Gen 042012
 

E’ bello prendere, come buon auspicio, l’ottimo Concerto di Capodanno alla Fenice di Venezia, trasmesso in Eurovisione dalla RAI.

E’ bello credere che, proprio come una Fenice, il glorioso teatro veneziano – letteralmente risorto dalle fiamme – e la musica e le arti italiane potranno risorgere dal deserto culturale e politico che le sta cancellando.

Valga da insegnamento la sublime direzione del giovane Diego Matheuz, figlio di quel Venezuela che, con la musica classica, ha investito sul futuro dei bambini, che a distanza di anni riescono ad arrivare lontano, affrancati dalla miseria socio culturale alla quale sarebbero stati condannati.

Il concerto della Fenice è riuscito ad offuscare – per una volta – quello di Vienna. Iniziando con l’Inno di Mameli,  il ventisettenne Diego Matheuz ha diretto l’orchestra e il coro veneziano. L’evento è stato trasmesso in diretta televisiva dalla RAI, a partire dalle 12,20, con un repertorio operistico di Verdi, Bellini, Mascagni, Donizetti, Puccini e Ponchielli, oltre al ”Valzer del commiato” di Nino Rota. Il tenore Walter Fraccaro, applauditismo, ha eseguito l’aria ”E lucean le stelle” di Puccini, così come il soprano australiano Jessica Pratt, con la difficile aria dalla “Sonnambula” e quella dalla “Linda di Chamounix” di Donizetti. Un piacere immenso, poi, è stato ascoltare il valzer di Rota, indimenticabile grazie al film “Il Gattopardo” di Luchino Visconti, che ha fatto emergere la duttilità del giovane Direttore d’Orchestra venezuelano.

Imperdibile il resto del programma, con l’aria mozartiana ”Madamina, il catalogo è questo” dal “Don Giovanni”, magistralmente eseguita dal grande basso Alex Esposito, e l’esecuzione dei pilastri verdiani ”Va pensiero” e ”Libiam”. Tutto il programma è risultato impostato nella proposta di partiture finalizzate a sottolineare la spensieratezza e alla gaiezza della ricorrenza. Emozionati ed emozionanti, per finire, gli immancabili auguri per il 2012 del Direttore d’orchestra a tutto il mondo.

Unico neo: il taglio del “bis” concesso al pubblico in sala, e negato, senza pietà, dalla ripresa Rai, che doveva programmare la pubblicità prima del Telegiornale. Un vero peccato, che ha fatto arrabbiare molti telespettatori. In ogni caso, grazie, mamma RAI, per avere coprodotto e mandato in onda questo evento: pagherò volentieri il canone, quest’anno, per questo spettacolo. Certo, se ne avessimo di più, di musica così, saremmo ancora più felici. La RAI è stata per decenni il fattore unificante ed edificante della cultura e della lingua italiana: ci piacerebbe molto che potesse tornare a ricoprire il suo vero ruolo. L’augurio è, che, anch’essa, rinasca dalle ceneri, come La Fenice.

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Dic 072011
 

Il Don Giovanni alla Scala il 7 dicembre 20117 dicembre 2011. Come di consueto, il giorno di Sant’Ambrogio il Teatro alla Scala inaugura, con gran pompa, la stagione 2011-2012. Oggi va in scena il Don Giovanni di Mozart.

Per chi avesse una connessione Sky, segnaliamo che, eccezionalmente, va in onda, in chiaro, sul Canale 728 (Sky Classica), la differita dell’opera. Imperdibile per gli appassionati.

“Don Giovanni non è solo un personaggio, è un mito” dice il maestro Daniel Barenboim che dirige il Don Giovanni.

