Nov 252007
 

Ecco un post un po’ strano, ma che penso vi interesserà. Ieri ho letto sulla rivista del Corriere della Sera “Io Donna”, uscita il 24 novembre 2007, un interessante articolo intitolato “La vostra bimba dipinge così?”.

In breve, vi si parla di una giovanissima artista che dipinge in modo supefacente fin dall’età di 4 anni. Si tratta di Akiane, date un po’ un’occhiata al suo sito http://www.artakiane.com (sopra, un suo autoritratto, all’età di 11 anni).
Ma questo non è che lo spunto per parlare di una nuova tipologia di esseri umani che – dicono varie fonti anche scientificamente valide – stanno popolando il pianeta a partire dall’inizio degli anni ’80: i cosiddetti bambini “indaco”, così denominati a causa di un’aura particolare che, chi è in grado di percepirla, definisce, appunto, di color indaco.

Si tratterebbe niente di meno che di una mutazione genetica della razza umana, che rende questi individui “speciali”. Tra le varie caratteristiche ci sarebbero quelle di essere dotati di ingelligenza a quoziente da “geni” (sopra il QI di 130, in ogni caso) e di molte altre particolarità. Non ultima, quella di arrivare sulla terra per salvare la razza umana dall’autodistruzione (una cosetta da niente, dunque!) Copio qui alcune informazioni tratte da un sito molto ben documentato: http://www.stazioneceleste.it/articoli/indaco/dotati.htm. Dunque, i bambini indaco (che oggi magari sono anche giovani adulti) sono riconoscibili perché:

Sappiamo che i Bambini Indaco nascono portando i loro doni divini bene in vista. Molti di loro sono filosofi in erba, che riflettono sul significato della vita e su come salvare il pianeta. Sono scienziati, inventori e artisti di talento a livello innato. Tuttavia la nostra società, che poggia ancora sulla vecchia energia, tende a sminuire i pregi dei Bambini Indaco.

Molti bambini dotati vengono scambiati per bambini con “disturbi dell’apprendimento” secondo la National Foundation for Gifted and Creative Children (Fondazione Nazionale per i Bambini Dotati e Creativi), un ente noprofit e non settario il cui obiettivo principale è di reperire e aiutare questi preziosi bambini. Secondo il parere dei leader di questa organizzazione, “Molti bambini dotati vengono attualmente distrutti dal sistema dell’istruzione pubblica. Gran parte di loro sono falsamente identificati come bambini con DDAI. Nel frattempo è uscito, della stessa autrice (che è anche madre di due Indaco), un libro specifico dal titolo: The Care and Feeding of the Indigo Children (La cura e l’alimentazione dei Bambini Indaco) con presentazione a cura di Jan Tober, Hay House, Carlsbad, CA 2001. N.d.T. Inoltre, molti genitori non sono coscienti che potenzialmente il loro figlio potrebbe essere dotato».

Gli studiosi della Fondazione hanno compilato a seguente lista per aiutarvi a capire se vostro figlio è dotato:

• E’ molto sensibile.

• Ha una quantità eccessiva di energia.

• Si annoia facilmente può sembrare che abbia un livello breve di attenzione.

• Ha bisogno di adulti emozionalmente stabili e sicuri intorno a sé.

• Fa resistenza all’autorità se non è democraticamente orientata.

• Ha modalità di apprendimento preferenziali, specialmente in lettura e in matematica.

• Può facilmente diventare frustrato/a perché ha delle grandi idee ma gli/le mancano risorse o persone che l’assistano nel realizzare questi compiti.

• Apprende a livello esplorativo e fa resistenza all’im parare le cose a memoria o solo ascoltando.

• Non riesce a stare tranquillamente seduto/a a meno che non sia assorto/a in qualcosa che lo/la interessi.

• E’ molto sensibile: ha molte paure, come quella della morte o della perdita dei suoi cari.

• Se sperimenta il fallimento da piccolo/ a può diventare rinunciatario/a e sviluppare blocchi dell’apprendimento permanenti.

Questa a me sembra la descrizione di un Bambino Indaco, e a voi?”

Qui vorrei solo lanciare uno stimolo di discussione. Se andate su Google e digitate “bambini indaco” come chiave di ricerca trovate più di 100.000 pagine web (solo in italinano!) sull’argomento.

In ogni caso, volevo dire: proviamo ad applicare questi criteri ai giovani musicisti che conosciamo: non è che per caso corrispondono in pieno ai bambini “indaco”? Almeno, quelli che conosco io hanno tutti quanti caratteristiche che coincidono in modo quasi inquietante. Non vi nascondo che questo mistero mi intriga molto.

Ne parliamo? Non mi linciate, ma mi sembra un argomento interessante.

Ines

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