Mar 302012
 

Con un accorato appello, Assomusica ha invitato gli artisti a un confronto, con l’intento di “tenere viva la musica dal vivo e unirsi per garantire sempre più qualità, cultura e sicurezza”. L’invito che Assomusica, l’associazione degli organizzatori e dei produttori di spettacoli di musica dal vivo che conta oltre 100 imprese associate su tutto il territorio nazionale, ha deciso di formalizzare in seguito alle due vittime nei palazzetti di Trieste e Reggio Calabria è rivolto a tutti i protagonisti della musica italiana.

Assomusica invita tutti gli artisti italiani a darsi una rappresentanza per aprire un confronto volto a una “riscrittura chiara e trasparente delle regole che regolano la musica dal vivo, con l’obiettivo di garantire sempre di più al pubblico uno spettacolo eccellente dal punto di vista qualitativo e quindi dell’offerta culturale-musicale, senza che questo vada a discapito della sicurezza”.

Per Assomusica, gli eventi live sono “una vera occasione di divertimento, di aggregazione di emozione di crescita e di condivisione di una stessa passione” e “gli ultimi accadimenti, la crisi generale, ancor prima quella della discografia, non sono fenomeni da esorcizzare, ma con responsabilità vanno affrontati e compresi, cercandone tutti insieme la soluzione”. La lettera di invito si potrà leggere integralmente su tutti i siti web degli associati Assomusica (www.assomusica.org).

Mar 292012
 

Confermato con polemiche tra i sindacati lo sciopero del 31 marzo indetto dalla Cgil alla Scala, che farà saltare il balletto “L’altra metà del cielo” con musiche di Vasco Rossi. L’assemblea dei lavoratori iscritti al sindacato ha detto sì alla mobilitazione “praticamente all’unanimità”, ha detto Giancarlo Albori della Cgil. Ma la Uil si schiera contro.

Sono due i motivi della protesta: da un lato la preoccupazione per l’articolo 18, dall’altro i problemi di sicurezza del teatro.

“Non siamo d’accordo a colpire sempre gli spettacoli e lo riteniamo pericoloso per il futuro del teatro” dice Domenico Dentoni della Uilcom, che aggiunge: “L’iter della riforma del lavoro sarà lungo e potrebbe già esserci uno sciopero generale entro maggio, e sulla sicurezza ritiene che bisogna aprire unitariamente con la fondazione e il suo sovrintendente un confronto a tutto campo”.

Mar 262012
 

Sarà celebrata quest’anno a Roma domani 27 marzo, La Giornata Mondiale del Teatro presso il teatro Quirinetta, che dalle ore 21,00 e ad ingresso gratuito, ospiterà una serata dal titolo “Teatro per il Teatro” con protagonisti spettatori e insieme interpreti.  Anna Proclemer leggerà il messaggio celebrativo della Giornata, tradotto in 20 lingue e letto in contemporanea in molti teatri nel mondo. Il messaggio di quest’anno è stato scritto dall’ attore statunitense John Malkovich. Nell’occasione verrà presentata l’ iniziativa culturale “Il Teatro ha preso il volo”, ideata da Pino Pietrolucci in collaborazione con Alitalia e Rai Cinema. Dal 1 aprile, la compagnia di bandiera inserirà nell’ offerta di intrattenimento di tutti i voli a lunga percorrenza, accanto alla sezione cinema, una dedicata al teatro.

L’ iniziativa partirà con due commedie di e con Eduardo De Filippo: Filumena Marturano e Natale in casa Cupiello, con sottotitoli in inglese.

Il 27 marzo al Quirinetta, I solisti dell’ orchestra Monteverdi (un sestetto d’ archi e flauto) si esibiranno in un programma che prevede
con le Quattro Stagioni e molto altro ancora. Sara Sammartino e la sua piccola compagnia “Sangue Giusto”, che opera anche nel carcere femminile di Civitavecchia, daranno alcuni assaggi del loro lavoro. Ci saranno poi gruppi di flamenco e di tip-tap che faranno da contrappunto a interventi poetici.