Ecco il primo video di una lunga intervista recentemente rilasciata su questa messa in scena dal Maestro Baremboim (potete facilmente trovare gli altri video alla fine di questo):

nell’augurare buon ascolto e buona visione a tutti, pubblichiamo anche un po’ di cronaca…
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Set 222011
 

Sta per arrivare “Preludio” il programma Televisivo dedicato alla musica classica. Il nuovo format TV andra’ in onda su Telegenova dal 13 novembre 2011 al 20 maggio 2012, trasmesso in radio anche su Rete Toscana Classica. Qui lo streaming internet

La trasmissione e’ un Talent Show rivolto alla musica classica dedicato agli artisti di Conservatorio e Accademie musicali ma anche a formazioni concertistiche, piccole orchestre e professionisti solisti.

In palio un contratto discografico per la pubblicazione di un album. La giuria del Talent Show sara’ costituita da grandi nomi della musica, direttori d’orchestra, direttori di conservatorio, critici musicali, giornalisti e concertisti di chiara fama.

L’iscrizione al concorso e’ gratuita. Per iscriversi e partecipare al casting televisivo basta compilare il form che si trova sul sito www.preludiotv.it

Insomma, non si scappa. Chiudono i teatri, le sale aperte si svuotano, i musicisti finiscono per strada a suonar sublimi note di violino, e si apre la televisione.

Ma, visti gli autorevoli partners dell’iniziativa, ideata dal Gruppo Maia di Genova, ossia http://www.classicaonline.com, Scuola di Musica Bonamici, Associazione Culturale Elicona, Accademia Musicale Teresiana e Casa Della Musica, e il patrocinio della Provincia di Genova, siamo sicuri  che questa trasmissione, che pur ne evoca il format, sarà ben diversa da quelle alla Maria De Filippi, quelle che somigliano più a uno zoo, quelle che, quando non c’è il talento almeno c’è la voglia di emergere tra una lite e un insulto, tra le mamme di un pubblico pagato per non esser da meno di una curva da stadio, meglio se con l’odio da derby.

Quindi via ragazzi, provateci, tanto l’ansia sarà la stessa di ogni audizione, davanti alle poltrone rosse di una platea occupate da chi deciderà del vostro futuro e della vostra arte, con un pizzico di fascino e di pepe in più, quello di di essere visti in tivù.

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Mar 062011
 

Il 17 marzo alle ore 21 nel talk show Scatola Sonora canale Sky Classica (728) andrà in onda una puntata speciale dedicata ai 150 anni dell’unità d’Italia, che vedrà, tra gli ospiti, esponenti della cultura musicale ed artistica del  nostro paese.

Nel salotto in bianco e nero di Classica, il conduttore Jacopo Ghilardotti ospiterà il giornalista e critico musicale Angelo Foletto, il professore Antonino Titone, attualmente impegnato nella stesura del secondo volume dedicato alla produzione verdiana e Mercedes Viale Ferrero, esperta di iconologia teatrale.

Gli ospiti si confronteranno parlando di Italia, Verdi, cinema e Risorgimento. Alla conversazione si alterneranno contributi video d’eccellenza.

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Gen 312011
 

Il Maestro Claudio Abbado e Fabio FazioVorrei illuminare un poco le nostre anime intristite dalle recenti vicende che riguardano i tagli alla cultura con un messaggio di speranza, citando le splendide parole che il Maestro Claudio Abbado ha recentemente pronunciato in televisione, partecipando alla trasmissione “Vieni via con me” dell’8 novembre 2010, ospite di Fabio Fazio, su Rai3, in difesa della cultura.

Ecco il video originale, che contiene anche l’intervento di Roberto Saviano:

1.      La cultura arricchisce sempre.

2.      La cultura permette di superare tutti i limiti.

3.      Chi ama la cultura desidera conoscere tutte le culture e quindi è contro il razzismo.

4.      La cultura, quindi anche la musica, è ascolto, che è la base del vivere civile e del pluralismo.

5.      La cultura rende anche economicamente.

6.      La cultura è contro la volgarità e permette di distinguere tra bene e male.

7.      La cultura è lo strumento per giudicare chi ci governa.

8.      La cultura è libertà di espressione e di parola.

9.      La cultura salva: sono stati la musica e i miei figli che mi hanno aiutato a guarire dalla malattia.

10.  La cultura porta valori sempre e comunque positivi, soprattutto ai giovani.

11.  Con la cultura si sconfigge il disagio sociale delle persone, soprattutto dei giovani, il loro sentirsi persi e disorientati.

