Home

 

Perché i Grandi Vecchi non devono ritirarsi – di Luca Ciammarughi

Leonardo GelberSe "The Spectator", qualche giorno fa, ha titolato "Pollini needs to retire" (Pollini deve ritirarsi), cosa dovrebbe titolare dopo il concerto monegasco di Bruno Leonardo Gelber, in cui, accanto a momenti di grazia e incanto assoluti, abbiamo assistito allo sgretolamento di quella che fu una tecnica sovrana? Note false a manciate, deragliamenti, pedali assenti o che al contrario restavano giù oltre ogni immaginazione possibile. Cosa avrebbe dovuto scrivere? "Gelber deve andare a nascondersi?". No, non avrebbe dovuto.

Prendiamo il mondo del pop. Chi si affeziona a un grande cantante, continua ad andarlo ad ascoltare anche se magari non è più quello di un tempo. C'è una sorta di attaccamento umano, la riconoscenza per aver segnato un momento della nostra vita, una serie di fattori che evadono dal fattore puramente tecnico. Il mondo degli esperti della musica classica, che siano critici o appassionati o musicologi o musicisti, tende invece talvolta ad avere uno sguardo più distaccato sulla performance, forse in nome dell'idea che ciò che è importante è che la partitura venga restituita in modo integro. Se il messaggio del compositore viene messo in pericolo, non c'è scusa che tenga. Pollini, Gelber, Santi e compagnia sono ancora in grado di restituire la totalità della partitura per come dovrebbe essere? No? Allora a casa!

Ma le cose non stanno così, perché, anche se ai ragionieri può dare fastidio, anche nella musica classica ci sono divi e dive (sissignori) che si sono guadagnati la loro fama imponendosi come personalità uniche e magnetiche. Davvero qualcuno può pensare che, togliendo di mezzo Pollini o Gelber, non ci sia spazio per i giovani? A me sembra invece che la musica classica (mettiamola pure senza virgolette) stia risalendo la china proprio per il fatto di essere più inclusiva, meno moralista, meno "io so tutto e tu non capisci un cazzo, vai a studiare e poi torna ad ascoltare un concerto, se te lo meriti!". Non mi sembra che nel pop o nel rock le nuove band soffrano molto il fatto che i Rolling Stones siano ancora in circolo, per dire. Anzi.

L'altroieri ho incontrato Gelber. 76 anni, poliomelitico dall'infanzia, quindi sostanzialmente deforme, 3 mesi fa è caduto dalle stampelle e si è rotto le ginocchia. "Ma a parte questo, il resto va bene!" mi dice con un bellissimo sorriso e i suoi occhi sempre magnetici, accuratamente truccati. Nonostante tutto, gli piace ancora sentirsi un divo. E perché no? Quest'uomo ha suonato 400 volte il Concerto Imperatore di Beethoven nelle più grandi sale, ha donato anima e corpo a pubblici di tutto il mondo, ha inciso e suonato con Ansermet, Celibidache, Keilberth, Colin Davis, Dorati, Haitink, Kondrashin, Leinsdorf, Maazel, Szell, Tennstedt e molti altri. "Krips mi ha detto di non suonare troppo forte in Mozart, di cercare le nuance per esprimere anche i sentimenti più delicati". "Scaramuzza era odioso, un uomo amaro, ma che sapienza! Gli devo tantissimo". "Marguerite Long, benché brutta, era la donna più adorabile che io abbia conosciuto. Mi metteva le mani sulle spalle e io suonavo subito meglio". "Michelangeli era un vero divo. Sapeva di essere bello e sorrideva di rado. Una volta andai a trovarlo in camerino dopo un concerto. Aveva sbagliato qualche nota, ma davvero poche. Lo trovai affranto, quasi disperato. Gli dissi che il concerto era stato fantastico. Sorrise, mi ringraziò, fu sollevato dal peso che lo opprimeva".

Che vuoi dirgli a uno così? Vuoi fargli le pulci? Gelber oggi non è recensibile, è un portatore di storie, con la parola ma anche attraverso il suono.
Ieri mattina c'erano non solo le prove del concerto di Gelber, ma anche quelle del Mozart di Bavouzet. I due pianisti, nell'intervallo, si sono messi però a confrontare le rispettive visioni del Concerto di...Grieg! Fuori programma. "Sì, è scritto così, ma qui io faccio ciò che mi detta il cuore!" dice Gelber per un particolare passaggio. Ciò mi ricorda molto Artur Rubinstein che dà consigli a Eric Heidsieck per un passaggio del Concerto n. 2 di Chopin ("diminuendo?! No: crescendo e accelerando!"). E ancora: cosa vuoi dirgli? Che non è filologico? Che la personalità invade la musica rovinandone la purezza autentica? No, no e poi no.

