Ago 052008
 

Continuiamo con la pubblicazione degli interventi di questi ultimi giorni, riguardo alle dichiarazioni del Ministro Gelmini sull’eccessivo numero dei Conservatori di musica nel nostro paese.

il quadro di Caravaggio simbolo dell'UNAMSRiportiamo quindi qui il comunicato stampa ufficiale apparso sul sito dell’UNAMS (Unione Nazionale Arte Musica Spettacolo), al link http://unams.it/Istituti_alta_cultura/default_i.htm, (a firma della responsabile, Dora Liguori):

Dalla “sinfonia” al “sifone” (in merito alle recenti dichiarazione del Ministro Gelmini)

Comunicato stampa Rif. 050 -01-08-08

“Dopo aver letto le stupefacenti dichiarazioni del Ministro Gelmini che, a proposito dei conservatori di musica, dice che intenderebbe procedere ad una drastica razionalizzazione dei medesimi ossia: salvarne solo alcuni e passare tutti gli altri alle Regioni, forte in me è nato il desiderio di conoscere la “mente” che ha consigliato al Ministro Gelmini simili dichiarazioni poiché neppure se lo giurasse di persona potrei credere che un Ministro, per giunta avvocato, possa in due parole, assommare qualcosa che, oltre ad essere impopolare (e per un politico non è cosa da poco) fosse anche incostituzionale. Infatti, l’ignoto suggeritore palesemente deve ignorare che simile regionalizzazione sarebbe impossibile ai sensi della sempre “benedetta” legge 508, che a sua volta attua l’art.33 della Costituzione. A tale proposito ricordiamo che propedeutiche alla legge furono due pronunce ufficiali: pronuncia della Corte Costituzionale (30.5.91) e del Consiglio di Stato in adunanza generale (25.6.92). Pertanto, a meno che non si voglia cambiare la Costituzione non è possibile procedere a quanto detto dal Ministro.

Premesso questo, sentendo le parole del Ministro, come in un incubo sono tornata al lontano ’78 allorché l’allora senatore Mascagni (Partito Comunista Italiano) propose qualcosa di simile, anche se forse meno grave: la licealizzazione di tutti i Conservatori di musica. In un secondo momento, il senatore, per sedare la violenta reazione dei Conservatori propose di salvarne (non sappiamo con quale criterio) quattro o cinque. E fu proprio in quel periodo che i docenti dei Conservatori italiani, constatata la convergenza dei sindacati confederali su simile progetto, onde contrastarlo, diedero vita al sindacato Unione Artisti UNAMS che, libero da qualsiasi condizionamento politico, portò avanti la sua battaglia salvando i Conservatori e le Accademie dalla secondarizzazione e obbligando il Parlamento a rispettare, finalmente, l’art. 33 della Costituzione.

Ritenevamo che quei brutti tempi fossero tramontati e invece ci risvegliamo con una strana convergenza di intenti che vede destra, sinistra e centro tutti convinti dell’esigenza di… distruggere i Conservatori di musica italiani. Sempre a proposito delle dichiarazioni del Ministro, come diceva la perpetua, finalmente, i conti tornano o meglio torna, alla luce di questi progetti anche la capacità che abbiamo o che alcuni hanno di farsi del male da soli. Infatti anche la proposta delle tre fasce (con la retrocessione degli attuali docenti alla seconda fascia) e l’illuminato proposito di riempire di nuovo di bambini i conservatori di musica altro non sono che portare, su un piatto d’argento, al Ministro, la “testa” di queste Istituzioni. Inoltre se il Ministro ritiene che i Conservatori siano troppi vorremmo rammentarle che, a fronte delle “centomila” facoltà italiane sparse anche nei più remoti paesini, i 50 Conservatori sono davvero … quisquiglie e in ogni caso rappresentano ancora il modello di alta formazione musicale che tutto il mondo ci invidia e per questo sono anche le Istiruzioni di Alta Cultura più frequentate e richiestw dagli studenti di ogni Paese. In Italia, grazie a Dio, ancora si viene non per medicina, lettere o quant’altro ma al 90% per formarsi all'”Arte”.

D. L.

P.S. A proposito di scuole, sono attualmente di competenza regionale quelle che principalmente avviano ai lavori… manuali ed ai mestieri pratici tra i quali anche la redditizia “professione” di idraulico. Visti i nostri stipendi quasi quasi sarebbe da farci un pensierino!”

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