’egli lavorò sui capricci di Paganini con la composizione di Studi. Lo Studio musicalmente più interessante pare essere il “Tema con Variazioni” (Capriccio 24) che fu poi sfruttato anche da Brahms e Rachmaninov.
Non mancano casi in cui il compositore sceglie di adattare ed estendere a più strumenti contemporaneamente lo stesso brano. Un esempio interessante lo troviamo in Grieg che aveva l’abitudine di comporre i suoi pezzi per pianoforte e poi riscriverli per orchestra. E’ dalla sua sonata per violino n. 3 op. 45 che trascrive l’allegretto del secondo movimento per violoncello e pianoforte.


Grieg – Allegretto for Cello and Piano. [Matilda Colliard, Cello – Stefano Ligoratti, piano]

Nel campo della trascrizione per pianoforte, chi lasciò un segno decisamente importante fu F. Busoni; fu infatti il primo a porsi il problema di creare una scrittura pianistica adatta alla trascrizione della musica per organo. Si servì così di raddoppi, ingegnose disposizioni di accordi, aggiunte, omissioni e libertà nei riguardi del testo originale. I lavori busoniani raggiungono il più alto grado dell’arte della trascrizione in quanto nati da un pianismo “organistico” assolutamente inedito.


Bach-Busoni Toccata e Fuga in re minore. [Stefano Ligoratti, Piano]

Spetta a O. Respighi il merito d’aver divulgato e avvicinato, attrverso le sue trascrizioni, antiche musiche alla sensibilità novecentesca. E’ considerato il pioniere del rinnovamento della musica italiana; portando su un piano più divulgativo le grandi composizioni passate, le ha rievocate cercando di darne un’interpretazione che più si avvicinasse al gusto moderno. Un esempio lo troviamo nella “Trascrizione Libera per pianoforte” delle Antiche danze e arie per liuto (Sec. XVI e XVII).
Anche Ravel, come abbiamo detto di Grieg, trascrisse sucessivamente per orchestra molte delle sue opere per pianoforte. Verrebbe da pensare che i pezzi originali fungessero da “modello” per poi ottenere il vero e proprio risultato attraverso l’orchestra. In realtà si tratta di autentiche e definitive creazioni che, offrendo un’ampia gamma di effetti coloristici, gradazioni di tocco e via dicendo, si prestavano spontaneamente alla versione orchestrale.
Occorre ora citare I. Stravinskij, il quale ha apportato un grande contributo nel campo della trascrizione. I princìpi con i quali il compositore trascriveva non si discostavano di molto da quelli di Busoni, infatti si concedeva la libertà di modificare la parte del pianoforte, ingrandendola e intensificandone la violenza sonora. Con il balletto Pulcinella Stravinskij inizia ad attingere a materiale del passato (in questo caso alle musiche attribuite forse a Giambattista Pergolesi). E’ curioso ricordare che Sergej Diaghilev, che gli aveva commissionato il balletto, gli aveva imposto di “comportarsi al modo di Respighi” per la stesura della partitura. Il balletto ebbe molto successo e fu così che Stravinskij compose diverse trascrizioni: una Suite orchestrale, una Suite per violino e pianoforte (Suite Italienne) ed infine una versione per violoncello e pianoforte.


I. Stravinskij – Suite Italienne for cello and piano [Matilda Colliard, Cello – Stefano Ligoratti, Piano]

Le manifestazioni di trascrizione continuano per tutto il novecento con Schoenberg, Berg, Webern, Bartòk, Prokof’ev e tanti altri.

Mi viene da fare una considerazione a proposito dell’apertura verso le trascrizioni. E’ attraverso la riscoperta di queste perle che si aiuta la divulgazione della grande musica a 360 gradi. Chi aderisce a questa divulgazione, oltre a nutrire la propria conoscenza così come quella dello spettatore, ha il potere di far rivivere composizioni che altrimenti rimarrebbero nell’ignoto.

