Gen 312011
 

Il Maestro Claudio Abbado e Fabio FazioVorrei illuminare un poco le nostre anime intristite dalle recenti vicende che riguardano i tagli alla cultura con un messaggio di speranza, citando le splendide parole che il Maestro Claudio Abbado ha recentemente pronunciato in televisione, partecipando alla trasmissione “Vieni via con me” dell’8 novembre 2010, ospite di Fabio Fazio, su Rai3, in difesa della cultura.

Ecco il video originale, che contiene anche l’intervento di Roberto Saviano:

1.      La cultura arricchisce sempre.

2.      La cultura permette di superare tutti i limiti.

3.      Chi ama la cultura desidera conoscere tutte le culture e quindi è contro il razzismo.

4.      La cultura, quindi anche la musica, è ascolto, che è la base del vivere civile e del pluralismo.

5.      La cultura rende anche economicamente.

6.      La cultura è contro la volgarità e permette di distinguere tra bene e male.

7.      La cultura è lo strumento per giudicare chi ci governa.

8.      La cultura è libertà di espressione e di parola.

9.      La cultura salva: sono stati la musica e i miei figli che mi hanno aiutato a guarire dalla malattia.

10.  La cultura porta valori sempre e comunque positivi, soprattutto ai giovani.

11.  Con la cultura si sconfigge il disagio sociale delle persone, soprattutto dei giovani, il loro sentirsi persi e disorientati.

12.  La cultura è riscatto dalla povertà: in Venezuela, non certo un paese ricco come l’Italia, José Antonio Abreu ha organizzato un sistema che in trent’anni ha insegnato la musica a 400.000 bambini e ragazzi, spesso salvandoli dalla droga, dalla violenza e dando loro un’opportunità di vita.

13.  Cultura è far sì che i nostri figli possano andare un giorno a teatro per  poter vivere la magia della musica, come feci quando avevo sette anni e una sera alla Scala decisi di riprodurre un giorno quella magia…

14.  La cultura è un bene comune e primario, come l’acqua: i teatri, le biblioteche, i musei, i cinema sono come tanti acquedotti.

15.  La cultura è come la vita, e la vita è bella!

Gen 312011
 

Lo spettacolo è finito?“Sette giorni di mobilitazione per salvare l’informazione, lo spettacolo, la scuola, l’università e la ricerca”, nell’ultima settimana del gennaio 2011, per convincere il Parlamento “a fermare la devastazione che si sta compiendo ai danni dell’intero comparto culturale italiano”.

E’ venuto da Roma l’annuncio di una battaglia durissima, sottoscritto da oltre cinquanta sigle del mondo dello Spettacolo, della Cultura e dell’informazione (dall’Agis, all’Anec, all’Ass. naz. autori cinematografici, a MovEm09, al Movimento emergenza Cultura-Spettacolo-Lavoro, al CEMAT…) che si aggiunge a proteste e iniziative (scioperi alla Scala, al Massimo di Palermo…) organizzate in tutta Italia contro il Ministro Bondi che “non ha tutelato il suo ministero – dicono i lavoratori – e contro il Governo, che ha tagliato fondi alla Cultura”.

Riuniti a Roma il 19 gennaio in un’affollatissima assemblea-conferenza stampa, promossa dal “Comitato per la libertà e il diritto all’informazione”, rappresentanti di tutti i settori della Cultura, dello Spettacolo e dell’Informazione hanno denunciato con forza il proprio disagio e annunciato una serie di iniziative pubbliche. Registi, attori, musicisti, giornalisti, studenti, ricercatori e professori hanno dato la loro adesione all’incontro, convocato per denunciare il disagio del settore. Tra loro Ennio Morricone, Zubin Metha, Citto Maselli e Carlo Lizzani. ”La scure dei tagli colpisce anche noi – ha spiegato il presidente della FNSI, Roberto Natale. Chiediamo da anni la riforma dell’editoria e siamo convinti che se tagliassero i fondi agli editori furbi, si troverebbero le risorse”.

Ma qual è la radice del problema? Ne abbiamo parlato più volte, anche su questa testata. Si tratta della politica culturale del governo, che ha avuto la sua punta di diamante nei tagli al FUS, il Fondo Unico per lo Spettacolo, che hanno colpito duramente soprattutto gli Enti lirici, mettendone in diversi casi addirittura a rischio la sopravvivenza stessa.

