Dic 132007
 

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, un comunicato ufficiale dal Conservatorio Santa Cecilia di Roma: (i neretti ed il rosso sono nostri, n.d.r.)

Poiché la creatività degli artisti in gioco è magnifica, riprendiamo qui una slide show pubblicata dagli studenti di Napoli sul loro blog http://www.conservatorionapoli.splinder.com, così ci facciamo un’idea di cosa potranno mettere in atto questi ragazzi, uniti, a Roma:

11/12/2007
Ai Conservatori di Musica d’Italia
Alle Accademie di Belle Arti d’Italia

Per il 20 e 21 Dicembre sono indette due giornate di iniziative artistiche aperte al pubblico (ed ovviamente gratis…..) all’interno del Conservatorio di S. Cecilia di Roma. Verranno invitati personaggi di rilievo del mondo musicale e politico, la stampa e le televisioni. Ci saranno assemblee, conferenze stampa, mostre e concerti (dove suoneremo insieme): abbiamo bisogno della partecipazione attiva da parte di tutti i Conservatori ed Accademie di Belle Arti di Italia.

Ovviamente noi ci incaricheremo di organizzare tutto ciò che riguarda la musica, mentre delegheremo probabilmente l’Accademia di Belle Arti di Roma per il coordinamento con le altre Accademie.

Tutto questo sarà un modo per render ancora più saldi i legami che, in questi giorni di protesta, si stanno creando a livello nazionale tra i conservatori ed un forte segnale al governo che siamo uniti… pacifici in questa iniziativa, ma organizzati e determinati. Non meno importante sarà l’impatto che questo progetto avrà sull’opinione pubblica, una sensibilizzazione a livello nazionale che arriverà direttamente nelle case e non chiusa ad un circolo elitario (studenti, docenti, etc… persone insomma che ruotano intorno ai conservatori).

Per fare questo abbiamo bisogno del maggior numero possibile di adesioni…. e non parlo dell’adesione ad un documento o ad un ideale, ma di nominativi: disponibilità a suonare, a venire a Roma ed a dar voce per una causa comune. Dal canto nostro cercheremo di ospitare nelle nostre case quanti verranno, almeno per il pernotto: su nessuno dovrà gravare alcuna spesa extra rispetto ad altri. Anche per il viaggio basterebbe una colletta… 1 euro da ogni studente, Roma compresa, e ci sarebbe una nuova spedizione dei 1000! Scherzi a parte è chiaro che in questi 2 giorni verranno prese decisioni per la condotta della protesta quindi e’ importante avere studenti da ogni parte d’Italia, perchè questo è solo l’inizio.

Ci hanno promesso una firma a Gennaio nell’incontro tenutosi a Roma la settimana scorsa… e noi aspetteremo. Ma se ciò non dovesse accadere che comincino a tremare, ci avranno lasciato 1 mese e non ci troveranno impreparati…
I Conservatori che riceveranno questa mail sono: Napoli, Fermo, Firenze, Pesaro, Palermo, Milano, Campobasso,Trento,Monopoli, Bari, Udine, Novara e Sassari. Purtroppo alcuni non sono indirizzi ufficiali delle consulte ma di singoli studenti per questo chiunque abbia indirizzi ufficiali, e soprattutto contatti con altri conservatori inoltri questa mail e mi passi i contatti per favore.

Continua a leggere…

Dic 122007
 

La protesta monta: ci hanno appena comunicato che a Napoli, dopo il Conservatorio, ora è stata occupata anche l’Accademia di Belle Arti.

Come potete leggere dagli ultimi commenti al nostro blog, evidentemente a Napoli sono sempre più arrabbiati.

A presto con altri aggiornamenti.

Dic 112007
 

L'Onorevole Nando Dalla ChiesaRiportiamo un altro intervento dell’On. Dalla Chiesa, dal suo blog (link: http://www.nandodallachiesa.it/public/index.php)

L’Onorevole Dalla Chiesa è sottosegretario al Ministero dell’Università e della Ricerca con delega all’AFAM.

Ci permettiamo quindi di aggiungere e sottolineare che, se questo è il parere della persona che, da un punto di vista istituzionale, deve decidere sulle scottanti questioni oggi sul tappeto, a noi il cuore si apre di speranza.

