Ott 162005
 

Pubblichiamo qui, condividendone in pieno i contenuti, una lettera aperta scritta alla fine di settembre 2005  da diversi giovani concertisti italiani al Ministro Moratti

 

 

Appello al Ministro
L’insegnamento nei conservatori precluso ai più bravi

Al Ministro Letizia Moratti

Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
On. Letizia Moratti

Onorevole Ministro,

Le scriviamo per segnalarLe la situazione che perdura da anni nel sistema di selezione del personale docente nei conservatori italiani. Tutti noi, firmatari di questa lettera, siamo concertisti affermati a livello mondiale, premiati nei più importanti concorsi internazionali (tra cui: Van Cliburn, Busoni, Rubinstein, Micheli, Cleveland, Casagrande, Geza Anda, Santander, World Piano Masters di Montecarlo, World Piano Competition di Londra, Piano XXème siècle di Orléans) e sovente invitati a tenere corsi e master classes da prestigiose università e conservatori stranieri (si allega un sintetico curriculum di ognuno).

Ebbene, nessuno di noi attualmente ha la reale opportunità di insegnare in un conservatorio italiano, né di essere incluso nella nuova graduatoria nazionale (GU n. 51 del 28/6/2005), non avendo maturato i 360 giorni di servizio richiesti dal decreto legge n. 97 del 7/4/2004, convertito nella legge n. 143 del 4/6/2004. Questa nuova graduatoria ci impedirà di insegnare nei conservatori, salvo auspicabili modifiche, ancora per anni ed anni.

Il livello dei conservatori italiani potrebbe essere ancor più alto e qualificato se la scelta dei docenti non fosse limitata da questo sbarramento. Le sembra giusto che ad un concertista debba essere preclusa la possibilità di insegnare per la sola “colpa” di non aver maturato i 360 giorni di servizio, essendosi invece dedicato ad incidere CD, a dare concerti in tutto il mondo, a vincere concorsi internazionali, ad ampliare la propria cultura conseguendo lauree specialistiche, a tenere corsi per importanti istituzioni all’estero?

Non c’è da meravigliarsi, dunque, se alcuni di noi sono stati (o saranno) costretti ad abbandonare l’Italia e ad accettare l’invito di qualche università straniera (dove peraltro le chiamate per chiara fama sono ben più frequenti, e la selezione dei professori si svolge di solito tramite concorso diretto). Perciò non c’è da stupirsi qualora il livello dell’istruzione musicale statale in Italia sia superato da quello di alcune accademie private, che scelgono i propri insegnanti in base alla loro effettiva bravura e, a volte, anche considerando le preferenze espresse dagli stessi allievi: non certo contando i giorni di servizio. Se anche i conservatori potessero selezionare i docenti con concorsi frequenti, verificando concretamente le loro capacità didattiche e la loro preparazione culturale e professionale, di certo il livello degli studenti ne trarrebbe vantaggio. Del resto, crediamo che per un allievo che voglia intraprendere l’attività concertistica sia molto importante studiare anche con insegnanti concertisti.

A seguito della riforma, i titoli di studio rilasciati dai conservatori sono stati equiparati a quelli universitari: è, dunque, urgente e indifferibile una riqualificazione del corpo docente, specialmente per il triennio e il biennio superiore, in cui la scelta degli insegnanti deve fondarsi su valori di constatata eccellenza. In tal modo si assicurerebbe la presenza nei conservatori di docenti di comprovata fama, esperienza e capacità concertistica oltre che didattica, ed in possesso di lauree, titoli postgraduate, master, Ph.D, acquisiti presso prestigiose università ed accademie europee ed americane. Oggi, purtroppo, anche a causa della ristrettezza dei fondi a disposizione, assistiamo all’automatico impiego del solo personale già interno al conservatorio stesso, con la conseguente vanificazione dello spirito della riforma.

Con la presente lettera intendiamo render noto a Lei e, tramite gli organi di stampa, a tutto il mondo musicale ed accademico, l’urgenza di porre rimedio a questa situazione, che, perdurando, rischia di minare le fondamenta della cultura musicale del nostro Paese.

Alessandra Ammara, Andrea Bacchetti, Maurizio Baglini, Gabriele Baldocci, Michelangelo Carbonara, Andrea Corazziari, Massimiliano Ferrati, Matteo Fossi, Filippo Gamba, Olaf John Laneri, Christian Leotta, Gianluca Luisi, Paolo Marzocchi, Alberto Nosè, Francesco Parrino, Roberto Plano, Enrico Pompili, Roberto Prosseda, Luca Rasca, Luca Trabucco, Mariangela Vacatello, Fabrizio von Arx.

Alessandra Ammara
http://www.alessandraammara.com/
Alessandra Ammara da tempo svolge un’intensa attività concertistica esibendosi nelle principali sale italiane, europee e del nord America (Musikhalle di Amburgo, Salle Cortot di Parigi, Concertgebouw di Amsterdam, Società Chopin di Varsavia, Teatru Manoel Malta), e in Cina, Hong Kong, Stati Uniti, Canada, Sud Africa, Brasile, sia come solista che con Orchestra (Orchestra Sinfonica della Rai, Calgary Philharmonic Orchestra, Orchestra Regionale del Lazio, Jassi Philharmonic, KwaZulu Natal Orchestra, Cape Town Philharmonic, Neue Philharmonie Westfalen). Premiata in numerosi concorsi (Casagrande, Esther Honens, Viotti, Iturbi, Callas), ha collaborato con interpreti di rilievo come il Quartetto Takacs, Rocco Filippini, Anton Kuerti, Alban Gerhardt, e con direttori come Justus Frantz, Grzegorz Nowak, Bruno Aprea, George Pehlivanian. Ha inciso per l’etichetta canadese Arktos musiche di Debussy, Skrijabin e Chopin. È spesso invitata a tenere master classes in tutta Europa e Nord America (Alberta College, Edmonton, Canada; Haverford College, University of Evansville, Stati Uniti; Brahms-Haus, Heide; Schloss vor Husum; Musikhalle, Amburgo).