12.  La cultura è riscatto dalla povertà: in Venezuela, non certo un paese ricco come l’Italia, José Antonio Abreu ha organizzato un sistema che in trent’anni ha insegnato la musica a 400.000 bambini e ragazzi, spesso salvandoli dalla droga, dalla violenza e dando loro un’opportunità di vita.

13.  Cultura è far sì che i nostri figli possano andare un giorno a teatro per  poter vivere la magia della musica, come feci quando avevo sette anni e una sera alla Scala decisi di riprodurre un giorno quella magia…

14.  La cultura è un bene comune e primario, come l’acqua: i teatri, le biblioteche, i musei, i cinema sono come tanti acquedotti.

15.  La cultura è come la vita, e la vita è bella!

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Lug 292009
 

Silvio BerlusconiDopo settimane di appelli, manifestazioni di piazza, ordini del giorno bipartisan – scrive l’Ansa -Silvio Berlusconi annuncia la buona novella al mondo dello spettacolo ridotto alla canna del gas dai tagli ai finanziamenti pubblici: un decreto per incrementare le risorse del fondo unico dello spettacolo. Il traguardo, chiarisce il premier, sono 60 milioni di euro (contro i 200 chiesti dall’opposizione…). (Da erogare a chi, di grazia? Si apre la guerra tra i poveri e i meno poveri…)
Comunque un segnale, commenta l’ex ministro Buttiglione. Ma dal Pd, augurandosi che la promessa sia rispettata, si parla di elemosina. E in previsione della Mostra di Venezia, la mobilitazione non si ferma. “Di promesse -spiega per Centoautori Stefano Rulli – ne abbiamo sentite tante”.
Il ministro Bondi, esponendo le sue priorità, chiede per il Fus “un reintegro parziale, ma non di più” (sic!!!), ribadendo la necessità delle riforme. “Bisogna liberare la cultura dai rapporti con la politica”, dice il ministro, spiegando che i settori meno legati al contributo dello Stato sono stati quelli che hanno avuto più sviluppo (ah, sì? Fornisca dati certi e numeri, prego…).

“Certo anche lo spettacolo deve essere capace di uscire dall’assistenzialismo e dall’elemosina di Stato – interviene Berlusconi – però ora è chiaro che non possiamo far chiudere i teatri come La Scala e quindi aumenteremo i fondi a disposizione dello spettacolo”. I tempi non vengono precisati. Le possibilità sono diverse, si apprende poi da fonti del ministero, anche se l’ipotesi più apprezzata e forse anche la più probabile, sarebbe quella di un reintegro legato alla riforma delle fondazioni liriche che Bondi punta a presentare nella prima riunione di settembre del consiglio dei ministri. Il testo c’é già, e chi l’ha letto parla di una riforma “dura e severa”, come del resto il ministro ha più volte annunciato, che riporti le Fondazioni liriche sul mercato europeo ed elimini le sacche di privilegio.

Sulla necessità di fare leggi e riforme anche per cinema e spettacolo dal vivo, sono tutti d’accordo, dai parlamentari della maggioranza che in queste settimane hanno sostenuto la battaglia per il Fus insieme con i colleghi dell’opposizione, alle associazioni dello spettacolo, in prima fila l’Agis, che accoglie con soddisfazione l’annuncio dell’imminente reintegro. Soddisfazione condivisa anche dal regista Maurizio Scaparro, che per protesta contro i tagli aveva deciso di non ritirare questa sera il premio Charlot alla carriera e dopo l’annuncio di Berlusconi cambia idea.

