Dic 092007
 

Segnaliamo un’interessante esposizione di opere della pittrice Donatella Barbuio, che verrà inaugurata a Milano, prezzo il foyer del Cinema Apollo-spazio cinema, in Galleria de Cristoforis, 3 (fra Corso Vittorio Emanuele e la piazzetta Liberty) – tel. 02 780390.

L’inaugurazione della mostra, che ha per titolo “Invisibile”, avverrà mercoledì 12 dicembre 2007, alle ore 18. La mostra sarà aperta dalle ore 14,30 alle ore 24 fino al 27 gennaio 2008.

Solo nel giorno dell’inaugurazione la mostra sarà accompagnata in sottofondo dalle note del nuovo disco al clavicembalo di Stefano Ligoratti, Direttore artistico di ClassicaViva, che verrà presto pubblicato (cliccate qui per trovare alcune tracce già pubblicate in formato MP3 sul nostro catalogo on-line). Riportiamo qui il commento alla mostra, a cura di Barbara Tregnaghi:

“Terra, sabbia e foglie di ficus, corda, garza, ceralacca, pagine di giornale e carta velina, filo di rame e di ferro sono i “colori” usati da Donatella nei suoi lavori. Ma non è tutto. Nelle sue tele, grandi o piccole che siano, c’è sempre spazio sufficiente per accogliere ed inglobare quello che le stuzzica la fantasia, come il disco del freno di un’automobile che può servire a bloccare il vorticoso flusso di pensieri…
Con estrema naturalezza e con la vivacità di un gioco, l’artista raccoglie e trasforma ciò che trova fuori e dentro di sé.
Quel suo mescolare la poesia con il quotidiano genera ora un clima da mondo parallelo fatto di luce soffusa e silenzio, ora una dimensione ludica e chiassosa, ora una sorta di “era glaciale” dove assale un freddo che paralizza.
Un miscuglio di dolore afono, sfilacciate malinconie e cerebrali cavilli dà vita ai suoi “grovigli” che abitano la pancia, il cuore, la testa delle sue forme antropomorfe e non. E poi ci sono le “ferite”, testimoni di un’avventura azzardata, di un percorso tortuoso, di una rivoluzione. Sono tagli da curare e metabolizzare, che restano indelebili e affascinanti, come nei sulla pelle, come medaglie al valore sulla divisa di un soldato, come foto ingiallite in un album di famiglia.

Con spontaneità ed immediatezza Donatella medita su di sé, va a caccia di serenità e consolazione nell’inesorabile ciclo delle cose.
Condizione insita nell’uomo e nella tela da dipingere è dunque la fragilità. Ma ciò non deve spaventare: esiste sempre il Rammendo, antica ed elegante attività femminile frutto di una ritmica pazienza, di un gesto automatico e pur sempre creativo. Esso si ri-genera, infatti, dal perpetuo scambio dialettico fuori/dentro tracciato dall’ago.

Le note di Stefano Ligoratti fanno da eco all’originario ed autentico sentire delle opere esposte. Le corde del clavicembalo divengono il filo con cui l’artista cuce il suo mondo invisibile.

Barbara Tregnaghi

Stefano Ligoratti al clavicembaloAscolta in podcast Stefano Ligoratti in un brano di Rameau, la Gavotte en la mineur:

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Ecco come l’artista Donatella Barbuio presenta se stessa:

“Sono nata a Milano nel 1957, in inverno, e forse amo i colori come reazione al grigio di quella stagione. Amo i colori della natura, dal cielo alle spezie ma anche i colori delle mercerie piene di fili, lane e bottoni, delle carte e dei tessuti.
Con quello che mi attraeva e che trovavo in giro ieri giocavo, oggi creo i miei lavori.

Ho frequentato il Liceo artistico “Brera”, dove mi sono diplomata sognando di diventare architetto, invece ho vinto una borsa di studio triennale dell’istituto Europeo di Design e così mi sono ritrovata ad essere e a lavorare per alcuni anni come Interior Design. Sono per natura una persona curiosa, questo mi ha portata a lavorare anche in altri ambiti, dal disegno tessile alla grafica editoriale.

Agli inizi degli anni 90, dopo la nascita di due figli, ho lasciato Milano e sono passata da Corso Buenos Aires alla Lomellina dove ho scelto di restare a casa con i figli, l’orto, il giardino, i cani. Per diversi anni ho fatto “solo” la mamma, con tutte le gioie e le frustrazioni che questo ruolo comporta, in questi anni è nato anche un terzo figlio.

Ho seguito corsi di illustrazione e di incisione a Sarmede (Treviso), e partecipato a concorsi di illustrazione per l’infanzia ottenendo menzioni speciali. Ho lavorato nelle scuole dell’obbligo, primaria e secondaria nella provincia di Pavia, proponendo laboratori espressivi e utilizzando oltre ai mezzi artistici anche oggetti vari, naturali e non.
Dopo aver disegnato per anni sempre e solo in modo “tecnico” ho iniziato a dipingere liberamente e ho esposto in collettive di pittura nel Pavese, a Lugano e a Milano.

Infine ho scoperto l’Arteterapia, e dopo un corso di specializzazione triennale ho iniziato a lavorare in questo nuovo ambito, dove tutte le me esperienze, sia personali che professionali, sono venute a confluire in modo positivo e sinergico .
Oggi lavoro come arteterapeuta presso istituzioni pubbliche e private, sono docente nella scuola di formazione in Arteterapia “Vitt3″ e l’attività artistica è diventata un elemento sempre più importante e prezioso all’interno della mia vita.”

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