Tabella dei fondi FUS per la musica negli anni 2005-2009

Negli ultii due anni il FUS ha infatti ridimensionato progressivamente i suoi finanziamenti, passando dai 447,8 milioni di Euro erogati nel 2009, ai 402 milioni del 2010, per arrivare ai 258 previsti per 2011: si tratta di un taglio del 36,6% in meno, rispetto al 2010 (e ricordiamo che i fondi, nel 2007, erano pari a 550 milioni!). Lo spettacolo, in Italia, dà lavoro a 250mila persone. E’ purtroppo evidente che questa drammatica falcidia si tradurrà quasi automaticamente in un’equivalente perdita di posti di lavoro.

I 125 milioni ora destinati alle 14 fondazioni liriche sono quasi la metà dei 229 milioni del 2009: la stessa somma che la Francia dedica all’Opéra di Parigi. Per questa ragione i tredici sindaci presidenti di Fondazioni liriche, su iniziativa di Marta Vincenzi, Sindaco di Genova (il Teatro Carlo Felice è da mesi in gravissimo stato di crisi e di agitazione permanente dei lavoratori), hanno denunciato congiuntamente il rischio di chiusura di tutti i Teatri se il FUS non verrà riportato almeno alla quota del 2009.

Negli scorsi mesi, fronteggiando le proteste, il Sottosegretario Gianni Letta e il Ministro Bondi avevano promesso di intervenire per ripristinare i fondi tagliati, utilizzando il decreto Milleproroghe“. Ma il 22 dicembre 2010 il Governo ha approvato questo decreto, senza fare alcun cenno al Fondo unico per lo spettacolo. Niente reintegro per il 2010, e nemmeno revisione per i contributi statali previsti per il 2011: un ennesimo nulla di fatto, che ha frustrato le speranze del mondo della cultura. Compreso il teatro alla Scala, che dovrà far fronte a una riduzione di 22 milioni in due anni. “Senza denaro in cassa sarà difficile superare il 2011”, ha ammonito il sovrintendente Stéphane Lissner qualche giorno fa.

Ora il Milleproroghe dovrà effettuare i passaggi di rito in Parlamento per la conversione in legge: si spera che in quella sede qualcosa cambi, perché, anziché restituire risorse, colpisce ulteriormente proprio quei settori, già in grave difficoltà, che la Costituzione protegge con enfasi. Siamo convinti che anche il comparto culturale debba concorrere al processo di risanamento dell’economia nazionale ma è necessario tener presente che esso rappresenta l’identità e il futuro del paese e che per questa ragione va promosso e sostenuto.

“Ma che non sia il solito contentino – ha dichiarato Fiorenzo Grassi, numero uno lombardo dell’Agis, l’organo di rappresentanza delle imprese di spettacolo. Con questi tagli, molti teatri rischiano di non arrivare nemmeno al giugno del 2011″. E il tempo stringe: molti contratti per la prossima stagione sono già stati sottoscritti, in scena bisogna andarci anche senza soldi. “In queste condizioni, tutti rischiamo di chiudere”.

Il Ministro Bondi è stato duramente attaccato anche in Parlamento per queste e altre vicende che riguardano la gestione del suo Ministero, fino ad arrivare alla recentissima mozione di sfiducia, respinta a maggioranza, ma che ha lasciato grande amarezza nel Ministro stesso e nel paese.

Tabella dei fondi erogati al FUS dal 1995 al 2009
Gen 292011
 

La stagione concertistica dell'Umanitaria a MilanoIl 30 gennaio 2011 si terrà a Milano un insolito concerto di musica da camera, per la stagione “Camera con vista” della Società “L’Umanitaria“, nell’Auditorium, alle ore 17.00
Ingresso: Via San Barnaba 48 – 20122 Milano – Biglietti: € 10,00-7,00

Il duo Lukacs-Ligoratti

In occasione del duecentesimo anniversario della nascita di Franz Liszt,  la soprano ungherese Monika Lukács Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 < ![endif]--> < ![endif]--> < ![endif]-->, con il pianista Stefano Ligoratti, propongono infatti un programma raffinato, che si ascolta troppo raramente. Si tratta dei lieder del grande compositore, e precisamente:

Programma

F. Liszt (1811-1886)                          

  • Über den Gipfeln  (J. W. Goethe)
  • Ich liebe dich  (F.  Rückert)
  • Du bist wie eine Blume, (H. Heine)
  • Der Fischerknabe  (F.  Schiller)
  • Freudvoll und leidvoll   (J. W. Goethe)
  • Oh! Quand je dors, ( V.  Hugo)
  • Mignon’s Lied    (J. W. Goethe)
  • Es muß ein Wunderbares sein ( Redwitz)
  • Kling leise, mein Lied, ( Nordmann)
  • Im  Rhein  im  schönen  Strome (H.Heine)
  • In   Liebeslust (H.  Fallersleben)
  • Hohe  Liebe (Uhland)
  • Die Loreley  (H.  Heine)
  • G. Verdi (1813-1901):   Lo spazzacamino

La Stagione di Concerti 2010-2011 ha un taglio decisamente “internazionale” perché intende essere un osservatorio privilegiato delle differenti culture musicali europee. Da qui il titolo “Camera con vista”, che non vuole essere un filologico omaggio al libro di Foster, ma ne vuole mutare, nel nostro immaginario, il significato, facendo diventare il pubblico dell’Umanitaria un osservatore privilegiato, affacciato ad “una finestra sul mondo”: quello dei nostri musicisti. A loro, vincitori della prima edizione internazionale del Concorso per l’attribuzione di Borse di Studio agli Studenti degli Istituti di Alta Formazione Musicale – che la Società Umanitaria indice – o laureati di competizioni nazionali, l’Umanitaria ha infatti chiesto di formulare programmi con musiche legate alla storia e alla tradizione culturale del loro Paese; senza per questo dover scegliere autori obbligatoriamente nazionali. Qui, il cartellone completo.

Gen 272011
 

La locandina del concerto Il 31 gennaio 2011, alle ore 21,  presso il Teatro Politeatro, in Viale Lucania 18, a Milano, si terrà il concerto di presentazione del CD “Violin in Blue” di Yulia Berinskaya e Stefano Ligoratti, edito da ClassicaViva.

Il programma del concerto, organizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale “Il Clavicembalo Verde”, prevede:
César Franck (1822-1890): Sonata per violino e pianoforte in la maggiore
Maurice Ravel (1875 – 1937):
Tzigane;  e brani di Claude Debussy e Jules Massenet, eseguiti da Yulia Berinskaya (violino) e Stefano Ligoratti (pianoforte).

“Violin in Blue” segue di poco il precedente lavoro della straordinaria violinista Yulia Berinskaya, “Violin in Red”. La musica francese, oggetto di questo CD, è qui associata al blu, che evoca la profondità e la sofferenza, il colore più rappresentativo delle emozioni scaturite dal travolgente suono del violino di Yulia.
Ma si tratta in ogni caso di un disco di musica da camera, in cui il pianoforte è coprotagonista, affidato al giovane, ma già esperto concertista Stefano Ligoratti, un esecutore rigoroso e raffinato, ma anche pieno di vigore e passione.

Trovate qui il link internet dove visionare online il booklet completo:

E qui un podcast integrale della trasmissione di Radio Classica del 21 dicembre 2010, in cui, con la conduzione di Luca Ciammarughi, è andata in onda integralmente la Sonata di Franck, e la “Fantasia sulla Carmen” di Sarasate-Bizet, con interviste agli interpreti.

Gen 272011
 

La popolare e bellissima cantante lirica LV WEI, ambasciatrice dell’Anno Culturale della Cina, sarà per la prima volta in concerto in Italia, al  Teatro degli Arcimboldi di Milano, domenica 6 febbraio 2011, in occasione del capodanno cinese.

Il celebre Maestro Lü Jia torna, dopo due anni di assenza, sulla scena italiana per dirigere l’Evento, il cui ricavato sarà destinato dalla comunità cinese alla Fondazione San Raffaele del Monte Tabor di Milano, per il sostegno della ricerca sulle malattie cardiovascolari.

L’evento è organizzato da China International Culture and Arts Company di Pechino e dallo Studio Lentati di Milano, con il sostegno del Comune di Milano – Assessorato alla Cultura, Settore Spettacolo e la sponsorizzazione di Audemars Piguet e LuisaViaRoma.com. Hanno collaborato alla realizzazione e al successo dell’iniziativa diverse associazioni culturali italiane e cinesi.

Il Ministero della Cultura Cinese, per l’importanza dell’iniziativa, ha inserito il concerto nel programma di eventi per la Celebrazione della Cultura cinese in Italia. Il 7 ottobre 2010 infatti è stato inaugurato l’Anno Culturale della Cina, in occasione del 40° anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due paesi.