Sempre il 27 marzo, anche il Teatro Argentina celebrerà la Giornata offrendo i biglietti per lo spettacolo serale con il 50% di sconto e aprendo le porte a visite guidate. Poste Italiane parteciperà dai foyer dell’ Argentina, del Quirino e del Quirinetta, dove sarà a disposizione un servizio volante di annullo filatelico speciale dedicato alla serata, sul francobollo commemorativo emesso in occasione della Giornata del 2011.

Hanno aderito alle celebrazioni anche alcune scuole romane con eventi a tema pensati per la ricorrenza. Infine, nel pomeriggio del 27 marzo, alle ore 18,00 presso il nuovo spazio culturale di MassenzioArte, in via Palermo 28, sarà inaugurato l’ evento “Smile portaci un sorriso!” con esibizione di artisti a sorpresa, organizzato da Music Theatre International.

Mar 242012
 

Napoleone alla conquista dell'ItaliaBertold Brecht ebbe a dire: “Beati quei tempi che non hanno bisogno di eroi!”. Purtroppo non tutte le situazioni sono uguali: vi sono anche tempi che avrebbero bisogno di eroi ma non li hanno. Oppure li hanno, ma non sanno di averli.

Oggi il nostro paese avrebbe un gran bisogno di eroi. E li ha. Tanti. Non sapendo di averli.

Mi spiego. Cominciamo con il definire meglio il concetto di “eroe”. Impresa non semplice. Si passa dal concetto di eroeepico” – tipico dei tempi antichi (pensiamo ad Achille e ai tanti eroi mitologici di cui la tradizione ci ha tramandato la fama), una figura di eroe “tragico“, il cui carattere distintivo consiste nella sua strenua ed attiva opposizione ad una situazione di cui non è responsabile – alla figura dell’eroe romantico, presentato come colui che subisce un dolore, pur essendo incolpevole.

Nel famoso ritratto dipinto da Jacques Louis David, Napoleone viene mostrato a cavallo mentre con la mano alzata indica l’Italia. Il quadro si riferisce al momento in cui egli stava per passare le Alpi – e precisamente il Gran San Bernardo – al fine di intraprendere una gloriosa campagna nella penisola, e rappresenta la massima e – forse – ultima espressione della celebrazione dell’eroe.

Leonard Bernstein
dirige i Wiener Philarmoniker
in una storica esecuzione del 1970
della Sinfonia Eroica
n. 3 in E flat major (Op. 55)
di L. Van Beethoven
Video integrale

Maggiori informazioni su:
http://it.wikipedia.org/wiki/Beethoven#1802_.E2.80.93_1812:_il_periodo_detto_.22eroico.22

http://www.youtube.com/artist/Leonard_Bernstein_&_Wiener_Philharmoniker?feature=watch_metadata

La nuova figura di eroe rappresentata da Napoleone ispirò moltissimi contemporanei, tra i quali Beethoven.  Il Primo Movimento della Terza Sinfonia, detta “Eroica” – Allegro con brio – ha inizio con tre note fondamentali – l’accordo di mi bemolle maggiore – che rendono bene l’idea della concezione dell’eroismo così com’era intesa da Beethoven.
La Sinfonia, scritta tra il 1802 e il 1804, era dedicata a “Napoleone Bonaparte, Primo Console e nuovo eroe moderno”. Quando nel 1804 Napoleone si fece incoronare imperatore, Beethoven ne restò profondamente deluso e strappò la dedica alla sua Terza Sinfonia; nelle edizioni successive della stessa comparve semplicemente la dicitura: “Sinfonia Eroica, composta per festeggiare il sovvenire d’un grand’uomo”. Il termine “sovvenire” indica ovviamente una condizione passata: Napoleone era un grand’uomo, ma con la sua incoronazione tradì gli ideali repubblicani cui Beethovenaveva aderito in gioventù.

In questa Sinfonia, in particolare nel Secondo Movimento, la celeberrima Marcia Funebre, Adagio Assai, Beethoven non si abbandona al dolore, ma lo domina. Per questo il famoso musicologo Massimo Mila definì questa Sinfonia “maschia”.

Nel Risorgimento, gli eroi si sacrificavano per una causa, morivano per essa (una concezione che si è tramandata fino alla nostra Resistenza, piena di meravigliosi esempi di chi si immolava per una idea, per salvare dei compagni,  per difendere un territorio dall’invasione nazista).

