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Apr 242012
 

Si terrà dal 16 al 19 maggio 2012 a Cosenza il festival “MusicaInsieme” organizzato dalla Città dei Ragazzi di Cosenza. Il bando di partecipazione prevede il coinvolgimento di tre sezioni: Performance, per gruppi cameristici, vocali e/o strumentali dal duo in poi, con programma libero. Premio di Composizione, destinato al docente, o al gruppo di docenti, che nella sezione Performance presenta i propri lavori di composizione per ensemble scolastico e/o giovanile. Facciamo orchestra! per singoli partecipanti o gruppi.

Quest’ultima sezione avrà luogo nelle giornate conclusive della manifestazione ed è finalizzata alla formazione di un’orchestra con performance pubblica finale che prevede l’esecuzione di G. F. Handel La Rejouissance da Royal Fireworks Music – brano obbligatorio – N. Rimsky-Korsakov Fandango e Alborada – brano facoltativo – e infine una piccola opera commissionata quest’anno a Pietro Picchi, Jukebox per voce recitante, due soprani, coro di voci bianche e orchestra sinfonica, sulla filastrocca Il pane di Gianni Rodari – brano obbligatorio –
Nei giorni indicati, gli spazi della struttura vengono letteralmente invasi di musica, dentro e fuori gli edifici. Tra i compositori che in questi anni hanno prodotto le opere su commissione spiccano i nomi di Luigi De Filippi, Nicola Campogrande, Domenico Giannetta, Andrea Basevi, Paolo Furlani, Pietro Picchi. I testi proposti ai compositori, ad esclusione del primo che è solo strumentale, sono selezionati da un comitato scientifico su indicazioni di Rosaria Simari, direttrice del Centro Rodari Musica. In occasione del decennale del Centro è stata ripresa l’Opera delle Filastrocche di Rodari-Savona. I partecipanti, prevalentemente ensemble e orchestre scolastiche ben gestite, per ragioni geografiche provengono dal centro-sud Italia (Calabria, Lazio, Campania, Sicilia, Basilicata, Puglia) con numeri che oscillano tra le 500 e le 1000 presenze.

 

Apr 242012
 

Si è tenuto a Bologna, il 19 e 20 aprile il corso di formazione sulla sicurezza sul lavoro per il settore dello spettacolo organizzato da Assomusica, l’associazione italiana di organizzatori e produttori di spettacoli dal vivo, con l’intento di migliorare le condizioni di lavoro nelle fasi di allestimento di uno show, con particolare attenzione ai temi della sicurezza. Altro obiettivo del corso invitare le istituzioni e il governo “a dare maggiore attenzione all’industria dello spettacolo dal vivo”.

Professionisti nel campo della sicurezza ed esponenti dell’Istituto per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro hanno analizzato i problemi connessi all’organizzazione degli spettacoli. Una risposta, quella di Assomusica, agli incidenti di Trieste e Reggio Calabria che hanno colpito i tour di Jovanotti e Laura Pausini.

“In assenza di leggi – dicono i dirigenti di Assomusica – proseguiamo a lavorare in modo autonomo al miglioramento di una delle principali industrie italiane che, anche in un momento di crisi, contribuisce alla crescita del Paese, alla produzione di posti di lavoro e alla promozione dell’arte italiana”.

Apr 182012
 

L’aveva detto e l’ha fatto. Il direttore del Museo di arte contemporanea di Casoria (NA) ha dato fuoco a un’opera della pittrice francese Severine Bourguignon, dopo aver atteso invano la risposta da parte delle istituzioni locali, alla sua ultima richiesta di salvare il museo, che chiuderà alla fine del mese.
La protesta guidata dal direttore del Museo, Antonio Manfredi, continuerà con altri roghi: uno al giorno fino all’ottenimento, almeno, di una risposta.
Brucia l’arte, come bruciano le vite di chi non riuscendo più a sopravvivere si toglie la vita. È come se tutto intorno a noi stesse pian piano scomparendo, lasciandoci sempre più soli, in mezzo all’aridità della terra che calpestiamo.
Chiudere un museo, un teatro, eliminare un’orchestra o un corpo di ballo, è contribuire al lento sterminio che subiamo in silenzio, sempre più convinti che le energie rimaste siano da dedicare alla sopravvivenza spicciola, quella che ci trascina in vita ma non ci rende vivi.
Investire nell’arte sarebbe utile a cancellare l’imbarbarimento del nostro popolo che dimenticando la storia, ha scordato tutto di sé.