Andrea Bacchetti, pianista
http://www.andreabacchetti.net/

Talento precoce, incontra Karajan, Berio, Horszowsky, Magaloff. Debutta a 11 anni con i Solisti Veneti. Partecipa ai festival di Lucerna, Salisburgo, Santander, Badworishofen, La Coruna, Torino, Pesaro, Ravello, Belgrado, Brescia e Bergamo. Suona a Berlino (Konzerthaus), Parigi (Salle Pleyel), Roma (I.U.C., Accademia Filarmonica, Parco della Musica), Mosca (Moscow State Philarmonic Society), Praga (Rudolfinum Hall), Madrid (Auditorium National), Buenos Aires (Teatro Coliseo), San Paolo (Teatro Rubinstein), Milano (Serate Musicali) con orchestre di rilievo internazionale (Festival Strings Lucerne, Camerata Salzburg, Filarmonica della Scala, ORTVE – Madrid, ONBA – Bordeaux, Filarmonica delle Nazioni, di Nizza, Cannes, Enesco – Bucarest) sotto la guida di Baumgartner, Bellugi, Bender, Ceccato, Lombard, Frantz, Lu Ja, Maag, Nanut, Pelivhanian, Petitgirard, Valdes, Zedda. Suona in duo con R. Filippini. Il Concorso Micheli 2001 gli assegna il premio per la miglior esecuzione del brano contemporaneo. Il CD DECCA, dedicato a Berio, particolarmente apprezzato dal compositore, è premiato dalle maggiori riviste, tra cui la “nomination” al “Premio Amadeus 2005”. Ha inciso concerti di Mendelssohn con la Prague Chamber Orchestra per “Amadeus”, e di Mozart con i Festival Strings Lucerne.

Maurizio Baglini, pianista
http://www.mauriziobaglini.com/

Nato a Pisa nel 1975, allievo di Piero Rattalino e Lazar Berman all’Accademia Pianistica di Imola, ha vinto all’ unanimità nel 1999 il World Music Piano Master di Monte-Carlo. Ospite di prestigiosi festival internazionali (“Benedetti Michelangeli” di Bergamo e Brescia, Roque d’Anthéron, Löckenhaus, Yokohama – Giappone, Australian Chamber Music Festival), ha collaborato con direttori d’orchestra quali Emmanuel Krivine, Armin Jordan, Donato Renzetti. La sua discografia comprende, fra l’altro, la registrazione dei 27 Studi di Chopin, sia su pianoforte moderno che su strumenti d’epoca (Phoenix Classics), l’integrale delle opere di Bach-Busoni (Tudor), due cd dedicati alle musiche piu’ significative scritte nell’anno 1920 (Quadro Frame), un cd di musiche spagnole edito dalla rivista Suonare News, un live edito dalla rivista francese Classica, un DVD realizzato da Sony Kojima Productions con la New Japan Philharmonic Orchestra.

Gabriele Baldocci, pianista
http://www.gabrielebaldocci.com/

Nato a Livorno nel 1980, allievo dei più prestigiosi insegnanti ed accademie mondiali. E’ stato infatti allievo quadriennale dell’Accademia Pianistica di Imola, studiando successivamente a Vienna con il M° Paul Badura-Skoda, e per cinque anni presso la International Piano Academy di Como come allievo di William Grant Naborè, Lèon Fleisher, Dmitri Bashkirov, Alicia De Larrocha, Claude Frank, Peter Frankl, Andreas Staier, Charles Rosen e Sergio Perticaroli. Dopo la vittoria della Menzione d’Onore al concorso “Martha Argerich” di Buenos Aires nel 2003, e la grande stima ricevuta da parte della leggendaria pianista argentina, la sua carriera si è aperta in tutto il mondo. Tiene regolarmente concerti solistici e con importanti orchestre in Asia, Europa e America. Viene regolarmente invitato a suonare insieme a Martha Argerich in tutto il mondo, collaborando inoltre con musicisti del calibro di Lyda Chen, Alexander Rabinovitch, Dora Schwartzberg, Eduardo Hubert. Laureando in Lettere e Filosofia ed amante dell’attività didattica, sue conferenze e seminari pianistici sono richiesti dalle Università e Istituzioni musicali di tutto il mondo.

Michelangelo Carbonara
http://www.michelangelocarbonara.it/

Nato a Salerno nel 1979, si è diplomato diciassettenne presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma e nel 1999 presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, sempre con il massimo dei voti, vincendo la borsa di studio quale migliore diplomato dell’anno nella classe di Sergio Perticaroli. Si è inoltre perfezionato presso il Mozarteum di Salisburgo e l’Academie Musicale di Villecroze. Nel 2001 è stato ammesso alla celebre International Piano Foundation «Theo Lieven» e successivamente all’International Piano Academy Lake-Como presieduta da Martha Argerich. Vincitore in una ventina di concorsi pianistici internazionali e nazionali, si è esibito nelle più prestigiose sale da concerto italiane ( tra gli altri: Parco della Musica di Roma; Teatro Ghione, Roma; Sala Verdi, Milano) e in numerosi paesi del mondo. Nel 2003 ha debuttato in Cina, suonando fra l’altro presso il Conservatorio Centrale di Pechino, dove ha anche tenuto una masterclass. Ha registrato trasmissioni per emittenti televisive (Rai Uno e Rai Tre le principali) e radiofoniche per Radio Rai. Entro il 2005 verranno pubblicati tre suoi CD. Per l’anno mozartiano 2006 sta preparando i ventisette Concerti di Mozart. Parallelamente si dedica alla composizione e allo studio della direzione d’orchestra.

