Nov 102011
 

Monika Lukacs e Stefano Ligoratti in concertoConservatorio di Milano,  giovedì 10 novembre 2011, ancora una serata del Festival “Liszt e Mahler: la musica è fascinazione“.

Si comincia alle ore 18.00 in Sala Puccini con il primo degli incontri posti a corredo del cartellone concertistico. Introdotti da Ettore Napoli, che ne darà un inquadramento musicologico, Claudio Marzorati e Maria Pia Carola eseguiranno un’opera di Liszt raramente proposta in sala di concerto, la Sonata per violino e pianoforte, “una rarità lisztiana”, come recita il titolo dell’incontro-concerto.

Alle ore 21.00 in Sala Verdi (via Conservatorio 12 Milano) il Festival propone un concerto dedicato all’influenza della musica tzigana sul Liszt autore delle Rapsodie ungheresi.

Programma:

  • Antonín Dvořák (1841-1904)  – Ciganské Melodie op. 55
    Monica Lukàcs
    soprano – Stefano Ligoratti pianoforte
  • Franz Liszt(1811-1886) – Rapsodia ungherese n. 12 in do diesis minore
    Federico Ercoli pianoforte
  • Pablo de Sarasate(1844-1908) – Zigeunerweisen op. 20 per violino e pianoforte
    George Botusina
    violino – Monica Cattarossi pianoforte
  • Franz Liszt – Rhapsodie espagnole. Folies d’Espagne et Jota aragonesa
    Alice Baccalini
    pianoforte
  • Maurice Ravel(1875-1937) -Tzigane. Rapsodie de concert per violino e pianoforte
    Cesare Zanfini
    violino – Maddalena Miramonti pianoforte
  • Il concerto Si concluderà con le note della Rapsodia ungherese n. 2 in do minore di Franz Liszt eseguite al pianoforte, ancora, dal nostro Maestro Stefano Ligoratti
Nov 102011
 

Henry Ford, il magnate americano dell’automobile, era anche un violinista dilettante assai appassionato, tanto che, nel 1925, acquistò sei preziosi capolavori di liuteria cremonese: un Guarneri del Gesù, un Amati, tre Stradivari ed un Carlo Bergonzi.

Da giovedì 2 dicembre, quest’ultimo sarà esposto, per almeno un anno, nelle sale del Museo Stradivariano di Cremona. La possibilità di ammirare direttamente il lavoro dell’ultimo Maestro della grande tradizione cremonese è un evento pressoché unico dato che solo 47 strumenti sono a disposizione del museo e appartenendo in buona parte a collezioni private, non sono visibili al pubblico. Carlo Bergonzi è un liutaio estremamente importante. Probabilmente allievo di Vincenzo Rugeri, può essere considerato l'”erede” di Antonio Stradivari: dopo una lunga collaborazione, nel 1745, rilevò la bottega, gli esemplari incompleti o invenduti, le forme, i modelli, gli attrezzi oggi visibili nelle Sale del Museo Stradivariano.

Anche i suoi strumenti furono apprezzati dai maggiori solisti dell’Otto e Novecento: Krysler, Thibaud, Mischa Piastro, ma soprattutto Paganini. Il violino in mostra, realizzato tra il 1738 e il 1742, appartenne, invece, a William Ackroyd, professore della Harrow School. Oggi è conservato nella collezione dell’Henry Ford Museum a Dearborn, Michigan ed è esposto a Cremona nell’ambito del progetto “friends of Stradivari”, il network mondiale promosso dalla Fondazione Stradivari, tra quanti posseggono, utilizzano o custodiscono strumenti di scuola classica cremonese, ma anche tra coloro che li studiano, li amano e vogliono sostenere lo sforzo di promozione e sviluppo della liuteria sul versante culturale.

La presentazione del violino sarà celebrata – giovedì 2 dicembre , alle 18, nella Sala San Domenico del Museo Civico di Cremona – con uno straordinario concerto di Sergej Krylov, uno dei talenti più importanti del panorama musicale contemporaneo e testimonial del progetto “friends of Stradivari”, che porta sui palcoscenici di tutto il mondo insieme allo Stradivari “Scotland University” 1734 affidatogli da Eva Lam.

Il programma affianca pagine di Bach, Paganini ed Ysaÿe, quasi vessilliferi della scrittura virtuosistica in epoche differenti. Bach esalta nel rigore severo della polifonia e del contrappunto la vocazione lirica dello strumento espressa nell’afflato di enunciati opalini e luminosi. Paganini suggella il laboratorio sperimentale del violinismo ottocentesco con fulgide cascate di note e colpi d’arco saettanti che superano il carattere di mero catalogo di invenzioni strumentali. Ysaÿe, infine, spesso avvalendosi di un accattivante gioco di citazioni musicali ed una dialettica ardente di contrasti, anticipa modi ed atteggiamenti che si diffonderanno in Europa mezzo secolo più tardi.

Il concerto è promosso in collaborazione con Regione Lombardia. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

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