ClassicaViva Masterclass: le nostre videolezioni

 

LucaCiammarughi1Comunicato stampa, con cortese preghiera di pubblicazione

ClassicaViva©® presenta:

ClassicaViva Masterclasses: le videolezioni di musica classica, a cura di
Luca Ciammarughi

la Conferenza Stampa ufficiale si terrà a Milano, presso il MAMU, alle ore 18,30, Via Soave, 3, Milano (cortile interno), giovedì 15 settembre 2016, alle ore 18,30. Gli organizzatori presenteranno il progetto nei dettagli e saranno disponibili per interviste.

Ci sarà anche una breve “Schubertiade” dal vivo, a cura dei pianisti Luca Ciammarughi e Stefano Ligoratti.

E’ previsto un aperitivo per i graditi ospiti.

Riferimento: Ines Angelino – cell. 348 2250241

Luca&InesVideolezioni

Dopo la creazione, nel 2013, di una Web Radio, il network ClassicaViva©® inaugura un nuovo progetto divulgativo di ampio respiro: ClassicaViva Masterclasses, una serie di video-lezioni sulla musica classica tenute da Luca Ciammarughi. Il pianista milanese, da dieci anni attivo come divulgatore radiofonico su Radio Classica e ClassicaViva Web Radio, approfondirà in ogni puntata un brano: non si tratterà però di una spiegazione puramente verbale o musicologica, ma di raccontare la musica dal pianoforte Steinway Gran Coda degli studi di ClassicaViva©®. Partendo dalla definizione del contesto storico e biografico, Luca Ciammarughi passerà all’analisi del brano nei dettagli, alternando le parole alla musica: ciò che verrà detto, dunque, sarà esemplificato al pianoforte. In conclusione, il pianista chiuderà con l’esecuzione integrale del brano al pianoforte.

ant-Schubert-Klavierstucke-D946

Le lezioni si apriranno dunque sotto il segno del repertorio pianistico, ma si amplieranno poi ad altri settori: la musica da camera, quella sinfonica e corale, quella operistica. Con il pianoforte, strumento completo e duttile per eccellenza, abbiamo la possibilità di esplorare gran parte del repertorio attraverso le riduzioni pianistiche. Nella profonda convinzione che una divulgazione musicale vera e propria non possa prescindere dal contatto con i suoni e non debba rimanere confinata in astrazioni, ClassicaViva©® crea in questo modo un progetto organico che in Italia non ha precedenti: un ciclo di lezioni che contribuisca a diffondere la conoscenza e l’amore per la musica classica attraverso il suono, la parola e l’immagine.

Il nuovo sito http://www.classicaviva.com/videolezioni propone dunque queste lezioni video in anteprima, e poi le offre in vendita con tecnologia di e-commerce a un prezzo estremamente interessante.

Le prime quattro puntate saranno dedicate a Franz Schubert e ad alcuni dei suoi ultimi lavori pianistici, fra cui la Sonata D 960 e i Klavierstücke D 946. Schubert è infatti figura cruciale per ClassicaViva©®: a lui abbiamo dedicato una “Schubert Edition” in cd e una pièce dal titolo “L’Ultima Sonata” (2009), scritta a quattro mani dal Direttore Generale Ines Angelino e dallo stesso Luca Ciammarughi, che ha recitato e suonato nel ruolo del compositore. Schubert rappresenta anche una chiave per capire la nostra filosofia: un approccio che privilegia l’amore per la musica e mette in secondo piano l’utilitarismo; una fiducia profonda nel valore della bellezza artistica; un’integrità del vivere il fatto musicale senza cedere ai molti compromessi dettati dalle mode.

Per realizzare le video-lezioni, ClassicaViva©® si avvale di uno staff d’eccellenza: i tecnici del suono, altamente specializzati, si sono formati presso l’Accademia del Teatro alla Scala. Oltre al pianoforte Steinway&Sons, lo studio di registrazione, concepito secondo i più alti standard odierni, si avvale di microfoni e materiali di altissima qualità.
Il sito è stato creato dallo staff di sviluppatori di New Problem Solving S.r.l., azienda informatica all’avanguardia, creatrice e proprietaria di ClassicaViva©®.

Nata nel 2001, ClassicaViva©® è partita dal suono: etichetta discografica, orchestra, agenzia promotrice di concerti e giovani artisti. Con gli anni, nella coscienza che comunicare la passione per la musica classica è importante quanto la passione stessa, abbiamo dato spazio alla parola: è nato così il blog di ClassicaViva, da quest’anno diretto proprio da Luca Ciammarughi, ed è nata anche ClassicaViva Web Radio.

Con le masterclass in forma di video-lezioni aggiungiamo un nuovo tassello e un nuovo elemento: l’immagine. Sebbene siamo coscienti che il suono debba rimanere al centro della divulgazione musicale, sappiamo anche che nel XXI secolo non si può prescindere più dall’elemento visivo per poter comunicare contenuti che rischiano di divenire, altrimenti, lettera morta. Nonostante i puristi possano obiettare che la musica sia qualcosa che “si ascolta” e non “si vede”, il gesto di chi fa musica ha da sempre svolto una funzione importantissima: pensiamo ai clavicembalisti francesi (notoriamente, François Couperin), che sostenevano che l’esecutore dovesse stare lievemente voltato verso il pubblico per comunicare con il proprio viso; o alla fascinazione che il semplice movimento delle mani di un pianista indubbiamente esercita su chi assiste a un concerto. Il gesto diviene dunque un tutt’uno col suono, a patto che non sia gratuito o meramente e artificiosamente esibizionistico.

