Feb 282009
 

Lo spettacolo è finito...Riprendiamo il discorso sui tagli al FUS e sulle polemiche scatenate dall’articolo di Baricco dei giorni scorsi.

Dalle parole, si passa ai fatti. Purtroppo.

E’ a rischio il cartellone del 72° Maggio musicale fiorentino (il secondo festival d´Europa dopo Salisburgo!), che inizierà il 29 aprile. La Fondazione Teatro del Maggio, dopo i tagli del governo al Fus, il Fondo unico per lo spettacolo, non ha più una lira in cassa. Così taglia dalla programmazione del festival opere come il Bully Budd di Britten, o il Macbeth, che avrebbe riportato Verdi nel luogo della prima esecuzione, al teatro della Pergola.

Per fortuna rimarranno Abbado e Muti con le loro orchestre giovanili e Zubin Mehta, (che è il direttore principale del Teatro del Maggio), con i concerti per piano e orchestra di Beethoven.

Il sovrintendente Francesco Giambrone ha annunciato che coi tagli sono a rischio gli stipendi ai circa 400 dipendenti, già sul piede di guerra. Gli stipendi di febbraio saranno pagati in ritardo, per il 3 marzo, e solo grazie al tempestivo intervento dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Per il 2009 è poi previsto un buco di bilancio pari a 4 milioni e mezzo di euro: per evitare un secondo commissariamento in tre anni, il Comune “offrirà” al “Maggio” due stabili di sua proprietà, tra cui l’ottocentesco teatro Goldoni.

“Tra dieci giorni – ha dichiarato il sovrintendente Giambrone –  avremo un cartellone completamente rivisto. Le opere saranno meno, ma resteranno il “Crepuscolo degli dei” e “Patto di Sangue”.

Feb 282009
 

Chiarastella OnoratiRiceviamo, e molto volentieri pubblichiamo, questa bella Lettera Aperta indirizzata a Bruno Vespa da due docenti di Conservatorio, che cercano di fare il punto sulle varie dichiarazioni che circolano sui giornali in questo periodo, tutte gravemente disinformate in merito alla reale situazione dei Conservatori italiani. Chiarastella Onorati e Bruno Bertone sanno davvero di cosa stanno parlando, e conoscono a fondo il sistema dei Conservatori italiani ed europei. Leggiamoli, è importante! E fate circolare questo articolo il più possibile!

Ecco subito una frase che sintetizza in poche parole un concetto fondamentale di questa lettera:

“Tornando ai numeri delle istituzioni in Francia, siamo arrivati ad almeno 150 Istituzioni che portano il nome di “Conservatorio”!
Quindi non trovo per nulla “pazzesco” che da noi ce ne siano 78 tra statali e pareggiati: trovo “pazzesco” che SOLTANTO questi 78 che dovrebbero occupare la fascia superiore della formazione) debbano invece fare il lavoro di 150-200 istituzioni, cioè prendere i bambini che neppure sono in grado di leggere (la musica) e portarli a diventare bravi professionisti o addirittura grandi concertisti, per di più con lo Stato che toglie e toglierà sempre più il sostegno economico…”

E ancora: Crediamo quindi che prima di gridare allo scandalo per la presenza di “troppi” conservatori in Italia, si debba gridare allo scandalo di una educazione musicale sempre più assente dalle nostre scuole italiane, a quello di una riforma che è stata presa a modello da Spagna, Austria, Svizzera ed altri Paesi e che invece in Italia non trova attuazione.”

LETTERA APERTA A BRUNO VESPA

Bruno Vespa a Porta a PortaEgregio Dott. Vespa, nel Suo ultimo libro, a pag. 437, scrive:
“… trovo pazzesco che in Italia esistano 78 Conservatori – di cui 22 parificati finanziati dagli Enti locali – quando in Francia ce ne sono solo 4”.

Vorrei farLe notare quanto inesatta e dannosa per i nostri Conservatori sia una asserzione fatta da un personaggio così in vista come Lei, ma evidentemente poco informato sull’argomento.

In Francia le famiglie che vogliono far studiare ai propri bambini la musica in modo completo e organizzato in un’istituzione pubblica, hanno per prima scelta quella dei Conservatori municipali: essi sono una fitta rete capillare che copre tutto il territorio trovandosi non soltanto nei capoluoghi ma in ognuno dei principali comuni di ogni “département” (più o meno l’equivalente delle nostre province, in Francia sono quasi un centinaio, 97 per la precisione). Cioè ogni comune con più di 10.000 abitanti ha un Conservatorio municipale e a volte se ne trovano pure in centri più piccoli, soprattutto se collocati in territori più isolati rispetto alle grandi aree urbane. Nelle città principali, ci possono essere tanti Conservatori municipali quanti sono i “quartieri” in cui esse sono suddivise.Continua a leggere…

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