Gen 252008
 

Ludwig van Beethoven. Particolare dal ritratto del 1820 di Joseph Karl StielerGrande successo alla Scala di Milano il 23 gennaio 2008, per il primo di una serie di grandi concerti che vedono Daniel Barenboim tornare in scena, stavolta in veste di pianista, dopo il trionfo di Tristan und Isolde, l’opera di Wagner che ha aperto la stagione e che lo ha visto impegnato in una meravigliosa performance in qualità di Direttore d’Orchestra.

Il Maestro ha in programma una serie di otto concerti, nel corso dei quali proporrà l’integrale delle sonate per pianoforte di Beethoven. La composizione delle 32 sonate avvenne nel corso di una ventina d’anni, dalla n° 1, op. 2, in Fa minore, che è del 1795, fino alla n° 32, op. 111, in Do minore, del 1822.
Il ciclo delle 32 sonate costituisce una fontamentale pietra miliare del repertorio pianistico, forse la più alta dimostrazione del genio e della stupefacente modernità di Beethoven, che nelle ultime sonate percorse territori inesplorati, aprendo la strada alla musica moderna.

In attesa di ascoltarlo dal vivo, gustiamo insieme un piccolo estratto dell’Appassionata, dal concerto eseguito a Berlino nel 2007:

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Barenboim ha deciso di non seguire l’ordine d’esecuzione cronologico, ma ha preferito eseguire programmi che rappresentassero ciascuno uno spaccato di tutti i cosiddetti periodi di Beethoven, così che ogni recital risultasse completo e fruibile, ma svincolato dall’obbligo di seguire l’intero ciclo. Per il concerto d’apertura Barenboim ha così accostato la Sonata n°1 in fa minore, l’ilarità dell’op. 31 n° 3 in mi bemolle maggiore e la complessità armonica dell’ Hammerkaiver op. 106 n°29 in si bemolle maggiore.Continua a leggere…

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