Il mio non è buonismo, tutt'altro. Credo che semplicemente un grande artista, anche in disfacimento, non possa essere osservato con lo sguardo chirurgico con cui si valutano altre cose della vita. È come andare dalla nonna, che ha fatto per tutta la vita delle tagliatelle da premio Nobel, e accorgersi che a 90 anni perde colpi e le tagliatelle sono buone sì, ma non memorabili come un tempo. Ha fatto un po' casino con gli ingredienti. Che fai, le recensisci le tagliatelle? 'Guarda, nonna, non ci siamo, ritirati, riposati, lascia perdere le tagliatelle'. Stai sicuro che in pochi mesi va all'altro mondo.

Ultimi articoli di Luca Ciammarughi

  • "Le timbre d'argent" fra lussuria e straniamento
    “Le timbre d’argent” fra lussuria e straniamento

    L’Opéra Comique di Parigi, in coproduzione con Palazzetto Bru Zane, ha messo in scena con grande successo dal 9 al 19 giugno Le timbre d’argent di Camille Saint-Saëns: opera sfortunata fin dalla nascita, poiché il compositore dovette attendere ben tredici anni per vederla rappresentata, dopo una serie di peripezie. La [continua a leggere]

  • L'eterna maturità di Anne-Sophie Mutter
    L’eterna maturità di Anne-Sophie Mutter

    Spesso, nel caso di artisti maturi che abbiano conservato la freschezza dei verd’anni, si parla di “eterna giovinezza”. È una retorica quasi fastidiosa, spesso nutrita da un fraintendimento della poetica pascoliana del “fanciullino”: è quasi impossibile che un musicista conservi lo stupore delle prime volte, l’incanto dei primi contatti coi [continua a leggere]

  • Don Giovanni sapiosexual conquista la Scala
    Don Giovanni sapiosexual conquista la Scala

    Spesso, gli spettacoli inizialmente accolti in maniera negativa acquistano col tempo un valore insospettato. Così è, a mio avviso, per il Don Giovanni di Mozart prodotto dal Teatro alla Scala nel 2011, con la regia di Robert Carsen. Sei anni fa sul podio c’era Daniel Barenboim, oggi Paavo Järvi. Nel [continua a leggere]

  • Nelson Freire, duende e saudade
    Nelson Freire, duende e saudade

    Oltre ad essere la città di una delle più belle stagioni pianistiche del mondo, ovvero “Piano à Lyon” presso la Salle Rameau, Lione offre anche alcuni recital all’interno della stagione dell’Orchestre National de Lyon. “Auditorium – Les grands interprètes” è il titolo: e grande interprete è sicuramente il brasiliano Nelson [continua a leggere]

  • Altrove con Alexander Lonquich
    Altrove con Alexander Lonquich

    Dopo il folgorante concerto schumanniano dello scorso autunno, alla Sagra Malatestiana di Rimini, torno ad ascoltare Alexander Lonquich, uno dei pianisti del nostro tempo che più amo, nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano, per Serate Musicali. Anche questa volta l’impaginato prevede Schumann, con i Davidsbundlertänze op. 6, preceduto nella prima [continua a leggere]

  • La Gazza vola alla Scala, Rossini meno
    La Gazza vola alla Scala, Rossini meno

      La prima rappresentazione de La gazza ladra di Rossini in scena mercoledì 12 aprile al Teatro alla Scala, dove mancava dal 1841, è passata agli onori della cronaca per le contestazioni di alcuni buatori alla fine dell’Ouverture e dello spettacolo. Oltre lo scoop di costume, poco si è però [continua a leggere]

  • Oltre l'ideologia: il ritorno dei Meistersinger alla Scala
    Oltre l’ideologia: il ritorno dei Meistersinger alla Scala

    A distanza di ventisette anni dalle rappresentazioni dirette da Sawallisch, è tornata alla Scala l’opera più eminentemente tedesca di Richard Wagner: Die Meistersinger von Nürnberg. Il motivo di una così lunga assenza potrebbe essere proprio l’alone di germanesimo dei Maestri cantori, espresso in modo evidente nel discorso finale di Hans [continua a leggere]