“L’Italia e la Cina hanno qualcosa in comune che può fare la differenza: sono entrambe due potenze culturali – spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory . Le loro storie sono diverse, ma la cultura ha un unico linguaggio che in questo caso è quello della musica. Un inno alla gioia dedicato alla fratellanza e alla cura del sé”. 

CHINA RED XIZI VENUS – Lv Wei Commonweal Concert Milano ha come protagoniste la cultura cinese e quella italiana, a favore della ricerca scientifica. Gli obiettivi sono i seguenti: 

– rafforzare l’amicizia e la collaborazione tra Cina e Italia, mettendo in risalto le valenze positive di entrambi i popoli, favorendone gli scambi artistici, in particolare nel campo della musica.

– raccogliere fondi a favore della ricerca scientifica, motore propulsivo per lo sviluppo di ogni paese.

La serata sarà introdotta dal presentatore Zhu Jun From (della CCTV, Tv di Stato Cinese) e dalla giornalista Mariangela Pira.

Programma Musicale 

L’Evento è un’occasione di confronto tra la musica italiana e la musica cinese.

Gen 252011
 

Sylvie Guillem e Massimo Murrurisultati e le strategie emerse durante l’incontro del 19 gennaio scorso a Roma, dei settori della Cultura, dello Spettacolo, dell’Istruzione e dell’Informazione, saranno al centro della trasmissione odierna “Ultimo Grido”, di Luca Ciammarughi su  Radio Classica, che andrà in onda alle ore 16.00 e alla quale parteciperà la nostra Ines Angelino.

Inoltre saranno trasmesse le interviste a Sylvie Guillem e a Massimo Murru, realizzate da Luca Ciammarughi ieri in Scala, durante una conferenza stampa tenutasi per informare sull’attuale situazione in cui versa l’organizzazione del teatro, e sul trattamento riservato agli artisti che lo fanno grande.

Per ascoltare la trasmissione, il link.

Gen 222011
 

bondiLa prima alla Scala, e il ministro non c’è. Le proteste dei lavoratori dello spettacolo, e il ministro non risponde. Il festival del cinema, e ancora non c’è. La firma dell’accordo tra il Ministero dei Beni Culturali e l’imprenditore Della Valle, che finanzierà il restauro del Colosseo – che di fatto metterà i monumenti in mano ai privati – e il ministro non c’è. Non c’è nemmeno a spiegarci come sia possibile che in Veneto vengano fatto sparire i libri dalle biblioteche pubbliche, con un’azione che fa rabbrividire chi ricorda, anche per sommi capi, la recente storia del nazismo in Europa.

Tuttavia, non è ancora chiaro se il “Terzo Polo” di questo governo fantasma chiederà davvero la sfiducia verso il ministro assente, o se ancora una volta ci si potrà accontentare di promesse che non saranno mantenute. Nei giorni scorsi, ancora, si proponevano accordi per evitare l’azione parlamentare, ossia si faceva balenare la salvezza, in cambio di un’elemosina utile solo a tappare qualche buco lasciato per lo più dalla mala gestione di enti lirici o teatri, senza considerare il reale bisogno di salvaguardare tutto il mondo culturale italiano. L’immenso patrimonio, costituito non solo da monumenti che si frantumano abbandonati, i musei chiusi, i talenti delle arti dimenticati – come del resto quelli della scienza – e tutto ciò che avrebbe potuto contribuire a mantenere sano il Paese.

Duole ammettere  che,  se pure finalmente sarà cacciato colui che verrà ricordato come il peggior ministro per i Beni Culturali che l’Italia abbia mai avuto, sarà difficile ottenere dei sensibili miglioramenti, dato che pare essere propria di questo governo l’intenzione di smantellare definitivamente la cultura, per lasciare che il popolo regredisca ancora verso un’ignoranza che lo renda ancor più semplice da governare.

 

Gen 202011
 

Il mondo della cultura ccntro il governoI rappresentanti di oltre 50 sigle appartenenti al mondo dell’informazione, dello spettacolo, dell’istruzione e della ricerca che si sono riuniti stamattina a Roma in un’affollata conferenza stampa nella sede dell’Fnsi (come abbiamo annunciato nel nostro post di ieri), hanno indetto una settimana di mobilitazione, dal 24 al 29 gennaio.