La musica trascende la parola e, ineffabilmente, giunge laddove il verbo non può più bastare. Non tutto nella musica è spiegabile e comprensibile: anzi, senz’altro la sua essenza più pura è indicibile. La musica raggiunge il suo grado più elevato quando si fa rapimento. Tuttavia, la comprensione di certi aspetti della musica è spesso il passo che precede il momento in cui sentiamo l’ispirazione di una musica che ci rapisce. La conoscenza non è mai condizione sufficiente, ma quasi sempre è necessaria per addentrarsi in maniera meno superficiale nei misteri dell’arte. Perdersi è più bello, quando prima ci si è ritrovati.

Godete ora l’anteprima del nostro video di benvenuto per rendervi conto della qualità della nostra proposta artistica: si tratta di una MasterClass di Luca Ciammarughi su Franz Schubert:
Sonata D 960 – I Mov.

Per visualizzare gratuitamente l’intero video è sufficiente iscriversi al nostro sito di videolezioni, cliccando su questo link:

iscriviti_al_sito_videolezioni.fw

e poi accedere, dopo aver fatto il login al sito, a questa pagina

Continua a leggere…

Print Friendly, PDF & Email
Dic 182014
 

locandina-concerto-robbiate-2014Il Comune di Robbiate presenta:

Shakespeare in musica”

Monika Lukacs – Soprano

Stefano Ligoratti – Pianoforte

Domenica 21 dicembre alle 21, presso la Sala Consiliare in Piazza della Repubblica 2 di Robbiate (LC), si esibiranno Monika Lukacs e Stefano Ligoratti in un concerto del tutto esclusivo. Avremo il piacere di ascoltare le più belle arie operistiche e liederistiche ispirate alle Opere di William Shakespeare.

 In programma: V. Bellini, C. Gounod, G. Verdi, R. Strauss, S. Prokofjev e le musiche inedite di Luca Vago.

 

INGRESSO LIBERO

 

Programma

•    V. Bellini: I Capuleti e i Montecchi – Aria di Giulietta
– “Eccomi, in lieta vesta… Oh! quante volte

•    C. Gounod: Romèo et Juliette – Valzer di Juliette
– “Je veux vivre

•    G. Verdi: Falstaff – Aria di Nannetta – “Sul fil d’un soffio
etesio

•    G. Verdi: Otello – Aria di Desdemona – “Ave Maria”

•    S. Prokofjev: Romeo e Giulietta Op. 75 n. 6
Montecchi e Capuleti – (Pianoforte solo)

•    R. Strauss: Drei Lieder der Ophèlia aus “Hamlet” Op. 67:

Wie erkenn’ ich mein Treulieb

Guten Morgen, ‘s ist Sankt Valentinstag

Sie trugen ihn auf der Bahre bloss

•    L. Vago: Tre sonetti: XXXIII, LX, LXXIII

•    A. Thomas: Hamlet – Scena di Pazzia di Ophélie – “A vos yeux, mes amis

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email
Set 242014
 
Vigevano-Stemma classica-viva-nero-trasp urban-farm-lab logo-diapason logo-progetto

La Seconda scuderia leonardesca al Castello di Vigevano, durante uno dei concerti di ClassicaViva, 2014Volge ormai al termine, con grandissimo successo, la rassegna concertistica di Classica al Castello sforzesco di Vigevano: un viaggio attraverso la grande musica in uno scenario incantevole: grandi, giovani interpreti sono i protagonisti delle suggestive serate tra le colonne della splendida Scuderia Leonardesca. L’obiettivo – che è ormai una concreta realtà – è quello di avvicinare il pubblico alla musica classica attraverso l’interpretazione di capolavori di grandi compositori, tra i quali giganteggiano Ludwig Van Beethoven e Franz Schubert.

Siamo così giunti all’ultimo appuntamento della rassegna “Classica in Castello”. In programma un recital pianistico di Antonio Bologna dedicato al pianoforte nella sua componente meccanica ed espressiva. Un viaggio in punta di martelletti lungo tre secoli e largo tre continenti, Da Bach a Sakamoto, passando per i grandi romantici.

L’ultimo concerto della rassegna è quello di

domenica 28 settembre, alle ore 21,30

“Hammering” – Martellate

pianista

Antonio Bologna

Il concerto si terrà al coperto, presso la Seconda Scuderia del Castello Sforzesco, accessibile dalla Piazza Ducale, a ingresso libero 

Ecco il programma:

  1. J.S. Bach Preludio e fuga da CBT
  2. v. Beethoven Sonata Les Adieux op 81a
  3. Chopin Scherzo op 31
  4. Liszt tre brani da “Anni di Pellegrinaggio”
  5. Bartok Allegro Barbaro
  6. Gershwin 3 preludi
  7. Bologna stelleamaggio
  8. Sakamoto Miniatura

L’interprete

Antonio Bologna

Antonio Bologna

Print Friendly, PDF & Email
Set 172014
 

Matilda Colliard e Stefano LigorattiContinua, con grandissimo successo, la rassegna concertistica di ClassicaViva al Castello sforzesco di Vigevano:  un viaggio attraverso la grande musica in uno scenario incantevole: grandi, giovani interpreti sono i protagonisti delle suggestive serate tra le colonne della splendida Scuderia Leonardesca. L’obiettivo – che è ormai una concreta realtà – è quello di avvicinare il pubblico alla musica classica attraverso l’interpretazione di capolavori di grandi compositori, tra i quali giganteggiano Ludwig Van Beethoven e Franz Schubert.

