Gen 012008
 
Gentili amici, festeggiamo il capodanno (a proposito… AUGURI!!!) con un intervento del rappresentante degli studenti dei Conservatori nel CNAM, Paolo Gasparin. Direi che era ora che Gasparin si facesse sentire direttamente e ci desse la sua illuminata opinione, visto che è l’unico studente italiano di Conservatorio ad avere il reale potere di esprimere opinioni e fare qualcosa per migliorare l’incredibile situazione creatasi per l’equipollenza dei Diplomi (anche e soprattutto a causa delle lentezze del CNAM…)
Ma leggiamo le sue parole, riprese dal suo recente post sul blog http://consultari.wordpress.com. (Rosso e neretto sono miei…). Chiedo subito a tutti di intervenire e chiarire il punto che qui riporto, se possibile. Ho capito bene? Cito:

“Beneficieranno di questo decreto tutti coloro che si sono iscritti ai Trienni entro l’anno accademico 2004/2005, ovvero prima che fossero validati dal Ministero, nel gennaio 2004, i primi Bienni Sperimentali, periodo cioè in cui il Titolo di I° livello era il massimo conseguibile nel nuovo ordinamento. Questo Decreto si fa implicitamente portatore di una logica secondo la quale, in coerenza con il sistema universitario, dacchè esistono i Bienni, è il titolo di II° livello il requisito minimo di accesso all’insegnamento, sia pure che si tratti di supplenze. […]

Insomma, una sanatoria “a metà”? Ossia, tutti gli studenti di Triennio iscritti per la prima volta dopo l’anno accademico 2004/2005 avranno un titolo che non vale praticamente nulla, se non andranno avanti a frequentare anche un Biennio?

Va bene, poniamo che sia giusto così. E allora tutti coloro che hanno conseguito DOPO QUESTA DATA un Diploma di tipo tradizionale, invece, continueranno ad avere un titolo che vale senza necessità di frequentare un Biennio? Se questo è vero ed ho capito bene, questo spiega perché moltissimi studenti che conosco hanno interrotto gli studi di triennio e si sono precipitati a conseguire un Diploma tradizionale! Alla faccia dell’equipollenza.
Se non ricordo male, quando venne approvata la riforma si disse a gran voce che non sarebbe più stato possibile conseguire Diplomi di tipo tradizionale, ma solo Diplomi di Triennio… e nemmeno diplomarsi da privatisti… ma questo non si è mai verificato. E allora, questa riforma, è a senso unico? Siamo all’assurdo che oggi un Diploma conseguito da privatista VALE DI PIU’ DI UN TITOLO DI TRIENNIO OTTENUTO CON CENTINAIA DI ORE DI STUDIO E DI FREQUENZA OBBLIGATORIA, E DECINE DI ESAMI. E’ GIUSTO, QUESTO?
Scrivete e ditelo voi! Io mi auguro soltanto di aver capito male… e che qualcuno mi smentisca al più presto. E ora lascio la parola al nostro Gasparin:

20 e 21 Dicembre 2007 – due giornate da ricordare (ovvero cosa mette Babbo Natale sotto l’albero…)
Pubblicato Dicembre 22, 2007

Giovedì e Venerdì scorsi, alle soglie di Natale, il C.N.A.M. ha fatto compiere alla riforma un significativo passo in avanti. Dopo otto anni di attesa, in cui gli studenti hanno dovuto navigare a vista in un non-sistema a causa di mille ritardi e dei mille freni, sono stati finalmente espressi i pareri sugli schemi di decreto relativo agli ordinamenti didattici triennali definitivi, e alla definizione dei settori didattico-scientifici.
Ciò significa che presto, molto presto, avremo il decreto, già previsto dall’art. 9 del D.P.R. 212/05, che manda finalmente a ordinamento i Trienni e che, fissando in modo omogeneo per tutti, i contenuti didattici dei vari percorsi formativi nella misura del famoso 60% dei crediti, pone le basi per ogni successiva equipollenza a fini dei pubblici concorsi (che da un punto di vista percentuale interesserà soprattutto gli studenti delle Accademie, e toccherà in modo probabilmente meno significativo i Conservatori, data l’assoluta singolarità di molti dei nostri percorsi di studio).
Contestualmente sarà emanato il decreto che ridisegna il sistema dei settori scientifico disciplinari nei Conservatori e nelle Accademie di Belle Arti.
Il C.N.A.M. ha inoltre espresso contestualmente ai suddetti, anche il parere su un altro schema di decreto di prossima emanazione, che sarà firmato congiuntamente dal Ministero della Pubblica Istruzione e dell’Università, e che porrà rimedio alla esclusione dei I livelli dalle graduatorie di Istituto sancita dal D. M. emanato da Viale Trastevere lo scorso 21 Giugno, situazione a cui in questo stesso blog ebbi modo a suo tempo di dedicare opportuna attenzione.
Beneficieranno di questo decreto tutti coloro che si sono iscritti ai Trienni entro l’anno accademico 2004/2005, ovvero prima che fossero validati dal Ministero, nel gennaio 2004, i primi Bienni Sperimentali, periodo cioè in cui il Titolo di I° livello era il massimo conseguibile nel nuovo ordinamento. Questo Decreto si fa implicitamente portatore di una logica secondo la quale, in coerenza con il sistema universitario, dacchè esistono i Bienni, è il titolo di II° livello il requisito minimo di accesso all’insegnamento, sia pure che si tratti di supplenze.
Penso che siamo davvero giunti ad un momento di svolta, e che sia da parte del dell’Amministrazione che del C.N.A.M. fin dal suo insediamento si sia registrata la buona volontà di favorire e di accelerare il compimento di una Riforma che, finchè è rimasta a metà del guado, non ha fatto che procurare disagi e preoccupazioni al personale del nostro comparto, ed in primis agli studenti, che hanno giustamente in questo ultimo periodo fatto sentire la loro voce, sia pur con qualche svista di troppo nel mettere a fuoco i veri obiettivi della protesta, che concentrandosi sulle equipollenze, ha sfondato una porta aperta, dato che tutto il lavoro del Ministero di questo ultimo periodo si è concentrato più o meno direttamente su questo, e ha fatto emergere poco se non nulla temi fondamentali come il Diritto allo Studio, possibilità della doppia iscrizione, la mancanza di un mercato della Musica, ulteriormente annichilito dai tagli al F.U.S. (e qui si gioca la vera partita della spendibilità dei titoli), i tagli sul nostro comparto, la non idoneità delle sedi, temi sui quali siamo invece molto indietro.
Ad ogni modo, se è vero che strada da fare c’è n’è ancora molta, è vero pure che un segnale di incoraggiamento è arrivato proprio dal C.N.A.M. organo che spesso è stato oggetto di ingiuste critiche, e al quale oggi mi sento onorato di appartenere.
E’ con questo spirito di rinnovato entusiasmo, che mi pregio di inviare a voi tutti un caldo augurio di serenità per le prossime festività natalizie.

Un abbraccio e a presto!

Paolo Gasparin

P. S. Tra i pareri espressi dal C.N.A.M. nella seduta del 20 e 21 dicembre c’è stato anche quello sull’atteso schema di decreto riguardante il riconoscimento dei crediti di chi si è iscritto ai nuovi Bienni abilitanti proveniendo da un biennio di secondo livello.

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