Apr 162012
 

Subirà la crisi economica anche la sessantanovesima Settimana Musicale Senese che prenderà il via il 10 luglio prossimo. Sarà comunque ricca di contenuti anche se più breve delle precedenti edizioni. L’impegno tradizionale di assicurare spazio alla musica contemporanea è stato mantenuto con l’opera “Due teste ed una ragazza” commissionata alla compositrice serba Isidora Žebeljan. Autrice “sanguigna, legata alla propria terra ma che non fa musica folkloristica”, come affermato da Aldo Bennici. Si tratta di un’opera-fiaba comica in un atto su libretto di Borislav Cicovacki. La musica barocca altro fiore all’occhiello della manifestazione, invece non sarà rappresentata da un’opera come d’uso durante la Settimana Musicale ma dal concerto, “Arie olimpiche”: una miscellanea tematica di arie dal libretto de “L’Olimpiade” di Metastasio di compositori diversi Caldara, Vivaldi, Cherubini, Hasse, Leo, Paisiello, Traetta, Perez e Cimarosa, cantate da Romina Basso e Ruth Rosique con l’Orchestra Barocca di Venezia diretta da Andrea Marcon.
Con l’occasione si celebrerà anche il 150° della nascita di Claude Debussy con “La boîte à joujoux” nella prima riproposta moderna della versione del 1913 conservata nella Biblioteca dell’Accademia Musicale Chigiana, quella che vide il Visconte di Modrone al pianoforte, oggi come allora prenderanno vita le marionette della Compagnia Carlo Colla e Figli.
Concluderà Yuri Temirkanov che guiderà l’orchestra Filarmonic di San Pietroburgo e un altro russo, il violista Bashmet.
Molta attesa per l’evento speciale, i due concerti straordinari di Maurizio Pollini.

Apr 122012
 

Ho letto con molto interesse l’articolo di Chiara Merlo, che condivido nella sua interezza e che mi ha fatto riflettere sul mio ultimo e recente viaggio in Inghilterra. Sulle differenze d’approccio che altri governi hanno con la cultura.

C’era un ordinato bivacco all’esterno del British Museum. Una folla colorata sui prati intorno, gambe ciondolanti sui muretti, e una marea di gente che saliva o scendeva le scale. Tanta gente, che quasi veniva il dubbio di volersi veramente infilare nella corrente, nella marea che si spostava. Poi con un po’ di coraggio si inizia il giro, soffermandosi sulle tante cose esposte, di ricchezza o di povertà. Le cose che raccontano le vite passate che erano anche le nostre e che ci hanno portato fino a qua.

Anche un frammento di muro, serviva ad insegnare com’era il resto dello splendore di una casa patrizia, di un tempio greco, degli inglesi che viaggiando e combattendo colonizzavano i nuovi mondi. La storia tangibile, era a portata di tutti.

Le stesse sensazioni dinnanzi ai gradini e le colonne della National Gallery, dove uno striscione rosso che scende lungo una colonna e sventola come una bandiera avvisa: “Admittance free”. Ingresso libero. Leonardo, Canaletto, Michelangelo, Goya, Van Gogh, Degas, Rubens, e anche Vermeer. Tutti là per gli occhi di chiunque, anche dell’uomo che entra per ripararsi dal vento gelido o dalla pioggia leggera di Londra.

Agli ingressi dei musei ci sono dei cartelli che invitano a lasciare un’offerta. Un invito e non un obbligo, al quale si assolve volentieri, grati di essere stati resi partecipi di tanta bellezza. Di tanta cultura. E se ne vedono tante monete, di ogni colore, a testimoniare il passaggio di tante diverse culture, di persone a cui piace sapere. Tutto in ordine, tutto pulito, e la folla che bivacca non lascia dietro di sé bottiglie di plastica, lattine vuote di Coca Cola o la carta dei panini. Tutto degno della luminosità esposta all’interno delle sale.

È difficile non notare ciò che ci differenzia. Viviamo in un paese in cui il fruire gratuito della cultura, diventa eccezione, una sorta di offerta speciale valida da un giorno a un altro. Un’occasione irripetibile. Ci differenziano i rifiuti abbandonati nei siti messi sotto tutela dall’UNESCO. Mentre in altri paesi la cultura è aperta e disponibile per chiunque, nel nostro paese i musei chiudono, perché non si ha personale o perché le casse sono state svuotate.

Personalmente ricordo quando portai la mia bambina al Colosseo, dopo aver pagato un biglietto quasi dieci euro. Guardai verso il basso dove una volta forse potevano essere stati rinchiusi gladiatori o leoni, vidi una montagna di bottigliette di plastica. Molte marche di acque minerali, tutte diverse che come i soldi nei musei londinesi, testimoniavano il passaggio di altre culture. Diverse culture.