Andrea Corazziari, pianista
http://www.kha.it/mussorgsky/musso_corazziari_ita.htm

Nato a Roma nel 1975, dopo il diploma in pianoforte e musica da camera presso il conservatorio di “S. Cecilia” è stato allievo di Giovanni Valentini, Boris Petrushanskj , Antonio Ballista e Pier Narciso Masi all’Accademia di Imola. Dedicatosi con passione al repertorio moderno e contemporaneo, ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali: è stato premiato al concorso “Piano XX siècle” di Orléans e il primo premio al “Bucchi” di Roma. Ha suonato come solista e camerista in Italia e in Europa, ospite di importanti stagioni e festival (Accademia di Francia a Roma, Auditorium di Milano, Konzerthaus di Berlino, Salle Cortot di Parigi, teatro di Maastricht, Settembre Musica, La Roque d’Anthéron, festival Romaeuropa). Ha suonato con importanti orchestre e ha suonato sotto la bacchetta di Riccardo Chailly. Divulgatore e didatta, è regolarmente invitato a tenere progetti di diffusione musicale e master class di pianoforte e musica da camera presso importanti istituzioni (MUSICORA a Parigi, Conservatori di Tours e Le Mans; festival Arezzo Wave). Ha registrato CD con musiche moderne e contemporanee, anche a scopo didattico.

Massimiliano Ferrati, pianista
http://www.massimilianoferrati.com/

Massimiliano Ferrati, nato ad Adria nel 1970, si è imposto in prestigiosi concorsi pianistici internazionali, come: il “Rubinstein” di Tel Aviv, il “Busoni” di Bolzano, il “Casagrande” di Terni, l'”Esther Honens” di Calgary, il “Guardian International Piano Competition” di Dublino, il “Rina Sala Gallo” di Monza. Ha studiato con Mila Zamparo, Konstantin Bogino, Paul Badura-Skoda e Sergio Perticaroli (con il quale si è diplomato con il massimo dei voti e la lode presso l’Accademia Nazionale S. Cecilia di Roma). Si è esibito in importanti sale da concerto in Europa (Austria, Francia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Italia, Polonia), Canada, Israele, Stati Uniti, Sud Africa. Ha suonato come solista con prestigiose orchestre: Calgary Philharmonic Orchestra, Israel Philharmonic Orchestra, Moscow Symphony Orchestra, National Symphony Orchestra of Ireland, Orchestra di Padova e del Veneto, collaborando con direttori quali Mario Brunello, Mendi Rodan, Anton Nanut. Ha registrato per la TVP (Telewizja Polska), CBC Radio & Television Canada, RTÉ, Bayerischer Rundfunk München, Israel Radio, BBC Radio, RAI. Docente presso l’Accademia Triennale di Interpretazione Pianistica Mikrokosmos di Ravenna, tiene regolarmente Masterclass per l’Università Showa di Tokyo.

Matteo Fossi, pianista
http://www.matteofossi.com/

Nato a Firenze nel 1978, ha studiato presso la Scuola di Musica di Fiesole, e dopo il diploma si è perfezionato con musicisti quali Maria Tipo, Pietro De Maria, Maurizio Pollini, Pier Narciso Masi, Alexander Lonquich. Vincitore di importanti concorsi e premi nazionali e internazionali, ha una intensa attività solistica e cameristica che lo ha portato ad esibirsi per prestigiosi Associazioni e Festivals italiani (Accademia Filarmonica Romana, Società dei Concerti di Milano, Musica Insieme di Bologna, i Concerti del Quirinale a Roma, Amici della Musica di Firenze, Perugia, Verona, Modena, Padova, Campobasso e Palermo, Lingotto Musica di Torino, Bologna Festival, Ravello Festival, Elba Isola Musicale d’Europa, Ater Festival di Rimini…) e stranieri (Festival du Radio France a Montpellier – Francia -, Oleg Kagan Festival di Kreuth – Germania -Festival di Santander – Spagna -…). Negli ultimi anni è stato invitato inoltre da importanti Teatri in Inghilterra, Stati Uniti, Brasile. Suona fin da piccolo in duo con la violinista Lorenza Borrani ed è pianista del Quartetto Klimt; con entrambe le formazioni, che hanno attirato su di sé l’attenzione di artisti quali Natalia Gutman, Carlo Maria Giulini, Yuri Bashmet e Maurizio Pollini, ha vinto premi e riconoscimenti internazionali ed ha un’intensa attività concertistica e discografica. E’ direttore artistico dell’Associazione “Nuovi Eventi Musicali” di Firenze.

Filippo Gamba, pianista
http://www.filippogamba.it/

Filippo Gamba, nato a Verona nel 1968, ha studiato con Renzo Bonizzato , con Maria Tipo, alla Scuola di Musica di Fiesole e con Homero Francesch. Vanta collaborazioni con prestigiose orchestre, quali i Berliner Sinfoniker, la Wiener Kammerorchester, la SWR-Sinfonieorchester di Stoccarda, la Staatskappelle di Weimar, l’Orchestra della Tonhalle di Zurigo, del Musikkollegium di Winterthur e della City of Birmingham, oltre che l’Orchestra Filarmonica di Israele e la Camerata Academica Salzburg. Ha suonato sotto la direzione di Vladimir Ashkenazy, Simon Rattle, James Colon. In Italia ha suonato per le più importanti Società concertistiche a Roma, Milano, Torino, Firenze, Napoli, Palermo, Trieste, Venezia ed in Europa per i più prestigiosi Festivals (Ruhr, Dortmund, Lucerna, Stresa, Cracovia). La sua attività musicale si spinge oltre l’aspetto solistico. Infatti collabora regolarmente con l’Hugo Wolf String Quartett, il Vanbrugh Quartett, il Michelangelo Quartett e il Quartetto di Cremona. Vincitore di numerosi premi in competizioni internazionali (Van Cliburn, Leeds, Bachauer, Rubinstein-Tel Aviv, Beethoven-Vienna) nel 2000 ha vinto l’8a edizione del Concorso Pianistico Internazionale “Geza Anda”di Zurigo. E’ molto attivo anche come insegnante: infatti oltre ad aver tenuto masterclass in Italia e negli Stati Uniti, è attualmente docente alla Musik-Akademie di Basilea.