Perché questo è l’intervento di una persona per bene, competente e appassionata. Posso dire che penso che siamo in buone mani? Bravo Dalla Chiesa, merita il nostro sostegno. Cerchiamo di unire le forze, e di non sparare sulla Croce Rossa (è proprio il caso di dirlo…)

Come si suol dire… l’impossibile lo stiamo facendo… per i miracoli ci stiamo attrezzando…

Sottolineiamo in rosso il passaggio sulle “frottole” ammannite agli studenti da “avvocaticchi”. Ci permettiamo di chiedere però (sottovoce) come mai, se di frottole si tratta, i Provveditorati agli studi non riconoscano il titolo di primo livello accademico valido per l’accesso alle graduatorie di insegnamento. Ce lo spiega, per favore? O meglio, non potrebbe spiegarlo direttamente ai funzionari dei Provveditorati?

Accademiche occupazioni (e represse nostalgie)

Scritto da Nando dalla Chiesa
Sunday 09 December 2007Questa è una di quelle classiche serate in cui devo chiedere scusa per il mio silenzio di quattro giorni (mi sembra). Accidenti, quanto è difficile tenere un Blog scrivendone direttamente i post, soprattutto se si deve andare in giro come degli zingari (zingari ben pagati, lo so…). La settimana mi è stata di fatto totalmente assorbita dalle accademie e dai conservatori.

Le occupazioni del conservatorio di Napoli, poi di Santa Cecilia a Roma, poi dell’accademia di Roma. E i tagli incombenti in Finanziaria.

A Santa Cecilia e a Napoli sono andato a confrontarmi con gli studenti, insieme con il direttore generale del ministero. Momenti di asprezza, di indisponenza, a volte perfino di (inconsapevole) insulto. Ho reagito ogni volta che ho ritenuto giusto farlo.

Ad esempio di fronte a questa frottola diffusa ad arte che i titoli di accademie e conservatori siano privi di valore legale, perché “manca la firma di Prodi” (!!!). E’ un po’ lunga la spiegazione, e so che i blogghisti non digeriscono molto le discussioni troppo tecniche sulle singole materie ministeriali.

Però una domanda la faccio: ma come si fa a sostenere che una legge del ’99 non sia valida perché manca la firma di Prodi? Forse che le leggi vanno in Gazzetta Ufficiale senza tutte le dovute firme? Alla fine, dai e ridai, batti e ribatti (come avrebbe detto Nicolò Carosio nelle sue telecronache calcistiche), siamo riusciti a far capire quante idiozie vengano ammannite agli studenti da alcuni avvocaticchi che mi piacerebbe tanto incontrare in un pubblico confronto.

Così come ho reagito a ogni accenno ai politici “che fanno solo chiacchiere”. Eh no, amici, io ho presente che cosa si sta facendo. Mentre, al contrario, voi non sapete che cosa davvero rischiate se in Finanziaria ci sarà il taglio che incombe. Almeno vi allarmassero su queste cose vere anziché sulle panzane…

In ogni caso lascio i miei due seguenti appunti di viaggio. Primo appunto. Stupisce vedere come spesso all’origine della protesta ci sia il problema di entrare in una graduatoria di insegnamento e di supplenza. Nulla sul diritto allo studio, o sulle prospettive del sistema. Lo so, il sud, l’assenza di occupazioni alternative. Ma davvero si studia da musicisti per fare concorsi pubblici?

E non è forse sul lato della costruzione di un più ampio mercato della musica che deve essere richiesto uno sforzo strategico al governo? Secondo appunto. Aspri, indisponenti, ho scritto degli studenti. Ma anche stupendamente orgogliosi delle loro ragioni, e genuinamente passionali. Perciò mi comunicavano un sentimento intenerito di identificazione. Li ascoltavo e rivedevo me giovane. Non più nella possibile veste di fratello maggiore ma di padre. Di padre che deve tacere, nulla di più straziante che mettersi a dire “ai miei tempi”. Anche per averli sentiti così giovani e carichi di vita, soprattutto al Santa Cecilia, ho cercato e sto cercando di battermi perché la Finanziaria dia loro un poco di giustizia. Speriamo bene.

Dic 112007
 

E se dessimo la parola direttamente a Nando della Chiesa, più volte chiamato in causa dagli studenti? Ecco cosa scrive sul suo blog: http://www.nandodallachiesa.it. E’ un appassionato appello in difesa della musica e dei Conservatori, pubblicato da l’Unità l’8 dicembre 2007, che merita assolutamente di essere letto.

NON SPEGNIAMO LA MUSICA. Appello in difesa delle accademie e dei conservatori

Scritto da Nando dalla Chiesa

Il Sottosegretario Nando Dalla ChiesaFriday 07 December 2007
(l’Unità, 8 dicembre 2007) – Questo è un appello appassionato in difesa delle accademie e dei conservatori d’Italia. È un appello rivolto pubblicamente al governo di cui faccio orgogliosamente parte e alla maggioranza che lo sostiene. Un appello per venti milioni di euro, meno del costo di un chilometro di autostrada. Venti milioni calcolati con precisione chirurgica per consentire al nostro sistema di alta formazione artistica e musicale di non affondare. Si badi: non aggiuntivi rispetto al 2007. Ma reintegrativi dei fondi dell’anno scorso; quelli, cioè, che hanno permesso al sistema di tirare la testa fuori dall’acqua in cui stava affogando dopo la micidiale cura da cavallo subita nell’ultimo anno del governo Berlusconi-Moratti.

