Ott 302008
 

Il Maestro Daniele RustioniPer contrastare il terribile clima di scoraggiamento che si respira in questi giorni, passiamo a una notizia davvero bella. A Torino, il 28 ottobre 2008, è andata in scena al Teatro Regio una splendida Bohème, con un cast giovane e un Direttore d’orchestra venticinquenne. Si tratta del Maestro Daniele Rustioni, un ragazzo, ancora,  ma già un artista completo e un Direttore esperto e di grande valore.

Ho ascoltato in diretta RAI tutta l’opera, con grande commozione. Conosco infatti Daniele da una decina di anni, quando ancora studiava presso il Conservatorio per il suo curriculum di eccellenza  (è Diplomato in Pianoforte, Organo  e Direzione d’Orchestra). Non è cambiato, negli anni. E’ rimasto dolce, simpatico, studioso e serio, e soprattutto modesto e alla mano, nonostante il grandissimo talento. Dopo gli studi di Milano, Daniele si e’ perfezionato in direzione d’orchestra all’Accademia Superiore Musicale Pescarese, all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e alla Royal Academy of Music di Londra. E’ stato allievo di Gianandrea Noseda e, dall’anno scorso, è Principale Direttore Ospite del prestigioso Teatro Mikhailovskij di San Pietroburgo.  E’ Direttore Ospite Principale dell’Ashovert Music Festival in Inghilterra, Direttore Assistente della Vocal Faculty alla Royal Academy of Music e Maestro Preparatore dei cantanti alla National Opera Studio di Londra.

E’ per giovani come questo che dobbiamo difendere i nostri Conservatori, per avere nel nostro futuro altri musicisti così. Non dobbiamo arrenderci: questi ragazzi rappresentano il futuro della musica italiana.

La Bohème al Regio di TorinoVi propongo di seguito i podcast della registrazione dalla trasmissione su Radio 3 RAI, andata in onda in diretta martedì 28 ottobre 2008, con la conduzione di Guido Zaccagnini. Purtroppo ci sono stati notevoli problemi tecnici, sia sul canale radiofonico, sia su Internet, da cui ho effettuato la registrazione. Noterete quindi qualche piccola interruzione, che però nulla toglie alla freschezza e alla bellezza dell’opera. Ho ritagliato per voi la celeberrima scena d’amore iniziale tra Rodolfo e Mimì (non poteva mancare!), e poi anche un podcast  con l’intervista a Daniele e ai giovani protagonisti dell’opera: Erica Grimaldi (Mimì) e Tomislav Muzek (Rodolfo). Buon ascolto, quindi!

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La prima locandina di Bohème al Regio di Torino

Ricordo che una Bohème al Regio ha un significato particolare: il 1º febbraio 1896, La Bohème fu rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino, diretta dal ventinovenne maestro Arturo Toscanini. Che magnifica eredità sta raccogliendo il giovane Rustioni!

Ma consentitemi anche qualche altra breve nota. Un plauso, innanzitutto,  a Walter Vergnano, il sovrintendente del Regio, e presidente dell’Anfols (associazione nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche), che ha creduto e investito nei giovani. Un atto di intelligente coraggio, premiato alla grande dal risultato. E’ stata una Bohème impeccabile, commovente, diretta secondo la grande tradizione operistica italiana, musicalmente ineccepibile e ricca di idee. Una bella scommessa vinta.

Foto di scena dal Regio di Torino

Come si poteva leggere ieri in un bell’articolo di Sandro Cappelletto su htpp://www.lastampa.it, “la scelta del direttore d’orchestra (Daniele Rustioni) e dei cantanti parlano a favore di uno spettacolo pensato per saggiare la tempra di nuovi talenti. Un passo nella direzione di un teatro di repertorio affidato, almeno in parte, a una compagnia stabile. Come usava un tempo, come se le grandinate che si stanno abbattendo sui bilanci e sul futuro dei nostri teatri d’opera obbligassero a ripensare alcune certezze, date troppo per scontate: magnificenza di produzioni, cachet altissimi (i più stellari al mondo), occhi puntati sull’evento e sul divo di passaggio, più che sulla bellezza e la forza della musica, sul richiamo sicuro del titolo.

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Set 092008
 

Il Logo del sito del COnservatorio di Milano, http://www.consmi.itUn invito all’Opera! Di altissimo livello, e… gratis!

Il Conservatorio di Milano  mette in scena per sabato 13 settembre 2008 l’intera opera “La Bohème”, con orchestra completa, costumi, scene, e… tutto il grande talento dei docenti e degli artisti formati in quel Conservatorio! Un’occasione eccezionale per godersi la meravigliosa Sala Verdi e l’opera pucciniana forse più amata da sempre. Ma affrettatevi: l’ingresso sarà libero fino all’esaurimento dei posti…  la Sala Verdi è molto capiente, ma sarà bene arrivare per tempo, vista l’eccezionalità e la grande qualità artistica di questo straordinario evento. Io ci sarò, chi abita nel nord non può farsi sfuggire questa occasione! Ecco il programma di sala: 

Il logo del Conservatorio di Milano

Celebrazioni Pucciniane 2008

Sabato 13 settembre 2008, ore 20.30

Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano,  SALA VERDI

Via Conservatorio,12

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

 

