Mar 022011
 

Il Ministro Sandro BondiCome abbiamo pubblicato ieri su questo blog, ieri, intervistato dal Corriere della Sera, il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi affermava di voler “sparire dalla prima linea”. “Ho già chiesto più volte al presidente del Consiglio di essere sostituito. Vorrei dimettermi e spero che accetti le mie dimissioni al più presto”.  “Voglio dedicarmi alla mia famiglia, alla mia compagna”, ma anche “fare il senatore e continuare a lavorare a fianco del presidente Berlusconi”, spiegava il coordinatore del Pdl.E’ stata pubblicata oggi, poi, una lettera di Bondi al “Giornale”,  in cui il Ministro scrive testualmente: “Egregio direttore, constato che dalla sinistra alla de­stra di Marcello Veneziani la sod­disfazione per le mie dimissioni è unanime. Stiano sereni, presto li accontenterò.” E ancora: “Purtroppo in que­sto sforzo non sono stato so­stenuto con la necessaria consapevolezza dalla stes­sa maggioranza di governo e da quei colleghi che avreb­bero potuto imprimere in­sieme a me una svolta nel modo di concepire il rap­porto fra stato e cultura in Italia. E questo mancato so­stegno è avvenuto oltretut­to nel momento in cui mi sono trovato più in difficoltà, a seguito del crollo di un muro in cemento a Pompei e più colpito dalle iniziative della sinistra, fino alla presentazione di una mozione di sfidu­cia individuale nei miei confronti, pur non avendo io mai scaricato su altri la responsabilità della mancanza di fondi, che pure è stata l’accusa più frequente rivoltami dalla sinistra. Le vicende del decreto Milleproroghe hanno ulteriormente evidenziato la mia incapacità di mantenere fede agli impe­gni che avevo preso, e nel richiedere al­meno un minimo di coerenza nell’ambi­to dei provvedimenti riguardanti la cul­tura.”
A questo punto mi sento di tributare a Bondi l’onore delle armi, per onestà intellettuale. “L’ultimo dei giapponesi”, come è stato definito, ha capitolato, si è arreso.
E’ un segnale politico importante e clamoroso. E’ la prima volta che qualcuno del Governo si dimette per “incapacità a mantenere fede agli impegni che aveva preso”. Bravo Bondi. Capisco il suo dramma umano, e la stimo per il suo coraggio. A lei, l’onore delle armi.

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