Concerto di domenica 21 settembre, alle ore 21,30

“Appassionatamente”

duo violoncello e pianoforte
Matilda Colliard e Stefano Ligoratti

  • Ludwig Van Beethoven, Sonata n. 3 op. 69 per Violoncello e Pianoforte in La magg.
  • Anton Rubinstein, Sonata n. 1 op. 18 per Violoncello e Pianoforte in Re magg.

Un concerto davvero interessante, in cui viene dato spazio, oltre a una grandissima sonata classica di Beethoven, all’originalità di un compositore come Anton Rubinstein, con la Sonata per Pianoforte e Violoncello n. 1, capostipite di un romanticismo al quale si ispirarono moltissimi celebri altri autori.

Gli interpreti

Concerto-Eroico-0069 matilda2
 Stefano Ligoratti  Matilda Colliard

 

Print Friendly, PDF & Email
Set 132014
 

Oggi, sabato 13 settembre 2014, è apparso sulla “Provincia pavese” un magnifico articolo con la presentazione del nostro concerto di domani a Vigevano, “Schubertiade, vino e Sachertorte”. Ringraziando molto la brava giornalista Lucrezia Semenza, lo pubblichiamo qui:

 articolo provincia pavese del 13 sett 2014

Print Friendly, PDF & Email
Set 092014
 
Vigevano-Stemma classica-viva-nero-trasp urban-farm-lab logo-diapason logo-progetto

Franz Schubert giovane“DI SERA, IN CASTELLO“ – CASTELLO SFORZESCO – VIGEVANO

In occasione dell’iniziativa “di Sera, in Castello“, in corso presso il giardino del Castello Sforzesco di Vigevano fino al 28 Settembe 2014, la rassegna concertistica di musica classica, denominata “Classica in Castello” presenta il suo secondo concerto, denominato

Schubertiade – Vino e Sachertorte

domenica 14 settembre 2014

Il concerto si terrà al coperto, presso la Seconda Scuderia del Castello Sforzesco, accessibile dal giardino del Castello. Ingresso libero con raccolta fondi ai sensi dell’art.143 art.3 comma a del T.U.I.R., per autofinanziamento.

Manifesto rassegna Classica a VigevanoEcco il programma della Schubertiade – Vino e Sachertorte

Franz Schubert (Vienna, 31 gennaio 1797 – Vienna, 19 novembre 1828)

  • Sonata per Violoncello e Pianoforte in la min. “Arpeggione” D. 821 *
    Allegro moderato; Adagio; Allegretto
  • Fantasia a 4 mani in fa min. D. 940 **
    Allegro molto moderato; Largo; Scherzo. Allegro vivace; Finale. Allegro molto moderato
  • Piano Trio n. 2 op. 100 in Mib magg. D 929 ***
    Allegro; Andante con moto; Scherzando: Allegro moderato; Allegro moderato

* Duo Violoncello e Pianoforte
** Duo pianoforte a 4 mani
*** Trio Violino, Violoncello e Pianoforte

Pianoforte: Stefano Ligoratti, Luca Ciammarughi, Danilo Lorenzini

Violino: Alessandra Pavoni Belli

Violoncello: Matilda Colliard

Ma cosa vuol dire “Schubertiade“? E’ presto detto. Ai tempi di Schubert, intorno agli anni 1820, amici, poeti, pittori, cantanti e musicisti si riunivano in locande e case private, sovente nei sobborghi viennesi, attorno a Franz Schubert al pianoforte, organizzando allegre serate per cantare, suonare, improvvisare, bere e divertirsi. Questa consuetudine è stata chiamata  “Schubertiade“, dal nome del compositore, che suonava spesso e volentieri anche per pianoforte a quattro mani con qualche amico, condividendo la stretta vicinanza di mani, gomiti ed emozioni.

Abbiamo organizzato questo concerto nello stesso spirito di una “Schubertiade“ con l’auspicio di attivare una conversazione tra interpreti e pubblico, per offrire la musica e le sue emozioni e spiegarla con parole semplici.

Il chiosco da noi organizzato fornirà- con lo spirito di un tempo! – vino e la famosa Sachertorte, per ricreare al meglio l’atmosfera delle vere schubertiadi.

In questa nostra schubertiade presentiamo alcuni tra i più noti capolavori del grandissimo Franz, con una scelta davvero ardua perché le sue opere sono TUTTE, indistintamente, degli immortali capolavori. La passione ed il grande talento dei nostri musicisti renderanno il concerto davvero un’occasione da non perdere.

