Set 252008
 

Locandina del Concerto del 27 settembre 2008 a Dorno, con Stefano LigorattiQuesta volta vi segnalo (e vi invito anche, visto che è ad ingresso libero…) un concerto, organizzato dal Comune di Dorno (PV), in collaborazione con noi, al quale ovviamente teniamo molto, visto che ClassicaViva ha sede proprio a Dorno…

In scena, il nostro Direttore Artistico, Stefano Ligoratti. Molto spettacolare, come suggerisce il titolo del concerto, il programma…. Ecco qualche particolare:

La prima parte è dominata dal brano di Franz Liszt, forse troppo poco eseguito al pianoforte, “Preludio e Fuga sul nome di B.A.C.H.”. Si tratta della trascrizione pianistica del medesimo pezzo, originariamente concepito da Liszt per l’organo. E’ musica splendida, scintillante, avvincente, che non manca di incantare il pubblico e rende piena giustizia al talento compositivo di Liszt, davvero innovativo e travolgente.
Seguono due famosi studi di Liszt, dagli Studi di Paganini: il primo, denominato “La caccia”, e il secondo, con lo stesso tema oggetto delle famose variazioni di Brahms.
Il primo tempo prosegue con uno splendido e arduo studio di Debussy, e si conclude con due famosissimi studi di Alexander Skrjabin, tra i quali il celeberrimo “Studio Patetico”.

La seconda parte è interamente dedicata alla musica francese di tipo “Impressionistico”, e precisamente ai contemporanei Debussy e Ravel.
Si inizia con la “Sonatine” di Maurice Ravel, pubblicata nel 1905, stupendo e celebre brano solidamente strutturato secondo i parametri classici, e lontano dalla poetica impressionista e simbolista, articolato nei tempi “Modéré (doux et expressif)” – “Mouvement de menuet” – “Animé”.
A Ravel segue poi, con improvviso cambiamento di atmosfera, il “Clair de lune”, tratto dalla “Suite Bergamasque”, un’opera del 1905, forse il brano più conosciuto di Claude Debussy.
Il brano che chiude il concerto, la Suite “Pour le piano”, pubblicata nel 1901, e articolata nei movimenti “Prélude, “Sarabande”, “Toccata”, rappresenta uno dei brani più virtuosistici dell’intero repertorio di Debussy.
(scaricare qui il programma di sala in pdf, da stampare fronte/retro e piegare in due:  )

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Set 252008
 

Il giovane Glenn GouldGentili amici, ieri, mentre ascoltavo uno dei miei pianisti preferiti in assoluto, il divino Glenn Gould, ho pensato che, forse, tra i lettori ci sono anche alcuni giovani che forse non lo conoscono bene… per cui ho deciso di proporvi un video bellissimo, in cui è possibile vedere questo genio della musica mentre esegue l’intera composizione per la quale più di ogni altra viene ricordato, quella che gli diede la notorietà internazionale: le celeberrime “Variazioni Goldberg”, di Johann Sebastian Bach. Avete capito bene: è un video di ben 47 minuti, che ci presenta Gould in studio, mentre incide – per la seconda volta nella sua vita – poco prima di morire, questo capolavoro bachiano.

E, siete liberi di non crederci, ma… ecco una delle straordinarie coincidenze che rendono la vita interessante,  mentre scrivevo questo post mi sono accorta che oggi è il compleanno di Gould… che era nato il 25 settembre 1932. Chissà perché, con tutti i giorni dell’anno disponibili che avevo per scrivere di lui, l’ispirazione mi è venuta proprio oggi! Io penso davvero che i grandi artisti non muoiano mai, ci restino vicini, e comunichino con noi, quando pensiamo intensamente a loro con amore e riconoscenza. Per cui… BUON COMPLEANNO, DIVINO GLENN!

 

Gould esordì con la CBS nel 1955 (aveva, allora, 23 anni), proprio con le Variazioni Goldberg. Il manager della sezione “musica classica” della Columbia non era inizialmente molto contento di questa scelta di Gould, dal momento che si trattava di un’opera fino a quel punto ben poco eseguita di Bach: infatti, a parte una registrazione del 1928 del pianista Rudolf Serkin, nessuno, neanche i clavicembalisti, si era confrontato con quest’opera. A detta di molti, si trattava più di un esercizio di virtuosismo, piuttosto che di un’opera musicale.  Entrambe le registrazioni sono state poi enormemente acclamate dalla critica, anche se (o forse proprio perché) molto diverse l’una dall’altra. La prima altamente energica e spesso con tempi frenetici, la seconda, quella che potete gustare qui, più lenta e più introspettiva. La storica incisione del 1955 fu anche un successo mondiale, clamoroso, di vendita: superò persino Louis Armstrong… La stampa lo classificò allora come “fenomeno Gould” e lo definì “il Marlon Brando del pianoforte”. Effettivamente, era anche bellissimo e terribilmente affascinante…

Una curiosità su questo pianista, tanto per dare la misura del suo talento: una incisione di Gould del Preludio e Fuga in Do, n.1 dal secondo libro del Clavicembalo ben temperato è stata indicata dal comitato presieduto da Carl Sagan presso la NASA come una delle più grandi conquiste dell’umanità. La registrazione si trova sul Voyager Golden Record, un disco di rame placcato d’oro di 30 cm (12 pollici) contenente suoni e immagini scelti per descrivere la varietà di vita e cultura sulla Terra. Il disco è stato collocato sulla navetta Voyager 1, che ora sta procedendo nello spazio interstellare ed è l’oggetto prodotto dall’uomo più distante dalla Terra.

Due righe anche sulle “Variazioni Golbderg” (BWV 988): scritte da Johann Sebastian Bach tra il 1741 e il 1745,  sono state composte appositamente per Johann Gottlieb Goldberg, che a quel tempo viveva presso il conte Hermann Carl von Keyserling a Dresda (Goldberg doveva spesso suonare per il conte, sembra per aiutarlo a combattere l’insonnia…). La dicitura originale di Bach sulla prima edizione dice testualmente “Composta per gli intenditori, per il ristoro del loro spirito, da Johann Sebastian Bach”.

Scritta per clavicembalo solo, l’opera è stata concepita come un’architettura modulare di 32 brani, disposti seguendo schemi matematici e simmetrie che le conferiscono tanta coesione e continuità da non avere eguali nella storia della musica. Insieme all'”Arte della fuga”, può essere considerata il vertice delle sperimentazioni di Bach nella creazione di musica per strumenti a tastiera, sia dal punto di vista tecnico-esecutivo, sia per lo stile, che combina ricerche di alto livello, sia musicali che matematiche.

Approfondite la conoscenza di Gould, prematuramente scomparso nel 1982, ma più vivo che mai nel ricordo di tutti gli amanti della musica,  sul suo sito ufficiale, qui. E, in italiano, qui, su Wikipedia.

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