Set 252008
 

Locandina del Concerto del 27 settembre 2008 a Dorno, con Stefano LigorattiQuesta volta vi segnalo (e vi invito anche, visto che è ad ingresso libero…) un concerto, organizzato dal Comune di Dorno (PV), in collaborazione con noi, al quale ovviamente teniamo molto, visto che ClassicaViva ha sede proprio a Dorno…

In scena, il nostro Direttore Artistico, Stefano Ligoratti. Molto spettacolare, come suggerisce il titolo del concerto, il programma…. Ecco qualche particolare:

La prima parte è dominata dal brano di Franz Liszt, forse troppo poco eseguito al pianoforte, “Preludio e Fuga sul nome di B.A.C.H.”. Si tratta della trascrizione pianistica del medesimo pezzo, originariamente concepito da Liszt per l’organo. E’ musica splendida, scintillante, avvincente, che non manca di incantare il pubblico e rende piena giustizia al talento compositivo di Liszt, davvero innovativo e travolgente.
Seguono due famosi studi di Liszt, dagli Studi di Paganini: il primo, denominato “La caccia”, e il secondo, con lo stesso tema oggetto delle famose variazioni di Brahms.
Il primo tempo prosegue con uno splendido e arduo studio di Debussy, e si conclude con due famosissimi studi di Alexander Skrjabin, tra i quali il celeberrimo “Studio Patetico”.

La seconda parte è interamente dedicata alla musica francese di tipo “Impressionistico”, e precisamente ai contemporanei Debussy e Ravel.
Si inizia con la “Sonatine” di Maurice Ravel, pubblicata nel 1905, stupendo e celebre brano solidamente strutturato secondo i parametri classici, e lontano dalla poetica impressionista e simbolista, articolato nei tempi “Modéré (doux et expressif)” – “Mouvement de menuet” – “Animé”.
A Ravel segue poi, con improvviso cambiamento di atmosfera, il “Clair de lune”, tratto dalla “Suite Bergamasque”, un’opera del 1905, forse il brano più conosciuto di Claude Debussy.
Il brano che chiude il concerto, la Suite “Pour le piano”, pubblicata nel 1901, e articolata nei movimenti “Prélude, “Sarabande”, “Toccata”, rappresenta uno dei brani più virtuosistici dell’intero repertorio di Debussy.
(scaricare qui il programma di sala in pdf, da stampare fronte/retro e piegare in due:  )

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Set 252008
 

Il giovane Glenn GouldGentili amici, ieri, mentre ascoltavo uno dei miei pianisti preferiti in assoluto, il divino Glenn Gould, ho pensato che, forse, tra i lettori ci sono anche alcuni giovani che forse non lo conoscono bene… per cui ho deciso di proporvi un video bellissimo, in cui è possibile vedere questo genio della musica mentre esegue l’intera composizione per la quale più di ogni altra viene ricordato, quella che gli diede la notorietà internazionale: le celeberrime “Variazioni Goldberg”, di Johann Sebastian Bach. Avete capito bene: è un video di ben 47 minuti, che ci presenta Gould in studio, mentre incide – per la seconda volta nella sua vita – poco prima di morire, questo capolavoro bachiano.

E, siete liberi di non crederci, ma… ecco una delle straordinarie coincidenze che rendono la vita interessante,  mentre scrivevo questo post mi sono accorta che oggi è il compleanno di Gould… che era nato il 25 settembre 1932. Chissà perché, con tutti i giorni dell’anno disponibili che avevo per scrivere di lui, l’ispirazione mi è venuta proprio oggi! Io penso davvero che i grandi artisti non muoiano mai, ci restino vicini, e comunichino con noi, quando pensiamo intensamente a loro con amore e riconoscenza. Per cui… BUON COMPLEANNO, DIVINO GLENN!