E dopo? Nel XX Secolo, con la fine delle grandi guerre mondiali e il periodo di relativa pace attraversato dal nostro pianeta, l’immagine dell’eroe è parecchio cambiata, fino a proporre inconsistenti e transitori personaggi di cartapesta, inautentici, superficiali, frutto di sapienti costruzioni mediatiche (come calciatori, cantanti, attori della TV…). Si è poi passati – e meno male –  alla valorizzzione dell’immagine e della storia delle persone che con il loro impegno e statura morale hanno cambiato il corso della storia (Martin Luther King, Che Guevara, Madre Teresa, i giudici Falcone e Borsellino…), persone, guarda caso, tutte ormai passate al mondo dei più.

La crisi economica che ha aperto il XXI Secolo sta drammaticamente modificando questa percezione. Ora, per chi vive nel terzo millennio, gli eroi sono quelli che vivono la vita di tutti i giorni. L’eroe, oggi, non deve più salvare il mondo, ma tanti esseri umani, come i pompieri di New York dell’11 settembre 2001. Quelli di oggi non sono più eroi “invulnerabili”, ma “umani”, che fanno lavorare più l’intelligenza che i muscoli. Insomma, eroi non si nasce, si diventa.

Emerge prepotente anche un nuovo concetto: gli eroi, oggi, sono coloro  che mettono coraggio e intelligenza al servizio di una causa collettiva, sacrificandosi per gli altri e per un ideale. Sono eroi capaci di farci sognare che un altro mondo è possibile. Sono le persone che affrontano con coraggio la loro vita quotidiana, che non si arrendono, che combattono le piccole ingiustizie ogni qual volta vi si imbattono, che non si piegano a compromessi rispetto alle proprie idee e ai propri ideali, che non sono indifferenti alle ingiustizie e le combattono, e che non scelgono la via più facile, ma quella che per loro è la più giusta.

Sono le madri e i padri di famiglia che lavorano duramente e onestamente per mantenere la loro famiglia con la massima dignità possibile, sono i giovani che studiano moltissimo pur sapendo quanto le loro lauree potranno esser considerate carta straccia,  sono i giovani precari che tentano di trovare un lavoro e una propria dignità, pur tra difficoltà enormi ed umiliazioni spaventose. Ma non mollano. Resistono. Rimangono nel nostro paese e tentano di trasformarlo in un paese migliore.

A questi giovani eroi intendo dedicare un progetto importante, cui sto dedicando tutte le mie energie. Questo articolo è solo un piccolo inizio di un grande discorso che oso proporre al mondo, portando il mio modesto contributo, quello di chi crede che ogni pietruzza di giustizia e di opere concrete sia importante. Ne riparleremo presto.

Mar 212012
 

Locandina di presentazione del CD ClassicaViva presenta con orgoglio il proprio nuovo CD, “Violin in White”, inciso da Yulia Berinskaya e Stefano Ligoratti e dedicato alla musica russa.

L’evento-concerto si terrà
lunedì 26 marzo 2012, alle ore 21,
a Milano
presso il Teatro Politeatro
in Viale Lucania, 18

ingresso libero

nel corso della serata verranno presentati ed eseguiti dal vivo alcuni dei brani presenti nel CD.

Questo “Violin in White” fa parte di una serie di altre incisioni, che formano una collana, in cui ogni stile musicale viene associato ad un colore, da un’idea della violinista Yulia Berinskaya.

Ecco, nei dettagli,  il programma del disco:

Violin in White

Maksym Berezovsky (1745-1777)
Sonata per violino e pianoforte in Do Maggiore

 1

Allegro

4:06

2

Grave

4:15

3

Minuetto

3:30

Pyotr Ilyich Tchaikovsky (1840-1893)

4

Melodia Op. 42 n. 3

3:30

5

Valse-Scherzo Op. 34

6:11

Sergey Prokofiev (1891-1953)
Sonata per violino e pianoforte op. 94a in Re maggiore

6

Moderato

7:35

7

Presto

4:55

8

Andante

3:23

9

Allegro con brio

7:00

Sergey Prokofiev (1891-1953)
Tre scene dal balletto Romeo e Giulietta – trascriz. di D.J. Grunes