Olaf John Laneri, pianista
http://www.olafjohnlaneri.com/

Nato a Catania nel 1971, inizia i suoi studi musicali all’età di sette anni. Si diploma al Conservatorio di Verona e prosegue la sua formazione artistica all’Accademia Pianistica di Imola, dove studia con P.Rattalino, R.Risaliti, e F.Scala. Dopo diverse vittorie in competizioni nazionali, risulta laureato ai concorsi internazionali di Monza, di Tokyo e di Hamamatsu. Nel 1998 vince la cinquantesima edizione del concorso “F. Busoni” di Bolzano (II premio ‘con particolare distinzione’; il I premio non viene assegnato), e nel 2001 ottiene il II premio al World Music Piano Master di Montecarlo. E’ invitato a suonare, come solista e con orchestra (Orchestra dell’Arena di Verona, Symphony Orchestra di Tokyo, Orchestra Filarmonica di Montecarlo), per rinomate stagioni in Italia e in Europa (Festival di Brescia e Bergamo, al Teatro Bellini di Catania, alla Sagra Malatestiana di Rimini, al Festival della Ruhr, alla Herkulessaal e al Gasteig di Monaco, in Salle Gaveau a Parigi e al Festival Chopin in Polonia). Il suo repertorio comprende l’intero corpus delle Sonate di Beethoven, che ha iniziato dalla scorsa stagione a presentare in concerto a Bologna.

Christian Leotta, pianista
http://www.christianleotta.com/
Nato nel 1978, si afferma sulla scena concertistica internazionale dal 2002, quando appena ventiduenne esegue per la prima volta a Montréal l’integrale delle 32 sonate per pianoforte di Beethoven in 8 concerti, risultando in questo modo il più giovane pianista al mondo ad aver mai effettuato la monumentale impresa dai tempi di Daniel Barenboim. L’evento è stato successivamente replicato, con straordinario successo di pubblico e di critica, fra l’altro anche a Como, Rio de Janeiro, Città del Messico e Ville de Québec. Visti gli esiti riscontrati, nell’aprile del 2004 il Presidente della Repubblica Italiana, on. Carlo Azeglio Ciampi, premia Christian Leotta con la sua prestigiosa Medaglia per le sue esecuzioni beethoveniane. Già esibitosi in più di trenta nazioni nei cinque continenti, Christian Leotta ha inoltre suonato con i Münchner Philharmoniker, i Wiener Kammerorchester, l’Orchestra Nazionale Sinfonica della RAI, esibendosi in prestigiose sale concertistiche quali la la “Philharmonie” del Gasteig di Monaco di Baviera, la “Konzerthaus” di Vienna, la “Tonhalle” di Zurigo, il “Teatro Ghione” di Roma, la “Sala Verdi” del Conservatorio di Milano, la sala grande del “Teatro Bunka Kaikan” di Tokyo. Nel 2004, La HdNet Television di Dallas produce un film su Christian Leotta che si unisce alle numerose incisioni discografiche, radio e televisive già effettuate dal giovane interprete.

Gianluca Luisi, pianista
http://www.gianlucaluisi.com/

Nato a Pescara, si è affermato fin da giovanissimo in numerosi concorsi (T.I.M., Concorso Internazionale di Caltanissetta, Premio Rendano, Concorso di Cesenatico, Concorso Internazionale Casella), e nel marzo 2001 ha vinto il primo premio al 4° concorso Internazionale “J. S. Bach” di Saarbrucken tra 54 pianisti provenienti da 26 paesi diversi, acclamato dalla critica tedesca come un nuovo grande interprete di J. S. Bach. L’attività concertistica lo ha visto esibirsi negli U.S.A, in Europa ed in Giappone in sale prestigiose e per importanti associazioni come: Serate Musicali di Milano, Teatro Lirico di Trieste, Accademia Filarmonica di Verona, il Tiroler Festspiele ,Konzert Hall-Chuden Hall(Nagoja, Giappone), Apollon Hall (Hamamatsu, Giappone), Rossini Opera Festival, Teatro San Carlo di Napoli, Schleswig Holstein Musik Festival, Bach Festival di Lipsia.
Ha all’attivo 3 CD. Nel 2005 uscirà la sua incisione integrale del clavicembalo ben temperato di J.S.Bach in 4 CD ed un altro disco con l’Ensemble Concertant Frankfurt per l’etichetta MdG..
Ha in progetto per il 2006 un ciclo di 12 concerti in Germania con tutta la musica per tastiera di J.S.Bach.

Paolo Marzocchi, pianista e compositore
http://www.paolomarzocchi.it/

Paolo Marzocchi, pianista e compositore, si è diplomato in pianoforte, composizione e musica elettronica presso il conservatorio Rossini di Pesaro, perfezionandosi con Leslie Howard e Salvatore Sciarrino.
E’ membro della British Liszt Society di Londra e dell’Istituto Liszt di Bologna che gli ha affidato la prima esecuzione di alcuni inediti lisztiani. Ha ricevuto commissioni dal Concorso Internazionale “Città di Senigallia”, dal Teatro dell’Opera di Roma, dalla Fondazione Arena di Verona, dall’associazione Musicamorfosi di Milano e dall’Orchestra Sinfonica di Grosseto e recentemente dal Festival “Terra di Teatri” di Macerata. Sue opere sono state eseguite all’Accademia Chigiana di Siena, all’Auditorium di Milano, al teatro BKA di Berlino, al Kawasaki Festival e alla Suntory Hall di Tokyo, e sono pubblicate da Sonzogno.
Collabora attualmente con diversi artisti, tra cui gli scrittore Joseph Denize e Goran Mimica, il regista Michal Kosakowski, il poeta Gianni D’Elia, il direttore d’orchestra Michele Mariotti.
Insegna Sound Design presso l’Università di Macerata e nelle accademie di Macerata e Urbino.

Alberto Nosè, pianista
http://www.albertonose.com/

Nato nel 1979, ha vinto: Premio Venezia (1998), 2° premio con particolare distinzione al Busoni di Bolzano (1999), 5° premio al Chopin di Varsavia (2000), 1° premio al Vendôme di Parigi (2000), 2° premio di Londra (2002), 1° premio al Maj Lind di Helsinki (2002), 1° premio al Gante di Pordenone (2002), 2° premio al Long-Thibaud di Parigi (2004), 1° premio al Paloma O’Shea di Santander (2005) assegnato per la prima volta ad un italiano. Ha seguito i corsi di Lonquich, Lortie, Jasinski, Vardi, Kämmerling, Ts’ong, Beroff, Badura-Skoda, Perahia, Pollini. Tiene concerti in tutto il mondo: Auditorium di Milano, Lingotto di Torino, Salle Gaveau e Theatre du Chatelet di Parigi, Festival di Ginevra, Konzerthaus di Berlino, BeethovenFest di Bonn, Megaron di Atene, Filarmonia di Varsavia, Mozarteum di Salisburgo, Finlandia Hall di Helsinki, Royal Festival Hall di Londra, Steinway Hall di New York, Benaroya Hall di Seattle, Suntory Hall di Tokyo, MASP de Sao Paulo. Ha suonato con la London Philharmonic, Orchestre National de Lille, Warsaw Philharmonic, Janacek Philharmonic, Finnish Radio Symphony, Staatsorchester di Stoccarda, Orchestra Sinfonica di Madrid. Ha registrato 3 CD.

