Mar 082008
 

Il Maestro Tiziano PoliDelle problematiche squisitamente tecniche legate allo studio del pianoforte si parla abbastanza poco. Anche e persino nei Conservatori, che formano, da generazioni, i pianisti. Ci sono poi aspetti trascurati, come quello della “Meccanica Fisiologica della Tecnica Pianistica”. Sapevate che l’unico corso del genere in Italia è attivato presso il Conservatorio di Novara? Lo tiene il Maestro Tiziano Poli (al quale si deve tra l’altro il non piccolo merito di avere assistito nella preparazione al Diploma di Conservatorio, recentemente conseguito, un allievo settantenne e molto famoso: Fedele Confalonieri (si veda il nostro articolo “Fedele Confalinieri pianista“).

Nel suo sito http://www.tecnicapianistica.com il Maestro Poli illustra i frutti di una lunghissima ed appassionata ricerca che lo ha portato a sistematizzare in modo scientifico i fondamenti della tecnica pianistica. In pratica, si tratta di aver messo la Fisica e l’Anatomia al servizio della Tecnica Pianistica. Un nuovo modo di superare le difficoltà tecniche basato sulla naturale funzionalità della mano, del polso e del braccio. Ritengo si tratti di un metodo utilissimo per gli studenti di pianoforte in generale e soprattutto per i giovani concertisti. Si veda, ad esempio, la sua pagina in cui illustra la tecnica pianistica dei grandi pianisti (Horowitz, per cominciare).
Ho voluto incontrare di persona questo docente, e sono rimasta strabiliata dal suo approccio didattico e anche… dal sentirlo suonare! Ecco un maestro che, ciò che insegna, sa fare… Vi linko qui la sua pagina su YouTube, con alcuni video appena pubblicati, che presentano alcuni celebri studi pianistici di alta difficoltà.
Ma eccone intanto uno qui, tanto per avere un esempio della sua tecnica: ho scelto uno studio di Chopin, il n. 2 dall’ Op. 10:

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Per concludere, leggiamo il commento del pianista Antonio Ballista su questo metodo:

Tutti sanno che la musica è anche un gesto. Che un’esecuzione appropriata di uno strumentista debba procedere da gesti appropriati è anche facilmente comprensibile. Ma le scoperte di Tiziano Poli vanno ben oltre tutto ciò. Egli infatti è anche in grado di analizzare ed indicare il modo in cui Horowitz, Rubinstein, Gieseking, Richter ed altri grandi pianisti ottenevano le loro particolarissime sonorità. Ciò costituisce per tutti coloro che hanno la fortuna di attingere al suo insegnamento un enorme arricchimento delle possibilità timbriche. Grazie a Tiziano Poli ho cambiato molte cose nel mio modo di suonare.” Antonio Ballista

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