Mag 182017
 
Don Giovanni sapiosexual conquista la Scala

Spesso, gli spettacoli inizialmente accolti in maniera negativa acquistano col tempo un valore insospettato. Così è, a mio avviso, per il Don Giovanni di Mozart prodotto dal Teatro alla Scala nel 2011, con la regia di Robert Carsen. Sei anni fa sul podio c’era Daniel Barenboim, oggi Paavo Järvi. Nel pieno della grande recessione economica [continua a leggere]

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Apr 142017
 
La Gazza vola alla Scala, Rossini meno

  La prima rappresentazione de La gazza ladra di Rossini in scena mercoledì 12 aprile al Teatro alla Scala, dove mancava dal 1841, è passata agli onori della cronaca per le contestazioni di alcuni buatori alla fine dell’Ouverture e dello spettacolo. Oltre lo scoop di costume, poco si è però detto, sia da parte dei [continua a leggere]

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Apr 122017
 
Oltre l'ideologia: il ritorno dei Meistersinger alla Scala

A distanza di ventisette anni dalle rappresentazioni dirette da Sawallisch, è tornata alla Scala l’opera più eminentemente tedesca di Richard Wagner: Die Meistersinger von Nürnberg. Il motivo di una così lunga assenza potrebbe essere proprio l’alone di germanesimo dei Maestri cantori, espresso in modo evidente nel discorso finale di Hans Sachs, che incita a rifuggire [continua a leggere]

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Mar 132017
 
L'inafferabile Signora delle Camelie. Intorno a una Traviata scaligera -di Luca Ciammarughi

Il tema della “fedeltà al compositore” sembra ossessionare gli appassionati del melodramma ancor più di quanto non avvenga con gli aficionados della musica strumentale e sinfonica. Fra gli amanti del pianoforte, ad esempio, è raro che si metta sul banco degli imputati uno Sviatoslav Richter per la sua interpretazione, lenta fino allo sfinimento, di alcuni [continua a leggere]

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Mar 072017
 
Pollini, Chailly e gli enigmi del sentimento beethoveniano

«L’essere emotivi si addice solo alle donne, nell’uomo la musica deve suscitare il fuoco dello spirito, non mi attendevo questo da voi…da voi non lo sopporterò mai…Se voi non mi riconoscete, se non mi stimate vostro eguale, chi allora lo potrà?»: così Beethoven aveva redarguito Goethe, colpevole di essersi commosso ascoltandolo suonare. È noto che il [continua a leggere]

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Gen 162017
 
L'idealismo di Maurizio Pollini

È mezzanotte a Milano e due ore fa Maurizio Pollini ha terminato il suo recital solistico al Teatro alla Scala. Una serie di forti emozioni contrastanti mi pervadono e mi fanno pensare che Pollini riesce sempre e comunque a scuotere il pubblico. Perché? Per il suo estremo idealismo. Anche con un corpo e dei riflessi [continua a leggere]

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Dic 302016
 
Florence. La grandezza dell'autenticità - di Matilda Colliard

“La gente può anche dire che non so cantare, ma nessuno potrà mai dire che non ho cantato.” Florence Foster Jenkins Mi capitò di sentire cantare Florence Foster Jenkins durante una pausa dalle prove in orchestra: uno dei colleghi, aprendo YouTube, ci esortava all’ascolto della versione dell’aria “Regina della notte” di Mozart interpretata da lei. [continua a leggere]

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Dic 082016
 
Prima della Scala: il successo della Ur-Butterfly e le isterie collettive

Ero in Teatro per l’attesa Madama Butterfly che ha aperto la stagione scaligera 2016-2017, proposta nella prima versione originale, del 17 febbraio 1904. Una Prima preceduta da dibattiti accesi sul fatto che fosse cosa buona (o, al contrario, aberrazione) proporre per il tradizionale appuntamento di Sant’Ambroeus una versione che Puccini modificò. Ma, come ci ricorda [continua a leggere]

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Nov 252016
 
Bestiario - di Artin Bassiri Tabrizi

Mi sono sempre chiesto se fosse possibile una fenomenologia della sala da concerto, un catalogo dei diversi tipi di spettatori: perché, in fin dei conti, ci sono veri e propri animali metafisici nei nostri teatri. 1) L’UOMO CON GLI SPARTITI Solitamente si apposta in zone luminose, o al contrario del tutto buie – portandosi strategici [continua a leggere]

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Nov 142016
 
Mozart sul tram #5 - "Porgy and Bess", Teatro alla Scala - A. Gilbert, P. Harnoncourt

Federico: Secondo voi Porgy and Bess è musica classica o no? Florent: Ma non ha senso questa domanda! Sara: Aspetta. Ho capito cosa intende Federico: se Gershwin parte dal jazz e lo rende in qualche modo classico, europeo; o se invece parte dall’idea di fare un’opera classica vera e propria, utilizzando però un linguaggio, se [continua a leggere]

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