Per ulteriori informazioni, far riferimento al sito http://www.classicaviva.com e http://www.diapason.it

Gli interpreti:

Concerto-Eroico-0069 matilda2
 Stefano Ligoratti  Matilda Colliard
LucaCiammarughi2-239x300 Danilo-Lorenzini
 Luca Ciammarughi Danilo Lorenzini  
pavoni-belli antonio-bologna2
 Alessandra Pavoni Belli  Antonio Bologna

 Ecco anche il nostro programma di sala, da stampare sui due lati e da piegare in due:

Programma Di Sala Schubertiade 14 Settembre 2014 -Vigevano MI by ClassicaViva

 

Print Friendly, PDF & Email
Set 012014
 
Vigevano-Stemma classica-viva-nero-trasp urban-farm-lab logo-diapason logo-progetto

“DI SERA, IN CASTELLO“ ARENA CASTELLO SFORZESCO – VIGEVANO

Comunicato stampa, con cortese preghiera di pubblicazione

La Conferenza Stampa ufficiale si terrà a Vigevano, presso il Comune, presso la saletta dell’Ufficio cultura, II piano, mercoledì 3 settembre 2014, alle ore 12

In occasione dell’iniziativa “di Sera, in Castello“, in corso presso il giardino del Castello Sforzesco di Vigevano fino al 28 Settembe 2014, l’Associazione Musicale ClassicaViva, con sede a Dorno, consorziata di Diapason Consortium, ha programmato, all’interno del più ampio Calendario Eventi della succitata iniziativa, una serie di esibizioni di musica classica, denominata

“Classica in Castello”

La rassegna concertistica si terrà al coperto, presso la Seconda Scuderia del Castello Sforzesco, accessibile dalla Piazza Ducale, alle ore 21,30, come di seguito dettagliato.

Ingresso libero con raccolta fondi ai sensi dell’art.143 art.3 comma a del T.U.I.R., per autofinanziamento.

 

Nello specifico si tratta di musica da camera, suonata al pianoforte, solista o in formazione di duo o trio (accompagnato da violino e violoncello). Per ulteriori informazioni, far riferimento al sito http://www.classicaviva.com  e http://www.diapason.itfoto seconda scuderia vigevano

Ecco il manifesto ufficiale della rassegna:

Manifesto rassegna Classica a Vigevano

Concerto di domenica 07  Settembre 2014 ore 21:30 Al chiaro di luna in castello

Recital Pianistico

Pianista: Stefano Ligoratti

Ludwig Van Beethoven(Bonn, 16 dicembre 1770 – Vienna, 26 marzo 1827)

  • Sonata n. 8 op. 13 in do min. “Patetica”:  – Grave – Allegro di molto e con brio – Adagio cantabile – Rondo: Allegro
  • Sonata n. 14 “Quasi una fantasia” op. 27 n. 2 in do# min. “Chiaro di Luna”– Adagio sostenuto– Allegretto – Presto agitato
  • Sonata n. 23 op. 57 in fa min. “Appassionata”– Allegro assai– Andante con moto- Allegro, ma non troppo- Presto
Concerto di domenica 14 Settembre 2014, ore 21:30 Schubertiade:Vino e Sachertorte

  • Duo Violoncello e Pianoforte
  • Trio Violino, Violoncello e Pianoforte
  • Duo pianoforte a 4 mani

Pianoforte: Stefano Ligoratti, Luca Ciammarughi, Danilo Lorenzini

Violino: Alessandra Pavoni Belli

Violoncello: Matilda Colliard

Franz Schubert (Vienna, 31 gennaio 1797 – Vienna, 19 novembre 1828)

  • Sonata per Violoncello e Pianoforte in la min. “Arpeggione” D. 821 – Allegro moderato – Adagio – Allegretto
  • Fantasia a 4 mani in fa min. D. 940 – Allegro molto moderato – Largo – Scherzo. Allegro vivace– Finale. Allegro molto moderato
  • Piano Trio n. 2 op. 100 in Mib magg.– Allegro– Andante con moto– Scherzando: Allegro moderato– Allegro moderato
Concerto di domenica 21 settembre 2014, ore 21,30

Appassionatamente:

Duo violoncello e pianoforte

Violoncello: Matilda Colliard
Pianoforte: Stefano Ligoratti

Ludwig Van Beethoven (Bonn, 16 dicembre 1770 – Vienna, 26 marzo 1827)

  • Sonata n. 3 op. 69 per Violoncello e Pianoforte in La magg.
    Allegro ma non tanto
    – Scherzo. Allegro molto
    – Adagio cantabile
    – Allegro vivace

Anton Rubinstein

(28 novembre 1829 – Peterhof, 20 novembre 1894)

  • Sonata n. 1 op. 18 per Violoncello e Pianoforte in Re magg.
    Allegro moderato
    – Moderato assai
    – Moderato
Concerto di domenica 28 settembre, ore 21,30

Hammering – Martellate

Pianoforte: Antonio Bologna

Il programma è un viaggio in punta di martelletti lungo tre secoli e largo tre continenti, Da Bach a Sakamoto, passando per i grandi romantici.

La rassegna è un viaggio attraverso la grande musica in uno scenario incantevole come quello del Castello di Vigevano: grandi-giovani interpreti saranno i protagonisti delle suggestive serate tra le colonne della splendida Scuderia Leonardesca. L’obiettivo è quello di avvicinare il pubblico alla musica classica attraverso l’interpretazione dei capolavori di grandi compositori, tra i quali giganteggiano Ludwig Van Beethoven e Franz Schubert.