Si resta a bocca aperta, c’è da non crederci. L’Italia e la sua tradizione artistica. L’Italia e la sua tradizione musicale. Il nostro biglietto da visita all’estero. Il made in Italy di secoli e millenni. Ciò che nessuno ci potrà mai imitare. Il nostro petrolio. I nostri giacimenti. Il nostro futuro è il nostro passato. Non si contano davvero le metafore usate dai leader politici e dagli intellettuali per definire il ruolo che la produzione artistica gioca e può giocare nelle nuove vie di sviluppo del paese, nella sua competitività internazionale, nella sua crescita civile. La produzione ma, ovviamente, anche la formazione artistica. Perché la musica del passato qualcuno dovrà ben interpretarla e rinnovarla. E gli artisti italiani non dovranno solo riposare nei cimiteri illustri, ma dovranno soffiare il loro talento nella civiltà contemporanea, produrre nuovi capolavori, innervare della loro incessante creatività le nostre città, le nostre gallerie, i nostri stessi prodotti industriali e culturali. Siamo d’accordo su questo? E’ importante capirlo: siamo d’accordo o no?

E allora perché è così difficile, quasi proibitivo, ottenere questi venti milioni in Finanziaria? Attenzione: non venti milioni per questo o quel centro di ricerca o culturale, legato a un potentato politico regionale. Non venti milioni per un’opera clientelare.

Ma venti milioni per l’intero sistema pubblico, ventisette accademie e un’ottantina di conservatori e istituti pareggiati. Contati e ricontati, proprio l’osso e nulla di più. Perché, nella penuria di mezzi trovata, il ministero dell’università in quest’anno e mezzo di governo ha ben cercato (e anche con qualche successo) di trasmettere il messaggio che un euro usato lavorando con intelligenza, entusiasmo, diligenza e fantasia vale dieci euro. Ma l’euro ci deve essere. E invece, incredibilmente, anche quell’euro sfugge, viene lesinato, forse non ci sarà. Così ci sono ormai accademie e conservatori, anche di qualità, che rischiano di chiudere; e che chiuderebbero, sia chiaro, pure se raddoppiassero le tasse agli studenti. Istituti a cui basta poco perché con poco ormai si sono abituati a vivere. Così come poco basta ai docenti per il rinnovo dei loro contratti, e che oggi si sentono comunicare senza appello che i soldi che c’erano se ne sono già andati tutti via per il rinnovo dei contratti della scuola.

Davvero il paese vuole umiliare, marginalizzare, cacciare in cantina quel sistema dell’alta formazione artistica e musicale che può esserne uno dei più strepitosi gioielli? Certo, accademie e conservatori, da sempre lasciati a se stessi da un’Italia incolta e senza progetti, hanno i loro difetti e i loro ritardi. Le loro autoreferenzialità, le loro litigiosità e anche le loro mediocrità (come, peraltro, anche il sistema universitario). Ma io le ho girate in lungo e in largo, queste istituzioni. E vi ho trovato tesori indescrivibili di bravura e di passione, geni giovanili purissimi, inventiva e spirito creativo. Pianisti, violoncellisti, grafici, pittori, scenografi d’eccellenza. E non posso accettare l’idea che per questo intero sistema, per farlo sopravvivere, non si possano trovare venti milioni. Non voglio criticare nessuno e niente. Nel mio anno e mezzo di partecipazione al governo nessuno mi ha mai sentito dissentire pubblicamente da un collega, nessuno mi ha mai sentito dire una parola non dico di pessimismo ma neanche di disincanto. Ho recitato con convinzione assoluta e doverosa la parte del soldatino al fronte.

Ma risulta difficile vedere stanziare somme ingenti, assai più ingenti, per opere e scelte di ogni tipo (tutte assolutamente legittime, sia chiaro), compresi gli istituti di formazione privati, e assistere all’apnea di un pezzo cruciale del nostro patrimonio formativo pubblico, comprensivo – dobbiamo ricordarlo? – di valori inestimabili in opere d’arte, architetture, biblioteche e archivi storici.