L’obiettivo è convincere il Parlamento a fermare la devastazione che si sta compiendo ai danni del comparto culturale italiano. Si chiede di reintegrare, attraverso il decreto Milleproroghe, in discussione al Senato, il Fondo unico dello spettacolo almeno ai livelli del 2008, il Fondo per l’editoria come previsto dalla Legge di Stabilità, il tax credit e il tax shelter con durata triennale, estendendoli a tutto lo spettacolo dal vivo.

“Cultura, spettacolo, informazione, scuola, università, ricerca: precario il lavoro, precaria la libertà, precaria la democrazia”. Questo lo slogan che ha riunito nell’affollata assemblea tutto il mondo della cultura (dall’Agis, gli esercenti cinematografici,  al movimento “tutti a casa”, passando per decine di associazione e sindacati e con i rappresentanti di oltre 50 sigle appartenenti al mondo dell’informazione, dello spettacolo, dell’istruzione e della ricerca) nel voler rispondere alle politiche dei tagli ed all’emergenza culturale del nostro paese.

Registi, attori, musicisti, giornalisti, studenti, ricercatori e professori hanno dato la loro adesione all’incontro, convocato per denunciare il disagio del settore. Tra loro Ennio Morricone, Zubin Meta, Citto Maselli e Carlo Lizzani. Hanno partecipato anche le associazioni che hanno organizzato i blitz al festival di Roma e al  cinema Metropolitan di Roma, gioiello architettonico venduto dal gruppo Fininvest e comprato da Benetton per   farne un negozio… Con le mani alzate e dipinte di rosso con la scritta ‘giù le mani dalla cultura’, il movimento  ha annunciato nuove iniziative per la prossima settimana anche in occasione della mozione di sfiducia al ministro Sandro Bondi.

«A rischio, oltre al diritto dei cittadini ad accedere alla cultura e alla conoscenza garantito dalla Costituzione, ci sono centinaia di migliaia di lavoratori, spesso nemmeno riconosciuti, che vedono negata la propria professionalità e il diritto alla sopravvivenza» fa sapere il “Comitato per la libertà, il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo”. «E’ uno smantellamento che prosegue quello già operato durante questa legislatura nei confronti dell’università, della ricerca e della scuola pubblica. Dobbiamo rimettere al centro delle politiche governative un comparto che produce annualmente valore per circa 40 miliardi di euro e che incide per il 2,6% sul Pil».
Il Comitato ha annunciato inoltre la ferma determinazione a organizzare, al di là della settimana programmata, mobilitazioni diversificate e sempre più incisive finché non si otterranno risultati concreti e impegni precisi da parte del governo per un radicale cambio di rotta nelle politiche per la cultura.

Per ulteriori informazioni, consultare http://www.fnsi.it/Esterne/Pag_vedinews.asp?AKey=12741
e:  http://www.articolo21.org/2438/notizia/il-mondo-della-cultura-contro-il-governo.html

Gen 192011
 

Il Presdiente Fini porta la sua solidarietà ai lavoratori del Teatro Lirico di CagliariCAGLIARI. Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, si è recato sabato 15 gennaio a Cagliari, in visita ai lavoratori del Teatro Lirico, che da mesi protestano contro i tagli della finanziaria nazionale. Negli stessi locali del teatro, Fini ha tenuto una conferenza stampa. Riportiamo qui i dettagli contenuti in un post del Blog http://nonzittitelarte.blog.tiscali.it/, che è, per l’appunto, il blog dei lavoratori del Teatro lirico di Cagliari.

Il link diretto è questo: Il teatro accoglie Fini

Riportiamo qui un estratto dell’articolo citato:

“No alla privatizzazione della cultura ma un giusto mix fra pubblico e privato. E’ il pensiero del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, che questo pomeriggio ha incontrato a Cagliari i lavoratori del teatro lirico del capoluogo che protestano per i tagli allo spettacolo sanciti dalla legge finanziaria nazionale. “La presenza pubblica – ha spiegato Fini – è comunque indispensabile ma deve essere definita”. Il presidente della Camera, parlando con i lavoratori ha sottolineato che “la politica deve interrogarsi sull’opportunità degli investimenti nei vari settori della cultura. Ogni forza politica – ha detto Fini – si assuma la responsabilità di individuare le priorità, tenendo presente che le risorse sono limitate”. “Per troppo tempo – ha ricordato Fini – si è ragionato in termini di nomine negli enti preposti a cultura e spettacoli e non poche volte si è sprecato denaro pubblico, per esempio per alcune produzioni cinematografiche”. Fini si è anche soffermato sul tema del federalismo e ha lanciato un monito sulla necessità di chiarezza per quanto riguarda responsabilità e competenze, sempre in campo culturale: “Bisogna chiedersi – ha spiegato – se la cultura sia di competenza dello Stato o delle Regioni”. Il presidente della Camera ha anche sottolineato il fatto che la cultura sia il biglietto da visita dell’Italia “che possiede la metà del patrimonio culturale del pianeta”, che la stessa abbia ripercussioni positive sull’occupazione, soprattutto specializzata. Per ciò che attiene il teatro cagliaritano, Fini ha escluso interventi ad ok ma ha parlato di “stanziamenti aggiuntivi” per il settore culturale in sede di discussione parlamentare dei provvedimenti sulla cultura.”

