Feb 052008
 

La vignetta originale dal post nel sito di Dalla ChiesaAncora buone notizie, e ancora da quel galantuomo di Nando Dalla Chiesa, che, con tutte le rogne e i dispiaceri della caduta del governo, ha trovato il tempo di continuare ad occuparsi della spinosa questione dei famosi decreti di equipollenza. Un primo pezzo del puzzle è andato al suo posto. Ci manca un altro pezzo ancora, purtroppo, la firma di Prodi sul famoso decreto, ma insomma, un bel passo avanti è stato fatto. E menomale. Vediamo come:

Riporto qui, copiando in diretta dal suo blog, la notizia come lui l’ha data, (e anche la sua vignetta – carina, no?) ma vi invito anche a leggervi il suo lungo ed esauriente post originale a questo link: http://www.nandodallachiesa.it/public/index.php?option=content&task=view&id=785

“Prima notizia. Finalmente c’è la circolare. Sì, quella che certifica che i diplomi di accademie e conservatori e di tutta l’Alta formazione artistica e musicale sono equivalenti (così vi si dice) a quelli universitari ai fini dei pubblici concorsi. L’ha emanata il Ministero della Funzione pubblica indirizzandola a tutte le branche della pubblica amministrazione, compresa quella locale, nonché alle Camere di Commercio. Titolo esplicito: “Validità dei diplomi accademici rilasciati dalle Istituzioni di alta formazione artistica e musicale ai fini dell’accesso ai pubblici concorsi”.

Il post di Dalla Chiesa merita davvero una lettura attenta ed integrale, infatti, per come racconta tutta la storia: suscita amarezza nel constatare come tutto sia maledettamente complicato, nella nostra mostruosa macchina burocratica, ma anche ammirazione per la tenacia di qualcuno che non vuol mancare alla parola data, ASCOLTA QUELLO CHE GLI DICONO, e cerca di aggiustare il tiro, se si accorge che qualcosa non funziona, senza mollare, mai. Scusate la mia apparente partigianeria, ma un altro GRAZIE glielo dobbiamo. Di cuore.

Poi, se qualcosa ancora non va, va beh, scrivete che ne parliamo. Qualcuno che ascolta, ancora per pochissimo, c’è ancora. Poi, chissà cosa accadrà. Ma questa circolare intanto dovrebbe aver messo al sicuro la spendibilità dei titoli dei Diplomi AFAM nei riguardi della Pubblica Amministrazione. Il che davvero non è poco, rispetto a qualche mese fa.

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