Set 162008
 

La prima rappresentazione della Sfera UmanaAnnunciamo con piacere che ClassicaViva ha iniziato la produzione di un nuovo importante spettacolo (contattateci se siete interessati a mandarlo in scena nella vostra regione!). Si tratta di “La sfera umana”, da Francis Poulenc, dalla tragedia lirica “La voix humaine”, su testo di Jean Cocteau e dalle melodie Banalités, su poemi di Guillaime Apollinaire.

Regia: Sandro Mabellini
Mezzosoprano: Eva Mabellini
Pianoforte: Maria Perrotta
Interprete: Ines Angelino

Lo spettacolo nasce da un’idea del regista fiorentino Sandro Mabellini.

Vi si mescolano in perfetta armonia la partitura di Francis Poulenc, i versi di Guillame Apollinaire, le voci della tragedia “La voix humaine” basata sul testo di Jean Cocteau. Tre grandi padri della cultura del Novecento eletti a punti di riferimento dai quali partire per scandagliare l’anima della protagonista, interpretata dall’attrice Ines Angelino.

In particolare la partitura di Poulenc non si sforza di colmare i silenzi quando le parole rimangono sottintese, ma fa da contrappunto agli stati d’animo della donna. La sfida rappresentata dalla Voix humaine è infatti quella di una perfetta integrazione di scena, parola e musica.
In scena, tre donne, che rappresentano tre immagini della stessa protagonista, da tre diversi punti di vista: l’attrice, la cantante, la pianista.

l'attrice: Ines Angelino la cantante: Eva Mabellini la pianista: Maria Perrotta

Come in un gioco di specchi, sottolineato dalla raffinata regia e da un sapiente gioco di riprese video a pieno schermo, le tre donne in scena danno vita ad una originale versione di questo famoso dramma d’amore, che ha visto come protagoniste le più grandi attrici del novecento, come Simone Signoret, Anna Magnani e Ingrid Bergman.
Un contrappunto di voci e di suoni, per un’unica, semplice quanto terribile, storia: il monologo della protagonista, che, abbandonata dall’amante, attende ansiosa e disperata le sue telefonate, e, sola in scena, dispiega man mano il suo dramma, armata solo del ricevitore di un telefono e delle proprie parole. La voce di lei cerca disperatamente di invertire il corso di una storia d’amore ormai finita. Dall’altro capo del filo si immagina l’amante, che ha deciso l’abbandono. Egli, con il suo carattere, il suo modo di essere, la sua vigliaccheria, il suo passato felice con lei da far dimenticare, esiste soltanto attraverso le parole e le espressioni di lei.

Di fronte al compito di indagare il senso drammatico delle parole e dei gesti in relazione al mondo interiore di un personaggio, Poulenc ha sempre cercato di sviluppare una musica che sapesse mettere in discussione le loro corrispondenze più immediate. In altre parole, ha saputo creare una singolare ‘retorica del legame’ tra la partitura e il testo: la scelta del mezzo espressivo che ne deriva comporta la sospensione delle vicende anche più patetiche in una dimensione paradossale, che conferisce ironia al dramma e dramma all’ironia.
Nella Voix humaine si avverte il vuoto che avvolge l’incompiutezza di una comunicazione che per i due protagonisti è priva di gestualità, mentre per il pubblico fa sì che la presenza dell’uomo venga percepita solo attraverso le reazioni fisiche e psichiche della donna. La partitura d’altra parte non si sforza di colmare l’assenza delle parole che restano sottintese, ma si limita a contrappuntare gli stati d’animo della donna; e ai silenzi, che dettano la scansione della vicenda, spetta il compito di evocare quella presenza muta e invisibile.

Il racconto e la messa in scena

Una donna entra in una stanza. Si trova lì perché ha deciso di concedersi un viaggio. Il suo uomo l’ha appena lasciata. Forse ha provato ad ucciderla. La donna si mette a dormire e comincia a sognare. Di parlare al telefono con il suo uomo. La donna racconta all’uomo, che è lontano da lei da alcuni giorni, la sua giornata trascorsa con un’amica, ma l’atmosfera si fa presto tesa a causa delle risposte che arrivano dall’altra parte. A contribuire alle incomprensioni sono i disturbi che la donna dice di sentire sulla linea, e che danno il senso di una distanza più affettiva che fisica. Dopo un’interruzione i due riprendono a discutere; adesso la conversazione verte sulle loro menzogne. La donna confessa di non essere andata da un’amica la sera prima, e di non aver fatto altro che attendere la telefonata dell’uomo.
Confessa anche di aver ingerito una dose massiccia di sonniferi; di aver chiesto soccorso telefonando all’amica, sopraggiunta in suo aiuto con un medico alle quattro del mattino (“Hier soir, j’ai voulu prendre un comprimé”). Mentre racconta scoppia a piangere, e confessa il suo tormento per l’assenza dell’uomo. La conversazione assume sempre più un tono tra il rassegnato e il distaccato: la donna, dopo aver cercato di coinvolgere emotivamente l’interlocutore, capisce che è impossibile ristabilire un vero dialogo. Il legame si è spezzato, e con esso la telefonata, che si chiude con un sfumato «je t’aime» della donna, la cui risposta è affidata al pianoforte con un accordo perentorio e definitivo. La donna si sveglia. Si stira, ha un cerchio alla testa per l’incubo vissuto. Si pettina, si trucca, si riveste. Esce dalla stanza, se ne va.

Sandro Mabellini è nato nel ‘71 a Brescia, vive a Firenze. Ha frequentato la Scuola di Teatro di Bologna, diretta da Alessandra Galante Garrone e il Corso di Perfezionamento Teatrale del Teatro di Roma, diretto da Luca Ronconi. Al teatro ha recitato in: “Il Marescalco”, “Don Pilone” e “L’amoroso contagio”, di Angelo Savelli; “Antigone della Terra”, di Marco Baliani; “Opera in Prospettiva”, di Gianfranco Pedullà; “Il risveglio”, di Giorgio Barberio Corsetti; “Se questo è un uomo” e “Operette Morali”, di Piero Maccarinelli; “L’amico ritrovato”, di Ugo Chiti; “Amleto”, di Antonio Calenda con Kim Rossi Stuart; “Olio” e “Aiòn”, di Remondi e Caporossi; “Enrico V”, di Pippo Delbono; “La forza dell’abitudine” di Tito Piscitelli; Al cinema in: “Appassionate”, di Tonino de Bernardi; “Il dolce rumore della vita”, di Giuseppe Bertolucci.

Esigenze tecniche:

– Spazio nudo praticabile
– 1 Pianoforte a mezza coda
– Normale impianto audio e luci
– 1 Tecnico audio e luci a disposizione per montaggio
– 1 Microfono per l’attrice

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