 

Gould esordì con la CBS nel 1955 (aveva, allora, 23 anni), proprio con le Variazioni Goldberg. Il manager della sezione “musica classica” della Columbia non era inizialmente molto contento di questa scelta di Gould, dal momento che si trattava di un’opera fino a quel punto ben poco eseguita di Bach: infatti, a parte una registrazione del 1928 del pianista Rudolf Serkin, nessuno, neanche i clavicembalisti, si era confrontato con quest’opera. A detta di molti, si trattava più di un esercizio di virtuosismo, piuttosto che di un’opera musicale.  Entrambe le registrazioni sono state poi enormemente acclamate dalla critica, anche se (o forse proprio perché) molto diverse l’una dall’altra. La prima altamente energica e spesso con tempi frenetici, la seconda, quella che potete gustare qui, più lenta e più introspettiva. La storica incisione del 1955 fu anche un successo mondiale, clamoroso, di vendita: superò persino Louis Armstrong… La stampa lo classificò allora come “fenomeno Gould” e lo definì “il Marlon Brando del pianoforte”. Effettivamente, era anche bellissimo e terribilmente affascinante…

Una curiosità su questo pianista, tanto per dare la misura del suo talento: una incisione di Gould del Preludio e Fuga in Do, n.1 dal secondo libro del Clavicembalo ben temperato è stata indicata dal comitato presieduto da Carl Sagan presso la NASA come una delle più grandi conquiste dell’umanità. La registrazione si trova sul Voyager Golden Record, un disco di rame placcato d’oro di 30 cm (12 pollici) contenente suoni e immagini scelti per descrivere la varietà di vita e cultura sulla Terra. Il disco è stato collocato sulla navetta Voyager 1, che ora sta procedendo nello spazio interstellare ed è l’oggetto prodotto dall’uomo più distante dalla Terra.

Due righe anche sulle “Variazioni Golbderg” (BWV 988): scritte da Johann Sebastian Bach tra il 1741 e il 1745,  sono state composte appositamente per Johann Gottlieb Goldberg, che a quel tempo viveva presso il conte Hermann Carl von Keyserling a Dresda (Goldberg doveva spesso suonare per il conte, sembra per aiutarlo a combattere l’insonnia…). La dicitura originale di Bach sulla prima edizione dice testualmente “Composta per gli intenditori, per il ristoro del loro spirito, da Johann Sebastian Bach”.

Scritta per clavicembalo solo, l’opera è stata concepita come un’architettura modulare di 32 brani, disposti seguendo schemi matematici e simmetrie che le conferiscono tanta coesione e continuità da non avere eguali nella storia della musica. Insieme all'”Arte della fuga”, può essere considerata il vertice delle sperimentazioni di Bach nella creazione di musica per strumenti a tastiera, sia dal punto di vista tecnico-esecutivo, sia per lo stile, che combina ricerche di alto livello, sia musicali che matematiche.

Approfondite la conoscenza di Gould, prematuramente scomparso nel 1982, ma più vivo che mai nel ricordo di tutti gli amanti della musica,  sul suo sito ufficiale, qui. E, in italiano, qui, su Wikipedia.

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Set 242008
 

Il nuovo CD di Domenico Nordio e Mikhail LidskyEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione che mi ha visto ospite su Radio Classica martedì 23 settembre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Ricordo ancora che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

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Il podcast presenta la musica così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricare le tracce di nostra produzione dal nostro catalogo, utilizzando gli hyperlink man mano qui sotto presentati (in azzurro). 

Questa trasmissione, dedicata davvero agli strumenti ad arco,  è iniziata con la presentazione del nuovo CD della Decca, “Capriccio”, del celebre violinista italiano Domenico Nordio,  che ha anche rilasciato una intervista telefonica. Un CD davvero interessante e piacevolissimo, un viaggio affascinante nella musica violinistica italiana o trascritta da composizioni italiane, (Nordio suona accompagnato, come già per le Sonate di Brahms, dal pianista Mikhail Lidsky), di cui potete ascoltare alcune tracce nel nostro podcast, tra cui un magnifico “Praeludium e allegro” nello stile di G. Pugnani, di Fritz Kreisler (1875-1962), seguito da “La campanella” di Paganini, nella trascrizione pianistia di Liszt-Busoni, e infine la stessa “Clochette” nella trascrizione per pianoforte e violino di Kreisler. Alla fine della trasmissione, sono state infine trasmesse le deliziose “Variazioni su un tema di Corelli” nello stile di Tartini, sempre di Fritz Kreisler.

