Ago 042008
 

La mappa dei Conservatori italianiCari amici, pubblichiamo qui un importante intervento del Maestro Bruno Bertone, membro del CNAM, in merito alla vicenda delle dichiarazioni del Ministro Gelmini dei giorni scorsi:

“Salve.

Qualcuno dovrebbe discutere col Ministro sul fatto che i numeri vanno pesati e valutati in rapporto al loro significato. Diciamo che in Italia l’Istruzione Superiore deve avere una offerta ed una copertura territoriale tale da offrire a tutti i cittadini la possibilità di accedere agli alti gradi della formazione in modo tale da evitare sacche di difficoltà o impossibilità e sacche di eccesso di offerta.

Stabilito ciò, possiamo affermare che i Conservatori sono dimensionati in modo da offrire una istruzione ad alto livello che risponda alle esigenze della popolazione e sono dislocati sul territorio nazionale in numero e modo da offrire questa istruzione superiore senza creare difficoltà di accesso o sacche di mancanza di possibilità di studio.

Se i conservatori sono una sessantina, significa che con le loro spesso piccole dimensioni occupano posti strategici sul territorio per fornire una possibilità di studio minimamente credibile.

Se poi si volesse fare un paragone con analoghe offerte di alta formazione, potremmo notare che, ad esempio, Torino vanta ben DUE Università, le cui dimensioni sono decisamente superiori al Conservatorio di Torino; inutile dire che la popolazione studentesca universitaria è superiore a quella del Conservatorio; ciò che si deve considerare è che l´offerta è
dimensionata alla domanda e la necessità di fornire una sede ove fornire le possibilità di studio è indiscutibile. La eventuale eliminazione del Conservatorio di Torino, di per sé già una bestemmia, di fatto impedirebbe agli studenti di frequentare tale formazione superiore.

Quindi non si deve parlare di eccesso di offerta o di sedi; le sedi sono dislocate in modo da fornire le condizioni necessarie e il dimensionamento risponde alle esigenze e richieste per una formazione artistica musicale, cosa ancora oggi invidiata ed apprezzata, specialmente all´estero.

Anche la specializzazione è tale da richiedere questi piccoli) numeri e dimensioni; non abbiamo possibilità con un conservatorio unico e neppure sarebbe possibile una iperspecializzazione, quale quella operata, ad esempio, con la scelta di istituire l´Università di Scienze Gastronomiche, (Piazza Vittorio Emanuele 9, 12042 Pollenzo-Bra (CN).

Seguendo la logica distruttiva della decimazione dei conservatori, con quale logica si accetta l´esistenza dell’Università degli Studi del Piemonte orientale “Amedeo Avogadro” di Vercelli con sedi ad Alessandria, ad Acqui eccetera? Ne abbiamo già due di Università a Torino con chissà quante sedi, per tacer della citata Università Gastronomica.

Ovvio che si risponderà che le tante sedi universitarie coprono il territorio con la opportuna offerta formativa. Ma perché tale logica non dovrebbe essere utilizzata per i Conservatori?

Se poi si va a valutare di cosa si parla, ricordo che calcolando le sedi universitarie, un paio di anni orsono, la cifra superava
abbondantemente le mille sedi. Quindi una distribuzione territoriale (e alcune sovrapposizioni) decisamente fitta.

I “soli” sessanta conservatori, fanno quello che possono per dare una offerta decentemente distribuita sul territorio. Se poi andiamo a vedere i costi ed i riscontri, c´è da restare interdetti: tutti i sessanta (circa) conservatori costano meno della più piccola università italiana (e questo già è un dato significativo) ma hanno una visibilità, una valutazione estera, una frequenza di studenti che all´estero vengono a studiare da noi ed una valutazione dei nostri titoli di studio che non credo paragonabile a nessuna altra realtà universitaria.

Il settore AFAM è un fiore all´occhiello della Nazione eppure abbiamo Ministri che ritengono di fare cose sagge distruggendo questa realtà. Incredibile!

Certo non possiamo accusare solo la destra; certe belle pensate non hanno direzioni, anche l´ex sottosegretario esibì simili pensate, la lista dei “pensatori” si distende negli anni barcamenandosi tra centro, destra e sinistra senza particolari meriti.

Nel frattempo, con pochi o nessun finanziamento, con sedi microscopiche, senza dotazioni o attrezzature, continuiamo a fare la nostra figura nel mondo.

Vedremo se sarà questo il ministro che ucciderà una apprezzabile ed apprezzata realtà che il mondo ancora ci apprezza.”

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Print Friendly, PDF & Email
Loading Comments…

Please Registrati or to leave Comments

Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!