Dic 092007
 

E’ stata appena istituita l’ANDDICOR, l’Associazione dei docenti in discipline coreutiche diplomati presso l’Accademia Nazionale di Danza in Roma.

L’Associazione non ha fini di lucro, e rappresenta e tutela la specificità professionale dei docenti che hanno conseguito il Diploma Accademico di II livello in Discipline Coreutiche (Danza Classica e Danza Contemporanea), presso l’organismo nazionale preposto alla formazione nel settore coreutico (Accademia Nazionale di Danza in Roma, Istituto di Alta Cultura, comparto A.F.A.M. Ministero dell’Università e della Ricerca).

L’Associazione, inoltre, s’interessa delle problematiche dei titolati e degli iscritti ai percorsi formativi per il conseguimento dei Diplomi Accademici di I livello, dei Diplomi di Perfezionamento e dei Diplomi di VIII corso rilasciati dall’Accademia Nazionale di Danza; dei Diplomi di VIII corso conseguiti presso le scuole annesse agli Enti Lirici o Fondazioni, nonché dei Diplomi rilasciati da Istituzioni estere ed equiparati a quelli su indicati dai Ministeri competenti in materia d’insegnamento per ogni ordine e grado.

Per capire meglio quali siano i problemi della categoria, pubblichiamo qui un video molto interessante, che contiene l’intervista mandata in onda il 9 dicembre dal TG5 nell’edizione delle ore 13. La giornalista Barbara Palombelli ha intervistato Paola Tenaglia, ballerina e docente di danza, Vicepresidente dell’ANDDICOR.

Anche i diplomati di danza hanno infatti problemi molto simili a quelli dei musicisti e delle Accademie di belle arti. In particolare, sollecitano l’urgente introduzione dei Licei Coreutici e dei Licei Musicali. come previsto dalla Legge 53/2003 (riforma Moratti).

Per contatti, scrivere a questo indirizzo: info@anddicor.it – sito internet http://www.anddicor.it

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Dic 092007
 

Segnaliamo un’interessante esposizione di opere della pittrice Donatella Barbuio, che verrà inaugurata a Milano, prezzo il foyer del Cinema Apollo-spazio cinema, in Galleria de Cristoforis, 3 (fra Corso Vittorio Emanuele e la piazzetta Liberty) – tel. 02 780390.

L’inaugurazione della mostra, che ha per titolo “Invisibile”, avverrà mercoledì 12 dicembre 2007, alle ore 18. La mostra sarà aperta dalle ore 14,30 alle ore 24 fino al 27 gennaio 2008.

Solo nel giorno dell’inaugurazione la mostra sarà accompagnata in sottofondo dalle note del nuovo disco al clavicembalo di Stefano Ligoratti, Direttore artistico di ClassicaViva, che verrà presto pubblicato (cliccate qui per trovare alcune tracce già pubblicate in formato MP3 sul nostro catalogo on-line). Riportiamo qui il commento alla mostra, a cura di Barbara Tregnaghi:

“Terra, sabbia e foglie di ficus, corda, garza, ceralacca, pagine di giornale e carta velina, filo di rame e di ferro sono i “colori” usati da Donatella nei suoi lavori. Ma non è tutto. Nelle sue tele, grandi o piccole che siano, c’è sempre spazio sufficiente per accogliere ed inglobare quello che le stuzzica la fantasia, come il disco del freno di un’automobile che può servire a bloccare il vorticoso flusso di pensieri…
Con estrema naturalezza e con la vivacità di un gioco, l’artista raccoglie e trasforma ciò che trova fuori e dentro di sé.
Quel suo mescolare la poesia con il quotidiano genera ora un clima da mondo parallelo fatto di luce soffusa e silenzio, ora una dimensione ludica e chiassosa, ora una sorta di “era glaciale” dove assale un freddo che paralizza.
Un miscuglio di dolore afono, sfilacciate malinconie e cerebrali cavilli dà vita ai suoi “grovigli” che abitano la pancia, il cuore, la testa delle sue forme antropomorfe e non. E poi ci sono le “ferite”, testimoni di un’avventura azzardata, di un percorso tortuoso, di una rivoluzione. Sono tagli da curare e metabolizzare, che restano indelebili e affascinanti, come nei sulla pelle, come medaglie al valore sulla divisa di un soldato, come foto ingiallite in un album di famiglia.

Con spontaneità ed immediatezza Donatella medita su di sé, va a caccia di serenità e consolazione nell’inesorabile ciclo delle cose.
Condizione insita nell’uomo e nella tela da dipingere è dunque la fragilità. Ma ciò non deve spaventare: esiste sempre il Rammendo, antica ed elegante attività femminile frutto di una ritmica pazienza, di un gesto automatico e pur sempre creativo. Esso si ri-genera, infatti, dal perpetuo scambio dialettico fuori/dentro tracciato dall’ago.

Le note di Stefano Ligoratti fanno da eco all’originario ed autentico sentire delle opere esposte. Le corde del clavicembalo divengono il filo con cui l’artista cuce il suo mondo invisibile.

Barbara Tregnaghi

Stefano Ligoratti al clavicembaloAscolta in podcast Stefano Ligoratti in un brano di Rameau, la Gavotte en la mineur:

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