Nella rassegna viene dato spazio, oltre a grandissimi classici come Beethoven e Schubert, all’originalità di un compositore come Anton Rubinstein, con la Sonata per Pianoforte e Violoncello n. 1, capostipite di un romanticismo al quale si ispirarono moltissimi celebri altri autori.

La prima serata, “Al chiaro di luna in Castello”, in programma domenica 7 settembre 2014, vede lo straordinario pianista Stefano Ligoratti, principale protagonista di tutta la rassegna, affrontare le tre sonate pianistiche più famose di Beethoven, ossia:

  • Sonata n. 8 op. 13 in do min. “Patetica” – Grave – Allegro di molto e con brio
  • Sonata n. 14 “Quasi una fantasia” op. 27 n. 2 in do# min. “Chiaro di Luna”
  • Sonata n. 23 op. 57 in fa min. “Appassionata”

Nel concerto di domenica 14 Settembre 2014, alle ore 21:30 si terrà una vera e propria “Schubertiade” – denominata “Vino e Sachertorte” perché nel chiosco del Parco saranno disponibili vino e la famosa torta viennese al cioccolato denominata “sachertorte”.

Il Concerto presenta musica da camera, che verrà eseguita da tre diverse formazioni, ossia:
Duo Violoncello e Pianoforte
Trio Violino, Violoncello e Pianoforte
Duo pianoforte a 4 mani

Pianoforte: Stefano Ligoratti, Luca Ciammarughi, Danilo Lorenzini
Violino: Alessandra Pavoni Belli
Violoncello: Matilda Colliard

Il programma prevede tre dei più grandi capolavori di Schubert, ossia:

  • Sonata per Violoncello e Pianoforte in la min. “Arpeggione” D. 821
  • Fantasia a 4 mani in fa min. D. 940
  • Piano Trio n. 2 op. 100 in Mib magg.

Il concerto di domenica 21 settembre, intitolato “Appassionatamente”, vedrà il duo violoncello e pianoforte di Matilda Colliard e Stefano Ligoratti eseguire:

  • di Ludwig Van Beethoven, la Sonata n. 3 op. 69 per Violoncello e Pianoforte in La magg.
  • e, di Anton Rubinstein, la Sonata n. 1 op. 18 per Violoncello e Pianoforte in Re magg.

Il concerto di domenica 28 settembre, con interprete Antonio Bologna, denominato “Hammering” – “Martellate”, è un viaggio in punta di martelletti lungo tre secoli e largo tre continenti, Da Bach a Sakamoto, passando per i grandi romantici.

Una occasione per verificare le costanti che in ogni luogo ed epoca animano il desiderio dell’uomo.

Gli interpreti

Concerto-Eroico-0069 matilda2
 Stefano Ligoratti  Matilda Colliard
LucaCiammarughi2-239x300 Danilo-Lorenzini
 Luca Ciammarughi Danilo Lorenzini  
pavoni-belli antonio-bologna2
 Alessandra Pavoni Belli  Antonio Bologna

 

Continua a leggere…

Print Friendly, PDF & Email
Lug 022014
 

DSC_0003

“Quando la grande musica ti entra in casa…”

Il 7 Giugno Stefano Ligoratti e il Quintetto d’archi “I Solisti Laudensi” si sono esibiti a Milano in un interessantissimo riadattamento cameristico di due magnifici concerti per pianoforte e orchestra: il Concerto n.3 (op. 37) di Beethoven e il Concerto (op. 54) di Schumann. Grazie al Centro Culturale della Cooperativa di via Ornato, l’evento si è tenuto in una sede decisamente particolare – il cortile della Corte ottocentesca di via Ornato. Anche se dovute per lo più a delle necessità, le scelte fatte stimolano notevoli riflessioni sul ruolo della musica classica (genericamente intesa) nel “mondo moderno”, dandoci l’occasione di apprezzarne in modo totalmente diverso alcune sfaccettature.

Primo motivo di riflessione è il ruolo del pianoforte, che acquisisce una preponderanza ancora maggiore, sfoggiando interamente la sua vasta gamma di suoni e potenzialità espressive. Gli archi, invece, ridotti a un quintetto, vengono a ricoprire un ruolo molto delicato: a bassi numeri cresce notevolmente il rischio di risultare “aciduli” (soprattutto per quel che riguarda i violini), proprio quando, di contro, la situazione richiede al contempo rotondità di suono e delicatezza, in modo da creare una sorta di lieve cornice.

Proprio il tema della “cornice” ci porta a un altro, fondamentale, aspetto della questione: l’abito. Se, da un lato, siamo spesso portati a pensare all’800 come al secolo d’oro del Romanticismo e della grandiosità, è altrettanto vero che il XIX è stato il secolo della borghesia, il cui locus amoenus divenne il salotto borghese, l’intimità della casa. Ebbene, in questo concerto abbiamo potuto assaporare uno strano cocktail di queste realtà in contraddizione, un “Beethoven in sordina”, un eroe romantico in vestaglia; con questo nuovo abito viene appena smorzato l’impeto degli Allegro, mentre il secondo movimento, tipicamente vissuto come semplice “pausa”, si trova perfettamente a proprio agio, con sonorità differenti – più dolci, se vogliamo, e più profonde, in particolar modo per ciò che riguarda il violoncello, le cui vibrazioni possiamo cogliere decisamente meglio. Riprendendo il termine “cornice”, che ben si addice alla musica da camera, pensiamo, quindi, a quanto la situazione possa modificare la musica che ascoltiamo; se il collegamento con l’arte visiva è immediato, lo è anche ricollegare questa versione cameristica del concerto alle sue origini 600esche e alla musica delle corti del 700.

