Set 242008
 

Il nuovo CD di Domenico Nordio e Mikhail LidskyEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione che mi ha visto ospite su Radio Classica martedì 23 settembre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Ricordo ancora che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

[display_podcast]

Il podcast presenta la musica così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricare le tracce di nostra produzione dal nostro catalogo, utilizzando gli hyperlink man mano qui sotto presentati (in azzurro). 

Questa trasmissione, dedicata davvero agli strumenti ad arco,  è iniziata con la presentazione del nuovo CD della Decca, “Capriccio”, del celebre violinista italiano Domenico Nordio,  che ha anche rilasciato una intervista telefonica. Un CD davvero interessante e piacevolissimo, un viaggio affascinante nella musica violinistica italiana o trascritta da composizioni italiane, (Nordio suona accompagnato, come già per le Sonate di Brahms, dal pianista Mikhail Lidsky), di cui potete ascoltare alcune tracce nel nostro podcast, tra cui un magnifico “Praeludium e allegro” nello stile di G. Pugnani, di Fritz Kreisler (1875-1962), seguito da “La campanella” di Paganini, nella trascrizione pianistia di Liszt-Busoni, e infine la stessa “Clochette” nella trascrizione per pianoforte e violino di Kreisler. Alla fine della trasmissione, sono state infine trasmesse le deliziose “Variazioni su un tema di Corelli” nello stile di Tartini, sempre di Fritz Kreisler.

L’album comprende una serie di rarità difficilmente rintracciabili in discografia, insieme a capolavori notissimi come “Il trillo del diavolo” di Tartini.

Ho poi parlato (a partire dal minuto 34,40) del Dottor Confalonieri… anzi, del Maestro Il Maestro Fedele ConfalonieriFedele Confalonieri, che, come avevo scritto in un post precedente, ha recentemente ottenuto anche un master pianistico da parte dell’Accademia di Imola. A lui un pensiero sinceramente riconoscente per quanto sta facendo per la musica, da appassionato musicista quale è egli stesso, e l’invito, se potesse… a dire una parola sottovoce al suo amico Silvio, per ricordargli di firmare il famoso decreto per l’equipollenza dei titoli rilasciati dai Conservatori e dalle Accademie… Confidiamo in lui! La musica ha molto bisogno di amici così!

Il quartetto IndacoE’ stata poi la volta, come al solito, di nuove produzioni originali di ClassicaViva. Fedeli alla nostra missione di “incubatrice” di talenti,  abbiamo infatti appena finito di registrare e mettere a catalogo (cliccare qui!) la prima incisione di una nuova formazione da camera: il Quartetto Indaco, che ha inciso per noi niente po’ po’ di meno che… il Quartetto di Claude Debussy, e precisamente il “Quatuor à Cordes en sol mineur” (Quartetto in sol minore op. 10 per archi). I quattro movimenti di cui è composta questa splendida e difficilissima composizione (1. “Animé et très décidé” (“Animato e molto deciso”); 2. “Assez vif et bien rythmé” (“Abbastanza vivo e ben ritmato”); 3. “Andantino doucement expressif” (“Andantino dolcemente espressivo”); 4. “Très modéré” (“Molto moderato”), che muta in “Très mouvementé et avec passion” (“Molto movimentato e con passione”), sono andati tutti in onda, inframmezzati da nostri interessanti commenti musicologici sul quartetto stesso e da una intervista telefonica a Eleonora Matsuno, primo violino del quartetto. Un quartetto davvero internazionale, in quanto formato da Eleonora, di padre giapponese, Jamiang Santi (secondo violino, italiano), Andrei Harabagiu (viola, moldavo), Naomi Berril (violoncello, irlandese).

Buon ascolto, dunque!

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Print Friendly, PDF & Email
Nov 252007
 

Ecco un post un po’ strano, ma che penso vi interesserà. Ieri ho letto sulla rivista del Corriere della Sera “Io Donna”, uscita il 24 novembre 2007, un interessante articolo intitolato “La vostra bimba dipinge così?”.

