Mag 282011
 

L’Italia continua a restare un paese confuso, incapace di avere una vera reazione, quello scatto di reni utile a rimetterlo in piedi; e quando si tratta di cultura, l’evidenza è più eclatante, e non si comprende se sia per colpevole inadeguatezza del governo stesso, o per altrettanto colpevole intenzione.

Così, dopo un leggero sollievo dato dal reintegro dei fondi per lo spettacolo, che se pure risicati hanno spinto a un primo tentativo di ripresa del comparto culturale italiano, con un nuovo decreto che potrebbe entrare in vigore dal primo luglio prossimo, i teatri riprendono a temere di non potercela fare.

Sembrerebbe infatti che,  secondo quanto previsto da un decreto del Ministero degli Interni, tutti i luoghi aperti al pubblico dove si effettuano attività di intrattenimento e spettacolo dovranno, da quella data, dotarsi di personale addetto ai servizi di controllo, arrecando un danno per la spesa aggiuntiva a tutte le imprese di cinema e spettacolo.

Fin qui inutile far notare al ministro, la differenza sostanziale che esiste tra una discoteca o uno stadio, e un cinema o un teatro e che questi, davvero, non necessitino di uno stuolo di buttafuori nerboruti all’ingresso. Se solo si comprendesse che la cultura da sola potrebbe portare più sicurezza al paese, saremmo tutti un passo più avanti.

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