Ago 022008
 

Il logo di YouTubeCari amici, siamo pieni di giovani pianiste che ci scrivono. Che bello. Penso a loro, allora. E dedico loro un video eccezionale, anche per la durata, insolita per Youtube. E’ di un pianista sudafricano, Anton Nel (guardatevi il suo sito, qui linkato), definito dal New York Times “un pianista di eleganza fuori dal comune”.

E consentitemi subito anche un pensiero riconoscente verso YouTube, che, come probabilmente saprete già, in questo momento vive un momento difficile: Mediaset gli ha fatto causa (anzi, ha fatto causa all’americana Google, proprietaria di YouTube), chiedendo 500 milioni di Euro di risarcimento danni. E non è il primo network televisivo che, evidentemente preoccupato del planetario successo di Youtube, scende in campo nei Tribunali e chiede espressamente un risarcimento danni, in questo caso per le “315.672 giornate di visione perse”. A parte il fatto che risulta per lo meno misterioso come sia stato effettuato questo curioso calcolo, capiamo bene la preoccupazione delle TV generaliste.

Moltissime persone, ormai, invece di accendere la tv, accendono YouTube, e si fanno da sole la propria programmazione. Non c’è dubbio che questa causa farà epoca, comunque si concluda la vicenda in ambito giudiziario. Certo, possiamo discutere sulla violazione di diritto d’autore, ma come si possono rivendicare gli spettatori perduti per spezzoni di programmi già andati in onda? Mah. Staremo a vedere. Certo è che la rete sta cambiando, e a velocità vertiginosa. La rete ha cambiato il mondo, e il mondo ora vuol cambiare la rete…

Ma godiamoci ‘sto video, finché ci è ancora concesso di godere gratuitamente di cose così… Chicca numero uno, qui esegue l’intera Wanderer Fantasie di Schubert (che dura ben più dei canonici 10 minuti concessi da YouTube).  Chicca numero due, suona a casa sua, a piedi nudi, appena sveglio, in attesa del suo primo caffè (beh, non so se sia proprio così, ma sembra proprio che sia così… Chicca numero tre, che esecuzione, ragazzi (se appena sveglio suona così, cosa farà in concerto, alla sera?)! Chicca numero quattro… guardate la sua casetta!Al di là della botta di feroce invidia che avrà istantaneamente colpito molti pianisti italiani, vedendo che bella casetta si può permettere il collega americano facendo il concertista… vediamo il lato positivo della cosa. Qualcuno, allora, ci riesce, a fare il pianista e a vivere del suo lavoro, no? E allora, non disperiamo… Dopotutto, i sogni sono gratis. E dicono che, visualizzando i propri desideri, si realizzino pure… Beh dopotutto sognare è gratis, no?

Il giovane Franz SchubertDue parole sulla Wanderer, la Fantasia del Viandante, la musica stupenda e difficilissima, scritta nell’anno di grazia 1822, quando Schubert credette di rinascere… e di guarire dalla sua malattia: che tema romantico, è l’inquietudine per eccellenza. Il venticinquenne Schubert si è lanciato qui in una composizione quasi sinfonica, più che un pianoforte sembra di ascoltare un’orchestra, ci credo che quest’opera è poco eseguita…

Vi copio qui sotto la poesia di Schmidt von Lübeck che ispirò il diciannovenne Schubert alla composizione del celeberrimo Lied che ispirò la successiva Fantasia, composta sei anni più tardi…. Purtroppo non so il tedesco, ma la traduzione ci viene in soccorso:

Ich komme vom Gebirge her,
Es dampft das Tal, es braust das Meer.
Ich wandle still, bin wenig froh,
Und immer fragt der Seufzer: wo?
Immer wo?

Die Sonne dünkt mich hier so kalt,
Die Blüte welk das Leben alt,
Und was sie reden, leerer Schall,
Ich bin ein Fremdling überall.

Wo bist du, mein geliebtes Land?
Gesucht, geahnt und nie gekannt!
Das Land, das Land, so hoffnungsgrün,
Das Land wo meine Rosen blühn,

Wo meine Freunde wandeln gehn,
Wo meine Toten auferstehn,
Das Land, das meine Sprache spricht,
O Land, wo bist Du?

Ich wandle still, bin wenig froh,
Und immer fragt der Seufzer: wo?
Immer wo?

Im Geisterhauch tönt’s mir zurück:
«Dort, wo du nicht bist, dort ist das Glück!»

************

Scendo dalla montagna,
la valle è nebbiosa, il mare ribolle,
cammino in silenzio, scontento,
e sempre sospirando chiedo: dove?
Sempre: dove?

qui il sole mi sembra tanto freddo,
il fiore appassito, la vita ormai passata,
e ciò ch’essi dicono mi sembra vuoto rumore,
io sono straniero ovunque

Dove sei, amata terra mia?
Cercata, presagita, e mai conosciuta!
La terra, la terra verde di speranze,
la terra dove fioriscono le mie rose,

Dove i miei amici vanno girovagando,
dove i miei morti risorgono,
la terra che parla la mia lingua,
terra mia, dove sei tu?

Cammino in silenzio, scontento,
e sempre sospirando chiedo: dove?
Sempre: dove?

Un Sussurro di spiriti mi risponde:
«Là dove tu non sei, là è la felicità» Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 < ![endif]--> < ![endif]-->

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