Ma nel Pd come nell’Idv si guarda ai 60 milioni come a poca cosa. “l’obiettivo resta il reintegro integrale”, fa notare De Biasi (Pd), mentre Giambrone (Idv) parla di “brodino caldo che non risolve il problema”. Barbareschi e Carlucci (Pdl) cantano vittoria ma avvertono, “le riforme sono necessarie altrimenti si tratterà di un’indegna caccia al denaro”.

Il cinema in rivolta intanto non ferma la mobilitazione, attesa anche per domani alla conferenza stampa di presentazione della Mostra di Venezia: “Finché non saremo di fronte ad una legge – dice Rulli – atti concreti, cifre adeguate alle necessità del cinema italiano, la nostra mobilitazione andrà avanti”.

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Lug 242009
 

Il Presidente Napolitano condivide le preoccupazioni sul FUSIn seguito alla nota e dolorosa vicenda dei tagli al FUS, è stata indirizzata al Presidente Napolitano una lettera-appello, da parte dei Parlamentari Gabriella Carlucci, De Biasi, Barbareschi, Vita, Granata e Ghizzoni. Il capo dello stato ha così risposto alla lettera, direttamente dal sito del Quirinale:

Condivise le preoccupazioni rappresentate da Parlamentari sul FUS

“Non esito a condividere le preoccupazioni che mi rappresentate”. Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha risposto a una lettera-appello ricevuta da alcuni parlamentari sulle questioni del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS). Il Capo dello Stato, pur consapevole dei limiti che segnano i suoi compiti e doveri istituzionali, richiama il convincimento espresso in diverse occasioni che “occorra un impegno molto più deciso e concreto a favore di un costante sviluppo di tutte le manifestazioni della cultura e dell’arte italiana”. In particolare, sull'”allarme per lo stato dello spettacolo” e “sulla riduzione dei finanziamenti per il FUS”, il Presidente scrive: “Al di là dell’esito di imminenti votazioni in Parlamento, rispetto alle quali non posso ovviamente intervenire, ritengo che anche in vista della prossima legge finanziaria e delle decisioni per il 2010 si debba da ogni parte porre il problema di cui vi siete fatti portatori”. Per il Capo dello Stato è “decisivo il più vasto chiarimento sulle priorità cui ancorare la spesa pubblica”. In questo senso ha assicurato “convinto invito alla riflessione e a ogni possibile ripensamento”.

Palloncini neri in piazza contro i tagli al FUSEd ecco invece il testo di un’altra lettera appello, del 16 luglio, firmata dalle più importanti associazioni Nazionali del mondo dello spettacolo:

Al Presidente della Repubblica
On. le Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale
00187 Roma

Roma, 16 luglio 2009

Signor Presidente,

ci rivolgiamo a Lei non solo per l’alta carica che ricopre, ma perché conosciamo da tempo la Sua sensibilità e passione civile, l’amore per le arti in tutte le sue forme e rappresentazioni; e La conosciamo altresì come persona estremamente sensibile allo sviluppo della vita civile e democratica del nostro paese.Continua a leggere…

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Lug 222009
 

La manifestazione di Roma contro i tagli al FUSRiceviamo, e volentieri pubblichiamo, il seguente COMUNICATO STAMPA:

GLI ARTISTI NON SONO LE PEDINE DI UNA SCACCHIERA, MA LO SCACCO MATTO

Il Coordinamento Nazionale dello Spettacolo si muoverà in direzione di una proposta di Legge Quadro dello Spettacolo che fissi degli indirizzi ben precisi di carattere generale, intervenendo con dei regolamenti che permettano di valorizzare le specificità di ogni comparto.

Lo Stato non deve investire meno, ma meglio, con una gestione più oculata e trasparente del Fondo Unico per lo Spettacolo (circa 500 milioni di euro l’anno). Nessuno deve ridurre il Fus, ma il Fus deve essere riformato, in particolare rivalutando la distribuzione delle risorse economiche.

