Gen 032006
 

ligorattischumannChi si sia trovato ad assistere al Concerto organizzato ad Alassio il 29 dicembre, nel Duomo Sant’Ambrogio, dall’Associazione “E. Elgar”, sotto l’egida del Comune di Alassio, gremito nonostante la scarsa pubblicità data all’evento dalla stampa, ha avuto modo di assistere ad un evento che raramente si verifica in musica.

Intendiamo parlare della prepotente rivelazione di un nuovo, grandissimo talento pianistico italiano.

Un diciannovenne milanese alla tastiera – un ragazzino con già il piglio e l’autorevolezza del grande interprete – ha stupito gli ascoltatori producendosi in una performance degna di un vecchio leone: ha infatti eseguito nella stessa serata, uno dopo l’altro, ben due concerti per pianoforte e orchestra. Per celebrare degnamente l’anno 2006, con il doppio anniversario del 250° della nascita di Mozart e del 150° della morte di Schumann, ha messo in programma il Concerto K 595 e il Concerto in la minore op. 54.

Impresa da far tremare i polsi a chiunque… ma la giovinezza, si sa, può essere anche temeraria, e il giovanissimo pianista ha affrontato con sicurezza il difficile cimento. Ha così offerto una serata musicale davvero insolita, oseremmo dire davvero straordinaria. Accompagnato da un’orchestra tutta giovane ed altrettanto entusiasta (l’Orchestra “Classica Viva”, al suo debutto), sotto la Direzione del Maestro Franco Giacosa, Direttore esperto e sicuro, ci ha fatto provare tutta una gamma di emozioni musicali, centellinando un Mozart delicato, dolce e brillante, sempre di squisita raffinatezza. Questo pianista (di cui sentiremo di sicuro molto parlare in futuro) ha saputo utilizzare tutta la gamma delle capacità espressive del pianoforte, con il quale ha giocato, cantato la sublime malinconia mozartiana, fatto teatro, stupendo con colpi di scena e tutta la gamma della dinamica e dei timbri sonori, sbizzarrendosi in perfetti e perlati virtuosismi quando la partitura lo richiedeva, ma senza nulla mai concedere al cattivo gusto, rimanendo sempre anzi all’interno di un’impeccabile struttura formale all’interno della quale il suono si esprimeva al massimo delle capacità espressive del pianismo. Un fraseggio mozartiano direi memorabile, e sempre fresco ed originale.

ligorattischumann2Questa deliziosa prima parte mozartiana è stata poi seguita da una travolgente esecuzione del Concerto di Schumann, piacevolmente assecondata dall’orchestra trascinata nello stesso clima (e poco importa se qualche piccola imperfezione orchestrale ci sia stata da parte degli ottoni, l’insieme era davvero ottimo, nonostante la giovane età dei musicisti: l’orchestra era intonata, affiatata ed espressiva nei colori, con attacchi impeccabili e rigoroso impianto ritmico).Schumann_Robert

Abbiamo ascoltato uno Schumann interpretato forse con tempi un po’ più veloci del consueto (quasi ineseguibili nel terzo tempo…) ed affrontato con amore e slancio davvero romantici: ne è risultata un’immagine schumaniana vivida ed appassionata, quella dello Schumann grande poeta e re del romanticismo.

Ligoratti è un pianista probabilmente oggi “fuori moda”, che ricorda da vicino grandi interpreti del passato: si assume molti rischi, si getta con impeto nel vortice della musica, fa ruggire e piangere il pianoforte, incurante della difficoltà estrema di certi passaggi, affrontati in tal modo…. e, sorprendentemente, vince. Le sue note sono vive, e parlano di passione, sono tessute di carne e di sangue. Abbiamo visto spettatori con il fiato sospeso, nel miracolo che talora si manifesta in musica, e addirittura qualcuno talmente emozionato da piangere.

Non credevamo di assistere mai davvero a simili scene, di cui avevamo letto relativamente a grandi artisti “di una volta”: ma è successo. La musica di Schumann era terribilmente viva e toccante, il contrappunto tra pianista e orchestra risaltava impeccabile e chiaro, con effetto ligorattialassiomusicale insolito e molto piacevole, e nel terzo tempo la difficile scrittura ritmica, in “emiolie”, era evidente e perfetta, rendendo il dovuto omaggio alla genialità di Schumann.

I bis del pianista – il primo minuetto composto da Mozart e l’ultimo “Tema in mi bemolle” composto da Schumann poco prima di morire, una melodia di rapinosa bellezza , suonata con altissima spiritualità, hanno completato il trionfo.

Il concerto è stato piacevolmente completato da un paio di delicati brani di Edward Elgar (il musicista inglese che lungamente soggiornò in Alassio), eseguiti dalla brava soprano Dorina Caronna con intensa religiosità.

Dimenticavamo quasi di aggiungere che il giovane Ligoratti – che è anche organista e compositore – si è esibito il 4 gennaio in un impegnativo concerto organistico Bachiano, sempre in Alassio, tanto per confermare la propria vocazione di musicista a 360 gradi.

orchestraalassioPer fortuna nel nostro paese ci sono ancora associazioni ed appassionati che cercano di tener viva la musica e di dar fiducia ai giovani, programmando concerti come questo, offerto gratuitamente dall’Amministrazione comunale alassina ai suoi cittadini. Si tratta di esperienze che andrebbero copiate e diffuse.

I musicisti che hanno suonato in questo concerto si sono formati o si stanno specializzando tutti presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano, il che costituisce un’ulteriore testimonianza dell’altissimo livello formativo raggiunto da questa istituzione, e della scommessa vinta dai nuovi corsi istituiti dopo la riforma – fortemente voluta e orientata dal Conservatorio milanese.

In Italia ci sono altri talenti come questi che stanno crescendo nei Conservatori: questo significa che siamo ancora – e dobbiamo rimanere – un grande paese per la musica.

Manlio D’Orazio

Print Friendly, PDF & Email
Loading Comments…

Please Registrati or to leave Comments

Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!