GIACOMO PUCCINI

L A   B O H È M E

Opera in quattro quadri

 Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica

 Nuovo allestimento a cura del

LABORATORIO OPERA-STUDIO DEL CONSERVATORIO  “G. VERDI” DI MILANO

Docenti: Daniele Agiman, Demetrio Colaci, Laura Cosso, Umberto Finazzi

 Personaggi ed interpreti

Mimì    soprano                                              Irina Kapanadze

Musetta   soprano                                          Ira Iosebidze

Rodolfo, poeta   tenore                                  Giuseppe Bellanca

Marcello, pittore   baritono                            Jun Hyuck Jin

Schaunard, musicista  baritono                       Juan José Micheletti

Colline, filosofo  basso                                    Jin Hwan Hyun

Benoît, padrone di casa   basso                      Clément Dionet

Alcindoro, consigliere di stato  basso              Marco Andreetti

Attore                                                            Marco Andreetti

 

Altri partecipanti al Laboratorio e alla produzione

Pedro Carrillo, Alicia Delzers, Matteo Falcier, Eun Young Hong, Asuka Murakami,
Yuko Sakaguchi, Andrea Tabili

Direttore d’orchestra           Pasquale Corrado / Marco Bellasi

Regia                                     Laura Cosso

Supervisione musicale          Daniele Agiman, Demetrio Colaci, Umberto Finazzi

Maestro collaboratore         Pierre-Luc Landais

Scene                                     Massimo Voghera

Costumi                                 Enrica Campi

Luci                                        Ferdinando Morra

Realizzazione scenica           Hong Sang-Hee

 

ORCHESTRA UECO

Per informazioni: Ufficio Produzione del Conservatorio “G. Verdi”

Via Conservatorio 12 – 20122 Milano, tel. +39/02/762110214 – fax +39/02/76014814 e-mail: produzione@consmilano.it –  www.consmilano.itContinua a leggere…

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Mar 262008
 

E’ recentemente scomparso il grande tenore Giuseppe Di Stefano. Aveva 86 anni.
Insieme a Maria Callas formò una coppia formidabile che si esibì in tutti i principali teatri lirici del mondo.
Con lui la musica perde un inteprete che ha reso grande e immortale il bel canto italiano.

Gli rendiamo commosso omaggio ascoltando la sua voce, in duetto con la sua grande partner, in una Bohème storica, alla Scala nel 1958, con la direzione di Antonio Votto.

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Ma vorrei proporvi anche una sua magnifica interpretazione dal vivo, in scena, per ammirarne anche la grande capacità drammatica: dai Pagliacci di Leoncavallo, “Vesti la giubba”:

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Giuseppe Di Stefano è morto il 3 marzo 2008, vicino a Milano. Era in coma dal 23 dicembre scorso. Nato in provincia di Catania il 24 luglio 1921, si trasferì a Milano all’età di sei anni. Debuttò nel 1946 a Reggio Emilia e l’anno successivo alla Scala di Milano, e nel 1948 al Metropolitan di New York, nel Rigoletto. Il 3 dicembre 2004 rimase ferito durante un’aggressione in Kenia, nella sua casa a Mombasa. Ricoverato in ospedale, entrò in coma e venne poi trasportato in Italia dove però, purtroppo, non si riprese mai più fino al decesso.

Ci piace ricordare di Stefano, oltre che come artista immenso, anche come essere umano grande e generoso. Fu lui a cercare di far uscire la sua amica Maria dalla depressione e dall’isolamento in cui si era rinchiusa nella sua casa di Parigi, convincendola a tornare alla musica, e ad effettuare con lui la sua ultima tournée, in Giappone, nel 1974: ricordiamo questa grande amicizia (che forse fu anche amore) con un altro video, che ha il sapore di un commovente quanto straziante addio. Maria, bella come una dea, si avvia in scena dal camerino sulle note di un notturno di Chopin, e poi canta con Pippo un grandioso duetto dalla “Cavalleria Rusticana”. Che artisti, che miti…

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Abbiamo trovato in rete anche un documento eccezionale, l’ultima intervista a Giuseppe Di Stefano, realizzata da Rai International nel 2004, a cura di Stefania Riccio. Lo trovate integralmente a questo link, ma lo posto anche qui in podcast per vostra comodità:

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Ecco infine il bel discorso commemorativo tenuto dal Baritono Giuseppe Zecchillo al suo funerale:

Caro Pippo, siamo qui riuniti per darti l’estremo saluto come compianto amico e artista indimenticabile. La tua scomparsa lascia in noi un vuoto indicibile, perché nessuno come te sapeva diffondere tanto entusiamo per la vita, coinvolgendo con allegria ed energia. Tutta la tua vita è stata la testimonianza di uno strepitoso talento, un estro impetuoso, un carisma eccezionale… sei stato un tenore irripetibile. Ovunque, nei teatri più importanti del mondo, in Europa, America, Estremo Oriente, hai incantato il pubblico, per il quale non ti sei mai risparmiato con la ben nota generosità dal tuo carattere.
Con te il mondo della lirica perde non solo uno dei suoi figli migliori, ma una figura leggendaria: l’ultimo mito di una grande arte. Ci sentiamo grati verso di te per il contributo di emozioni e sentimenti che hai saputo donare. Immagino che, nella vita eterna, Verdi e Puccini ti attendano come uno degli artisti a loro più cari, fedeli e devoti.
Sei stato uno dei grandi ad aderire alle nostre lotte sindacali, perché credevi nell’impegno sociale degli artisti. In seguito hai sempre sostenuto nella lotta per la difesa del teatro lirico, afflitto da gravi problemi.
In questo solenne momento, con il cuore gonfio di dolore e gli occhi lucidi per la commozione, ti diamo il nostro ultimo, fraterno, accorato saluto: Signore, amalo in cielo come noi lo abbiamo amato in terra.

Giuseppe Zecchillo – Segretario Sindacato Nazionale Autonomo Artisti Lirici

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