Matilda Colliard

Set 042011
 

Die Jury der Finalphase 2011, von links: Pietro di Maria, Tamara Stefanovich, Alfredo Perl, Nicholas Angelich, Lilya Zilberstein, Martha Argerich, Numa Bischof-Ullmann, Daniel Rivera, Kun Woo Paik, Giorgio Battistelli (Foto: Gregor Khuen Belasi)E così è terminato anche il Concorso Busoni. Con un risultato un po’ deludente, anche se non così inconsueto:  nessun primo premio assegnato. Ecco, subito,  i dati ufficiali:

1° Premio Busoni: Non assegnato
2° Premio: ex-aequo Bulkina Anna & Baryshevskyi Antonii
3° Premio: Tatiana Chernichka
4° Premio: Min Soo Hong
5° Premio: ex-aequo Sun-A Park & Alessandro Taverna
6° Premio: Non assegnato

Premi speciali:

Premio Arturo Benedetti Michelangeli: Non assegnato
Premio Gian Andrea Lodovici: Alessandro Mazzamuto
Premio speciale per la migliore interpretazione di musica contemporanea: Esther Park
Premio della Stampa MIELE Italia: Antonii Baryshevskyi
Premio speciale per la migliore esecuzione di un’opera di Franz Liszt: Min Soo Hong
Premio del Pubblico: Antonii Baryshevskyi
Premio speciale per la migliore esecuzione di una composizione di Ferruccio Busoni: Jae Won Cheung
Premio Alice Tartarotti: Antonii Baryshevskyi
Il Premio Keyboard Trust Career Development Prize è stato assegnato ad Alessandro Taverna.
Lo scopo dello Premio è di aumentare il numero dei concerti a disposizione fuori Italia.

L'articolodi Andrea Bambace sul quotidiano

Nell’immagine, un bell’articolo di Andrea Bambace, docente di pianoforte al Conservatorio di Bolzano e noto concertista e critico musicale,  apparso sul quotidiano “Alto Adige” domenica 4 settembre 2011, con un commento molto equilibrato, che illustra bene la logica in base alla quale non è stato assegnato il primo premio. Ecco il link all’articolo completo online:  http://altoadige.gelocal.it/cronaca/2011/09/04/news/busoni-sprazzi-di-grandi-emozioni-ma-nessun-gigante-4905417

Ago 302011
 

Alessandro TavernaCome scrivevo nel post precedente, stasera ci sarà la prima prova delle finali con Orchestra del Concorso Busoni:

Ecco il CALENDARIO delle FINALI 2011, per stasera:
30.08.2011 | ore 20.30

Auditorium
PRIMA PROVA FINALE CON ORCHESTRA
  • Min Soo Hong – 0.04.1993, Busan, Corea del Sud – LISZT Concerto n. 1 S 124
  • Sun-A Park – 3.02.1988, Busan, USA – LISZT Concerto n. 1 S 124
  • Alessandro Taverna – 3.09.1983, Portogruaro, Italia – LISZT Concerto n. 2 S 125

nell’attesa di goderci le prove dal vivo (trovate tutti i link nel nostro post precedente), vorremmo segnalarvi l’unico concorrente italiano rimasto in gara, Alessandro Taverna, che a noi è piaciuto molto, per grandissimo rigore, intelligenza musicale, capacità di comprendere e rispettare  in pieno lo stile di ogni autore, e, non ultima, una formidabile tecnica e pulizia nelle esecuzioni. Faremo quindi il tifo per lui, che davvero, oltre al fatto di essere un nostro connazionale, lo merita! (Scriveremo ancora anche sugli altri candidati italiani, che hanno difeso benissimo i nostri colori.)

Proponiamo qui il video della sua prova del 28 agosto 2011, con questo programma: (vi raccomandiamo, in modo particolare, lo strepitoso Pétrouchka del finale, dal minuto 23,53 del video)

Alessandro Taverna – 13/09/1983 Italia

  • WUORINEN Etudes for Chords and Dynamic Balance
  • FRANCESCONI Etude n. 2
  • BACH – BUSONI “In Dir ist Freude”
  • BEETHOVEN Sonata op.78
  • SCHUMANN Fantasia op.17
  • STRAVINSKY Trois mouvements de Pétrouchka

Ed ecco il suo splendido curriculum:
Alessandro Taverna – 13.09.1983, Portogruaro – Italia
Si è diplomato con lode all’Accademia di Santa Cecilia di Roma con Sergio Perticaroli e all’Accademia di Imola con Franco Scala, Leonid Margarius e Boris Petrushansky.
Studia all’Accademia di Pianoforte Lago di Como e con Arie Vardi alla Hochschule für Musik und Theater di Hannover. Ha vinto il 2° Premio al London Piano Competition, il 1° Premio al Minnesota Competition e il 3° Premio al Leeds Competition, riconoscimenti che gli hanno permesso di esibirsi in tutto il mondo, come solista e con orchestre quali la Royal Philharmonic di Londra, la Royal Liverpool Philharmonic, la Scottish Chamber Orchestra e la Minnesota Orchestra.
IN BOCCA AL LUPO, ALESSANDRO!!!
Ago 302011
 

