Mar 102011
 

L’economia di uno stato non può essere governata come fosse un gioco d’azzardo, perché il banco vince sempre, ed è disonesto.

Spariscono altri 27 milioni di euro dai fondi FUS, quelli promessi dal ministro (?) Bondi e che avrebbero dovuto essere reperiti con la vendita delle frequenze del digitale terrestre alle compagnie telefoniche. Congelati, si dice, anche qualora la vendita vada a buon fine, almeno fino alla fine dell’anno.

Facile ormai parlare di tragedia, e anche dal ministero per i Beni Culturali, arrivano note di incredulità e sbalordimento, per quanto assai poco credibili.

In effetti non si capisce bene nemmeno quale sia la situazione dello stesso ministero, dopo le annunciate dimissioni del Ministro; non si sa se queste siano state accettate e chi verrà nominato al suo posto. Inutile dire che l’argomento risulta essere, evidentemente, assai poco interessante in questo momento storico vissuto dall’intero paese.

La preoccupazione è stata espressa anche dalle opposizioni che hanno chiesto, sarcasticamente, al ministro Tremonti di assumersi l’interim del ministero e la conseguente responsabilità della catastrofe culturale italiana.

Ed è di queste ore la notizia, secondo cui rischia di saltare “l’asta frequenze” da cui il governo contava di ricavare 2,4 miliardi di euro, non solo da destinare ai FUS ma per coprire l’attuale legge di stabilità.

La Cultura sarà quindi in ottima compagnia.

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