Mar 162012
 

“Dalla prossima settimana si riunirà un tavolo tecnico con ministero dell’Economia e MiBac sulla legge per lo spettacolo dal vivo e saranno affrontati problemi non facilmente risolvibili. Faremo il possibile per chiudere rapidamente, sebbene i tempi rapidi, soprattutto in cose politiche, non possano essere garantiti”. L’annuncio da parte del ministro dei Beni e Attività Culturali, Lorenzo Ornaghi, è arrivato in conclusione del convegno sulla legge dello spettacolo dal vivo promosso oggi a Roma dall’Università Luiss.

Per la legge, di cui ha sottolineato il carattere “unico” perché condivisa da tutti, forze politiche e operatori, “siamo a un punto di non ritorno” ha detto il ministro prima di evidenziare alcuni aspetti rilevanti del testo: “lo Stato può garantire lo sviluppo del Paese anche tramite la cultura; non si deve ideologizzare il rapporto pubblico-privato; lo Stato deve innalzare la sua autorevolezza e deve garantire criteri trasparenti lontani dal clientelismo; il fondo perequativo che potrà incidere sugli squilibri attualmente rilevabili a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale; il sostegno per i giovani”.

Si attende ormai senza troppe speranze, anche perché agli annunci quasi mai seguono i fatti. Prova ne sia la cancellazione dei concerti del Maestro Abbado a Napoli, per protestare contro il decreto Bondi, che impedisce agli orchestrali degli enti lirici di chiedere permessi artistici fino alla firma del prossimo contratto, o il prepensionamento di 50 elementi del Maggio Fiorentino, che difficilmente saranno reintegrati.

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