Mar 202012
 

“In tre anni il contributo dello Stato al teatro è sceso da 33 a 16 milioni di euro. Abbiamo fatto contratti più flessibili ai nostri dipendenti, riorganizzato i turni di lavoro, ridotto il costo dei biglietti, produciamo spettacoli per bambini e famiglie con ingresso a dieci euro. Ma ogni giorno è più difficile continuare”. E’ quanto dichiara a Sandro Cappelletto, su La Stampa,  Myron Michailidis, direttore d’orchestra e direttore artistico dell’Opera Nazionale di Atene.

Jannos Eolou, compositore, soprattutto di musica per film, denuncia : “L’industria nazionale del cinema è ferma. Dischi non se ne vendono, perché i ragazzi scaricano la musica da Internet. Chi assisteva a venti concerti l’anno, adesso non arriva neppure alla metà. Mi dite come facciamo a vivere? C’è solo una notizia positiva: di fronte alla crisi, la gente non ne vuole più sapere delle stupidaggini della televisione, del “glamour” e del “gossip”. Il pubblico chiede meno esteriorità e più serietà, per sollevare lo spirito, per ricordare che la bellezza continua ad esistere”.

“Istantanee da Atene al tempo del default”, commenta Cappelletto, che scrive ancora: “Il cartellone dell’Opera Nazionale, teatro inaugurato nel 1940, pochi mesi prima della dichiarazione di guerra dell’Italia alla Grecia, è pieno di date vuote. L’Elisir d’amore lo scorso novembre, poi La ragazza di Creta, un’operetta di Spyros Samaras, Un ballo in maschera di Verdi, Faust di Gounod, Die Flut, opera contemporanea di Boris Blacher. Soltanto cinque titoli lungo un’intera stagione”.

“E la prossima probabilmente sarà ancora più ridotta» – dice Michailidis – . Cerchiamo comunque di salvare alcune recite degli spettacoli estivi nei teatri di Erode Attico e di Epidauro, dove vengono molti turisti'”.

“Non basta ridurre i cachet, ormai siamo al punto che saltano contratti già firmati. La nostra gente non si era mai confrontata con il dramma del suicidio, adesso non passa giorno senza che arrivi notizia, anche nel nostro ambiente, di amici, di conoscenti che si tolgono la vita”, racconta la soprano Dimitri Theodossiou.

“Sappiamo che non ci sarà più l’aiuto dello Stato – dice ancora Eolou – , o in ogni caso sarà molto ridotto. Noi artisti dobbiamo diventare manager di noi stessi, è un cambio di mentalità radicale, ma inevitabile”.  “Come faccio a programmare la prossima stagione?”, domanda uno smarrito Michailidis.

Drammatico il commento di  Mikis Theodorakis, 87 anni, il musicista della colonna sonora di Zorba il Greco: “Esiste un complotto che ha l’obiettivo di cancellare il mio Paese e ora sta cercando di cancellarci anche materialmente con la mancanza di lavoro, la fame e la miseria”.

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