Feb 142008
 

Cuore tricoloreE’ S. Valentino, e vengo coinvolta anche io dal generale clima romantico. Ne approfitto per scrivere una lettera d’amore un po’ insolita. Dunque, ecco qui: lettera d’amore al mio paese.

Lettera d’amore al mio paese Cara Italia,

quest’anno compio gli stessi anni della tua Costituzione, quindi, perdona l’audacia, confidando in tutto quello che abbiamo in comune, rompo un silenzio durato troppi anni e ti scrivo. Credo tu meriti almeno un biglietto di S. Valentino da una tua cittadina.

Sai, per lavoro giro molto su Internet, e leggo tante brutte cose su di te. La peggiore è questa: “non vedo l’ora di trasferirmi fuori da questo paese”. La Spagna sembra sia la meta preferita, ma vanno forte anche altri paesi, la mai tramontata “America”, e anche nostri vicini europei.

Ma tutti, sembra, non ambiscono altro che andarsene dal tuo territorio, emigrare, rifarsi una vita altrove… Leggo lettere sui giornali, scritte da nostri connazionali all’estero, che dicono meraviglie del loro nuovo paese di adozione; ai giovani (soprattutto musicisti) tutti consigliano con piglio sicuro di andar via, di studiare e farsi strada altrove, dove sicuramente saranno apprezzati, troveranno un lavoro all’altezza dei loro studi… e mi viene tanta tristezza.

Quando ero bambina (e la guerra era finita da poco) vivevo in una caserma, il mio papà era ufficiale dell’esercito, e ti puoi immaginare il clima che si respirava… la patria era un mito doveroso. Mi dava fastidio, guarda. Quando con gli altri ragazzini giocavamo alle nazioni, io volevo fare sempre la Francia, che amavo come un mito, e per reazione ti trovavo antipatica.Continua a leggere…

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