Tutti i finanziamenti pubblici allo spettacolo devono essere trasparenti attraverso la costituzione da parte dello Stato di una banca-dati nazionale alla quale possano accedere tutti i cittadini, che i dirigenti delle società pubbliche nel settore spettacolo.
Il nostro compito – sottolinea Massimiliano Metalli Segretario Nazionale del Coordinamento Nazionale dello Spettacolo – sarà quello di promuovere attivamente una riforma dell’educazione musicale e dei conservatori, a far rinascere i teatri di provincia un tempo detti di gavetta, ad affidare gli enti lirici a persone davvero competenti, o sarà la morte del melodramma, dell’opera, di un patrimonio artistico e culturale per quale un tempo l’Italia era invidiata in tutto il mondo !!!

Ci vuole DETERMINAZIONE, fantasia, innovazione.
Per gli artisti italiani, per i musicisti italiani in particolare, non c’è spazio. Non c’è nessuno che si prenda la briga di difenderli, di valorizzarli !!!
Cancellato il ministero dello spettacolo, eccoci in ginocchio a subire i capricci e i ricatti delle multinazionali spalleggiate da agenti che non tengono certo in considerazione i meriti e le capacita’ degli artisti ! per loro sono solo pedine di una scacchiera … ma noi, se vogliamo possiamo vincere la partita!

Occorre salvaguardare, promuovere, valorizzare!!! le forme di espressione musicale e di creativita’ ancorate alle nostre tradizioni culturali, svolte da complessi costituiti in associazioni e fondazioni riconosciute.
Il teatro italiano è vita, ed è soprattutto cultura! La civiltà di una nazione si misura dal numero dei suoi teatri, dal numero dei suoi spettatori e dalla qualita’ dei suoi artisti se i numeri li vogliamo fare davvero!

Il teatro italiano ha alle spalle la straordinaria eredità del teatro greco e romano. E’ legato a doppio filo con la storia della nostra cultura: dai giullari al teatro colto e raffinato del rinascimento, da Machiavelli a Goldoni a Pirandello a De Filippo.
Silvio D’amico ha sottolineato il posto d’onore occupato dal teatro italiano nella civiltà umana.

Dobbiamo tutelare – aggiunge Massimiliano Metalli – questo nostro patrimonio; tutela non vuole dire solo finanziamenti – che certo devono esserci -, tutela vuol dire anche saper valorizzare e innovare.
Il teatro italiano ha talenti, quelli che si sono fatti già apprezzare per la loro eccellenza – attrici, attori, autori, registi, costumisti, scenografi e molte voci nuove pronte a dare il meglio: giovani autori e giovani attrici e attori. devono essere incoraggiati e sostenuti!
Il teatro non deve essere un segmento a se stante del circuito dello spettacolo la sua integrazione nel sistema mediatico contemporaneo è una nuova sfida ed una nuova frontiera.
In particolare la televisione di Stato dovrà riprendere l’attenzione per il teatro di prosa e d’opera, che contribuisca a rivitalizzare i grandi festival teatrali e valorizzi i progetti di scambio di respiro europeo perché il teatro fa circolare le idee e unisce i popoli.
Lo spettacolo va considerato una primaria opportunità di sviluppo del Paese ed una risorsa preziosa per l’economia, per la coesione sociale e l’immagine internazionale del nostro Paese, una linfa preziosa per l’identità nazionale, il patrimonio di una storia e di una tradizione da valorizzare nel mondo.

Il futuro del nostro teatro e di tutte le forme-spettacolo – conclude Massimiliano Metalli – è nel coinvolgimento sempre crescente dei giovani.
Ricordate una cosa… il fascino del teatro, quella immediatezza di rapporto che si crea fra il palcoscenico e il pubblico, è magia… lo spettatore si fonde con essa per regalarci un dono, la vita sotto tutte le sue forme!
Tutti dobbiamo essere uniti a questa grande iniziativa”.

Massimiliano Metalli – Segretario Nazionale del Coordinamento Nazionale dello Spettacolo

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