Concorso Busoni 2011Il famoso Concorso pianistico Busoni, in corso presso il Conservatorio di Bolzano, è arrivato alla fase finale. Stasera, i primi 3 tra i 6 finalisti selezionati si esibiranno nella prova con orchestra. In occasione del bicentenario Lisztiano, questa prova di finale sarà tutta imperniata sui 2 concerti di Liszt.

Troverete tutte le informazioni importanti sul sito del Concorso, http://www.concorsobusoni.it

Questa invece  è la pagina facebook del Concorsohttps://www.facebook.com/pages/Busoni-Piano-Competition/141626954611

Ecco anche tutti i link per seguire il concorso in diretta streaming video: http://stream.concorsobusoni.it/
(in caso di problemi consiglio di cliccare su questo link, per aprire Windows Media Player direttamente: http://rvs-02.seeweb.it/eelimedia/stream01.wmv)
http://www.livestream.com/concorsobusoni
(qui trovate anche l’archivio delle prove precedenti, giorno per giorno).

Ecco il CALENDARIO delle FINALI 2011, per stasera:
30.08.2011 | ore 20.30

Auditorium
PRIMA PROVA FINALE CON ORCHESTRA

ore 20.30
  • Min Soo Hong – 0.04.1993, Busan, Corea del Sud – LISZT Concerto n. 1 S 124
  • Sun-A Park – 3.02.1988, Busan, USA – LISZT Concerto n. 1 S 124
  • Alessandro Taverna – 3.09.1983, Portogruaro, Italia – LISZT Concerto n. 2 S 125
e il CALENDARIO delle FINALI 2011, per domani:
31.08.2011 | ore 20.30
ore 20.30
  • Antonii Barishevskyi – 10.10.1988, Kiev, Ucraina – LISZT Concerto n.1 S 124
  • Anna Bulkina – 28.06.1986, Krasnodovsk, Russia – LISZT Concerto n. 1 S 124
  • Tatiana Chernichka – 15.05.1984, Novosibirsk, Russia – LISZT Concerto n. 2 S 125
Nov 112009
 

Stefano Ligoratti suona a Milano in Sala Verdi per la Società dei ConcertiOggi, 11 novembre 2009,  a Milano, nella Sala Verdi del Conservatorio, alle ore 21, si terrà uno splendido concerto del pianista Stefano Ligoratti, per la serie “Concerti per Amore”, organizzata dalla Società dei Concerti.

biglietti a € 20 – concerto in abbonamento
link: http://www.soconcerti.it/cpa.htm

Il Maestro Stefano Ligoratti, che è anche il Direttore artistico di ClassicaViva, eseguirà questo magnifico programma, tutto imperniato intorno al nome e alla musica di Bach:

J. S. Bach – Fantasia cromatica e Fuga BWV 903
F. Liszt
– Fantasia e fuga sul nome B-A-C-H, S. 529
F. Busoni – Fantasia nach J. S.Bach, KiV 253
Bach-Busoni
– “Ciaccona” dalla Partita II BWV 1004
L. van Beethoven –
Sonata n. 23 op. 57 in fa min. “Appassionata”

Riteniamo che il miglior commento al programma di questo concerto sia l’estratto da una intervista – pubblicata su una pubblicazione riservata agli abbonati  – a cura del Direttore Artistico della Società dei Concerti, la pianista Enrica Ciccarelli:

“Il prossimo 11 novembre suonerai in Sala Verdi nell’ambito dei Concerti per Amore. Parlaci nel dettaglio del programma che hai scelto.

Il mio è in realtà un programma squisitamente “busoniano”, non soltanto per la presenza di due brani di questo magnifico compositore e pianista italiano, ma anche perché rispecchia in pieno l’estetica musicale di Ferruccio Busoni, che possiamo riassumere in questa sua celebre frase: “Bach è la base per suonare il pianoforte, Liszt il vertice. Entrambi rendono possibile Beethoven“.