Francesco Parrino, violinista
http://www.albatrosensemble.com/

Diplomato al Conservatorio G. Verdi di Milano, si è perfezionato presso l’Hogeeschool voor de Kunsten di Utrecht, la Royal Academy of Music di Londra dove, primo italiano, ha ottenuto il Master in performance. Presso il Royal Holloway College-Università di Londra sta ultimando un Ph.D sulla musica italiana del ‘900. Tra i suoi insegnanti, K. Wataia, M.Hasson, Y. Neaman e D. Takeno. Vincitore di numerosi concorsi tra cui C. Grabowsky Prize, J. Bloch Prize, svolge una intensa attività concertistica come solista e in varie formazioni cameristiche. Ha tenuto concerti in tutto il mondo collaborando con gli Istituti di Cultura di Londra, Istanbul, Santiago del Cile, Bucarest, Lima, New York, San Pietroburgo. Affianca all’attività concertistica quella di ricercatore. È stato invitato al St. John College-Università di Oxford e all’Università di Cambridge. Contribuirà con un saggio al primo volume ‘The Violin Concerto in the Nineteenth and Twentieth Century’. Numerose master classes sul pensiero di C. Flesch e lo sviluppo della tecnica violinistica. Violinista dell’Albatros Ensemble ha registrato per Agorà e per Stradivarius un CD con pezzi dedicati alla formazione.

Roberto Plano, pianista
http://www.robertoplano.com/

Nato a Varese nel 1978, ha vinto il Cleveland International Piano Competition (2001) e si è affermato successivamente all’Honens di Calgary (Canada) e al Van Cliburn (USA), successi grazie ai quali ha compiuto numerosissime tornées in alcune delle più importanti sale del mondo (Severance Hall di Cleveland, Lincoln Center di New York, Sala Verdi di Milano, Herculessaal di Monaco, Salle Cortot di Parigi, Palacio de Festivales di Santander) registrando per prestigiose radio, quali NPR, WNYC, Radio Tre, Polskie Radio 2, Bayern 4 Klassik. Si è esibito in importanti festivals (Williamstown International Piano Festival – USA, International Chopin Festival – Polonia, MusicaRivaFestival e Settimane Musicali di Stresa – Italia) e ha suonato sotto la direzione di Sir Neville Marriner, James Conlon e Gianluigi Gelmetti. Ha inciso 2 due CD (per Sipario, Italia e Azica, Usa) e un nuovo progetto discografico è previsto per il 2006 per l’etichetta canadese Arktos. Ha già tenuto numerosi corsi di perfezionamento in importanti istituzioni quali Kent State University, Augusta State University, Cleveland Institute of Music, Conservatorio di San Juan, ed è stato selezionato da Philippe Entremont per incidere un DVD prodotto dalla NHK (Giappone).

Enrico Pompili, pianista
http://www.enricopompili.com/

Enrico Pompili, nato a Bolzano, ha vinto il primo premio assoluto al Concorso “Opera Prima Philips” di Milano, grazie a cui ha inciso un CD solistico per la Philips Classics. In seguito ha ottenuto il secondo premio al concorso di Hamamatsu e nel 1995 ha trionfato alla XII edizione del Concorso Internazionale “Paloma O’ Shea”di Santander, ottenendo il “Premio de Honor” e il Premio speciale per la musica contemporanea. La sua intensa attività concertistica lo ha portato ad effettuare tournées in molti Paesi europei (Italia, Austria, Svizzera, Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Gran Bratagna, Irlanda, Slovacchia) ed extraeuropei (Stati Uniti, Giappone, Argentina, Venezuela, Colombia, Uruguay, Ecuador, Cile, Panama, Rep. Dominicana). Ha collaborato con numerose orchestre, tra cui la Royal Philarmonic Orchestra di Londra, l’Orpheus Chamber Orchestra di New York, la Filarmonica di Varsavia, l’Orchestra Nazionale di Spagna, la “Haydn” di Bolzano e Trento, l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, l’Orchestra Filarmonica di Torino, l’Orchestra Regionale Toscana. Ha recentemente inciso per Phoenix Classics l’integrale delle opere per pianoforte del compositore argentino Alberto Ginastera.

Roberto Prosseda, pianista
http://www.robertoprosseda.com/

Nato nel 1975, si è affermato in numerosi concorsi internazionali (“Micheli”, “Casagrande”, “Schubert” di Dortmund, “Mozart” di Salisburgo). Ha suonato come solista con la Filarmonica della Scala, la Mozarteum Orchester di Salisburgo, l’orchestra di Santa Cecilia. Ha tenuto recitals in più di 40 nazioni (Oriental Arts Center di Shanghai, Filarmonica di Mosca, Grosser-Saal del Mozarteum, Teatro alla Scala e Serate Musicali di Milano, Filarmonica Romana, Teatro la Fenice, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Comunale di Bologna, Festival Pianistico di Bergamo e Brescia, Settembre Musica di Torino). Laureato con lode in Lettere presso l’Università La Sapienza di Roma, è autore di vari saggi musicologici ed è regolarmente invitato a tenere seminari e master classes in prestigiose istituzioni (“Georgetown” Univ. di Washington, “Pepperdine” Univ. di Los Angeles, Conservatorio “Xing Hai” di Canton, l’Australian National University). Ha inciso otto CD, tra cui l’integrale delle opere pianistiche di Petrassi e di Dallapiccola. Nel 2005 la Decca ha pubblicato il suo CD “Mendelssohn Discoveries”, con brani di Mendelssohn in prima registrazione mondiale.

