Feb 062008
 

S. Sebastiano - di Antonello da MessinaCari amici,

facciamo il punto della situazione. Allora, il governo è caduto, le Camere sono state sciolte, siamo già in piena campagna elettorale, in Campania sono assediati dai rifiuti, le borse stanno crollando (ieri sono stati bruciati, ossia persi, MILIARDI di Euro), il mercato è fermo, negli Stati Uniti c’è ufficialmente forte recessione, l’Euro perde terreno sul dollaro (va beh, forse questo aiuterà le nostre esportazioni, ma insomma…) , ci sono uragani dappertutto, gente che muore, il clima è impazzito, il pianeta è molto malato….

E noi ci occupiamo delle circolari ministeriali, bisogna pur fare anche questo. E’ giusto, la vita continua. Però, per piacere, non perdiamo il senso della misura, grazie. E cerchiamo di non perdere d’occhio il quadro generale della situazione: in questo momento in particolare sarebbe un errore gravissimo.

Dunque, avrete forse notato due commenti al mio post di ieri che riprendeva una notizia fornita da Nando Dalla Chiesa. Altri commenti ne ho trovati in giro sui forum…

L’immagine qui accanto è una metafora di quello che secondo me sta accadendo. Dagli, dagli a Dalla Chiesa. Certo, l’autorevole Prof. Calosci è ineccepibile nel suo commento, e capisco sia risentito per il termine “avvocaticchi” usato in passato da Dalla Chiesa (giuro che non avevo capito si riferisse all’UNAMS, ma, visto che lo dice il Prof. Calosci, ci credo). Ma…

Da bravi, cominciamo con il leggere il testo integrale della famosa circolare. Ecco il link diretto al sito del Ministero: http://www.innovazione.gov.it/dipartimento/docs_html/Nota_Circolare_AFAM_31.01.08.htm

Allora, la circolare mette a posto una cosa, la più urgente, direi, quella della spendibilità dei titoli. Non saranno mica tutti matti, ad aver emesso una circolare totalmente inutile, no?
E’ chiaro che il lavoro non è finito, manca sempre la firma di Prodi sul famoso decreto. Dalla Chiesa, nel suo post, lo dice chiarissimamente. Sa bene che non tutto è fatto. Ma lui ha fatto quel che ha potuto (E LO STA ANCORA FACENDO), ALMENO CI HA PROVATO. Leggetelo bene, leggetelo il suo post. Mesi di lavoro e telefonate per partorire un topolino… dicono. Meglio di niente, dico io.

E il Prof. Pascucci ha il dente particolarmente avvelenato con Dalla Chiesa, dice: “Quello che è assurdo è la faccia tosta di questo politicante che vende aria fritta”. E poi si stupisce che i suoi commenti non vengano più ospitati nel suo blog?

Per inciso, avevo già avvertito, altri commenti di questo tenore non saranno più ospitati nemmeno su questo, di blog.

S. Giorgio e il drago, di Raffaello SanzioSapete come vedo io Dalla Chiesa, invece? Così. San Giorgio contro il drago della burocrazia.

Insomma, santo cielo, è un politico, un docente universitario, l’hanno messo a fare il sottosegretario, si è dato un da fare da matti, qualcosa l’ha portata a casa, con enorme fatica. Non è il massimo esperto AFAM come il Prof. Calosci, questo è certo, però ha fatto del suo meglio.
Il suo grande difetto secondo me (scusate il bisticcio…) è il pregio di essere un combattente, un entusiasta, uno che cerca di fare le cose e magari può sbagliare a comunicare notizie subito, tutto contento (insomma, è tutto tranne che un politicante, che nell’arte di vendersi bene è invece espertissimo). Ma, per giove, ci ha lavorato tanto, almeno CI HA PROVATO a combattere il drago della nostra burocrazia…

M° Pascucci, è vero che questo governo non ce l’ha fatta a portare a termine la riforma (non è ancora detto, Prodi resta in carica per l’ordinaria amministrazione, se magari la finiamo di tirargli strali e insulti forse troverà il tempo e l’energia di finire il lavoro e fare anche questo), ma il decreto giaceva lì da OTTO ANNI; perché nessuno – che strano – se la prende mai anche con i governi precedenti?
Forse a qualcuno è sfuggito proprio il quadro di insieme, ossia L’ENORMITA’ DEI PROBLEMI CHE UN GOVERNO DELLA NOSTRA REPUBBLICA DEVE AFFRONTARE E RISOLVERE, (E QUESTO GOVERNO POI, PER DI PIU’, CON UNA MAGGIORANZA FRAGILE COME IL VETRO).

Infine, c’è un’altra cosa che non viene perdonata al nostro Dalla Chiesa: il suo blog. Insomma lui lavora e poi trova il tempo di comunicare a tutti cosa ha fatto, giusto o sbagliato che sia (ce ne sono tanti di politici che lo fanno?).
Sapete cos’è esattamente un blog? Una cosa dove uno scrive nei ritagli di tempo, spesso di notte, un lavoro non pagato, veloce. Si rischia di sbagliare, di non scrivere sempre benissimo, di dimenticare qualcosa. E tutti pronti a spararti addosso. Mi dispiace, io non ci sto.

Possiamo criticare e chiedere di migliorare. Ma tirare le frecce come a San Sebastiano, no. Me ne sono sentite dire tante anche io perché l’ho definito “galantuomo”. Va bene, confermo. Un galantuomo, l’ho scritto, lo ripeto, e lo sottoscrivo. Ce ne fossero, di altri combattenti così. Mai sentito dire che “chi lavora, magari può anche sbagliare?”.

Attenzione, abbiamo ancora bisogno che Dalla Chiesa si batta contro il drago e ci aiuti a portare a casa la firma sul famoso decreto. E’ nella posizione di fare qualcosa, e la sta facendo (mi pare anche che sia l’unico che abbia capito l’importanza della cosa e stia lavorando per portare a casa il risultato). Ha ancora davanti un paio di mesi di tempo, tempo difficile, in mezzo alle macerie del suo governo.

E se gli dessimo una mano e la finissimo di sparare addosso al manovratore che tenta di guidare il treno che sta deragliando? Non mi sembra una cosa furba da fare in questo momento. Proprio no.

La campagna elettorale, per favore, facciamola da un’altra parte, non qui. Grazie

Ines Angelino

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