Il programma è incardinato intorno al nome e alla musica di J. S. Bach. Parte dalla sua “Fantasia cromatica e Fuga“, per svilupparsi in altre fantasie ispirate al grande compositore, come la “Fantasia e Fuga sul nome di BACH” di F. Liszt, La “Fantasia nach J. S. Bach“, di Ferruccio Busoni, culminando nella celeberrima trascrizione busoniana della “Ciaccona” di Bach, dalla Partita II BWV 1004. Il programma comprende anche la Sonata “Appassionata“, di Ludwig Van Beethoven, che, sorprendentemente, può essere anch’essa collegata con Bach per il secondo movimento, che sembra un corale con variazioni, e il suo ultimo tempo, con spunti di tipo polifonico a canone.

E’ un programma pianistico, ma è indubbiamente ispirato dalla mia conoscenza del repertorio clavicembalistico, organistico e quindi barocco (la Fantasia di Liszt, ad esempio, è la trascrizione originale dello stesso Liszt di una sua precedente omonima composizione per organo). Le forme presentate nel concerto, infatti, sono quelle tipiche del barocco: l’improvvisazione domina nella forma della Fantasia, la polifonia nella forma della Fuga, l’ostinato nella forma della Ciaccona, e la Sonata ha le sue radici proprio nel barocco.Continua a leggere…

Nov 042009
 

Cover del nuovo Cd di Stefano Ligoratti - FantasieIeri, 3 novembre, ho presentato in anteprima assoluta a Radio Classica, ospite della trasmissione “Ultimo grido“, condotta da Luca Ciammarughi, il nuovissimo Cd prodotto da ClassicaViva: “Fantasie“, con il pianista Stefano Ligoratti (che, ricordiamo, è anche il Direttore artistico di ClassicaViva).

E’ stata l’occasione per un ulteriore approfondimento sul tema dell’interpretazione di Bach al pianoforte, che avevamo già trattato la scorsa settimana, e, naturalmente, per parlare diffusamente delle composizioni eseguite nel CD.

Abbiamo anche annunciato il prossimo, importante concerto di Stefano Ligoratti, che debutterà l’11 novembre a Milano, nella Sala Verdi del Conservatorio,  per la Società dei Concerti, con un recital pianistico in cui eseguirà molti dei pezzi presentati in questo CD.

Trovate qui il programma del concerto nei dettagli: http://www.classicaviva.com/StefanoLigorattiRecital11112009.htm

[display_podcast]

Sono andati in onda integralmente – e potete naturalmente ascoltarli nel podcast qui sopra – i seguenti brani:

Il Cd

  • J. S. Bach (1685-1750):  Chromatische Fantasie und Fuge in d-moll BWV 903
  • L. van Beethoven (1770-1827):  Sonate n. 14 op. 27, n. 2 in cis-moll “Quasi una fantasia”- “Mond scheinsonate”
  • F. Mendelssohn (1809-1847): Phantasie in fis-moll op. 28 F. Mendelssohn (1809-1847)
  • F. Liszt (1811-1886): Fantasie und Fuge über das Thema BACH, S. 529

Il Maestro Ligoratti, presente in studio in diretta, ha parlato diffusamente con Luca Ciammarughi anche di molti altri temi musicologicamente interessanti: dall’interpretazione delle Sonate di Beethoven (in questo caso, nei dettagli, della celeberrima Sonata n. 14, op. 27  n. 2  “Chiaro di luna“), di cui ha una visione unitaria in quanto al tempo di esecuzione nel corso dei tre movimenti, ad un ampio approfondimento sul genere “Fantasia”, dalla sua nascita (in Italia) alla sua diffusione in epoca sia barocca che romantica.

Decisamente rari i brani proposti, di cui esistono pochissime incisioni – tra cui la Fantasia e Fuga di Franz Liszt, brano di spettacolare bellezza, in cui, pur nel virtuosismo estremo, sono presenti tutti gli aspetti del miglior Liszt, anticipatore di molte profonde innovazioni nel linguaggio musicale, poi recepite dalla musica del novecento.

Il CD è in corso di stampa e verrà posto in vendita la sera del concerto e sul sito-catalogo di ClassicaViva entro pochi giorni. Le tracce saranno, come al solito, disponibili anche i formato MP3, sempre sul catalogo.

Buon ascolto, dunque!

Set 052009
 

Michail LifitsMICHAIL LIFITS È IL 27° VINCITORE DEL CONCORSO BUSONI

Al termine della seconda prova con orchestra la giuria presieduta da Lilya Zilberstein ha proclamato i vincitori: il secondo premio è andato a Alexey Lebedev, il terzo a Gesualdo Coggi. A Oxana Shevchenko il Premio della critica internazionale.