L’album comprende una serie di rarità difficilmente rintracciabili in discografia, insieme a capolavori notissimi come “Il trillo del diavolo” di Tartini.

Ho poi parlato (a partire dal minuto 34,40) del Dottor Confalonieri… anzi, del Maestro Il Maestro Fedele ConfalonieriFedele Confalonieri, che, come avevo scritto in un post precedente, ha recentemente ottenuto anche un master pianistico da parte dell’Accademia di Imola. A lui un pensiero sinceramente riconoscente per quanto sta facendo per la musica, da appassionato musicista quale è egli stesso, e l’invito, se potesse… a dire una parola sottovoce al suo amico Silvio, per ricordargli di firmare il famoso decreto per l’equipollenza dei titoli rilasciati dai Conservatori e dalle Accademie… Confidiamo in lui! La musica ha molto bisogno di amici così!

Il quartetto IndacoE’ stata poi la volta, come al solito, di nuove produzioni originali di ClassicaViva. Fedeli alla nostra missione di “incubatrice” di talenti,  abbiamo infatti appena finito di registrare e mettere a catalogo (cliccare qui!) la prima incisione di una nuova formazione da camera: il Quartetto Indaco, che ha inciso per noi niente po’ po’ di meno che… il Quartetto di Claude Debussy, e precisamente il “Quatuor à Cordes en sol mineur” (Quartetto in sol minore op. 10 per archi). I quattro movimenti di cui è composta questa splendida e difficilissima composizione (1. “Animé et très décidé” (“Animato e molto deciso”); 2. “Assez vif et bien rythmé” (“Abbastanza vivo e ben ritmato”); 3. “Andantino doucement expressif” (“Andantino dolcemente espressivo”); 4. “Très modéré” (“Molto moderato”), che muta in “Très mouvementé et avec passion” (“Molto movimentato e con passione”), sono andati tutti in onda, inframmezzati da nostri interessanti commenti musicologici sul quartetto stesso e da una intervista telefonica a Eleonora Matsuno, primo violino del quartetto. Un quartetto davvero internazionale, in quanto formato da Eleonora, di padre giapponese, Jamiang Santi (secondo violino, italiano), Andrei Harabagiu (viola, moldavo), Naomi Berril (violoncello, irlandese).

Buon ascolto, dunque!

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Set 222008
 

Il violinista Domenico NordioRiporto qui integralmente un bell’intervento del famoso violinista italiano Domenico Nordio, che, oltre a fare il concertista di successo, tiene anche un bel blog…

E’ importante questo punto di vista di un musicista, è importante per non perdere le prospettive di quanto sta accadendo in Italia. Perché, ci dice Nordio, “MI DEVO VERGOGNARE SE A ME DI ALITALIA NON INTERESSA UN FICO SECCO”?

Perché, in effetti, la vita dei musicisti, che non hanno ALCUNA GARANZIA DI LAVORO E DI GUADAGNO, interessa forse a qualcuno?

di domenico (20/09/2008 – 08:24)

Spiegatemi un attimo ‘ché non ho capito.

Dunque.

In questi giorni tutti sembrano preoccupati delle sorti di Alitalia, tutti sembrano preoccupati dei lavoratori Alitalia che rischiano la disoccupazione e tutti sembrano preoccupati del danno di immagine se l’Alitalia fallisse: mi chiedo se mi devo vergognare se invece a me di quello che sta succedendo in Alitalia non interessa un fico secco.

Non so bene perché la nostra beneamata “compagnia di bandiera” sia arrivata al punto disastroso in cui è, ma alcune cosette le conosciamo tutti e non è che siano cosette di cui la beneamata “compagnia di bandiera” e chi ci lavora dentro debbano andare fieri. Aldilà dei disastri manageriali (che purtroppo sono comuni a molti altri Enti), è vero o no che le retribuzioni dei lavoratori in Alitalia sono molto più alte della media, non solo dei lavoratori dipendenti in Italia, ma anche dei colleghi di pari grado delle altre compagnie aeree? E’ vero o no che in Alitalia ci sono sigle sindacali che ricevono finanziamenti senza avere alcuna rappresentatività? E’ vero o no che i tutti i piloti Alitalia -tutti- hanno una marea di ore lautamente retribuite durante le quali non fanno un tubo perché sono in permesso sindacale? E’ vero o no che se viene assunto un pilota in Alitalia, foss’anche il più grande pilota dell’universo, questi è costretto a fare tutta la gavetta guidando all’inizio solo gli aerei più vecchi e che necessitano di maggiori attenzioni (probabilmente perché lì dentro il “nonnismo” aziendale ha come regola di base il “più sono potente e meno lavoro”)?