10

Montecchi e Capuleti

3:38

11

Danza delle fanciulle delle Antille

2:01

12

Maschere

2:03

Sergey Berinsky (1946-1998)
“Reminiscence” Sonata for violin and piano (1979)

13

Allegro

6:04

14

Adagietto

4:35

15

Allegretto

5:56

68:42

Continua a leggere…

Mar 202012
 

“In tre anni il contributo dello Stato al teatro è sceso da 33 a 16 milioni di euro. Abbiamo fatto contratti più flessibili ai nostri dipendenti, riorganizzato i turni di lavoro, ridotto il costo dei biglietti, produciamo spettacoli per bambini e famiglie con ingresso a dieci euro. Ma ogni giorno è più difficile continuare”. E’ quanto dichiara a Sandro Cappelletto, su La Stampa,  Myron Michailidis, direttore d’orchestra e direttore artistico dell’Opera Nazionale di Atene.

Jannos Eolou, compositore, soprattutto di musica per film, denuncia : “L’industria nazionale del cinema è ferma. Dischi non se ne vendono, perché i ragazzi scaricano la musica da Internet. Chi assisteva a venti concerti l’anno, adesso non arriva neppure alla metà. Mi dite come facciamo a vivere? C’è solo una notizia positiva: di fronte alla crisi, la gente non ne vuole più sapere delle stupidaggini della televisione, del “glamour” e del “gossip”. Il pubblico chiede meno esteriorità e più serietà, per sollevare lo spirito, per ricordare che la bellezza continua ad esistere”.

“Istantanee da Atene al tempo del default”, commenta Cappelletto, che scrive ancora: “Il cartellone dell’Opera Nazionale, teatro inaugurato nel 1940, pochi mesi prima della dichiarazione di guerra dell’Italia alla Grecia, è pieno di date vuote. L’Elisir d’amore lo scorso novembre, poi La ragazza di Creta, un’operetta di Spyros Samaras, Un ballo in maschera di Verdi, Faust di Gounod, Die Flut, opera contemporanea di Boris Blacher. Soltanto cinque titoli lungo un’intera stagione”.

“E la prossima probabilmente sarà ancora più ridotta» – dice Michailidis – . Cerchiamo comunque di salvare alcune recite degli spettacoli estivi nei teatri di Erode Attico e di Epidauro, dove vengono molti turisti'”.

“Non basta ridurre i cachet, ormai siamo al punto che saltano contratti già firmati. La nostra gente non si era mai confrontata con il dramma del suicidio, adesso non passa giorno senza che arrivi notizia, anche nel nostro ambiente, di amici, di conoscenti che si tolgono la vita”, racconta la soprano Dimitri Theodossiou.

“Sappiamo che non ci sarà più l’aiuto dello Stato – dice ancora Eolou – , o in ogni caso sarà molto ridotto. Noi artisti dobbiamo diventare manager di noi stessi, è un cambio di mentalità radicale, ma inevitabile”.  “Come faccio a programmare la prossima stagione?”, domanda uno smarrito Michailidis.

Drammatico il commento di  Mikis Theodorakis, 87 anni, il musicista della colonna sonora di Zorba il Greco: “Esiste un complotto che ha l’obiettivo di cancellare il mio Paese e ora sta cercando di cancellarci anche materialmente con la mancanza di lavoro, la fame e la miseria”.

Mar 162012
 
Pisa: Terzo appuntamento con il ciclo di lezioni-concerto curato da Maurizio Baglini
DA VERSAILLES A VIENNA
IL PIANISTA LUCA CIAMMARUGHI RACCONTA I DUE MONDI DEL SALOTTO BAROCCO E ROMANTICO ATTRAVERSO LE MUSICHE DI RAMEAU E DI SCHUBERT
In programma domenica mattina 18 marzo 2012, alle ore 11, nella Sala degli Arazzi di Palazzo Reale.
Inviti in distribuzione giovedì mattina allo sportello ‘Informazioni’ del Teatro Verdi 
Il pianista Luca Ciammarughi Il concerto fa parte di un progetto finanziato dalla Fondazione Caripisa e dalla SAT-Aereoporto “G. Galilei” di Pisa e promosso dal Comune di Pisa, dalla Fondazione Teatro di Pisa e dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Artistici, Storici ed Etnoantropologici per le province di Pisa e Livorno.
Ricordiamo che l’ingresso è gratuito, a invito, e che gli inviti per domenica saranno in distribuzione nel numero di 90 (massimo 2 inviti a testa) allo sportello informazioni del Teatro Verdi, in via Palestro 40, giovedì 15 marzo a partire dalle ore 9.00 fino a esaurimento.

