Giu 302017
 
Quel che resta di un leggendario Ratto

In occasione dei vent’anni dalla scomparsa di Giorgio Strehler e dei dieci anni dalla scomparsa di Luciano Damiani, la Scala ha ripreso lo spettacolo dell’Entführung aus dem Serail andato in scena nel Teatro milanese nel 1972, ma preparato originariamente per Salisburgo nel 1965. Quel mitico Ratto non fu dunque concepito inizialmente per il Teatro alla Scala, [continua a leggere]

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Giu 222017
 
"Le timbre d'argent" fra lussuria e straniamento

L’Opéra Comique di Parigi, in coproduzione con Palazzetto Bru Zane, ha messo in scena con grande successo dal 9 al 19 giugno Le timbre d’argent di Camille Saint-Saëns: opera sfortunata fin dalla nascita, poiché il compositore dovette attendere ben tredici anni per vederla rappresentata, dopo una serie di peripezie. La commissione nacque nel 1864 come [continua a leggere]

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Giu 132017
 
L'eterna maturità di Anne-Sophie Mutter

Spesso, nel caso di artisti maturi che abbiano conservato la freschezza dei verd’anni, si parla di “eterna giovinezza”. È una retorica quasi fastidiosa, spesso nutrita da un fraintendimento della poetica pascoliana del “fanciullino”: è quasi impossibile che un musicista conservi lo stupore delle prime volte, l’incanto dei primi contatti coi suoni; e dire quindi che [continua a leggere]

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Mag 182017
 
Don Giovanni sapiosexual conquista la Scala

Spesso, gli spettacoli inizialmente accolti in maniera negativa acquistano col tempo un valore insospettato. Così è, a mio avviso, per il Don Giovanni di Mozart prodotto dal Teatro alla Scala nel 2011, con la regia di Robert Carsen. Sei anni fa sul podio c’era Daniel Barenboim, oggi Paavo Järvi. Nel pieno della grande recessione economica [continua a leggere]

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Mag 142017
 
Nelson Freire, duende e saudade

Oltre ad essere la città di una delle più belle stagioni pianistiche del mondo, ovvero “Piano à Lyon” presso la Salle Rameau, Lione offre anche alcuni recital all’interno della stagione dell’Orchestre National de Lyon. “Auditorium – Les grands interprètes” è il titolo: e grande interprete è sicuramente il brasiliano Nelson Freire, protagonista di un recital [continua a leggere]

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Mag 112017
 
Altrove con Alexander Lonquich

Dopo il folgorante concerto schumanniano dello scorso autunno, alla Sagra Malatestiana di Rimini, torno ad ascoltare Alexander Lonquich, uno dei pianisti del nostro tempo che più amo, nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano, per Serate Musicali. Anche questa volta l’impaginato prevede Schumann, con i Davidsbundlertänze op. 6, preceduto nella prima parte dalle Bagatelle op. 126 [continua a leggere]

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Apr 142017
 
La Gazza vola alla Scala, Rossini meno

  La prima rappresentazione de La gazza ladra di Rossini in scena mercoledì 12 aprile al Teatro alla Scala, dove mancava dal 1841, è passata agli onori della cronaca per le contestazioni di alcuni buatori alla fine dell’Ouverture e dello spettacolo. Oltre lo scoop di costume, poco si è però detto, sia da parte dei [continua a leggere]

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Apr 122017
 
Oltre l'ideologia: il ritorno dei Meistersinger alla Scala

A distanza di ventisette anni dalle rappresentazioni dirette da Sawallisch, è tornata alla Scala l’opera più eminentemente tedesca di Richard Wagner: Die Meistersinger von Nürnberg. Il motivo di una così lunga assenza potrebbe essere proprio l’alone di germanesimo dei Maestri cantori, espresso in modo evidente nel discorso finale di Hans Sachs, che incita a rifuggire [continua a leggere]

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Mar 262017
 
Perché i Grandi Vecchi non devono ritirarsi

Se “The Spectator”, qualche giorno fa, ha titolato “Pollini needs to retire” (Pollini deve ritirarsi), cosa dovrebbe titolare dopo il concerto monegasco di Bruno Leonardo Gelber, in cui, accanto a momenti di grazia e incanto assoluti, abbiamo assistito allo sgretolamento di quella che fu una tecnica sovrana? Note false a manciate, deragliamenti, pedali assenti o [continua a leggere]

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Mar 252017
 
Perdersi e ritrovarsi: Kahánek e Bavouzet al Printemps des Arts

Il Festival Printemps des Arts di Montecarlo, sotto la direzione di Marc Monnet, propone da molti anni innovative forme di fruizione del momento concertistico: la più estrema – e probabilmente la più amata- è quella del “concerto a sorpresa”, in cui gli ascoltatori vengono portati, tramite un bus, in un luogo non troppo lontano (Costa [continua a leggere]

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