Mar 302012
 

Con un accorato appello, Assomusica ha invitato gli artisti a un confronto, con l’intento di “tenere viva la musica dal vivo e unirsi per garantire sempre più qualità, cultura e sicurezza”. L’invito che Assomusica, l’associazione degli organizzatori e dei produttori di spettacoli di musica dal vivo che conta oltre 100 imprese associate su tutto il territorio nazionale, ha deciso di formalizzare in seguito alle due vittime nei palazzetti di Trieste e Reggio Calabria è rivolto a tutti i protagonisti della musica italiana.

Assomusica invita tutti gli artisti italiani a darsi una rappresentanza per aprire un confronto volto a una “riscrittura chiara e trasparente delle regole che regolano la musica dal vivo, con l’obiettivo di garantire sempre di più al pubblico uno spettacolo eccellente dal punto di vista qualitativo e quindi dell’offerta culturale-musicale, senza che questo vada a discapito della sicurezza”.

Per Assomusica, gli eventi live sono “una vera occasione di divertimento, di aggregazione di emozione di crescita e di condivisione di una stessa passione” e “gli ultimi accadimenti, la crisi generale, ancor prima quella della discografia, non sono fenomeni da esorcizzare, ma con responsabilità vanno affrontati e compresi, cercandone tutti insieme la soluzione”. La lettera di invito si potrà leggere integralmente su tutti i siti web degli associati Assomusica (www.assomusica.org).

Mar 292012
 

Confermato con polemiche tra i sindacati lo sciopero del 31 marzo indetto dalla Cgil alla Scala, che farà saltare il balletto “L’altra metà del cielo” con musiche di Vasco Rossi. L’assemblea dei lavoratori iscritti al sindacato ha detto sì alla mobilitazione “praticamente all’unanimità”, ha detto Giancarlo Albori della Cgil. Ma la Uil si schiera contro.

Sono due i motivi della protesta: da un lato la preoccupazione per l’articolo 18, dall’altro i problemi di sicurezza del teatro.

“Non siamo d’accordo a colpire sempre gli spettacoli e lo riteniamo pericoloso per il futuro del teatro” dice Domenico Dentoni della Uilcom, che aggiunge: “L’iter della riforma del lavoro sarà lungo e potrebbe già esserci uno sciopero generale entro maggio, e sulla sicurezza ritiene che bisogna aprire unitariamente con la fondazione e il suo sovrintendente un confronto a tutto campo”.

Mar 262012
 

Sarà celebrata quest’anno a Roma domani 27 marzo, La Giornata Mondiale del Teatro presso il teatro Quirinetta, che dalle ore 21,00 e ad ingresso gratuito, ospiterà una serata dal titolo “Teatro per il Teatro” con protagonisti spettatori e insieme interpreti.  Anna Proclemer leggerà il messaggio celebrativo della Giornata, tradotto in 20 lingue e letto in contemporanea in molti teatri nel mondo. Il messaggio di quest’anno è stato scritto dall’ attore statunitense John Malkovich. Nell’occasione verrà presentata l’ iniziativa culturale “Il Teatro ha preso il volo”, ideata da Pino Pietrolucci in collaborazione con Alitalia e Rai Cinema. Dal 1 aprile, la compagnia di bandiera inserirà nell’ offerta di intrattenimento di tutti i voli a lunga percorrenza, accanto alla sezione cinema, una dedicata al teatro.

L’ iniziativa partirà con due commedie di e con Eduardo De Filippo: Filumena Marturano e Natale in casa Cupiello, con sottotitoli in inglese.

Il 27 marzo al Quirinetta, I solisti dell’ orchestra Monteverdi (un sestetto d’ archi e flauto) si esibiranno in un programma che prevede
con le Quattro Stagioni e molto altro ancora. Sara Sammartino e la sua piccola compagnia “Sangue Giusto”, che opera anche nel carcere femminile di Civitavecchia, daranno alcuni assaggi del loro lavoro. Ci saranno poi gruppi di flamenco e di tip-tap che faranno da contrappunto a interventi poetici.

Sempre il 27 marzo, anche il Teatro Argentina celebrerà la Giornata offrendo i biglietti per lo spettacolo serale con il 50% di sconto e aprendo le porte a visite guidate. Poste Italiane parteciperà dai foyer dell’ Argentina, del Quirino e del Quirinetta, dove sarà a disposizione un servizio volante di annullo filatelico speciale dedicato alla serata, sul francobollo commemorativo emesso in occasione della Giornata del 2011.

Hanno aderito alle celebrazioni anche alcune scuole romane con eventi a tema pensati per la ricorrenza. Infine, nel pomeriggio del 27 marzo, alle ore 18,00 presso il nuovo spazio culturale di MassenzioArte, in via Palermo 28, sarà inaugurato l’ evento “Smile portaci un sorriso!” con esibizione di artisti a sorpresa, organizzato da Music Theatre International.