In altre parole abbiamo assistito a un trait d’union tra il romanticismo (come dal titolo “Romanticismi in musica”) e il rococò, a una versione boccheriniana di Schumann e Beethoven, paradossalmente proprio con il concerto che è stato la chiave di volta del passaggio al romanticismo del compositore di Bonn. Fortunatamente, del XIX secolo è anche la location, il cortile interno di un’antica casa popolare ammodernata. Questa singolare situazione, per quanto non del tutto favorevole alla fruizione della musica e nonostante gli inevitabili inconvenienti del suonare all’aperto, stimola importanti riflessioni sulla rivalutazione e rivivificazione della musica classica, ormai sempre più di nicchia: grazie al “nuovo” abito, più intimo, questi concerti diventano a “misura d’uomo”, entrando letteralmente in casa dell’ascoltatore.

Senza dubbio questa iniziativa, forse accostabile ad altre, comunque recenti, quali Pianocity, permette una maggiore visibilità (e accessibilità) a una musica che sempre di più si sta richiudendo nei “soliti” teatri, legata a tradizioni stringenti e difficilmente aperte verso il nuovo (con conseguenze catastrofiche per i compositori contemporanei). In un certo senso le trascrizioni con organici differenti, oggi non tanto usitate, nascono proprio dall’esigenza di adattare la musica alle possibilità e non è un caso che questa pratica, molto in voga proprio nell’800 – secolo in cui tutti cercavano di conoscere musica sempre nuova, vuoi per spirito nazionalistico, vuoi per caratteristiche intrinseche alla realtà borghese – venga riscoperta oggi, in un periodo di grandissima disponibilità di comunicazione e conseguente confusione, con un parallelismo che mette in evidenza la ciclicità storica della nostra società.

La grandezza del Romanticismo riesce, grazie sia al notevole talento dei musicisti sia alla maestria dei trascrittori (Jeremy Liu per Schumann e Vinzenz Lachner per Beethoven), a penetrare i nuovi muri, fondendosi perfettamente alla realtà intima con cui entra in contatto. Senza alcun dubbio il merito maggiore va, però, ai musicisti, in grado di dare vita alla musica in maniera praticamente impeccabile nonostante le difficoltà – per quanto molti sembrino dimenticarlo, i musicisti sono e rimangono esseri umani in carne e ossa: fare musica richiede un notevole grado di concentrazione e, se uccelli e neonati sono incognite cui è impossibile porre rimedio, di certo alcuni comportamenti di persone adulte sono evitabili; in fin dei conti, però, la serata aveva come obiettivo proprio quello di far fondere la musica “alta” con la vita di tutti i giorni e, tenendo a mente questo presupposto, ci sarebbero potuti essere imprevisti ben peggiori. Aspetto cruciale della questione diventa, in quest’ottica, il tentativo di de-sacralizzare l’evento musicale: da spettatori siamo abituati a vivere i concerti come momenti unici, quasi mistici, limitando la comunicatività “istintiva” per dare spazio al solo elemento razionale/spirituale. Ebbene, in questo caso si è tentato di andare nella direzione opposta, in modo da renderla una realtà più viva e, ut supra, “a misura d’uomo”.

Ecco che il ruolo degli interpreti assume ulteriori complessità, per via della necessità di ottenere una concentrazione tale da superare gli ostacoli e coinvolgere fino al silenzio un pubblico non “museale”, non abituato a quel tipo di fruizione ed eventualmente restio a tale forma di catarsi, per così dire statica. Quasi incredibile, a questo punto, diventa pensare che l’intero organico fosse composto da musicisti giovani (anzi, giovanissimi!), che il pianista abbia svolto anche il ruolo di direttore (certo, con un organico ridotto sembra un lavoro più semplice, ma gestire tempi e interpretazioni altrui mentre si è concentrati sui propri richiede una consapevolezza, una visione d’insieme e una destrezza a dir poco unici), che l’intero spettacolo sia stato preparato in tempi brevissimi …

A dispetto di ciò, l’esecuzione è riuscita in modo magistrale, coinvolgendo tutti i presenti. D’altra parte vedere un pianista in grado di suonare Beethoven con simili scioltezza, coinvolgimento e consapevolezza, pur mantenendo la “serenità” che più si addice alla musica da camera, dosando alla perfezione tecnica ed espressività, dandogli un taglio così personale (anche solo per via della comunque insolita trascrizione per un brano del genere) e tirando fuori veramente il meglio da ogni frase non è proprio cosa da tutti i giorni. Il vero talento conquista chiunque – ho visto persino un cane affacciarsi a uno dei balconi con la testa china, ammutolito – e senza ombra di dubbio Stefano Ligoratti di talento ne ha da vendere; persino solo il suo breve bis in solitaria, la Sonata K. 455 di Scarlatti, sarebbe bastato a dimostrarlo.