Già di per sé significativo il titolo dell’appuntamento di domenica: “Da Versailles a Vienna. La corte barocca e il salotto romantico”. A raccontarci questi due mondi sarà il pianista Luca Ciammarughi che interpreterà poi su un pianoforte Fazioli una selezione dalle Nouvelles Pièces de Clavecin di Jean-Philippe Rameau e due dei Klavierstuecke D 946 di Franz Schubert (il n. 1 in mi bemolle minore e il n. 2 in mi bemolle maggiore).

Musicista inusuale, Luca Ciammarughi è noto sia per l’intensa attività concertistica per le più prestigiose istituzioni e sale concertistiche italiane ed europee (senza dimenticare i suoi successi allo Spoleto Festival di Charleston, negli USA, e al Festival dei Due Mondi di Spoleto) che per i suoi programmi su Radio Classica (per la quale dal 2007 ad oggi ha condotto migliaia di trasmissioni) e sul canale Classica di Sky; dal 2010 è anche direttore artistico del festival “Settimana in musica” di Clusone.
Rameau e Schubert sono autori particolarmente congeniali a Luca Ciammarughi: in un’intervista dell’estate scorsa egli infatti ammise di sentire con entrambi una “immedesimazione totale”, le loro pagine spiccano nei suoi programmi concertistici e, per quanto concerne in particolare Schubert, va ricordato che Ciammarughi ha recitato e suonato come protagonista nella pièce teatrale L’ultima Sonata, dedicata proprio alla figura del compositore austriaco, e ha inciso recentemente il secondo cd dell’integrale delle Sonate di Schubert per l’etichetta ClassicaViva (a proposito del volume I, il critico e pianista Riccardo Risaliti ha parlato di “lirismo, bellezza di suono, intimismo e tragicità, accostati in una narrazione coerente ed emotiva.”) .
Significative le pagine scelte per la lezione-concerto di domenica mattina. Nella vasta produzione di Jean-Phillippe Rameau (il musicista e filosofo francese vissuto tra il 1683 e il 1764, nominato nel 1745 Compositeur de la Chambre du Roi da Luigi XV, autore fecondo di opere teatrali, cantate, mottetti, pezzi per clavicembalo e musica da camera, nonché tra i massimi teorici del suo tempo – e non solo, se si pensa che il suo celeberrimo Traité de l’harmonie segnò la nascita dell’armonia moderna, rimanendone a fondamento fino all’inizio del ‘900) Ciammarughi ha scelto una selezione di dieci brani dalle Nouvelles Pièces de Clavecin, l’ultima raccolta per clavicembalo solo pubblicata dall’autore nel 1728 e che, divisa in due gruppi, alterna tempi di danza a pezzi di carattere. Anche Franz Schubert scrisse una notevole quantità di musica, confrontandosi nel suo breve arco di vita (morì giovane, a soli trentunanni) con una altrettanto vasta gamma di generi e di orizzonti musicali, dal Lied alla musica sinfonica e cameristica, dalla musica per pianoforte, alla produzione sacra e all’opera). Scritti nel maggio del 1828, sei mesi prima della morte, i tre Klavierstücke D 946 furono pubblicati nel 1868 per volontà di Johannes Brahms, che diede anche il nome alla raccolta e ne curò la revisione. Forse concepiti per far parte di un ciclo di Improvvisi, i Klavierstücke sono esemplificativi di un periodo – la metà dell’800 – che vide la sonata pianistica non corrispondere più alle esigenze estetiche dei tempi nuovi. Ecco quindi queste pagine, dei veri e propri bozzetti caratteristici, capaci di esprimere singoli stato d’animo, immagini, impressioni, racconti.
Ancora un appuntamento imperdibile con gli “Incontri Musicali”, dunque.

Per informazioni Teatro di Pisa tel 050 941111.

