Ott 102008
 

Piero CalamandreiEcco un’importantissima citazione storica, che dobbiamo al Maestro Antonio Calosci, Professore ordinario di Violino presso il Conservatorio “Rossini” di Pesaro. Un intervento minimalista, ma terribilmente efficace…

Leggete, ma solo alla fine, la firma del pericoloso sovversivo che scrisse queste cose…

“Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.

Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito.

Ma c’è un’altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime…

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata.

Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.

Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”.

Intervento di Piero Calamandrei,  (in Scuola Democratica, 20 marzo 1950)

Questo diceva Calamandrei, uno dei padri nobili della nostra Costituzione, quasi sessant’anni fa.
Senza commenti. Non ce n’è bisogno. Per chi non lo conoscesse, invito a consultare qui la voce che lo riguarda su wikipedia.

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Feb 082008
 

Come avevo già annunciato in un mio precedente post (http://www.classicaviva.com/blog/2008/01/12/nuovo-intervento-di-paolo-gasparin-un-appuntamento-per-tutti-i-consultari/), Conto alla rovescia…ricordo che a Roma è imminente l’Assemblea Nazionale delle Consulte degli Studenti AFAM.

Ricordo anche che avevo segnalato che sarebbe stato bello che non si trattasse di un’assemblea ristretta ai “consultari”, ma auspicavo venisse allargata a tutti gli studenti interessati.

E sentite ora cosa hanno scritto gli studenti del Conservatorio di Napoli:

“….Colgo l’occasione per comunicarvi la risposta di Paolo Gasparin, alla nostra richiesta di poter far partecipare anche qualche studente dei Conservatori, oltre che i rappresentanti delle Consulte, all’Assemblea del 13 e 14 febbraio.
Purtroppo la risposta è stata negativa per motivi di spazio.
A noi non sembra giusto, visto che le Consulte, non si sono occupate mai del problema, fino all’occupazione del Conservatorio di Napoli. Noi da Napoli, andremo lo stesso. se si terrà ancora. …”

Carino, no? In ogni caso credo che sarebbe importante coordinare gli sforzi in vista di questa assemblea, e arrivare a stilare documenti congiunti.

Direi anche che sarebbe fondamentale che dall’assemblea si uscisse cercando di far pressioni per ottenere al più presto possibile la famosa firma di Romano Prodi sul DPCM, indispensabile per l’equipollenza dei Diplomi, per cui tanto si è combattuto in questi mesi:

Segnalo anche, ai pochi che potranno intervenire, i rilievi tecnici molto interessanti e molto preoccupanti del Prof. Calosci dell’UNAMS, in merito alla concreta possibilità che si possa arrivare a questa firma in tempo utile, prima della definitiva impossibilità a procedere di questo Governo. Per favore, chi può faccia qualcosa.

Prof. Antonio Calosci @ 12:39 am:
….
Lei si augura che in questi DUE MESI possano rimediare ai ritardo avuti fino ad oggi.
Le voglio dire che la sua è una speranza che non può realizzarsi per motivi TECNICI.
Per emanare il DPCM sono necessari:
a) coordinamento tra tre Ministri (Università, Funzione pubblica e Persidente del Consiglio);
b) acquisire il parere OBBLIGATORIO del CNAM;
c) acquisire il parere OBBLIGATORIO delle competenti Commissioni Cultura di Camera e Senato;
d) acquisire il parere OBBLIGATORIO del Consiglio di Stato.
E questo prenderebbe di per sé mesi!!!
In questo momento il CNAM sta studiando un ASSURDO schema di decreto presentato dal Ministro Mussi relativo ai requisiti di qualificazione delle sedi e dei docenti.
Tra le chicche in esso contenute ne cito una sola:
Vogliono concedere a Istituzioni private (e non sto parlando degli Istituti Pareggiati) la possibilità di rilasciare titoli come i Conservatori!!!
Se pensa che la legge di riforma si rivolge esclusivamente alle Istituzioni Statale e agli Istituti Pareggiati…. e non cita MAI istituti PRIVATI!!!
Proprio un bell’andazzo!!!
Cordiali saluti “

Buon lavoro a tutti, (non è proprio il momento di smobilitare…) e scrivete!

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