A Lifits, di nazionalità tedesca, che studia in Italia all’Accademia di Imola con il Maestro Boris Petrushansky, è stato anche assegnato il premio speciale per la migliore interpretazione di Mozart e il premio speciale del pubblico.

La sua bella esecuzione del secondo concerto di Rachmaninov evidentemente è piaciuta, anche se questa volta il primo premio è stato assegnato a maggioranza e non all’unanimità, e quindi il vincitore non ha guadagnato anche i 5.000 Euro previsti per il premio speciale benedetti Michelangeli…

A domani con gli approfondimenti! La notizia è di pochi istanti fa…

Set 032009
 
Alexey Lebedev Michail LifitsGesualdo Coggi

Al termine della prima prova con orchestra, che ha impegnato sei candidati nell’esecuzione di un concerto di Mozart con l’Accademia d’archi di Bolzano diretta da Patrick Lange, la giuria presieduta da Lylia Zilberstein ha scelto i tre finalisti che venerdì sera, 4 settembre 2009,  alle 20 al Teatro Comunale si contenderanno il primo premio eseguendo Beethoven e Rachmaninov con l’Orchestra Haydn diretta da Arthur Fagen. Al termine la giuria si riunirà e proclamerà il vincitore. La serata sarà trasmessa in diretta radiofonica e televisiva da RAI – Sender Bozen, diretta radiofonica nazionale da Radio3 e in streaming video sul sito del concorso (e sul nostro blog).

I tre finalisti sono:
Alexey Lebedev
Gesualdo Coggi
Michail Lifits
Qusto il Programma della Finalissima al Teatro Comunale
ore 20.00
ORCHESTRA HAYDN 
Direttore ARTHUR FAGENGesualdo Coggi: Rachmaninov – Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in do min op. 18
Alexey Lebedev: Beethoven – Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 in Mi bem magg op. 73
Michail Lifits
: Rachmaninov – Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in do min op. 18Premiazione dei candidati

Al di là del (ppiù che legittimo!) tifo per il nostro connazionale, dai commenti raccolti in giro sui Forum specializzati (come Pianoforum.it) dopo l’esecuzione dei concerti di Mozart delle ultime due serate al Busoni, sembra proprio che il favorito sia il nostro Gesualdo Coggi, cui va il nostro più cordiale ed entusiastico “IN BOCCA AL LUPO!” Dicono di lui: “questo ventiquattrenne italiano ha proprio la stoffa di un purosangue…”. Ascoltiamolo venerdì sera!

E peccato per gli altri italiani esclusi (ricordiamo il bravissimo Lorenzo Cossi, almeno): sicuramente alcuni di loro avrebbero meritato di essere nella rosa dei sei finalisti. Pare che il Mozart di alcuni concorrenti abbia veramente deluso…

Cominciamo a sognare…

Ago 262009
 

La diretta in streaming video dal Concorso Busoni 2009Grande successo per le trasmissioni in diretta streaming video dal Concorso Busoni (che abbiamo annunciato nel nostro post di stanotte)! In moltissimi stanno seguendo le esibizioni dei concorrenti (si vede e si sente benissimo, sembra di essere lì, fantastico! E speriamo che la connessione tenga, perché stiamo mettendo la rete a dura prova…)

Ecco il programma di oggi, dal bel forum Pianoforum (in commento al nostro post, un gentile iscritto al forum ha pubblicato il programma di oggi: http://www.pianoforum.it/cgi-bin/forum/YaBB.cgi?num=1251241375/3. Lo riprendiamo qui per comodità di tutti:)

Questo il programma di oggi (al link: http://stream.concorsobusoni.it):

ore 10.00

Daniele Rinaldo (Italia)      Smilie
07/02/1984, Padova
Allievo di Claudio Martinez Mehner

Chopin: Polonaise-Fantaisie op.61
Busoni: Elegie n.7 Berceuse, n.5 Turandots Frauengemach
Ravel: Gaspard de la Nuit: Ondine, Le Gibet, Scarbo

Arisa Sakai (Giappone)
24/02/1989, Kobe
Allieva di Jacques Rouvier, Jean-Marie Cottet