Mar 202012
 

“In tre anni il contributo dello Stato al teatro è sceso da 33 a 16 milioni di euro. Abbiamo fatto contratti più flessibili ai nostri dipendenti, riorganizzato i turni di lavoro, ridotto il costo dei biglietti, produciamo spettacoli per bambini e famiglie con ingresso a dieci euro. Ma ogni giorno è più difficile continuare”. E’ quanto dichiara a Sandro Cappelletto, su La Stampa,  Myron Michailidis, direttore d’orchestra e direttore artistico dell’Opera Nazionale di Atene.

Jannos Eolou, compositore, soprattutto di musica per film, denuncia : “L’industria nazionale del cinema è ferma. Dischi non se ne vendono, perché i ragazzi scaricano la musica da Internet. Chi assisteva a venti concerti l’anno, adesso non arriva neppure alla metà. Mi dite come facciamo a vivere? C’è solo una notizia positiva: di fronte alla crisi, la gente non ne vuole più sapere delle stupidaggini della televisione, del “glamour” e del “gossip”. Il pubblico chiede meno esteriorità e più serietà, per sollevare lo spirito, per ricordare che la bellezza continua ad esistere”.

“Istantanee da Atene al tempo del default”, commenta Cappelletto, che scrive ancora: “Il cartellone dell’Opera Nazionale, teatro inaugurato nel 1940, pochi mesi prima della dichiarazione di guerra dell’Italia alla Grecia, è pieno di date vuote. L’Elisir d’amore lo scorso novembre, poi La ragazza di Creta, un’operetta di Spyros Samaras, Un ballo in maschera di Verdi, Faust di Gounod, Die Flut, opera contemporanea di Boris Blacher. Soltanto cinque titoli lungo un’intera stagione”.

“E la prossima probabilmente sarà ancora più ridotta» – dice Michailidis – . Cerchiamo comunque di salvare alcune recite degli spettacoli estivi nei teatri di Erode Attico e di Epidauro, dove vengono molti turisti'”.

“Non basta ridurre i cachet, ormai siamo al punto che saltano contratti già firmati. La nostra gente non si era mai confrontata con il dramma del suicidio, adesso non passa giorno senza che arrivi notizia, anche nel nostro ambiente, di amici, di conoscenti che si tolgono la vita”, racconta la soprano Dimitri Theodossiou.

“Sappiamo che non ci sarà più l’aiuto dello Stato – dice ancora Eolou – , o in ogni caso sarà molto ridotto. Noi artisti dobbiamo diventare manager di noi stessi, è un cambio di mentalità radicale, ma inevitabile”.  “Come faccio a programmare la prossima stagione?”, domanda uno smarrito Michailidis.

Drammatico il commento di  Mikis Theodorakis, 87 anni, il musicista della colonna sonora di Zorba il Greco: “Esiste un complotto che ha l’obiettivo di cancellare il mio Paese e ora sta cercando di cancellarci anche materialmente con la mancanza di lavoro, la fame e la miseria”.

Mar 162012
 

“Dalla prossima settimana si riunirà un tavolo tecnico con ministero dell’Economia e MiBac sulla legge per lo spettacolo dal vivo e saranno affrontati problemi non facilmente risolvibili. Faremo il possibile per chiudere rapidamente, sebbene i tempi rapidi, soprattutto in cose politiche, non possano essere garantiti”. L’annuncio da parte del ministro dei Beni e Attività Culturali, Lorenzo Ornaghi, è arrivato in conclusione del convegno sulla legge dello spettacolo dal vivo promosso oggi a Roma dall’Università Luiss.

Per la legge, di cui ha sottolineato il carattere “unico” perché condivisa da tutti, forze politiche e operatori, “siamo a un punto di non ritorno” ha detto il ministro prima di evidenziare alcuni aspetti rilevanti del testo: “lo Stato può garantire lo sviluppo del Paese anche tramite la cultura; non si deve ideologizzare il rapporto pubblico-privato; lo Stato deve innalzare la sua autorevolezza e deve garantire criteri trasparenti lontani dal clientelismo; il fondo perequativo che potrà incidere sugli squilibri attualmente rilevabili a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale; il sostegno per i giovani”.

Si attende ormai senza troppe speranze, anche perché agli annunci quasi mai seguono i fatti. Prova ne sia la cancellazione dei concerti del Maestro Abbado a Napoli, per protestare contro il decreto Bondi, che impedisce agli orchestrali degli enti lirici di chiedere permessi artistici fino alla firma del prossimo contratto, o il prepensionamento di 50 elementi del Maggio Fiorentino, che difficilmente saranno reintegrati.

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