Lug 042011
 

Cercavo questa mattina qualche notizia da diffondere sul blog della nostra Etichetta, dedicato alla musica classica: un concerto, un evento, il racconto di quella serata che ha aperto i cuori o le menti di chi è restato là ad ascoltare, magari socchiudendo gli occhi per lasciarsi andare di più incontro alla musica. Non ne ho trovato.

In compenso ho letto di teatri che nonostante il reintegro dei FUS sono ancora sull’orlo del baratro, di gente che non capisce perché per “finanziare qualcosa di inutile come lo spettacolo” debba pagare la benzina più cara – e peggio che mai, per dar da mangiare ai clandestini! – o dell’Ente Lirico di Cagliari che aveva sbagliato i conti, e che quindi ha un bilancio rosso vermiglio e non rossastro.

Ho letto ancora il dilemma sull’opportunità di rendere privata la cultura, e sul rischio che questo possa rappresentare una sorta di “prostituzione” dell’arte e degli artisti, ma nello stesso tempo leggevo che a Bologna si cerca disperatamente un altro Della Valle, che si “comprò” il Colosseo, e della speranza che si ripone nella Giornata Nazionale del Teatro, dove il 7 luglio prossimo si attende di sapere se ci sono novità, direttamente dalla voce del ministro Galan. Si attende di scoprire, insomma, se la sua gestione sarà diversa da quella del suo predecessore.

L’unica cosa degna di nota, forse, è il gesto simbolico del neo sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, che dopo aver fatto la fila al botteghino ha acquistato l’abbonamento per la stagione estiva del teatro cagliaritano, dando così il via a una riflessione che ha portato la dirigenza ad abolire la regalia diventata atto dovuto nel corso degli anni. Insomma, l’unica cosa degna di nota, è la specialità di una cosa normale che in questo paese diventa speciale.

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