Busoni: Sonatina n. 6 Super Carmen, BV 284
Chopin: Ballade op. 52
Rachmaninov: Moments Musicaux op. 16

ore 16.00

Scipione Sangiovanni (Italia)    Smilie
19/09/1987, San Pietro Vernotico (BR)
Allievo di Ippazio Ponzetta, Vincenzo Balzani

Händel: Suite n.4 (1733)
Haydn: Sonata Hob. XVI/52
Busoni: Indianisches Tagebuch
Mozart/Liszt: Reminiscences de Don JuanContinua a leggere…

Ago 262009
 

Ferruccio Busoni, dal bel sito di Laureto RodoniUna bellissima notizia per tutti gli appassionati di musica classica (e di pianoforte, in particolare):

da oggi, 26 agosto 2009 (dalle ore 10) sino al 4 settembre, le finali del Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni, che si svolge, come è noto, a Bolzano, sono visibili in streaming live sul sito:

http://stream.concorsobusoni.it

il programma completo delle finali si trova sul sito del Concorso Busoni alla pagina: http://www.concorsobusoni.it/it-94-1997.aspx

Si tratta di un evento, in certo qual modo, storico, che cambierà per sempre i concorsi pianistici. Già si erano viste altre esperienze del genere, al recente Van Cliburn, ad esempio. Ma è la prima volta che tutti potranno assistere, in diretta, alle finali del più importante concorso pianistico italiano, uno dei più noti del mondo, oltre tutto.

Una vetrina spettacolare per i finalisti; una grande diffusione per la grande musica, che conquista una platea mondiale, con un evento mediatico attesissimo. E, oltretutto, credo fermamente che questo segni la fine delle polemiche sui concorsi “truccati”, nei quali, in un modo o nell’altro, si bisbiglia sempre, con mille polemiche, che abbia vinto il tale o il tal altro perché “raccomandato” o allievo di un membro della commissione, o per chissà quale altro intrigo di corridoio.

E’ evidente che a questi livelli artistici il giudizio delle commissioni giudicatrici si fa difficilissimo, e che, alla fine, pur sempre, entrano in gioco raffinate questioni di gusto personale dei vari giurati. Ma, per lo meno, un’esecuzione diffusa in diretta in streaming mondiale sicuramente è trasparente: non c’è posto per trucchi, interpretazioni pasticciate: tutti ascoltano, e sul pianoforte c’è poco da truccare… se si sbaglia, si sente! E gli intenditori se ne accorgono, sempre.

Speriamo sia anche l’occasione di rivalutare un modo di suonare più rivolto alla musica e all’interpretazione artistica, che non alla tecnica… siamo tutti un po’ stanchi di pianisti che sono degli spettacolari virtuosi e funamboli della tastiera, delle vere e proprie macchine da guerra, ma che non trasmettono emozioni e non sanno proporre idee proprie o approfondire davvero i brani che presentano, secondo l’idea del grande Busoni, per l’appunto, che diceva che “ogni interpretazione è in realtà una trascrizione”. A proposito, per chi volesse approfondire la conoscenza con questo strepitoso pianista e compositore, consigliamo di visitare il bel sito di Laureto Rodoni: http://www.rodoni.ch/indexx.html

Che questa bellissima novità per la musica si presenti proprio al concorso intitolato al suo nome, mi sembra di ottimo auspicio per la musica italiana.

Tra l’altro, sono in lizza diversi italiani tra i finalisti. Faccio un po’ di … tifo per loro, e li evidenzio in rosso! IN BOCCA AL LUPO!

Ecco l’elenco completo… e BUON ASCOLTO!

Tatiana Chernichka (Russia)
Regina Chernychko (Ucraina)
Gesualdo Coggi (Italia)
Lorenzo Cossi (Italia)

Christopher Devine (Inghilterra)
Christopher Falzone (USA)
Giuseppe Gullotta (Italia)
Yifan Hu (Cina)
Da Sul Jung (Corea del Sud)
Viviana Pia Lasaracina (Italia)
Alexey Lebedev (Russia)
Sun Ho Lee (Corea del Sud)
Michail Lifits (Germania)
Daniele Rinaldo (Italia)
Arisa Sakai (Giappone)
Scipione Sangiovanni (Italia)
Oxana Shevchenko (Kazakistan)
Olga Stezhko (Bielorussia)
Bruno Vlahek (Croazia)
Mimi Jue Wang (Cina)
Jae Yeon Won (Corea del Sud)
Jie Yuan (Cina)

Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!