Mar 212008
 

Una trasmissione di Radio 3 RAICome annunciato ieri, pubblico il primo podcast, molto interessante, del forum di discussione a proposito dell’educazione musicale e della situazione dei Conservatori in Italia, andato in onda ieri sera, 20 marzo 2008, alle ore 22,15 su Radio 3 RAI. Una trasmissione davvero importante, di cui riporteremo ogni passaggio, come elemento di partenza per una costruttiva informazione e discussione su questi temi, importantissimi per il futuro della musica.

Colgo l’occasione per ringraziare Radio3 per aver organizzato questo forum: meno male che in Rai c’è ancora spazio e sensibilità per la grande musica e la cultura… Mi auguro che, visto il grande successo di partecipazione da parte del pubblico, che ha inondato la redazione di messaggi, questo tema venga presto ripreso e sviluppato.

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In questa prima parte il Dott. Bruno Civello, Direttore Generale dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica del Ministero dell’Università e della Ricerca (insomma, il funzionario che garantisce la continuità dell’istituzione, mentre i governi passano e continuano a cambiare), parla della riforma della famosa legge 508 del 1999, interloquendo con Bruno Carioti, Direttore del Conservatorio “Casella” de l’Aquila, e Presidente della Conferenza dei Direttori di Conservatorio. Molto interessanti le critiche e le opinioni espresse da Luca Montebugnoli, neo diplomato del Conservatorio di Santa Cecilia, e di Giuseppe Mazziotti, Diplomato in clarinetto e laureato in giurisprudenza. Grande assente, cosa che mi è particolarmente dispiaciuta – il sottosegretario Nando Dalla Chiesa (spero solo che l’avessero invitato e non sia potuto intervenire per qualche motivo…).Montebugnoli e Mazziotti hanno evidenziato i fortissimi disagi sofferti in questi anni, per la confusione e l’incertezza sulla validità dei titoli duramente acquisiti. Ci sono infatti state voci profonde e ricorrenti tra gli studenti sul fatto che i nuovi titoli non fossero validi. Questo dimostra quanto la situazione fosse caotica e confusa. In mancanza dell’apparato normativo e di regolamentazione, gli studenti hanno vissuto un disagio clamoroso.

Nel podcast qui riportato (i primi 20 minuti di una trasmissione durata circa un’ora e mezza), Civello ha parlato della riforma, facendone la storia, ed approfondendo il problema della formazione musicale di base, ossia del raccordo con la formazione degli studenti in giovane età, completamente assente nella riforma. Bruno Carioti ha parlato dell’importantissima questione delle risorse finanziarie per l’attuazione della riforma, non previste dalla legge: ha ricordato il sacrificio e lo sforzo fatti dai docenti e dal personale amministrativo in tutti questi anni per dare senso e corpo a questa riforma, prevista a costo zero, una vera assurdità per un mutamento di questa portata, che coinvolge tutti i sistemi scolastici italiani, avviato dopo 80 anni di assoluto immobilismo (il regolamento precedente è del 1918, mentre una legge del 1930 ha stabilito i programmi).

A Giuseppe Mazziotti il fatto che il decreto attuativo ci abbia messo nove anni ad arrivare ha lasciato “il sangue gelido”… Molti musicisti nel frattempo hanno abbandonato la musica e si sono dedicati ad altre carriere. “Noi siamo indicati all’estero come il paese della musica” – ha detto – “ma non diamo ai musicisti diplomati alcun sostegno istituzionale, con un titolo spendibile in maniera certa”.

A questo punto è stata proposta una breve parentesi musicale, il celebre “Doctor Gradus ad Parnassum” di Debussy, (che ironizza sui terribili studi di Clementi, incubo di tutti i pianisti), nella splendida esecuzione di Arturo Benedetti Michelangeli.

Continuerò al più presto questa serie di articoli, proponendovi nuovi podcast con il seguito della trasmissione. Scriveteci!

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