Feb 252009
 

Alessandro Baricco, molto amato in questo momento...Cari amici, dopo l’articolo di ieri di Alessandro Baricco su “La Repubblica”, erano inevitabili strascichi e polemiche. Le dichiarazioni di Baricco sono piombate come una bomba sul già allarmatissimo mondo dello spettacolo, già messo a dura prova dai tagli al FUS e dalla clamorosa discesa in campo dell’AGIS (vedi nostro post precedente).

Ne abbiamo parlato ieri diffusamente anche ieri a Radio Classica, nella trasmissione “Ultimo Grido” delle 16, condotta da Luca Ciammarughi, della quale sono ospite fissa ogni martedì.

Citiamo, per tutti, solo alcuni commentiLuca Barbareschi, attore e deputato del PDL: “Ma proprio Baricco che ha fatto teatro a botte di sovvenzioni? Il sistema dello spettacolo in Italia non va rotto come dice lui, va risistemato come in Francia, Germania, Inghilterra, ora perfino America: l’intervento dello Stato ci vuole. Chi deve andar via è la politica che ha egemonizzato poltrone, denari, tutto”. E incalza il premio Nobel Dario Fo: “Ci vogliono regole trasparenti”, dice Fo, “per rispetto anche del pubblico. Ma sul finanziamento non si discute: anzi in Italia la percentuale del Pil alla cultura è dieci volte inferiore alla media europea”. La proposta di Baricco di finanziare la tv è la più spinosa da digerire. E il musicista premiato con l’Oscar, Nicola Piovani: “Una sciocchezza così non l’avevo mai sentita. A Roma si dice “Levateje er vino“”.

Ma, per saperne di più ed entrare davvero nel vivo del dibattito, ecco, per voi, il video che abbiamo registrato dalla diretta della bellissima trasmissione di Repubblica TV, un vero esempio di TV intelligente, di informazione puntuale e sempre attualissima, un dibattito ben condotto e moderato dai bravissimi Paolo Garimberti e Edoardo Buffoni. Questa è la vera TV, questo è il futuro dell’informazione: grazie, Repubblica!

Riportiamo il video per chi non avesse potuto seguire la diretta, andata in onda al mattino, in pieno orario lavorativo. Trovate comunque tutti i video di Repubblica nel sito http://tv.repubblica.it . Sono intervenuti in studio a Roma Vincenzo Cerami, e in studio a Milano Massimiliano Finazzer Flory, assessore alla Cultura del Comune di Milano. In collegamento telefonico Francesco Ernani, Sovrintendente teatro dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes, di “Ad fondazione musica per Roma”, oltre a Ottavia Piccolo, attrice di teatro, e a Elio De Capitani, attore.

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Feb 252009
 

Gli Swingle Singers con Maria PetrescuRiceviamo questo articolo dalla nostra collaboratrice Maria Petrescu (la seconda da destra, in basso, nella foto che la ritrae con gli Swingle Singers), cui diamo un cordialissimo benvenuto nel nostro staff giornalistico, con il quale collaborerà sia come giornalista che come fotografa ed esperta di grafica.

Il 21 febbraio 2009 si è tenuto al Conservatorio di Torino il concerto del gruppo a cappella The Swingle Singers.

La storia del gruppo comincia nel lontano 1962 a Parigi, con Ward Swingle, Anne Germain, Jeanette Baucomont, Jean Cussac e Christiane Legrand. Ora il gruppo è composto da otto elementi: due soprani  (Joanna Goldsmith e Sara Brimer), due mezzosoprani (Clare Wheeler e Lucy Bailey), due tenori (Richard Eteson e Christopher Jay) e due bassi (Kevin Fox e Tobias Hug). Il gruppo riscuote anche oggi un grande successo in tutto il mondo sebbene nessuno di questi facesse parte del gruppo originario: dimostrazione della continua ricerca dell’eccellenza che ha caratterizzato il loro percorso musicale fin dai primi anni.
Gli Swingle Singers sono specializzati nell’interpretazione di brani a cappella di vari generi musicali, soprattutto di musica classica. E’ famosa la loro versione dell’Aria sulla quarta corda di Bach, diventata la sigla del programma televisivo Superquark di Piero Angela.

Il concerto del 21 febbraio al Conservatorio di Torino è stato semplicemente un successo. A cominciare dal tutto esaurito e finendo con il secondo bis*, tutta la serata è stata un inno alla perfezione.
Sono stati eseguiti brani di svariati generi musicali, un perfetto esempio della singolare contaminazione tra generi che gli “Swingle Singers” propongono. Da Purcell a Piazzolla, da Bach a Chopin, da Björk a Sting: non solo una scelta di repertorio audace, ma anche una tecnica impeccabile ed una straordinaria pulizia delle voci. Possono sembrare un’orchestra sinfonica, un coro oppure un complesso jazz a seconda del brano interpretato. Il tutto con una levità e precisione fuori dal comune.
Spetta a Hugh Walker, ingegnere del suono del gruppo, garantire la resa acustica in concerto. Non è certamente facile con otto microfoni sul palco, il rientro in cuffia per ognuno, l’amplificazione, i riverberi e le casse a pochi passi di distanza dai cantanti.

Riporto un frammento dell’intervista di Marco Basso a Kevin Fox:
In tanti anni di attività cambiano i cantanti, ma non il senso artistico degli Swingle
“La nostra filosofia non è mai cambiata: usare la voce in modo strumentale e fondere stili differenti di musica per creare qualcosa di nuovo. Questi princìpi ci hanno permesso di avere forza, energia e idee musicali durature, cosicché il gruppo, dopo quarantasei anni di attività. sta ancora andando forte. Naturalmente i tempi, i cantanti, le tecnologie, il repertorio sono cambiati, ma questo è positivo oltre che necessario.”

“Perché avete scelto la forma del canto a cappella?”
“La voce è il più immediato di tutti gli strumenti: fra esecutore e ascoltatore non c’è altro. E’ anche estremamente versatile: non ci sono limiti a quanto si possa fare con la voce. Così amiamo forzarne i confini ed esplorarne le possibilità.”

Non sono mancati, durante la serata, frizzanti interventi da parte dei cantanti, brevi intermezzi in italiano che hanno letteralmente deliziato il pubblico, nonché dimostrazioni delle capacità vocali di Kevin Fox e Tobias Hug.

Gli Swingle Singers non sono solo degli artisti di fama internazionale; sono anche e soprattutto delle persone splendide. Quel che più mi ha colpito (più del concerto, più della tecnica e della loro perfezione vocale) è stato quel Happy Birthday cantato a mezzanotte per telefono ad un amico.
Non posso fare altro che ringraziarli per la loro disponibilità e per la loro bellissima musica.
Di una gentilezza d’altri tempi, pacati e precisi; del resto la musica che fanno richiede appunto questo: una perfetta armonia.

Si ringrazia l’Associazione Stefano Tempia per aver reso possibile questa magnifica serata.
La foto qui sopra mi ritrae insieme al gruppo dopo il concerto.
Più foto sono disponibili qui.

*Il secondo bis è stato “Bella ciao”

Maria Petrescu

Feb 252009
 

Se per caso l’avete persa, ecco… rivediamo insieme la bella trasmissione de “La7” con l’intervista a Uto Ughi:

Il grande violinista Uto Ughi è stato protagonista della puntata di “Otto e mezzo”, in onda il 14 febbraio 2009, alle 20.30 su LA7, per raccontare sue esperienze artistiche, i suoi esordi e il suo impegno per avvicinare i giovani alla musica classica.

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