E tuttavia, passando dai princìpi di cultura civile alla politica purissima, dirò di più. Davvero il governo, questa maggioranza, vogliono rinunciare a dire davanti al paese di avere per la prima volta restituito a dignità, di avere dato prospettive di sviluppo a questo settore? Perché il paradosso politico è proprio questo. Che con il governo Prodi viene attuata – dopo otto anni di attesa! – la riforma dell’intero settore, che una legge del ’99 portò a pieno titolo (“a costo zero”, stava scritto…) nel sistema universitario. Non solo. Mentre viene finalmente attuata la riforma, vengono anche varati i poli di alta formazione artistica e musicale in alcune grandi città (Genova, Milano, Napoli e Verona le prime), sistemi economici-artistici in grado di cambiare radicalmente gli orizzonti, anche internazionali, di queste istituzioni.

Ed ecco che mentre si spinge in avanti tutto il sistema, arriva il rigurgito del passato, la vecchia ideologia del mettere l’arte in cantina. Così chi soffia contro il governo ha buon gioco. Da giorni si susseguono le occupazioni di accademie e conservatori. Napoli. Poi Roma. Lunedì Pesaro. E altre se ne annunciano.

È vero che gli studenti sono spesso disinformati, che vien fatto loro credere che i loro titoli di studio siano carta straccia e che incontrarli nelle loro assemblee può aiutare a fare chiarezza; ma essi esprimono comunque un disagio autentico che nasce da una sensazione di fondo, quella che per loro (più di sessantacinquemila) ci sarà sempre, alla fine, una condizione di abbandono. E altrettanto esprimono i sindacati; i quali, umiliati nelle loro (modeste) richieste, minacciano il blocco delle attività. Ma ha un senso politico tutto questo?

Ha un senso che proprio il governo che potrebbe vantarsi di avere dato al paese una nuova, più avanzata formazione artistica e musicale, diventi l’obiettivo di una protesta che sta dilagando nel paese? Per venti milioni e per pochi altri milioni di rinnovo contrattuale? Dice che l’Unione paga dall’inizio un difetto di comunicazione. Ecco, io sto provando a ovviare a questo difetto dopo avere cercato con il ministro Mussi di sensibilizzare i luoghi di decisione politico-parlamentare della Finanziaria.

Mi rivolgo a chi può intervenire nelle sedi istituzionali, ma anche agli intellettuali, a chi ha a cuore il futuro della nostra produzione artistica, affinché questo taglio non si compia. Perché un chilometro di autostrada, magari di qualche opera che rimarrà incompiuta, si converta nella tranquillità minima di più di cento istituzioni di alta formazione artistica e musicale. Al resto penseranno il lavoro, l’intelligenza, la parsimonia, la passione, la fantasia. Perché l’uno si può moltiplicare per dieci. Lo zero no.
Ultimo aggiornamento ( Sunday 09 December 2007 )

Dic 112007
 

Riceviamo (e volentieri pubblichiamo) da parte degli studenti del Conservatorio di Napoli una lettera ufficiale da loro indirizzata a Nando Della Chiesa, e agli esponenti del Governo, in merito alle questioni che hanno portato all’occupazione del Conservatorio (tutt’ora in corso, e … notizia dell’ultimo minuto, al blocco degli esami per i bienni abilitanti presso il medesimo conservatorio, attuato ieri).

(cogliamo l’occasione per sottolineare qui che questa probelmatica non coinvolge solo gli studenti dei Conservatori di musica, ma anche quelli delle Accademie di Belle arti e quelli di discipline coreutiche, n.d.r.)

Gli studenti di Napoli ci hanno anche dichiarato che:

Ieri hanno bloccato gli esami di ammissione ai Bienni abilitanti, con le seguenti richieste:

– NO AI CORSI BIENNALI CON VALORE ABILITANTE.

        – SI AL CONCORSO ABILITANTE PER L’IMMISSIONE IN RUOLO.

– SE PERMANE L’OBBLIGATORIETA’ DEI  CORSI ABILITANTI,  CHE SIA CONSENTITO L’ACCESSO AD UN  NUMERO DI CANDIDATI ANCHE  MAGGIORE DEI 35 PREVISTI DAL DM 137/2007, E L’APERTURA DI TUTTE LE SOTTOCLASSI RELATIVE AGLI STRUMENTI PRESENTI  NELLE GRADUATORIE DI CONCORSO.

 – RISERVARE POSTI ANCHE NELLA CLASSE DI CONCORSO A31 E A32.