Luca Rasca, pianista
http://www.lucarasca.com/

Nato il 31 maggio 1972, Luca Rasca si è diplomato a sedici anni al Conservatorio “Verdi” di Torino con dieci e lode sotto la guida di Maria Golia. Ad appena 11 anni debutta a Milano per le Serate Musicali. Nel 1990 è l’unico italiano scelto dalla Scuola di musica di Fiesole per partecipare alla storica masterclass di Maurizio Pollini. Ha studiato in seguito con Sergio Perticaroli con il quale si è diplomato con il massimo dei voti e la lode all’Accademia Nazionale “S. Cecilia” di Roma. È vincitore di prestigiosi premi nazionali e internazionali: Viotti di Vercelli, Città di Albenga, Schubert di Dortmund, Casagrande di Terni, World Piano Competition di Londra, Busoni di Bolzano, Sanremo Classico, Città di Marsala, Trevisan di Ravenna, Città di Cesenatico, Scriabin di Grosseto, Paul Harris 2005 di Verbania, Città di Treviso, Terme di Saturnia, Riviera Etrusca di Piombino, Città di Minerbio, Palma d’Oro di Finale Ligure, Città di Padova, Pecar di Gorizia, Rovere d’oro di S.Bartolomeo, Viotti Valsesia, Porrino di Cagliari, Chopin 2004 di Roma.

Luca Trabucco, pianista
http://www.lucatrabucco.com/

Nato a Salerno nel 1970, allievo, fra gli altri, di Piero Rattalino, Lazar Berman e Alexander Lonquich all’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola, ha vinto numerosi concorsi pianistici nazionali internazionali e recentemente si è affermato come uno dei 3 “laureates” del New Orleans International Piano Competition; ha suonato per istituzioni di rilievo e con orchestre prestigiose (Tyroler Festspiele di Erl, Arena di Verona, Louisiana Philharmonic Orchestra, Virtuoso Classics Festival a Malta, Teatro La Fenice di Venezia) e con direttori quali Marvulli, Renzetti, Jonescu, Seibelt. Il suo CD di esordio con musiche del ‘900 francese per Phoenix Classics è stato giudicato sulla stampa specializzata come un documento fondamentale per lo studio del repertorio trattato ed è stato seguito da un CD Beethoveniano per l’Università Bocconi di Milano e ancora da un CD allegato al mensile Suonare News. Da sempre molto attivo nell’ambito della musica contemporanea è anche compositore premiato in concorsi nazionali, pubblica per la Edi-Pan di Roma.

Mariangela Vacatello, pianista
http://www.mariangelavacatello.com/

Nata nel 1982, Mariangela Vacatello ha vinto il primo premio in numerosi concorsi pianistici nazionali (tra i quali quello della Società Umanitaria, la IV rassegna musicale “Migliori diplomati d’Italia” tenutasi a Castrocaro Terme e il Premio Venezia 2000).Nel 1999 si è aggiudicata il secondo premio al concorso internazionale ” F. Liszt” di Utrecht; nel giugno 2003 ha ottenuto inoltre il secondo premio, premio del pubblico e della critica al concorso internazionale Città di Cantù. Nel settembre 2005 ha vinto il 2° premio al Concorso Busoni di Bolzano.
Dopo il debutto, a 14 anni, con l’orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano con il Primo Concerto di Liszt, ha svolto intensa attività concertistica in Italia, in differenti città europee (Parigi, Salisburgo, Bruxelles, Berlino), a New York, in Messico e in Sud Africa, esibendosi come solista con diverse orchestre e con strumentisti illustri, quali Rocco Filippini, Ilya Grubert, Toby Hoffman. Grazie al primo premio vinto all’International Piano Competition “Premio Concerti in Villa” del 2004, ha suonato con la Lithuanian Symphony Orchestra diretta da Krysztof Penderecki e si esibirà in un recital solistico alla Carnegie Recital Hall di New York e alla Northeastern Illinois University of Chicago nel 2005/2006.

Fabrizio von Arx, violinista
http://www.fabriziovonarx.com/

Nato a Napoli, si è diplomato il Conservatorio di S. Pietro a Majella e si è perfezionato a Ginevra (diploma di Virtuosité, primo premio) con Corrado Romano e all’Indiana University di Bloomington (Performer Diploma) con Franco Gulli e Nelli Skolnikova. Si è, inoltre, avvalso dei consigli di Salvatore Accardo. Ha iniziato giovanissimo ad esibirsi in pubblico, debuttando a sedici anni con l’Orchestra Scarlatti di Napoli. Ha tenuto concerti per importanti istituzioni: Serate Musicali di Milano, Les Concerts de Montebenon a Losanna, Stagione Cameristica della Radio della Suisse Romande, Cité de la Musique di Parigi, Teatro di Grenoble, Oriental Arts Center di Shanghai, XingHai Concert Hall di Canton, Università di Pechino, Tonhalle di Zurigo. Ha suonato come solista con la Symphonisches Orchester Zürich, l’Orchestra da Camera di Praga, l’Orchestra di Padova e del Veneto, i Solisti di Mosca (insieme con Yuri Bashmet), con direttori come Peter Maag e Alexander Vedernikov. Da anni suona regolarmente in duo con Bruno Canino. Ha inciso l’integrale delle composizioni per violino e piano di Prokofiev (Nuova Era) e di Schumann con Bruno Canino (Dynamic). Insegna violino al conservatorio di Ginevra.

Ott 092005
 

griglioHo avuto modo di leggere qualche tempo fa un articolo che riguardava la direzione d’orchestra nel mondo d’oggi. L’articolo denunciava apertamente il fatto che senza i contatti giusti è quanto meno difficile che un giovane direttore d’orchestra riesca a farsi notare da qualcuno. La direzione d’orchestra è diventato un mestiere prima di essere un’arte, e, grazie a ciò, con qualche contatto al posto giusto anche un direttore mediocre ha la possibilità di assumere posizioni di prestigio.