Avanti.

E’ vero o no che se un addetto Alitalia venisse licenziato avrebbe diritto all’assegno di disoccupazione di ben sette anni, a fronte di una media di alcuni mesi di un qualsivoglia altro poveraccio? E’ vero o no che poco tempo fa c’è stata la rivolta degli assistenti di volo perché l’azienda aveva deciso, per risparmiare qualche soldo e per ottimizzare le risorse, di ridurre di una sola unità la sovrabbondante dotazione di addetti pro-aereo che è la più alta del mondo?

E ancora.

E’ vero o no che molti degli aerei Alitalia consumano una marea di carburante perché sono troppo vecchi ed è vero o no che nessuno ci ha mai detto che alcuni aerei sono messi così male da non volare neanche più neanche in Africa (vedi gli Md80)? E’ vero o no che l’azienda Alitalia ha deciso di “tagliare” l’aeroporto di Malpensa, privilegiando Fiumicino e disinteressandosi così dell’area del Paese che probabilmente utilizza di più gli aerei perché più è la più produttiva? E infine, trionfo della retorica: è vero o no che le tariffe Alitalia sono talmente care da essere completamente fuori mercato ed è vero o no che sono così care perché devono compensare tutti gli enormi sprechi di danaro che ci sono lì dentro, anche relativi alla gestione delle risorse “umane”?

Spiegatemi un attimo ‘ché non ho capito.

Io, povero violinista, se non lavoro non guadagno un soldo, se non lavoro bene non lavoro più, non ho ore retribuite in servizio sindacale, non ho nemmeno un sindacato che possa tutelare i miei “interessi” (ma in questo caso forse è meglio così), non ho le ferie retribuite, pago una valanga di tasse e pago i commercialisti che mi preparano i moduli per gli innumerevoli versamenti allo Stato, pago addirittura i managers che gestiscono la mia attività (non sarò Alitalia, ma anche io nel mio piccolo ho chi si occupa di me e che veste in giacca e cravatta…), non ho uno straccio di indennità di disoccupazione e mi tocca pagarmi la manutenzione ordinaria e straordinaria dei miei strumenti di lavoro senza che ci sia alcun “Aiuto di Stato”.

C’è qualche dubbio che se un giorno io, povero violinista, mi dovessi spaccare una mano né Berlusconi, né Veltroni, né Epifani and “beautiful company” si interesserebbero non dico tanto di aiutarmi economicamente, ma anche solo di manifestarmi una vaga solidarietà? E c’è qualche dubbio che sarei internato di corsa in una casa di igiene mentale se io, povero violinista, mi mettessi a festeggiare in modo plateale il fallimento della trattativa con l’unica Stagione di Concerti pronta a scritturarmi?

Allora help me, please: mi devo davvero vergognare se a me di quello che sta succedendo in Alitalia non interessa un fico secco?

Domenico Nordio

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Set 202008
 

Beh, piange sempre il cuore a vedere che dei lavoratori, pur se privilegiati per molti versi, possano perdere il loro lavoro. Ma a me, scusate se potrò sembrare cinico, piange per altri motivi. Quanti sono il lavoratori Alitalia a rischio perdita di lavoro se l’Alitalia viene dichiarata fallita? 20 mila? Mi pare sia questa la cifra in ballo.
Mi pare di aver sentito anche che molti di questi sarebbero precari.

20 mila sono una bella cifra e tutti i giornali ne parlano. Ne parlano anche  TG, le radio… è diventato l’argomento più gettonato persino nei bar dello sport!!! Ed è giusto! 20 mila persone sul lastrico sono pur sempre un dramma.

