Ott 092005
 

griglioHo avuto modo di leggere qualche tempo fa un articolo che riguardava la direzione d’orchestra nel mondo d’oggi. L’articolo denunciava apertamente il fatto che senza i contatti giusti è quanto meno difficile che un giovane direttore d’orchestra riesca a farsi notare da qualcuno. La direzione d’orchestra è diventato un mestiere prima di essere un’arte, e, grazie a ciò, con qualche contatto al posto giusto anche un direttore mediocre ha la possibilità di assumere posizioni di prestigio.

Questo è comunque solo un effetto collaterale del basso livello dei direttori e della sbagliata concezione che il pubblico stesso ha della figura del direttore d’orchestra.

Partiamo dal primo punto: nel 99% dei casi è l’orchestra a fare la differenza e a portare a termine un’esecuzione perché il direttore non è in grado di trasmettere la musica attraverso il proprio corpo.

Questo fattore naturalmente si riflette anche nei concorsi (a prescindere dai contatti che un candidato possa avere, cosa essenziale nei concorsi): la maggior parte dei concorsi richiede al candidato un video, generalmente comprendente una parte di una prova ed una di un concerto, in base al quale il candidato viene giudicato idoneo o meno ad accedere al concorso vero e proprio. E proprio qui arriva l’inghippo: supponiamo di avere 2 candidati, A e B. Il candidato A è dotato di maggiore talento, ma meno denaro e nessun contatto di rilievo. E’ pertanto costretto ad inviare un video molto probabilmente registrato con un’orchestra di quarta categoria. Sull’altro versante il candidato B ha la possibilità di registrare un video con apparecchiatura ed orchestra professionali. Chi dei due passerà le preselezioni? Ovviamente il secondo candidato. A questo punto si impone una domanda: come si può capire da un video se un candidato è effettivamente all’altezza di fare il direttore oppure no?

A parer mio la commissione dovrebbe mettere il volume a zero: questo permetterebbe di valutare effettivamente quanto un direttore d’orchestra stia facendo per servire la musica, indipendentemente dalla qualità dell’audio e dell’orchestra. In altre parole darebbe la possibilità alle persone di valutare una delle caratteristiche più importanti ed allo stesso tempo più sottovalutate del direttore d’orchestra: la tecnica. Soprattutto negli ultimi decenni il livello di tecnica dei musicisti in palcoscenico si è alzato notevolmente, il che dà loro la possibilità di sopperire alla quasi totale mancanza di informazioni proveniente dal podio. Anche quando il direttore si perde, cosa purtroppo non rara, un’orchestra professionista è in grado di prendere il controllo e finire il concerto, salvando letteralmente il direttore. Ed il pubblico rimarrà totalmente ignaro di ciò che è successo, anzi probabilmente applaudirà il bravo direttore che si sbracciava con tanta veemenza.

E che dire poi di tutte quelle noiose conferenze che un direttore fa subire all’orchestra, magari solo per ottenere un mezzoforte, poiché totalmente incapace di mostrarlo con il proprio corpo?

I professori d’orchestra sono in grado di capire se sarà il direttore a guidarli o se, viceversa, saranno loro a dover guidare il direttore prima ancora che il direttore alzi la bacchetta. E così dovrebbe essere per una commissione di concorso.

Infine, nel caso in cui un direttore venga chiamato all’ultimo momento per sostituire un collega non ci sarebbe certamente spazio per chiacchiere e lunghi discorsi: l’unico alleato a disposizione del direttore è la tecnica.

Tecnica che da sempre è stata sottovalutata dai direttori stessi: se un direttore conosce bene la partitura, è un dato di fatto che la possa anche dirigere. Ma allora si potrebbe dire lo stesso di tutti compositori riguardo alle proprie composizioni, o di qualunque musicista conosca bene una partitura. Il fatto è che non è così semplice. Per gli strumentisti la tecnica è la base fondamentale per riprodurre la musica e potersi esprimere attraverso essa. Così dovrebbe essere per i direttori d’orchestra, che però nella maggior parte dei casi si riducono a semplici metronomi. Secondo il mio parere andare su un podio e battere un perfetto 4/4 per un concerto intero non ha niente a che fare con la direzione d’orchestra. Il direttore ha la responsabilità di mostrare ai musicisti ogni singola cosa (o quasi) che è scritta sulla pagina della partitura e far sì che i musicisti la suonino. I professori d’orchestra dovrebbero rifiutarsi di suonare per dei metronomi. Quello lo possono fare anche a casa da soli.

Ed il pubblico dovrebbe altresì avere la possibilità di comprendere che un direttore non è più lo stereotipato dittatore che impone la propria concezione a suon di urla e artistiche sfuriate, ma che anche la figura del direttore si è evoluta, cercando una collaborazione sempre maggiore con l’orchestra stessa.

Forse quando questi verranno considerati come requisiti essenziali per un direttore avremo meno metronomi a due gambe e valutazioni più eque per qualunque direttore. E non solo quelli emergenti.

Gianmaria Griglio

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