“Chiediamo l’abolizione dei corsi abilitanti e la possibilita’ di partecipare ai concorsi abilitanti come richiesto anche dagli studenti delle Universita’ (con l’abolizione delle siss); corsi di didattica come corsi di laurea ma non abilitanti. Pare che l’On. Dalla Chiesa abbia ottenuto un finanziamento per i Conservatori; noi NON chiediamo soldi, vogliamo conoscere il VALORE del nostro titolo di studio”

 questo è il loro comunicato ufficiale:

Conservatorio di musica San Pietro a Majella, Napoli
Assemblea degli studenti del 6 dicembre 2006

 

Al Ministro dell’Università e della Ricerca
On. Fabio Mussi

Al Presidente del Consiglio dei ministri
Prof. Romano Prodi

Roma

 

Oggetto: occupazione del conservatorio di Napoli, motivazioni e richieste degli studenti

Egregi Ministri,

il Conservatorio di Napoli è in stato di occupazione.

Motivo primo della protesta è la mancata applicazione dell’art. 2 comma 5 della L. 508/99 che recita: “…Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, …(omissis).., sono dichiarate le equipollenze tra i titoli di studio rilasciati ai sensi della presente legge e i titoli di studio universitari al fine esclusivo dell’ammissione ai pubblici concorsi per l’accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego per le quali ne è prescritto il possesso“.

La legge 508/99 che inoltre cita espressamente l’art. 33 della Costituzione, sembrava finalmente svelare alle coscienze dei “dottori”, con evidenza, che in Italia non esiste solo l’università, ma un sistema di “istituzioni di alta cultura” che, oggi come prima della riforma, è composto da università, accademie e conservatori.

La mancata applicazione dell’art. 2 comma 5 della 508/99, dopo otto anni di attesa, è gravemente lesiva dei diritti degli studenti di accademie e conservatori, pertanto gli studenti del Conservatorio chiedono l’intervento del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro del MUR per sanare una perdurante dimenticanza o per correggere una posizione politica insostenibile e in contrasto con una Legge dello Stato.

Secondo motivo che ha determinato la reazione degli studenti è il limitatissimo accesso ai corsi di abilitazione all’insegnamento istituiti con decreto Ministeriale n° 137 del 28 sett 2007, del tutto inadeguato al numero dei candidati.

Gli studenti pertanto chiedono il ritiro del decreto ministeriale del 28 sett 07 e la formulazione di un nuovo bando che consenta l’attivazione di tutte le sottoclassi e la partecipazione ad un numero maggiore di aspiranti. Si chiede inoltre che il nuovo personale docente sia messo in ruolo esclusivamente attraverso concorsi abilitanti aperti a tutti.

Altri gravi problemi concreti che non sono stati determinanti per la gravità della scelta di mobilitazione degli studenti, ma che meriteranno una approfondita valutazione a livello centrale, sono quelli attinenti al diritto di accesso allo studio, per cui sarebbero necessari maggiori stanziamenti e attenzione per i corsi propedeutici che sono rimasti al palo, o il diritto alla contemporanea frequenza di più corsi di studio di conservatorio e di uno universitario, mai smentito per legge e ancora valido per i corsi ordinamentali. Inoltre vi sono i guasti che derivano dalla equipollenza (a senso unico) dei diplomi ordinamentali con quelli di primo livello accademico, così con dieci anni di studio, più il diploma di scuola superiore, conseguiamo una laurea BREVE per cui gli studenti chiedono che siano presi i provvedimenti legislativi che stabiliscano l’equipollenza tra i titoli ordinamentali e quelli di II livello accademico come è in tutta Europa.

Assemblea degli studenti 6 dic 2007

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Dic 102007
 

Riceviamo dagli studenti del Conservatorio Santa Cecilia di Roma e volentieri pubblichiamo: si tratta di creare una piattaforma unitaria di richieste tra tutti i Conservatori

Al Ministro Fabio Mussi

Al Ministro Giuseppe Fioroni

Al Sottosegretario Nando Dalla Chiesa

Al Direttore Generale AFAM Bruno Civello

A tutti gli organi di stampa.

Documento unitario dei conservatori di Napoli, Roma, Pesaro, Fermo, Ferrara e Campobasso

Gli studenti e le studentesse dei conservatori di Napoli, Roma, Pesaro, Fermo, Ferrara e Campobasso denunciano quanto segue.