L’Unione Sarda dà poi notizia che Il Governo avrebbe confermato l’assegnazione di 500 mila euro per il Teatro lirico di Cagliari. Lo si è appreso durante un colloquio telefonico avvenuto tra il ministro Sandro Bondi, il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, il sindaco di Cagliari, Emilio Floris, il senatore Mariano Delogu e il deputato Mauro Pili. Il ministro, informa una nota dell’ufficio stampa della Regione, ha assicurato che l’interesse del Governo per la Fondazione Teatro Lirico di Cagliari non sarà solo formale, ma troverà pieno riscontro negli atti che saranno posti in essere dall’esecutivo nazionale. Speriamo che l’impegno venga rispettato, ma si tratta di poca cosa rispetto alle necessità del Teatro.

Ed ecco alcuni video della visita del Presidente Fini:

Gen 192011
 

Il Teatro La Fenice di VeneziaI cantanti lirici italiani hanno scritto una lettera aperta-petizione, indirizzata al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, (primo firmatario Alfonso Antoniozzi), intitolata “A una sola voce”, con un’appassionata difesa dell’Opera lirica, dell’arte italiana, e del loro lavoro, in cui scrivono:

“Signor Presidente,

sentiamo l’urgenza di una Sua parola.

In questi drammatici giorni, in cui quotidianamente ma senza clamore ci viene data notizia della chiusura di uno dei nostri teatri, templi di memoria, custodi di civiltà ed officine di creatività, i cantanti lirici italiani hanno unito le voci per richiamare l’attenzione sulla gravità di questo fatto.

Noi cantanti lirici portiamo addosso il dono della voce, lo coltiviamo con costante impegno, sacrificio, studio, degno lavoro. Il suo valore va al di là del mercato che muove: è tradizione, sapienza, passione, bellezza, poesia, identità, cultura dentro di noi; un bene che sempre più frequentemente esportiamo all’estero dove viene riconosciuto ed apprezzato.

Spesso lontani dalle nostre famiglie e dal nostro Paese, constatiamo con amarezza che i media italiani, nelle poche occasioni in cui si occupano del teatro lirico, ripetutamente distillano accuse velenose, talvolta volgari.

Ci siamo finalmente uniti per rispondere alle accuse che ci vengono rivolte, e ogni giorno crescono tra noi scambi, adesioni, apporti di pensiero, ipotesi per un futuro sostenibile dell’opera.

Noi per primi vorremmo ridiscutere il sistema produttivo in evidente crisi dei teatri d’opera, ma non vorremmo mai vedere azzerato il valore del bene prezioso che l’opera lirica rappresenta per la nostra Nazione.

In questo momento vorremmo la Sua voce, opposta a coloro che ci definiscono improduttivi, superflui, parassiti.

Vorremmo sentire da Lei, signor Presidente, che anche l’opera lirica, nata nella nostra terra, voce della nostra Patria nel momento in cui questa nasceva, è parte irrinunciabile del patrimonio culturale italiano.

Le nostre voci, per la prima volta unite in coro, si fondono con quelle della moltitudine dei lavoratori, in particolare dello spettacolo e del mondo della cultura, e con quelle di chi la ama e la sostiene; siamo convinti, signor Presidente, che a difesa delle nostre radici culturali debbano schierarsi tutte le Istituzioni politiche della Nazione, senza rinvii né riserve, appassionatamente.”

Cliccate sul link sottostante ed aiutateci a diffondere la voce!

http://www.firmiamo.it/a-una-sola-voce

IMPORTANTE!

Per rendere valida la firma dovrete cliccare sul link inserito nella mail che Firmiamo.it vi iniverà.

Grazie a tutti coloro che vorranno aderire!

ClassicaViva ha ovviamente aderito e vi invita a far circolare il più possibile questa petizione!

Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!