Questo è comunque solo un effetto collaterale del basso livello dei direttori e della sbagliata concezione che il pubblico stesso ha della figura del direttore d’orchestra.

Partiamo dal primo punto: nel 99% dei casi è l’orchestra a fare la differenza e a portare a termine un’esecuzione perché il direttore non è in grado di trasmettere la musica attraverso il proprio corpo.

Questo fattore naturalmente si riflette anche nei concorsi (a prescindere dai contatti che un candidato possa avere, cosa essenziale nei concorsi): la maggior parte dei concorsi richiede al candidato un video, generalmente comprendente una parte di una prova ed una di un concerto, in base al quale il candidato viene giudicato idoneo o meno ad accedere al concorso vero e proprio. E proprio qui arriva l’inghippo: supponiamo di avere 2 candidati, A e B. Il candidato A è dotato di maggiore talento, ma meno denaro e nessun contatto di rilievo. E’ pertanto costretto ad inviare un video molto probabilmente registrato con un’orchestra di quarta categoria. Sull’altro versante il candidato B ha la possibilità di registrare un video con apparecchiatura ed orchestra professionali. Chi dei due passerà le preselezioni? Ovviamente il secondo candidato. A questo punto si impone una domanda: come si può capire da un video se un candidato è effettivamente all’altezza di fare il direttore oppure no?

A parer mio la commissione dovrebbe mettere il volume a zero: questo permetterebbe di valutare effettivamente quanto un direttore d’orchestra stia facendo per servire la musica, indipendentemente dalla qualità dell’audio e dell’orchestra. In altre parole darebbe la possibilità alle persone di valutare una delle caratteristiche più importanti ed allo stesso tempo più sottovalutate del direttore d’orchestra: la tecnica. Soprattutto negli ultimi decenni il livello di tecnica dei musicisti in palcoscenico si è alzato notevolmente, il che dà loro la possibilità di sopperire alla quasi totale mancanza di informazioni proveniente dal podio. Anche quando il direttore si perde, cosa purtroppo non rara, un’orchestra professionista è in grado di prendere il controllo e finire il concerto, salvando letteralmente il direttore. Ed il pubblico rimarrà totalmente ignaro di ciò che è successo, anzi probabilmente applaudirà il bravo direttore che si sbracciava con tanta veemenza.

E che dire poi di tutte quelle noiose conferenze che un direttore fa subire all’orchestra, magari solo per ottenere un mezzoforte, poiché totalmente incapace di mostrarlo con il proprio corpo?

I professori d’orchestra sono in grado di capire se sarà il direttore a guidarli o se, viceversa, saranno loro a dover guidare il direttore prima ancora che il direttore alzi la bacchetta. E così dovrebbe essere per una commissione di concorso.

Infine, nel caso in cui un direttore venga chiamato all’ultimo momento per sostituire un collega non ci sarebbe certamente spazio per chiacchiere e lunghi discorsi: l’unico alleato a disposizione del direttore è la tecnica.

Tecnica che da sempre è stata sottovalutata dai direttori stessi: se un direttore conosce bene la partitura, è un dato di fatto che la possa anche dirigere. Ma allora si potrebbe dire lo stesso di tutti compositori riguardo alle proprie composizioni, o di qualunque musicista conosca bene una partitura. Il fatto è che non è così semplice. Per gli strumentisti la tecnica è la base fondamentale per riprodurre la musica e potersi esprimere attraverso essa. Così dovrebbe essere per i direttori d’orchestra, che però nella maggior parte dei casi si riducono a semplici metronomi. Secondo il mio parere andare su un podio e battere un perfetto 4/4 per un concerto intero non ha niente a che fare con la direzione d’orchestra. Il direttore ha la responsabilità di mostrare ai musicisti ogni singola cosa (o quasi) che è scritta sulla pagina della partitura e far sì che i musicisti la suonino. I professori d’orchestra dovrebbero rifiutarsi di suonare per dei metronomi. Quello lo possono fare anche a casa da soli.

Ed il pubblico dovrebbe altresì avere la possibilità di comprendere che un direttore non è più lo stereotipato dittatore che impone la propria concezione a suon di urla e artistiche sfuriate, ma che anche la figura del direttore si è evoluta, cercando una collaborazione sempre maggiore con l’orchestra stessa.

Forse quando questi verranno considerati come requisiti essenziali per un direttore avremo meno metronomi a due gambe e valutazioni più eque per qualunque direttore. E non solo quelli emergenti.

Gianmaria Griglio

Ott 012005
 

lagan…Venerdì 23 settembre si è tenuto a Lodi, nel Tempio Civico dell’Incoronata, un concerto davvero straordinario. Si trattava di un recital clavicembalistico di Ruggero Laganà, con un programma davvero insolito, che  riportiamo integralmente in calce a questo articolo, per una miglior comprensione della nostra recensione.

L’incredibile Tempio dell’Incoronata, rutilante d’oro e smalti, decorato in ogni minimo particolare, è stato uno scenario perfetto per un concerto davvero fuori dal comune, che spaziava dal barocco al contemporaneo con assoluta scioltezza ed eleganza, dipanando un discorso musicale nel quale i vari brani erano collegati con grande raffinatezza dalla forma (si veda ad esempio la splendida serie di “Passacaglie” del primo tempo, conclusasi con una scintillante Passacaglia di Haendel).

Incoronata2Le “Ghirlande”, titolo di un brano di Couperin, come pure di uno composto dal Maestro Laganà, sarebbe stato un titolo perfetto per questo concerto, incastonato come una gemma musicale nell’incredibile cornice scenografica della Chiesa. I putti barocchi ascoltavano rapiti il ragionar “fiorito” del cembalo e il cielo stellato degli archi della collegiata era lo scenario – da mille e una notte – perfetto per musica così lussureggiante e viva, che si faceva carne e sangue con il cembalista che suonava in mezzo a un quadro con la decollazione di Giovanni Battista ed un altro con la deposizione dalla Croce…

Ma c’è stato anche posto per sublimi preludi di Bach incoronata1(come il primo dal Clavicembalo ben temperato, in un’interpretazione velocissima e molto personale, davvero insolita e magnifica, come pure il preludio in do minore, originariamente scritto per liuto).