  • La deliberata aggressione nei confronti della Musica, dell’Arte e del Sapere in generale da parte di tutti i governi che si sono susseguiti negli ultimi anni, eloquentemente espresso da fatti significativi come:
    • la chiusura di tre Orchestre della RAI (di Milano, Roma e Napoli) da parte dell’allora presidente Moratti perché considerate “non produttive”;
    • i tagli esorbitanti al sistema AFAM, ancora mancante di un fondo autonomo, delineati dall’ultima Finanziaria ancora in discussione;
    • la povertà complessiva in cui versano i Conservatori e le Accademie.
  • La mancata equipollenza e spendibilità a livello italiano ed europeo dei titoli conseguiti secondo le modalità definite dalla legge di riforma 508/99 art. 2 comma 5 (comma mancante del decreto attuativo) con le laruee universitarie conseguite secondo la riforma attuata nel 1999 col decreto n. 509 (riforma Berlinguer-Zecchino).
  • Il completo fallimento del progetto che sottende alla suddetta legge di riforma 509/99 (delineato dagli accordi di Lisbona, di respiro europeo) dopo che sono quasi trascorsi i dieci anni che erano stati proposti come periodo di sperimentazione della stessa. Questo fallimento è riassumibile in alcuni punti-chiave:
    • l’eccessiva frammentazione e diversificazione dell’offerta formativa nei corsi istituiti dalla riforma, la quale storna l’attenzione dello studente dalla materia caratterizzante – ciò che viene spesso detto sul ‘3 + 2′ è che “sforna persone che parlano di musica piuttosto che persone che fanno musica”;
    • l’inadeguatezza dell’istituzione del credito formativo come criterio di misurazione delle ore di studio;
    • il totale abbandono in cui versano gli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale in seguito all’entrata in vigore del regime dell’autonomia e il conseguente rischio concreto e incombente che questi vengano risucchiati dai privati.
  • L’eliminazione dell’accesso diretto alle graduatorie nazionali per l’insegnamento nei conservatori, divenute oramai “ad esaurimento” dal 1999, da quando sono stati “congelati” gli organici.
  • La mancata istituzione delle strutture d’istruzione secondaria (licei musicali) che dovrebbero avere l’onere dell’insegnamento della musica, base fondamentale per poter concepire uno studio della musica di tipo universitario, la cui mancanza crea un buco nell’istruzione musicale e rende impossibile l’occupazione di moltissimi “laureati in musica” che potrebbero avere incarichi di docenza nelle suddette istituzioni.
  • La svalutazione dei titoli di studio nel loro complesso, intesi come coronamento di un percorso che in sé dovrebbe essere considerato (per complessità e per durata) abilitante all’insegnamento. L’istituzione dei diplomi di didattica fu solo il primo tassello di questo processo che si compie oggi con la svalutazione anche di questo stesso titolo, avente ormai valore abilitante per il solo accesso ai concorsi e non più considerato diploma di conservatorio ordinamentale. Il paradosso è che insegnare alle medie richiede un titolo superiore a quello che servirebbe, se gli organici non fossero bloccati, per accedere all’insegnamento nei conservatori.

Per questo chiedono

  • Più fondi alla Musica, intesa come valore in sé e come uno dei fini ultimi cui deve aspirare una società che vuol definirsi civile.
  • La piena entrata a regime di un sistema d’insegnamento della musica di tipo universitario inscindibile dall’istituzione dei licei musicali.
  • L’abrogazione, dopo i dieci anni ‘di prova’, dei fondamenti della riforma Berlinguer-Zecchino, ovvero: il credito formativo e l’autonomia.
  • La riapertura degli organici e nuove assunzioni a tempo indeterminato.
  • La rivalutazione dei diplomi del vecchio ordinamento e delle lauree di primo e secondo livello ai fini dell’insegnamento.
  • L’abrogazione del D.M. n. 137 del 28 settembre 2007

Da quindici giorni le proteste stanno dilagando in tutta la penisola; con questo documento ci impegniamo ad addolcire le proteste, in attesa dell’incontro che terrete Martedì mattina a Roma; attendiamo notizie a riguardo. Se le vostre decisioni esuleranno dalle richieste da noi fatte, ricominceremo le occupazioni, ma questa volta ben più di due Conservatori aderiranno. Speriamo di non averne bisogno, e confidiamo nel vostro buon senso.

Distinti saluti,

i conservatori di Napoli, Roma, Pesaro, Fermo Ferrara e Campobasso

Dic 092007
 

E’ stata appena istituita l’ANDDICOR, l’Associazione dei docenti in discipline coreutiche diplomati presso l’Accademia Nazionale di Danza in Roma.

L’Associazione non ha fini di lucro, e rappresenta e tutela la specificità professionale dei docenti che hanno conseguito il Diploma Accademico di II livello in Discipline Coreutiche (Danza Classica e Danza Contemporanea), presso l’organismo nazionale preposto alla formazione nel settore coreutico (Accademia Nazionale di Danza in Roma, Istituto di Alta Cultura, comparto A.F.A.M. Ministero dell’Università e della Ricerca).