In breve, vi si parla di una giovanissima artista che dipinge in modo supefacente fin dall’età di 4 anni. Si tratta di Akiane, date un po’ un’occhiata al suo sito http://www.artakiane.com (sopra, un suo autoritratto, all’età di 11 anni).
Ma questo non è che lo spunto per parlare di una nuova tipologia di esseri umani che – dicono varie fonti anche scientificamente valide – stanno popolando il pianeta a partire dall’inizio degli anni ’80: i cosiddetti bambini “indaco”, così denominati a causa di un’aura particolare che, chi è in grado di percepirla, definisce, appunto, di color indaco.

Si tratterebbe niente di meno che di una mutazione genetica della razza umana, che rende questi individui “speciali”. Tra le varie caratteristiche ci sarebbero quelle di essere dotati di ingelligenza a quoziente da “geni” (sopra il QI di 130, in ogni caso) e di molte altre particolarità. Non ultima, quella di arrivare sulla terra per salvare la razza umana dall’autodistruzione (una cosetta da niente, dunque!) Copio qui alcune informazioni tratte da un sito molto ben documentato: http://www.stazioneceleste.it/articoli/indaco/dotati.htm. Dunque, i bambini indaco (che oggi magari sono anche giovani adulti) sono riconoscibili perché:

Sappiamo che i Bambini Indaco nascono portando i loro doni divini bene in vista. Molti di loro sono filosofi in erba, che riflettono sul significato della vita e su come salvare il pianeta. Sono scienziati, inventori e artisti di talento a livello innato. Tuttavia la nostra società, che poggia ancora sulla vecchia energia, tende a sminuire i pregi dei Bambini Indaco.

Molti bambini dotati vengono scambiati per bambini con “disturbi dell’apprendimento” secondo la National Foundation for Gifted and Creative Children (Fondazione Nazionale per i Bambini Dotati e Creativi), un ente noprofit e non settario il cui obiettivo principale è di reperire e aiutare questi preziosi bambini. Secondo il parere dei leader di questa organizzazione, “Molti bambini dotati vengono attualmente distrutti dal sistema dell’istruzione pubblica. Gran parte di loro sono falsamente identificati come bambini con DDAI. Nel frattempo è uscito, della stessa autrice (che è anche madre di due Indaco), un libro specifico dal titolo: The Care and Feeding of the Indigo Children (La cura e l’alimentazione dei Bambini Indaco) con presentazione a cura di Jan Tober, Hay House, Carlsbad, CA 2001. N.d.T. Inoltre, molti genitori non sono coscienti che potenzialmente il loro figlio potrebbe essere dotato».

Gli studiosi della Fondazione hanno compilato a seguente lista per aiutarvi a capire se vostro figlio è dotato:

• E’ molto sensibile.

• Ha una quantità eccessiva di energia.

• Si annoia facilmente può sembrare che abbia un livello breve di attenzione.

• Ha bisogno di adulti emozionalmente stabili e sicuri intorno a sé.

• Fa resistenza all’autorità se non è democraticamente orientata.

• Ha modalità di apprendimento preferenziali, specialmente in lettura e in matematica.

• Può facilmente diventare frustrato/a perché ha delle grandi idee ma gli/le mancano risorse o persone che l’assistano nel realizzare questi compiti.

• Apprende a livello esplorativo e fa resistenza all’im parare le cose a memoria o solo ascoltando.

• Non riesce a stare tranquillamente seduto/a a meno che non sia assorto/a in qualcosa che lo/la interessi.

• E’ molto sensibile: ha molte paure, come quella della morte o della perdita dei suoi cari.

• Se sperimenta il fallimento da piccolo/ a può diventare rinunciatario/a e sviluppare blocchi dell’apprendimento permanenti.

Questa a me sembra la descrizione di un Bambino Indaco, e a voi?”

Qui vorrei solo lanciare uno stimolo di discussione. Se andate su Google e digitate “bambini indaco” come chiave di ricerca trovate più di 100.000 pagine web (solo in italinano!) sull’argomento.

In ogni caso, volevo dire: proviamo ad applicare questi criteri ai giovani musicisti che conosciamo: non è che per caso corrispondono in pieno ai bambini “indaco”? Almeno, quelli che conosco io hanno tutti quanti caratteristiche che coincidono in modo quasi inquietante. Non vi nascondo che questo mistero mi intriga molto.

Ne parliamo? Non mi linciate, ma mi sembra un argomento interessante.

Ines

Print Friendly, PDF & Email
Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!