Ruggero Laganà è musicista straordinario, entrato fino in fondo nello spirito del barocco – che davvero fa rivivere per noi: la maraviglia, lo stupore, la sovrabbondanza, la gioia della musica irrompono dalla sua tastiera in modo talora non convenzionale, mai accademico, mai scontato, con prodigiosa freschezza ed attualità, sempre pulsanti di ritmo ed energia ai limiti del virtuosismo, e al tempo stesso raffinatissimi.

Il passaggio dal grande Maestro dell’armonia Couperin al contemporaneo Ligeti è stato effettuato in modo volutamente quasi impercettibile, per sottolinearne il clima di inaspettata continuità. Il clavicembalo è stato così veicolo di inattese sonorità contemporanee, rivelando una stupefacente modernità timbrica.

Al Maestro Laganà è così riuscito il miracolo di coniugare spettacolo e cultura, raffinatezza e virtuosismo,  musica antica e contemporanea: davvero un maestro dell’armonia…

Si è trattato di un’operazione culturale intelligente ed insolita, che conferma  ancora una volta la grande vitalità e creatività dei musicisti italiani (citiamo, come ulteriore esempio, il bel brano del Maestro Alessandro Solbiati, appositamente composto per l’amico Laganà, e ad egli dedicato, in prima esecuzione assoluta).

Il concerto, apprezzatissimo dal numeroso pubblico, è stato organizzato ed offerto gratuitamente dal Comune di Lodi, nell’ambito della rassegna “Contemporaneamente”, davvero un esempio di lungimiranza e di illuminata capacità di fare cultura e di promuovere la propria città  da parte dell’Assessore Andrea Ferrari, che non conosciamo, ma al quale vanno comunque i nostri più sinceri complimenti e ringraziamenti. Con l’augurio che costituisca un esempio per tutti, speriamo.

Ines Angelino

PROGRAMMA

F. COUPERIN   “Ordre 24” (prima parte):
Les vieux   Seigneurs
Les Jeunes Seigneurs (I e II)
Les Dars-homicides
Les Guirlandes (I e II)
R. LAGANA’    Les Guirlandes
F. COUPERIN    “Ordre 24” (seconda parte)
Les Brinborions (I, II, III e IV)
La Divine Babiche ou les amours badino
La Belle
L’Amphibie (Mouvement de Passacaille)
G. LIGETI  Passacaglia ungherese
G.F. HAENDEL Passacaglia in sol minore
Intervallo
J.S. BACH   3 Preludi
F. COUPERIN  Les Barricades Misterieuses
Le Tic-Toc-Choc
G. LIGETI   Continuum
L. COUPERIN   Chaconne
B. STORACE  Ciaccona
G. LIGETI  Hungarian Rock (Chaconne)
A. SOLBIATI  dalle 11 Variazioni: VI (Prima esecuzione assoluta)
W.BYRD- …  Bird-boogie

 

Completiamo questa recensione con brevi note sul magnifico Tempio dell’Incoronata di Lodi, e rimandiamo anche alla bella pagina internet http://www.nuovaricerca.org/schede/incoronata_lodi.htm, dalla quale abbiamo ripreso le notizie.

Sorto nel 1488 su disegno di G.B. Battagio, il Tempio dell’Incoronata costituisce uno dei capolavori del Rinascimento Lombardo. Il Tempio si presenta come un edificio ottagonale con matroneo ad archetti e cupola ad ombrello illuminata da finestrature tonde. Fin dall’inizio la Chiesa venne affrescata dai pittori pavesi Giovanni e Matteo Dalla Chiesa e, dal 1514, vi operarono i Piazza da Lodi. Degne di nota sono anche le quattro tele di Ambrogio da Fossano,  detto il Bergognone. L’organo, del 1507, è opera di Domenico di Lorenzo da Lucca. La decorazione parietale del Tempio dell’Incoronata è in gran parte opera di Callisto e fratelli Piazza che proprio dai motivi decorativi delle lesene iniziarono a Lodi il genere della grottesca con fiori, frutti, trofei, strumenti musicali, animali di vario genere tra putti.

Una curiosità: Harmonia Mundi…

E’ possibile che un edificio in pietra possa racchiudere le stesse ‘armoniche’ musicali, gli  stessi rapporti ‘spaziali’, le vibrazioni che poi, se si è in grado di coglierle, colpiscono i nostri sensi esattamente come può fare una sequenza di onde sonore, che può giungerci come dolce melodia o come insopportabile stonatura?  Chi si interessa di tali tematiche sa che i Grandi Architetti conoscevano – pressoché in ogni epoca – bene il rapporto fra le proporzioni architettoniche e gli intervalli musicali.

Leon Battista Alberti, nel suo trattato sull’Architettura, asseriva a ragion veduta, infatti, che bisognasse ricavare la regola delle proporzioni architettoniche “dai musici, ai quali sono perfettissimamente noti questi numeri”.

Il Tempio dell’Incoronata di Lodi sembra rispondere a questa Armonia; infatti studi recenti sull’impianto spaziale dell’edificio hanno evidenziato che sia i rapporti planimetrici  sia quelli volumetrici sono governati dalle stesse regole che determinano l’armonia musicale. Un dato importante, che è supportato anche dal fatto che quando il Tempio venne ideato e progettato, a Lodi vi era uno dei massimi teorici musicali dell’epoca, Franchino Gaffurio, strettamente legato al vescovo Pallavicino. Gaffurio e Battagio inoltre si conoscevano, poiché il primo affidò all’architetto la ristrutturazione della chiesa di San Marcellino a Milano, di cui era il beneficiario, nel 1491.

Il Tempio dell’Incoronata si può definire armonico, non solo per la perfetta proporzione degli elementi architettonici e degli spazi ma anche dall’equilibrata e organica distribuzione delle fonti di illuminazione (il tema della ‘luce’  è costante nel Rinascimento e si rifà alla matrice dell’Accademia Platonica). Il progetto del Battagio permise di mettere in risalto sapientemente le decorazioni e le cromature cosa che, seppure si siano succedute trasformazioni pittoriche e decorative all’ interno del Tempio, si è potuta mantenere.

Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!