L’Associazione, inoltre, s’interessa delle problematiche dei titolati e degli iscritti ai percorsi formativi per il conseguimento dei Diplomi Accademici di I livello, dei Diplomi di Perfezionamento e dei Diplomi di VIII corso rilasciati dall’Accademia Nazionale di Danza; dei Diplomi di VIII corso conseguiti presso le scuole annesse agli Enti Lirici o Fondazioni, nonché dei Diplomi rilasciati da Istituzioni estere ed equiparati a quelli su indicati dai Ministeri competenti in materia d’insegnamento per ogni ordine e grado.

Per capire meglio quali siano i problemi della categoria, pubblichiamo qui un video molto interessante, che contiene l’intervista mandata in onda il 9 dicembre dal TG5 nell’edizione delle ore 13. La giornalista Barbara Palombelli ha intervistato Paola Tenaglia, ballerina e docente di danza, Vicepresidente dell’ANDDICOR.

Anche i diplomati di danza hanno infatti problemi molto simili a quelli dei musicisti e delle Accademie di belle arti. In particolare, sollecitano l’urgente introduzione dei Licei Coreutici e dei Licei Musicali. come previsto dalla Legge 53/2003 (riforma Moratti).

Per contatti, scrivere a questo indirizzo: info@anddicor.it – sito internet http://www.anddicor.it

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Dic 092007
 

Segnaliamo un’interessante esposizione di opere della pittrice Donatella Barbuio, che verrà inaugurata a Milano, prezzo il foyer del Cinema Apollo-spazio cinema, in Galleria de Cristoforis, 3 (fra Corso Vittorio Emanuele e la piazzetta Liberty) – tel. 02 780390.

L’inaugurazione della mostra, che ha per titolo “Invisibile”, avverrà mercoledì 12 dicembre 2007, alle ore 18. La mostra sarà aperta dalle ore 14,30 alle ore 24 fino al 27 gennaio 2008.

Solo nel giorno dell’inaugurazione la mostra sarà accompagnata in sottofondo dalle note del nuovo disco al clavicembalo di Stefano Ligoratti, Direttore artistico di ClassicaViva, che verrà presto pubblicato (cliccate qui per trovare alcune tracce già pubblicate in formato MP3 sul nostro catalogo on-line). Riportiamo qui il commento alla mostra, a cura di Barbara Tregnaghi:

“Terra, sabbia e foglie di ficus, corda, garza, ceralacca, pagine di giornale e carta velina, filo di rame e di ferro sono i “colori” usati da Donatella nei suoi lavori. Ma non è tutto. Nelle sue tele, grandi o piccole che siano, c’è sempre spazio sufficiente per accogliere ed inglobare quello che le stuzzica la fantasia, come il disco del freno di un’automobile che può servire a bloccare il vorticoso flusso di pensieri…
Con estrema naturalezza e con la vivacità di un gioco, l’artista raccoglie e trasforma ciò che trova fuori e dentro di sé.
Quel suo mescolare la poesia con il quotidiano genera ora un clima da mondo parallelo fatto di luce soffusa e silenzio, ora una dimensione ludica e chiassosa, ora una sorta di “era glaciale” dove assale un freddo che paralizza.
Un miscuglio di dolore afono, sfilacciate malinconie e cerebrali cavilli dà vita ai suoi “grovigli” che abitano la pancia, il cuore, la testa delle sue forme antropomorfe e non. E poi ci sono le “ferite”, testimoni di un’avventura azzardata, di un percorso tortuoso, di una rivoluzione. Sono tagli da curare e metabolizzare, che restano indelebili e affascinanti, come nei sulla pelle, come medaglie al valore sulla divisa di un soldato, come foto ingiallite in un album di famiglia.

Con spontaneità ed immediatezza Donatella medita su di sé, va a caccia di serenità e consolazione nell’inesorabile ciclo delle cose.
Condizione insita nell’uomo e nella tela da dipingere è dunque la fragilità. Ma ciò non deve spaventare: esiste sempre il Rammendo, antica ed elegante attività femminile frutto di una ritmica pazienza, di un gesto automatico e pur sempre creativo. Esso si ri-genera, infatti, dal perpetuo scambio dialettico fuori/dentro tracciato dall’ago.

Le note di Stefano Ligoratti fanno da eco all’originario ed autentico sentire delle opere esposte. Le corde del clavicembalo divengono il filo con cui l’artista cuce il suo mondo invisibile.

Barbara Tregnaghi

Stefano Ligoratti al clavicembaloAscolta in podcast Stefano Ligoratti in un brano di Rameau, la Gavotte en la mineur:

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Continua a leggere…

Dic 082007
 

Un trionfo annunciato, la prima del “Tristano” alla Scala di Milano: 13 minuti di applausi, come riportavano i tabelloni luminosi sulla piazza.