Stiamo parlando di una Italia di serie “A”.

Ma esiste anche una Italia di serie “B”, forse “C”, o probabilmente ancor più bassa. Di chi parlo? Parlo dei lavoratori della SCUOLA (scuola, non AFAM). Negli ultimi 10 anni abbiamo assistito ad un vero massacro di posti, suddivisi tra cattedre e posti di ATA.

  • Berlinguer: meno 65 mila posti
  • Moratti: meno 40 mila
  • Fioroni: non saprei
  • Gelmini: per ora ha paventato meno 85 mila (con la benedizione di Berlinguer, che avrebbe asserito “non sono i numeri a fare la qualità della scuola”).

Se sommiamo il tutto abbiamo alla fine del giro 190 mila posti in meno…. Volatilizzati nel nulla!!! Ma, ma, ma… qualcuno di voi ha sentito giornali, TG, radiogiornali interessati a questo dramma?

Io non ho sentito nulla! Eppure le cifre 190 mila contro 20 mila dovrebbero far urlare allo scandalo, e invece tutto è silente!!! E i professori non hanno tutti i privilegi dei Piloti e neppure gli stipendi!!!

Povera SCUOLA, che muore nel silenzio e nell’indifferenza totale!!!

Prof. Antonio Calosci
(Professore ordinario di Violino presso il Conservatorio “Rossini” di Pesaro)

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Set 192008
 

Presento qui volentieri l’attività dell’Accademia Musicale“G. Marziali” di Seveso (MI), che anche quest’anno tiene i suoi corsi di perfezionamento e Master classes.

L’ Accademia Musicale “G. Marziali” opera ormai da più di 20 anni nel campo della formazione musicale, a diversi livelli (propedeutico, amatoriale, professionale, master class, alto perfezionamento, formazione e aggiornamento docentiIo cresco con la musica®“).

Nel febbraio 2004 è stata inserita nell’elenco definitivo degli Enti accreditati dal MIUR per la formazione del personale della scuola (D.M. 177/2000) . All’importante e indispensabile attività didattica di base, l’Accademia affianca Corsi di perfezionamento, Seminari, Masterclass e Stages di notevole interesse, tenuti da docenti di livello internazionale. Vi partecipano giovani musicisti diplomati, provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero (Giappone, Corea, Russia, Svizzera, Francia, Germania, Finlandia, Olanda… ).
I Corsi di Perfezionamento sono iniziati nel 1986 con il Patrocinio del Conservatorio “G. Verdi” di Milano e con un Comitato d’onore formato da: Marcello Abbado, Severino Gazzelloni, Tullio De Piscopo, Bruno Canino. Responsabile delle Master class è il M° Luigi Zanardi.

ACCADEMIA MUSICALE “G. MARZIALI” C ERFEZIONA IP ME D 2009 SI NT R O Davide Formisano Flauto (4 lezioni) O Docenti ospiti: Jean Claude Gérard Flauto ( 2 lezioni) Marco Zoni Flauto (2 lezioni) Vittorio Terranova Eriko Sumiyoshi – Assistente Canto lirico (30 lezioni) Maurizio Simeoli “…NON SOLO OTTAVINO! ” (8 lezioni) Stelia Doz – Guido Salvetti “I Lieder di Hugo Wolf e Richard Strauss”. per cantanti e pianisti (4 giorni di lezione ) Esami d’ammissione : ottobre / novembre Direzione Artistica: M° Luigi Zanardi Per informazioni sui corsi e i regolamenti: Accademia Musicale “G. Marziali” – Via Zeuner, 5 – 20030 Seveso (Mi) – tel 0362.505119 – fax 0362.523373 Web: www.accademiamarziali.it – E-mail: perfezionamento@accademiamarziali.it

Per informazioni:
Accademia Musicale “G.Marziali” – tel 0362.505119-fax 0362.523373

E-mail: perfezionamento@accademiamarziali.it
Sito internet: http://www.accademiamarziali.it

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Set 182008
 

Il Trio MatisseEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione andata in onda su Radio Classica martedì 16 settembre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Annuncio anche fin da ora con grande piacere che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

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Il podcast presenta la musica così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricarla dal nostro catalogo, utilizzando gli Hyperlink man mano qui sotto presentati (in azzurro).

