Mar 272011
 

Qualche giorno fa, il nuovo sovrintendente dell’Ente lirico di Cagliari, ha presentato alla stampa il nuovo cartellone del Teatro Lirico, che prevede per i prossimi 15 e 16 Aprile, la messa in scena di “Pierino e il Lupo” di Prokofiev, affidando la parte della narrazione a Marco Carta, giovane artista cagliaritano divenuto celebre per le due vittorie consecutive di “Amici” di Maria de Filippi – laboratorio televisivo per la creazione di celebrità – e il festival di Sanremo.La notizia non è tanto “la notizia”, ma quanto che forse per la prima volta in assoluto, la presentazione del cartellone del Teatro cagliaritano, ha potuto diventare “una notizia”, e girare di giornale in giornale e di sito in sito (non ultimo uno completamente dedicato ai reality show), suscitando critiche e polemiche, ma anche accorate difese dell’onore del giovane cantante, da parte di chi ha imparato ad amare non tanto l’arte quanto “l’artista”.

Paradossalmente, però, anche chi in principio aveva guardato con sospetto all’iniziativa di Di Benedetto, che l’aveva motivata con l’intento di avvicinare i giovani e giovanissimi a Teatro e alla musica colta, ha dovuto ricredersi, visto che – dicono – i biglietti stanno andando a ruba.

Ma è davvero il modo giusto da utilizzare per invogliare le nuove generazioni a progredire nel loro avanzamento culturale? È difficile da credere, se, per allontanare il pubblico da una televisione che ormai spaccia reality show come unici prodotti culturali, si fa uso proprio di un prodotto di quel tipo, ed è difficile credere che le ragazzine urlanti, abituate a brandire telefonini come armi atte alla cattura di brandelli del “divo”, torneranno presto in Teatro, magari per ascoltare un concerto di Mendelssohn.

Per quanto assai meno elegante, parrebbe, l’intento del sovrintendente, un metodo facile per fare cassa, e per procurare un minimo di sollievo ai tanti dipendenti del Teatro che solo dopo lo sblocco dei fondi da parte del ministero, hanno potuto rientrare in possesso dei loro stipendi arretrati, dal mese di Dicembre scorso.

Tuttavia, il problema della cultura italiana, e soprattutto il problema degli Enti Lirici italiani, non era certo attribuibile alla mancanza di pubblico, per quanto forse non troppo giovane, ma alla mala gestione e al disegno politico che prevede, scientemente, l’imbarbarimento di un popolo. Per questo motivo, non si può dire ben venga Marco Carta a recitare Procofiev se ci farà fare un po’ di danaro, perché vorrebbe dire giustificare, se non avvallare, il progetto di smantellamento della cultura stessa.

Possono essere però comprensibili le parole dette col cuore in mano da un orchestrale, il quale rispondendo alla mia domanda sull’operazione di marketing compiuta dal sovrintendente, ha risposto, che in questo momento è importante per lui sapere che riceverà lo stipendio anche il mese prossimo, e senza far mistero di sentirsi “un po’ peripatetica”, di certo non scriverebbe mai sul suo curriculum di aver suonato nelle prossime due serate di “Pierino”.

Forse è proprio vero, allora, che “con la cultura non si mangia”.

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