Grande successo, dunque, anche mondano, e soprattutto diplomatico, per la candidatura di Milano all’Expo 2005. Presenti molti capi di stato ed autorità.

Entusiastiche ovazioni, insomma, per Wagner, soprattutto, e per il Direttore Daniel Baremboim, cui va subito assegnata la palma di grandissimo musicista democratico: ha infatti voluto condividere gli applausi che il pubblico gli ha tributato alla fine, facendo salire in scena con lui tutta l’orchestra e i cantanti. Bravissimo due volte, dunque, nel dirigere ed orchestrare con l’abituale competenza e sicurezza, e nel ricordare a tutti che i veri protagonisti, in uno spettacolo come questo, sono la musica e gli artisti che ne rendono possibile il miracolo.

Molto collaborativi anche i membri dell’orchestra e del coro: hanno infatti rinunciato ad esibire al braccio una fascia luttuosa, come avevano annunciato, per non turbare l’atmosfera festosa della prima. Speriamo che i loro problemi contrattuali si risolvano al più presto (ne riparleremo in un altro articolo).

Ancora una nota positiva: lo spettacolo è iniziato con un minuto di silenzio, in omaggio agli operai deceduti nel rogo di Torino. Un atto definito dal Presidente Giorgio Napolitano “un gesto dovuto ma sincero”.

Per ogni approfondimento vi rimandiamo al sito del Corriere della Sera, dal quale abbiamo ripreso le immagini che vedete qui sopra, e dove potete vederne molte altre. Il Corriere ha generosamente reso disponibile a tutti un file pdf con l’intero speciale che ha pubblicato ieri, venerdì 7, giorno della prima. Per chi se lo fosse lasciato sfuggire in edicola, ecco il link alla pagina con il file zip da scaricare: http://www.corriere.it/Speciali/Eventi/2007/scala/pdf.shtml

Ma entriamo nel merito e parliamo subito delle recensioni dei critici famosi. Se la parte musicale dell’opera è piaciuta a tutti, infatti, non altrettanto può dirsi sulla regia di Partick Chéreau, sulla scenografia e sui costumi.

Guardate questo video, con un’intervista all’Assessore alla cultura di Milano, Vittorio Sgarbi, come al solito intelligente e polemico, che ha definito la regia “provocatoria”: http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=0db5236a-a4fa-11dc-be62-0003ba99c53b

Anche il parere di Francesco Saverio Borrelli (Presidente del Conservatorio di Milano) non sembra tanto positivo… vogliamo dire almeno “perplesso”? Ecco cosa ha dichiarato al “Corriere” al termine del primo atto:  si è detto
«molto soddisfatto, ma – ha tenuto a sottolineare – solo dal punto di vista musicale. La scenografia non la capisco: che cosa c’entrano le mura aureliane, quel traghetto. Anche il rotolarsi finale di Tristano e Isotta non è negli schemi dell’opera di Wagner, dove l’amore è essenzialmente mentale».
Per tutti, citiamo infine il bell’articolo di Paolo Isotta, sul Corriere oggi in edicola.

” Ho gravi perplessità – scrive Isotta – intorno all’allestimento scenico del Tristano e Isolda di Sant’Ambrogio, dovuto al regista Patrick Chereau e allo scenografo Richard Peduzzi, sorta di coppia fissa, e per i brutti costumi a Moidele Bickel. Continua a leggere…

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Dic 082007
 

Karlheinz Stockhausen

Karlheinz Stockhausen è morto a Kurten, in Germania, all’età di 79 anni.

Il famoso compositore tedesco è morto mercoledì 5 dicembre, ma la notizia della sua scomparsa è stata resa pubblica solo oggi dalla Fondazione Stockhausen.

Nato nel 1928, Stockhausen è stato uno dei più significativi musicisti del XX secolo, spaziando dalla dodecafonia, alla musica seriale, alla musica detta “puntuale”,  alla musica elettronica, alla musica elettro-acustica: insomma, un grande, innovativo, provocatorio e geniale  esploratore ed apripista.

A partire dal 1950, iniziò a comporre non solo creando nuove forme di musica, ma anche inserendo nuovi segni innovativi nel campo della notazione musicale. Nel 2001 ricevette  il premio Nobel della musica, l’ufficioso “Polar Music Prize”.

Come docente universitario ed autore di numerose pubblicazioni sulla teoria della musica, attraverso le sue attività per la radio e grazie alle sue numerosissime composizioni (più di 300!), che spesso hanno modificato il confine di quello che era considerato tecnicamente possibile, ha partecipato in modo significativo a modificare la musica del 20° secolo.

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