Ago 242016
 

Daniela Dessì visse d’arte. Possiamo anche dire che visse d’amore, esattamente come la sua Tosca interpretata in maniera semplicemente divina. E’ il suo amore e compagno di vita da 16 anni a ricordarla il giorno del suo funerale: “Gli occhi sono lo specchio dell’anima e le nostre anime si sono sempre parlate. Ho condiviso con te 16 anni indimenticabili, ricchi di tante grandissime soddisfazioni e di una vita privata intensissima che abbiamo sempre difeso e privilegiato rispetto a tutto il resto. (…) Non voglio ricordare la grandezza della tua arte che è universalmente conosciuta e che è testimoniata dalle migliaia di messaggi che piovono da ogni parte del mondo. Voglio invece ricordare di te la tua grandezza di donna, di mamma, la tua bellezza interiore e la tua generosità, il tuo umorismo, la tua malinconia, ma soprattutto la tua fragilità che potrebbe sembrare un paradosso rispetto alla dirompente personalità da vera diva che possiedi, diva nel senso di divina“.

La notizia della scomparsa del soprano ha scosso profondamente il mondo della musica e in particolare quello dell’Opera. Gli amici del Teatro alla Scala, che hanno visto quasi 30 anni di collaborazione con Daniela Dessì (la sua ultima apparizione scaligera risale al 2009) hanno ricordato le sue interpretazioni, da Rossini e Mozart a Verdi, Puccini e al Verismo, ammirando la sua tecnica impeccabile, il suo forte temperamento e la sua rara sensibilità interpretativa. Tutte doti che l’hanno portata a collocarsi tra le figure di spicco del panorama operistico internazionale.

La sua Fiordiligi in Così fan tutte e i suoi ruoli verdiani con Riccardo Muti (Alice Ford, Elisabetta di Valois, Messa da Requiem) e le sue interpretazioni di Puccini e Cilea restano tra le pagine indimenticabili della storia scaligera degli ultimi decenni.” 

Link all’articolo del corriere.it

Daniela Dessì

Il Teatro Grande di Brescia intende dedicare la prossima festa dell’Opera al soprano. La Dessì aveva infatti partecipato spesso all’iniziativa, portando avanti il progetto artistico del promuovere e aiutare la crescita dei giovani talenti. “Ci ha lasciato una grande interprete” afferma il presidente del Teatro Emiliano del Bono, “una voce raffinata che ha portato il nome di Brescia nei più blasonati teatri del mondo”.

Tante e prestigiose le collaborazioni internazionali dell’artista, nata a Genova ma da tempo residente sul lago di Garda. Dopo aver completato gli studi di canto al Conservatorio Arrigo Boito di Parma e presso l’Accademia Chigiana di Siena, aveva vinto il primo premio al Concorso Internazionale indetto dalla Rai nel 1980: poi il debutto con l’Opera Giocosa di Savona ne La serva padrona di Pergolesi. Innumerevoli le interpretazioni, tra cui quelle delle eroine verdiane e pucciniane, e le collaborazioni con i più grandi teatri, dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York, alla Deutsche Oper di Berlino.

Armiliato, il compagno di Daniela Dessì, l’ha paragonata a Maria Callas: “Il critico musicale Giorgio Gualerzi diceva: c’è stato il tempo della Callas e ora c’è quello della Dessì. Aveva ragione. È proprio così. Senza mai clamore hai scandito il tempo di questa grande fetta di vita musicale a cavallo di due secoli con la tua classe e con un’ interpretazione straordinaria sempre diversa e sempre con un denominatore comune di qualità artistica e vocale insuperabile. Tu sei entrata di diritto nell’immortalità per questo e sarai sempre ricordata come interprete di riferimento. Tu sei e sarai un orgoglio perenne per il nostro Paese“. 

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email
Loading Comments…

Please Registrati or to leave Comments