Da menzionare, al di là dei meritati e doverosi elogi al gruppo intero, è anche Alessandra Pavoni Belli, sostituto primo violino, che, a soli 22 anni, ha dimostrato di avere le qualità peculiari del suo ruolo in termini sia di interpretazione sia di leadership. Tirando le somme, non si può che comprendere e condividere l’entusiasmo del pubblico presente, letteralmente entusiasta, con addirittura qualche “fan” rimasto ad attendere l’uscita dai camerini.

Gabriele Giacosa

Gli Artisti

Quintetto d’archi “I Solisti Laudensi”
1° Violino Alessandra Pavoni Belli
2° Violino Olga Introzzi
Viola Fabio Merlini
Violincello Matilda Colliard
Contrabbasso Stefano Morelli
 Pianoforte Stefano Ligoratti
Print Friendly, PDF & Email
Ott 262012
 

Locandina Concerto Luca Ciammarughi 28 ottobre 2012, Milano, Politeatro, ore 17,00

Imperdibile concerto di Luca Ciammarughi a Milano, Domenica 28 ottobre 2012, Politeatro, Viale Lucania, 18

ClassicaViva e il Clavicembalo Verde presentano

“da Versailles a Vienna”

Concerto del pianista Luca Ciammarughi

Politeatro – Milano, Viale Lucania, 18

Domenica 28 ottobre 2012, ore 17,00

Programma

Jean-Philippe Rameau (1683-1764):

Dalle “Nouvelles Suites de pièces de clavecin”:

Allemande

Les trois mains

Sarabande

Gavotte et variations

Les Tricotets

L’indifferente

La poule

Les sauvages

Dai “Pièces de clavecin en concerts”: La Livri (Rondeau)

Franz Schubert (1797-1828):

Impromptu op. 142 n. 1 D 935 in fa minore

Impromptu op. 142 n. 2 D 935 in la bemolle maggiore

Klavierstück D 946 n. 1 in mi bemolle minore

Biglietti: € 5

Il pianista Luca CiammarughiRiconosciuto come uno dei più interessanti interpreti di Schubert della sua generazione, Luca Ciammarughi si dedica da molti anni allo scavo di questo autore, al quale lo lega una particolare affinità. Le sue interpretazioni schubertiane hanno ricevuto l’apprezzamento di musicisti e critici come Eric Heidsieck, Riccardo Risaliti (“lirismo, bellezza di suono, intimismo e tragicità, accostati in una narrazione coerente ed emotiva.”), Antonio Ballista, Luca Segalla (“Ciammarughi riesce a essere originale e coerente in un capolavoro dove la tentazione di imitare i grandi del passato è sempre dietro l’angolo. […] Il giovane Brendel, nel 1962, era molto più neutro”), Guido Salvetti e schubertiani di vaglia come Paolo Bordoni e Paul Badura-Skoda. Proprio con Paolo Bordoni, figura fondamentale sia dal punto di vista pianistico che musicale e umano, Luca Ciammarughi ha compiuto tutto l’iter dei suoi studi al Conservatorio G. Verdi di Milano, diplomandosi con il massimo dei voti e la lode.

L’interesse per la liederistica tedesca e la Mélodie francese l’ha portato a un intenso periodo di approfondimento del rapporto fra parola e suono, svoltosi sia al Conservatorio di Milano (nella classe di musica vocale da camera di Stelia Doz, dalla quale è uscito con un diploma accademico ottenuto con lode e menzione d’onore) sia all’Académie de Nice con Dalton Baldwin, che l’ha voluto come suo assistente in numerose masterclass. Questa fase è stata coronata dal premio di miglior duo, ottenuto insieme al soprano Sakiko Abe, in uno dei pochi concorsi storici di interpretazione liederistica, quello di Conegliano, presieduto da Regina Resnik. Come liederista ha collaborato con il tenore Mirko Guadagnini, il mezzosoprano Oksana Lazareva e i soprani Barbara Vignudelli e Monika Lukacs.
Si è esibito come solista e camerista (soprattutto in duo con il gemello violinista Jacopo e con il pianista e compositore Danilo Lorenzini) per prestigiose istituzioni e sale concertistiche italiane ed europee, fra le quali: Festival dei Due Mondi di Spoleto, Mito Settembre Musica, Taormina Arte, La Verdi, Compagnia Carlo Colla & figli, Società dei Concerti di Milano, Festival Liederiadi, Festival Amfiteatrof, Piano City-Milano, SpazioTeatro89, Teatro Dal Verme, Festival Guadalquivir in Spagna, European Union Youth Orchestra, Salle Cortot di Parigi e altre ancora. Come solista con orchestra ha interpretato con la Camerata dei Laghi diretta da Andrea Rizzi i Concerti BWV 1052 di Bach e K 491 di Mozart. Ha debuttato negli Usa allo Spoleto Festival di Charleston. Nel 2012 il pianista Maurizio Baglini lo ha invitato a tenere un recital nella Sala degli Arazzi del Palazzo Reale di Pisa. L’interesse per il repertorio inesplorato lo ha portato a divulgare autori come Reynaldo Hahn, di cui ha suonato recentemente le “Berceuses” a quattro mani, durante la trasmissione “Piazza Verdi” su Radio Tre Rai.
Appassionato di barocco, da anni ha fatto della musica tastieristica di Jean-Philippe Rameau un fulcro del suo repertorio.
Dal 2010 è direttore artistico del festival “Settimana in musica” di Clusone.
Musicista inusuale, affianca all’attività concertistica la conduzione di programmi su Radio Classica (migliaia di trasmissioni dal 2007 ad oggi, dedicate al pianoforte, alla recensione di novità discografiche, alla musica nel cinema e agli interpreti storici) e sul canale televisivo “Classica” di Sky. E’ critico musicale per la storica rivista “Musica” di Zecchini Editore e per il quotidiano “Milano Finanza”. Ha recitato come protagonista nella pièce teatrale “L’ultima Sonata”, scritta insieme a Ines Angelino e dedicata alla figura di Franz Schubert.