Stavolta abbiamo parlato di grande cinema, e precisamente di “Barry Lindon”, di Stanley Kubrick. Analizzando quello splendido film, la cui colonna sonora era composta da brani di famosi compositori classici, abbiamo presentato, per cominciare, il famoso “Andante con moto” dal Trio in mi bemolle maggiore  op. 100, D929 , di Franz Schubert, nell’esecuzione registrata negli studi di ClassicaViva dal “Trio Matisse”. Questo tema schubertiano viene utilizzato nel film come sottofondo a diverse celebri scene, nella rielaborazione di Leonard Rosenman, che per questo lavoro ebbe l’Oscar per la miglior colonna sonora nel 1976. E’ il tema del destino per eccellenza, che accompagna, dolente e solenne, con implacabile senso di fatalità, le vicende del protagonista Redmond Barry (presentiamo qui anche il filmato con la famosa scena della seduzione di Lady Lindon, interpretata da Marisa Berenson, da parte di Barry, uno strepitoso Ryan O’Neil…). Cinque minuti di grande cinema, affidato alla musica e alle immagini, senza parole…

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Ricordando questo grande film, un meraviglioso affresco sul settecento, ripreso con lenti speciali Zeiss, ottenute dalla Nasa, per utilizzare soltanto la luce naturale, persino nelle scene notturne,  illuminate esclusivamente da candele e lumi d’epoca, abbiamo colto l’occasione per presentare quasi l’intero Trio schubertiano, con l’eccezione del primo movimento e, poi, anche, di parlare del famoso tema della “Follia di Spagna”, altro grande tema del film. Il destino del protagonista è infatti accompagnato, nel film, da questo famoso tema, declinato nella “Sarabanda” di Haendel.
Stefano LigorattiAbbiamo così presentato il tema della Follia, nella scintillante composizione del giovane Stefano Ligoratti, che ha eseguito al clavicembalo le sue  “12 Variazioni sul tema de la “Follia”. (La partitura originale è scaricabile dal nostro sito, qui).
Per concludere la trasmissione, abbiamo anche mandato in onda un’altra composizione ispirata alla “Follia”, nella prima incisione pianistica assoluta, sempre per le nostre edizioni, e sempre nell’interpretazione di Stefano Ligoratti, questa volta nella veste di pianista. Si tratta delle “12 Variationen auf die Folie d‘Espagne in d”, di C. Ph. E. Bach, il figlio del grande Johann Sebastian. Due brani davvero piacevoli e ricchi di inventiva e fantasia.
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Set 162008
 

La prima rappresentazione della Sfera UmanaAnnunciamo con piacere che ClassicaViva ha iniziato la produzione di un nuovo importante spettacolo (contattateci se siete interessati a mandarlo in scena nella vostra regione!). Si tratta di “La sfera umana”, da Francis Poulenc, dalla tragedia lirica “La voix humaine”, su testo di Jean Cocteau e dalle melodie Banalités, su poemi di Guillaime Apollinaire.

Regia: Sandro Mabellini
Mezzosoprano: Eva Mabellini
Pianoforte: Maria Perrotta
Interprete: Ines Angelino

Lo spettacolo nasce da un’idea del regista fiorentino Sandro Mabellini.

Vi si mescolano in perfetta armonia la partitura di Francis Poulenc, i versi di Guillame Apollinaire, le voci della tragedia “La voix humaine” basata sul testo di Jean Cocteau. Tre grandi padri della cultura del Novecento eletti a punti di riferimento dai quali partire per scandagliare l’anima della protagonista, interpretata dall’attrice Ines Angelino.

