Gen 222011
 

bondiLa prima alla Scala, e il ministro non c’è. Le proteste dei lavoratori dello spettacolo, e il ministro non risponde. Il festival del cinema, e ancora non c’è. La firma dell’accordo tra il Ministero dei Beni Culturali e l’imprenditore Della Valle, che finanzierà il restauro del Colosseo – che di fatto metterà i monumenti in mano ai privati – e il ministro non c’è. Non c’è nemmeno a spiegarci come sia possibile che in Veneto vengano fatto sparire i libri dalle biblioteche pubbliche, con un’azione che fa rabbrividire chi ricorda, anche per sommi capi, la recente storia del nazismo in Europa.

Tuttavia, non è ancora chiaro se il “Terzo Polo” di questo governo fantasma chiederà davvero la sfiducia verso il ministro assente, o se ancora una volta ci si potrà accontentare di promesse che non saranno mantenute. Nei giorni scorsi, ancora, si proponevano accordi per evitare l’azione parlamentare, ossia si faceva balenare la salvezza, in cambio di un’elemosina utile solo a tappare qualche buco lasciato per lo più dalla mala gestione di enti lirici o teatri, senza considerare il reale bisogno di salvaguardare tutto il mondo culturale italiano. L’immenso patrimonio, costituito non solo da monumenti che si frantumano abbandonati, i musei chiusi, i talenti delle arti dimenticati – come del resto quelli della scienza – e tutto ciò che avrebbe potuto contribuire a mantenere sano il Paese.

Duole ammettere  che,  se pure finalmente sarà cacciato colui che verrà ricordato come il peggior ministro per i Beni Culturali che l’Italia abbia mai avuto, sarà difficile ottenere dei sensibili miglioramenti, dato che pare essere propria di questo governo l’intenzione di smantellare definitivamente la cultura, per lasciare che il popolo regredisca ancora verso un’ignoranza che lo renda ancor più semplice da governare.

 

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