Mar 222011
 

È stata una giornata di molte cose, e molte promesse, ieri a Torino. E tra le tante è arrivata la promessa del premier, il quale ha assicurato che entro 15 giorni ci sarà una sessione straordinaria del governo col ministro dell’Economia, per porre rimedio ai tagli insensati apportati alla cultura, perché, ha detto: “Noi quei tagli non li volevamo … Teatri come la Scala di Milano, il Petruzzelli di Bari o il Regio di Torino, devono continuare nella meritoria opera …”

Se solo avessimo ancora un po’ di capacità di credere nelle favole, oggi ci sentiremmo tutti un po’ meglio; se non andassimo a sbattere ogni giorno contro la crudezza della realtà, potremmo ancora sperare.

Come ho capito che sperano, restando in una sorta di attesa sospesa, molti dei Teatri Italiani, a quale da giorni ci capita di telefonare, dopo che come “ClassicaViva” abbiamo proposto una Pièce teatrale di nostra produzione. Ci rispondono voci annoiate, oppure gentili e cristalline, e tutte a dirci pressapoco la stessa cosa: “Sa, in realtà ancora non sappiamo che ne sarà della prossima stagione, che non riusciamo a programmare.”

E c’è anche chi, forse non essendo proprio oberato dal lavoro, si lascia andare anche di più, e ti racconta le cose quasi volesse avere da te la conferma che tutto accade davvero: “L’anno scorso a Marzo sapevamo già cosa sarebbe stato in estate. Sa, facevamo delle belle rassegne all’aperto ed era sempre il pienone …”

Se credessimo ancora nelle favole, sì, potremmo sperare per la Scala, il Petruzelli e il Regio di Torino, ma siccome nelle favole non crediamo più, forse sarebbe bene iniziare a pensare come non far morire tutti quegli altri piccoli teatri, che continuerebbero a riempirsi, se potessero ancora aprire la porta all’arte.

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