Gen 232012
 

Nonostante i timori dati dalla situazione economica sempre più critica, si preannuncia ricca e coraggiosa la trentunesima edizione del Bologna Festival. Il tutto grazie alla formula migliore, quella delle collaborazioni, che varcati i confini di tutta l’Emilia Romagna, coinvolgeranno  altri enti o teatri, dando la possibilità agli abbonati di assistere a concerti imperdibili. Uno su tutti, per esempio, quello che Riccardo Muti dirigerà al Pala De André di Ravenna il 27 aprile con la Chicago Symphony Orchestra, per un programma composto dalla Quinta Sinfonia di Šostakovic, Morte e trasfigurazione di Strauss e la Suite sinfonica dal “Gattopardo” di Nino Rota. L’inaugurazione sarà il 18 marzo a Bologna, col grande direttore Antonio Pappano, e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per l’Ottava Sinfonia di Anton Bruckner. La tradizione bolognese del Festival resterà con The Schoenberg Experience, la sezione autunnale di Bologna Festival, Il Nuovo L’Antico, traccerà un percorso tra le musiche del padre della dodecafonia e un ideale erede dell’avanguardia viennese come Wolfgang Rihm.

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