In particolare la partitura di Poulenc non si sforza di colmare i silenzi quando le parole rimangono sottintese, ma fa da contrappunto agli stati d’animo della donna. La sfida rappresentata dalla Voix humaine è infatti quella di una perfetta integrazione di scena, parola e musica.
In scena, tre donne, che rappresentano tre immagini della stessa protagonista, da tre diversi punti di vista: l’attrice, la cantante, la pianista.

l'attrice: Ines Angelino la cantante: Eva Mabellini la pianista: Maria Perrotta

Come in un gioco di specchi, sottolineato dalla raffinata regia e da un sapiente gioco di riprese video a pieno schermo, le tre donne in scena danno vita ad una originale versione di questo famoso dramma d’amore, che ha visto come protagoniste le più grandi attrici del novecento, come Simone Signoret, Anna Magnani e Ingrid Bergman.
Un contrappunto di voci e di suoni, per un’unica, semplice quanto terribile, storia: il monologo della protagonista, che, abbandonata dall’amante, attende ansiosa e disperata le sue telefonate, e, sola in scena, dispiega man mano il suo dramma, armata solo del ricevitore di un telefono e delle proprie parole. La voce di lei cerca disperatamente di invertire il corso di una storia d’amore ormai finita. Dall’altro capo del filo si immagina l’amante, che ha deciso l’abbandono. Egli, con il suo carattere, il suo modo di essere, la sua vigliaccheria, il suo passato felice con lei da far dimenticare, esiste soltanto attraverso le parole e le espressioni di lei.

Di fronte al compito di indagare il senso drammatico delle parole e dei gesti in relazione al mondo interiore di un personaggio, Poulenc ha sempre cercato di sviluppare una musica che sapesse mettere in discussione le loro corrispondenze più immediate. In altre parole, ha saputo creare una singolare ‘retorica del legame’ tra la partitura e il testo: la scelta del mezzo espressivo che ne deriva comporta la sospensione delle vicende anche più patetiche in una dimensione paradossale, che conferisce ironia al dramma e dramma all’ironia.
Nella Voix humaine si avverte il vuoto che avvolge l’incompiutezza di una comunicazione che per i due protagonisti è priva di gestualità, mentre per il pubblico fa sì che la presenza dell’uomo venga percepita solo attraverso le reazioni fisiche e psichiche della donna. La partitura d’altra parte non si sforza di colmare l’assenza delle parole che restano sottintese, ma si limita a contrappuntare gli stati d’animo della donna; e ai silenzi, che dettano la scansione della vicenda, spetta il compito di evocare quella presenza muta e invisibile.

Il racconto e la messa in scena

Una donna entra in una stanza. Si trova lì perché ha deciso di concedersi un viaggio. Il suo uomo l’ha appena lasciata. Forse ha provato ad ucciderla. La donna si mette a dormire e comincia a sognare. Di parlare al telefono con il suo uomo. La donna racconta all’uomo, che è lontano da lei da alcuni giorni, la sua giornata trascorsa con un’amica, ma l’atmosfera si fa presto tesa a causa delle risposte che arrivano dall’altra parte. A contribuire alle incomprensioni sono i disturbi che la donna dice di sentire sulla linea, e che danno il senso di una distanza più affettiva che fisica. Dopo un’interruzione i due riprendono a discutere; adesso la conversazione verte sulle loro menzogne. La donna confessa di non essere andata da un’amica la sera prima, e di non aver fatto altro che attendere la telefonata dell’uomo.
Confessa anche di aver ingerito una dose massiccia di sonniferi; di aver chiesto soccorso telefonando all’amica, sopraggiunta in suo aiuto con un medico alle quattro del mattino (“Hier soir, j’ai voulu prendre un comprimé”). Mentre racconta scoppia a piangere, e confessa il suo tormento per l’assenza dell’uomo. La conversazione assume sempre più un tono tra il rassegnato e il distaccato: la donna, dopo aver cercato di coinvolgere emotivamente l’interlocutore, capisce che è impossibile ristabilire un vero dialogo. Il legame si è spezzato, e con esso la telefonata, che si chiude con un sfumato «je t’aime» della donna, la cui risposta è affidata al pianoforte con un accordo perentorio e definitivo. La donna si sveglia. Si stira, ha un cerchio alla testa per l’incubo vissuto. Si pettina, si trucca, si riveste. Esce dalla stanza, se ne va.