Mar 162012
 

“Dalla prossima settimana si riunirà un tavolo tecnico con ministero dell’Economia e MiBac sulla legge per lo spettacolo dal vivo e saranno affrontati problemi non facilmente risolvibili. Faremo il possibile per chiudere rapidamente, sebbene i tempi rapidi, soprattutto in cose politiche, non possano essere garantiti”. L’annuncio da parte del ministro dei Beni e Attività Culturali, Lorenzo Ornaghi, è arrivato in conclusione del convegno sulla legge dello spettacolo dal vivo promosso oggi a Roma dall’Università Luiss.

Per la legge, di cui ha sottolineato il carattere “unico” perché condivisa da tutti, forze politiche e operatori, “siamo a un punto di non ritorno” ha detto il ministro prima di evidenziare alcuni aspetti rilevanti del testo: “lo Stato può garantire lo sviluppo del Paese anche tramite la cultura; non si deve ideologizzare il rapporto pubblico-privato; lo Stato deve innalzare la sua autorevolezza e deve garantire criteri trasparenti lontani dal clientelismo; il fondo perequativo che potrà incidere sugli squilibri attualmente rilevabili a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale; il sostegno per i giovani”.

Si attende ormai senza troppe speranze, anche perché agli annunci quasi mai seguono i fatti. Prova ne sia la cancellazione dei concerti del Maestro Abbado a Napoli, per protestare contro il decreto Bondi, che impedisce agli orchestrali degli enti lirici di chiedere permessi artistici fino alla firma del prossimo contratto, o il prepensionamento di 50 elementi del Maggio Fiorentino, che difficilmente saranno reintegrati.

Mar 142012
 

Sono stati resi pubblici i nomi dei compositori risultati vincitori del concorso indetto dal Konzerthaus di Vienna in occasione del suo centesimo anniversario. Tra tutti anche due  giovani artisti italiani. Nella categoria “Composizione per quartetto d’archi” il primo premio è andato a Simone Movio.

La sua composizione Zahir la verrà eseguita in prima assoluta dal Quartetto Szymanowsky il prossimo 15 gennaio nella Sala Mozart del Konzerthaus di Vienna. Holon. Due visioni olistiche per ensemble in forma di studio di Raffaele Grimaldi ha vinto il primo premio nella categoria “”Ensemble misto”. Il lavoro verrà eseguito in prima assoluta dall'”Ensemble Recherche” il 10 ottobre 2012 nella Sala Mozart del Konzerthaus di Vienna.

Con Studio n. 1(prima esecuzione assoluta il 30 aprile 2013 nella Sala Mozart in un recital della pianista Mihaela Ursuleasa) Grimaldi ha vinto anche il primo premio nella categoria “Composizioni per pianoforte”.

Mar 132012
 

Il Pontificio Consiglio della Cultura e la Fondazione Perugia Classica indicono il Premio “Francesco Siciliani”, un concorso internazionale di composizione per un’opera di musica sacra. È  la prima volta che un Dicastero della Santa Sede partecipa a un’iniziativa di tal genere, con l’intento di rinnovare il dialogo tra la Chiesa e la musica contemporanea, come ha spiegato il suo presidente, il Cardinal Ravasi: “Questo concorso di musica sacra intende perseguire l’incontro tra musica contemporanea, con la sua nuova grammatica, e il sacro, che ha canoni, testi e temi propri, dunque promuovere questa sinergia”.

Il tema del concorso è una composizione per coro, con o senza organo, su testo obbligato, ossia il Simbolo Apostolico, della durata compresa tra cinque e quindici minuti. La scadenza dell’invio delle partiture è fissata per il 20 luglio. Una giuria internazionale – presieduta da Giya Kancheli, affiancato da Alberto Batisti, direttore artistico della Sagra, e da don Massimo Palombella, Filippo Maria Bressan e Gary Graden, illustri maestri di coro – selezionerà tre delle composizioni pervenute, che saranno eseguite il 14 settembre a Perugia nel corso della 67a Sagra Musicale Umbra, il cui tema sarà “Angeli e Demoni”, e il giorno dopo a Firenze.

Tra questi tre finalisti verrà scelto il vincitore, che riceverà un premio di 5.000 euro. Sono previsti anche due premi simbolici, uno assegnato dal pubblico e l’altro dalla critica.