Dic 042007
 
Il 30 novembre, il giorno dell’uscita nelle sale italiane, ho visto un film che mi è piaciuto moltissimo, e lo recensisco per voi. Perché la vera protagonista di questo film è la musica.Si tratta di “La musica nel cuore”, un film americano della regista Kirsten Sheridan. Il cast è fantastico, ci sono Robin Williams, Freddie Highmore, Keri Russell, Jonathan Rhys Meyers, Terrence Howard, William Sadler, Alex O’loughlin, Marian Seldes, Mykelti Williamson, Ronald Guttman, Aaron Staton, Jamia Simone Nash.Il giovanissimo Freddie Highmore è ritenuto da molti il migliore attore-bambino mai visto sullo schermo. In effetti il suo talento è stupefacente.

Ecco subito qui sotto il trailer originale in inglese, tanto per darvi un’idea. Il film natuaralmente nelle sale è doppiato in italiano, ma è carino sentire le voci originali degli attori… e la musica, soprattutto.

Trovo fantastico parlare di qualcosa che si può far immediatamente vedere ed ascoltare, no? Sotto, la mia recensione.

Title: La musica nel cuore
Author: Kirsten Sheridan
Copyright: © 2007 – Medusa
http://www.medusa.it/
Dunque, la storia. Un bambino orfano, dotato di uno straordinario talento musicale di cui nessuno si è mai accorto, e che non ha mai studiato musica, fugge dall’orfanotrofio tentando di ritrovare i suoi genitori. E’ istintivamente attratto dalla musica, e crede che sarà proprio la musica a fargli ritrovare i suoi genitori. Gli danno del matto, ma lui crede che esistano, da qualche parte. Ed è proprio così. La bella storia d’amore dei genitori persi fa da sfondo alle vicissitudini del piccolo Evan, ribattezzato “August Rush” da un mendicante sfruttatore (un favoloso Robin Williams) che lo fa esibire nel Central Park di New York.E’ una storia che senza dubbio sta tra la fiaba e la realtà, ma a volte è davvero bello sognare e credere che i sogni possano avverarsi e che Dio ascolti i suoi figli e li aiuti (come dice il pastore nero che riconosce l’eccezionalità di Evan, che ha imparato a suonare l’organo della sua chiesa da solo, e lo porta alla Julliard).

Lo strepitoso talento di Evan (che finisce alla Julliard school e impara la musica in pochi mesi, tanto da esibirsi in un grande concerto con una propria composizione), fa proprio pensare alla storia dei bambini indaco di cui parlavo pochi post fa… Se non avessi visto con i miei occhi altri bambini fare performaces simili, non ci crederei davvero… ma i musicisti così esistono anche nella realtà.

Il miracolo lo fa la musica, che nel film ha un ruolo nuovo: è il perno intorno al quale è strutturata tutta la narrazione.

La colonna sonora riesce benissimo a trasmettere allo spettatore le sensazioni del bambino, per il quale tutto – dal vento tra l’erba ai rumori della città – si fa musica. Il concerto finale con la composizione di Evan, che dirige una grande orchestra, presenta una musica nuova, che mixa il nuovo e l’antico, suggestioni sinfoniche con ritmi rock, rumori e suoni della città con melodie al violoncello… musica contemporanea in tutti i sensi. Questa è una sperimentazione che mi piace.

Bello, davvero. Si piange, molto, e si sorride, anche. Sono uscita dal film credendo ancora di più nel miracolo della musica, l’unico linguaggio davvero universale che può unire le persone e farle comunicare. Basterebbe ascoltare… Ce ne vorrebbero di più, di film come questo.

Ines Angelino


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