Sandro Mabellini è nato nel ‘71 a Brescia, vive a Firenze. Ha frequentato la Scuola di Teatro di Bologna, diretta da Alessandra Galante Garrone e il Corso di Perfezionamento Teatrale del Teatro di Roma, diretto da Luca Ronconi. Al teatro ha recitato in: “Il Marescalco”, “Don Pilone” e “L’amoroso contagio”, di Angelo Savelli; “Antigone della Terra”, di Marco Baliani; “Opera in Prospettiva”, di Gianfranco Pedullà; “Il risveglio”, di Giorgio Barberio Corsetti; “Se questo è un uomo” e “Operette Morali”, di Piero Maccarinelli; “L’amico ritrovato”, di Ugo Chiti; “Amleto”, di Antonio Calenda con Kim Rossi Stuart; “Olio” e “Aiòn”, di Remondi e Caporossi; “Enrico V”, di Pippo Delbono; “La forza dell’abitudine” di Tito Piscitelli; Al cinema in: “Appassionate”, di Tonino de Bernardi; “Il dolce rumore della vita”, di Giuseppe Bertolucci.

Esigenze tecniche:

– Spazio nudo praticabile
– 1 Pianoforte a mezza coda
– Normale impianto audio e luci
– 1 Tecnico audio e luci a disposizione per montaggio
– 1 Microfono per l’attrice

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Set 092008
 

Il Logo del sito del COnservatorio di Milano, http://www.consmi.itUn invito all’Opera! Di altissimo livello, e… gratis!

Il Conservatorio di Milano  mette in scena per sabato 13 settembre 2008 l’intera opera “La Bohème”, con orchestra completa, costumi, scene, e… tutto il grande talento dei docenti e degli artisti formati in quel Conservatorio! Un’occasione eccezionale per godersi la meravigliosa Sala Verdi e l’opera pucciniana forse più amata da sempre. Ma affrettatevi: l’ingresso sarà libero fino all’esaurimento dei posti…  la Sala Verdi è molto capiente, ma sarà bene arrivare per tempo, vista l’eccezionalità e la grande qualità artistica di questo straordinario evento. Io ci sarò, chi abita nel nord non può farsi sfuggire questa occasione! Ecco il programma di sala: 

Il logo del Conservatorio di Milano

Celebrazioni Pucciniane 2008

Sabato 13 settembre 2008, ore 20.30

Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano,  SALA VERDI

Via Conservatorio,12

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

 

GIACOMO PUCCINI

L A   B O H È M E

Opera in quattro quadri

 Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica

 Nuovo allestimento a cura del

LABORATORIO OPERA-STUDIO DEL CONSERVATORIO  “G. VERDI” DI MILANO

Docenti: Daniele Agiman, Demetrio Colaci, Laura Cosso, Umberto Finazzi

 Personaggi ed interpreti

Mimì    soprano                                              Irina Kapanadze

Musetta   soprano                                          Ira Iosebidze

Rodolfo, poeta   tenore                                  Giuseppe Bellanca

Marcello, pittore   baritono                            Jun Hyuck Jin

Schaunard, musicista  baritono                       Juan José Micheletti

Colline, filosofo  basso                                    Jin Hwan Hyun

Benoît, padrone di casa   basso                      Clément Dionet

Alcindoro, consigliere di stato  basso              Marco Andreetti

Attore                                                            Marco Andreetti

 

Altri partecipanti al Laboratorio e alla produzione

Pedro Carrillo, Alicia Delzers, Matteo Falcier, Eun Young Hong, Asuka Murakami,
Yuko Sakaguchi, Andrea Tabili

Direttore d’orchestra           Pasquale Corrado / Marco Bellasi

Regia                                     Laura Cosso

Supervisione musicale          Daniele Agiman, Demetrio Colaci, Umberto Finazzi

Maestro collaboratore         Pierre-Luc Landais

Scene                                     Massimo Voghera

Costumi                                 Enrica Campi

Luci                                        Ferdinando Morra

Realizzazione scenica           Hong Sang-Hee

 

ORCHESTRA UECO

Per informazioni: Ufficio Produzione del Conservatorio “G. Verdi”

Via Conservatorio 12 – 20122 Milano, tel. +39/02/762110214 – fax +39/02/76014814 e-mail: produzione@consmilano.it –  www.consmilano.itContinua a leggere…

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