Note sul programma del concerto

Nel programma di questo concerto, Luca Ciammarughi esplora due mondi distanti fra loro: quello della corte barocca di Versailles, all’epoca di Luigi XV, e quello del salotto romantico viennese. Protagonista della prima parte sarà la musica di Jean-Philippe Rameau, uno dei maggiori compositori francesi di sempre e autore anche di un “Trattato di Armonia” che ancora oggi è considerato come testo fondamentale per lo studio dell’armonia moderna. Rameau fu un personaggio molto particolare: da giovane fece una vita ritirata nella Francia centrale, lavorando come organista in diverse chiese e occupandosi di studi teorici, filosofici e di fisica del suono; il successo per lui arrivò dopo i sessant’anni, quando divenne compositore ufficiale alla corte del re Luigi XV. Negli ultimi anni, i parigini impazzivano per la sua musica. La sua produzione non è molto vasta, ma caratterizzata da un’assoluta perfezione e da un’espressività intensa che ritroviamo sia nelle opere liriche che nella musica da camera e per clavicembalo. I brani che ascoltiamo oggi fanno parte delle “Nuove Suites per clavicembalo”, scritte nel 1728, quando ancora Rameau non si era trasferito a Parigi. Il compositore aveva comunque già 45 anni: si tratta degli ultimi brani che scrisse per strumento a tastiera prima di concentrarsi maggiormente sulle opere.

Al tempo, naturalmente, questa musica si eseguiva sul clavicembalo, ma oggi è possibile anche suonarla al pianoforte, strumento che permette di esaltare la cantabilità e la teatralità della scrittura di Rameau, ricca di contrasti e colpi di scena. La difficoltà, nello strumento moderno, sta nell’eseguire con leggerezza e agilità gli abbellimenti e le numerose ornamentazioni che Rameau aggiunge alla linea melodica per renderla più ricca e fastosa.

I brani scelti da Luca Ciammarughi, dalle Suites in la minore e in sol maggiore, alternano tempi di danza e pezzi di carattere. Così, accanto a movimenti tradizionali dell’epoca barocca come l’Allemanda, la Sarabanda e la Gavotta, troviamo titoli curiosi e sperimentali: “Le tre mani” è un brano caratterizzato dall’incrocio virtuosistico delle mani, che rende l’illusione che il pianista abbia una mano in più; “La gallina” imita il coccodé del volatile per poi svilupparsi in modo inaspettatamente drammatico; “I selvaggi” evoca le danze di due indiani d’America che Rameau aveva visto in una fiera parigina. La fantasia del compositore è straordinaria, e molte delle sue invenzioni armoniche risultano ancora oggi attuali e addirittura futuristiche. La prima parte del concerto è chiusa da un brano di languida e amorosa espressività, “La Livri”, che trae il titolo dal cognome della dedicataria: esso è estratto dai “Pezzi in concerto”, Suites di musica da camera scritte nel 1741 e successivamente trascritte per strumento solo.

Con la seconda parte, più breve, passiamo dalla corte reale al salotto romantico: siamo a Vienna, nell’epoca della Restaurazione. Dopo il Concilio di Vienna del 1815 i governanti avevano tolto molte delle libertà di epoca napoleonica. C’era un regime di censura, e gli artisti amavano riunirsi in case private, circoli e salotti, per potersi esprimere più liberamente. Franz Schubert fu al centro di serate che i suoi amici chiamarono “Schubertiadi”, nelle quali si mangiava, si danzava, ci si divertiva e si faceva naturalmente tanta musica. Oltre a composizioni vocali venivano eseguiti anche brani pianistici: danze leggere o brevi pezzi di carattere.

I due improvvisi che ascolteremo nacquero proprio in quegli ambienti. Schubert, però, va ben oltre le mode dell’epoca e produce una musica geniale e inaudita: una musica che rispecchia da un lato la dolcezza e la spensieratezza del suo carattere, dall’altro gli aspetti tragici di una vita segnata dalla povertà, dalla malattia e dalle delusioni sentimentali e professionali. I due brani che ascolteremo furono composti nell’ultimo anno di vita del genio austriaco, che morì a soli 31 anni, solo e quasi ignorato dai suoi contemporanei. Il Klavierstuck n. 1 alterna momenti di agitazione drammatica a oasi di lirismo, mentre l’Improvviso op. 142 n. 2 è un lungo canto che si distende sublime, richiamandoci la bellezza dei paesaggi austriaci attorno a Vienna e la bellezza profonda dell’animo di Schubert.

Print Friendly, PDF & Email