  • Spunti per un discorso sul "rilassamento" al pianoforte - di Luca Ciammarughi
    Spunti per un discorso sul “rilassamento” al pianoforte – di Luca Ciammarughi

    In una recente intervista[1], il pianista Piotr Anderszewski mi diceva che talvolta bisogna avere «il coraggio di non studiare». Specificando che «in realtà spesso studiamo anche senza saperlo: studiare non significa soltanto sedersi al pianoforte ed esercitarsi. Ogni elemento dell’esistenza, se affrontato in un certo modo, può costituire un’occasione di studio».  [continua a leggere]

  • Luca Ciammarughi per le Serate Musicali di Recanati
    Luca Ciammarughi per le Serate Musicali di Recanati

    Domenica 2 aprile, h 17:30, per Le Serate Musicali di Recanati in progrmma un concerto pianistico tutto dedicato a una sola Sonata, un vertice della letteratura musicale come l‘ultima Sonata (D960) di Schubert. Ad introdurre nell’universo di quest’opera il pianista, Luca Ciammarughi.         Figura inusuale del panorama [continua a leggere]

  • Perché i Grandi Vecchi non devono ritirarsi
    Perché i Grandi Vecchi non devono ritirarsi

    Se “The Spectator”, qualche giorno fa, ha titolato “Pollini needs to retire” (Pollini deve ritirarsi), cosa dovrebbe titolare dopo il concerto monegasco di Bruno Leonardo Gelber, in cui, accanto a momenti di grazia e incanto assoluti, abbiamo assistito allo sgretolamento di quella che fu una tecnica sovrana? Note false a [continua a leggere]

  • Perdersi e ritrovarsi: Kahánek e Bavouzet al Printemps des Arts
    Perdersi e ritrovarsi: Kahánek e Bavouzet al Printemps des Arts

    Il Festival Printemps des Arts di Montecarlo, sotto la direzione di Marc Monnet, propone da molti anni innovative forme di fruizione del momento concertistico: la più estrema – e probabilmente la più amata- è quella del “concerto a sorpresa”, in cui gli ascoltatori vengono portati, tramite un bus, in un [continua a leggere]

  • Does Pogorelich dream of Electric Sheep? - di Luca Ciammarughi
    Does Pogorelich dream of Electric Sheep? – di Luca Ciammarughi

    «Il segreto di una interpretazione efficace non sta nella fedele riproduzione del testo; anzi probabilmente è vero l’opposto»: queste parole di Ferruccio Busoni fanno da perfetto viatico a qualche riflessione sulla figura di Ivo Pogorelich, che è tornato ieri a Milano con un recital all’Auditorium di Largo Mahler, in beneficienza [continua a leggere]

  • L'inafferabile Signora delle Camelie. Intorno a una Traviata scaligera -di Luca Ciammarughi
    L’inafferabile Signora delle Camelie. Intorno a una Traviata scaligera -di Luca Ciammarughi

    Il tema della “fedeltà al compositore” sembra ossessionare gli appassionati del melodramma ancor più di quanto non avvenga con gli aficionados della musica strumentale e sinfonica. Fra gli amanti del pianoforte, ad esempio, è raro che si metta sul banco degli imputati uno Sviatoslav Richter per la sua interpretazione, lenta [continua a leggere]

  • Pollini, Chailly e gli enigmi del sentimento beethoveniano
    Pollini, Chailly e gli enigmi del sentimento beethoveniano

    «L’essere emotivi si addice solo alle donne, nell’uomo la musica deve suscitare il fuoco dello spirito, non mi attendevo questo da voi…da voi non lo sopporterò mai…Se voi non mi riconoscete, se non mi stimate vostro eguale, chi allora lo potrà?»: così Beethoven aveva redarguito Goethe, colpevole di essersi commosso [continua a leggere]

  • Schubert nel sacrario di Schiff - di Luca Ciammarughi
    Schubert nel sacrario di Schiff – di Luca Ciammarughi

    Metti una sera di pioggia a Milano. Sala Verdi del Conservatorio, il pubblico di Serate Musicali è folto, come spesso accade per i concerti di Sir András Schiff, a cui i milanesi sono affezionati. Programma-fiume interamente schubertiano: Sonata D 845, Impromptus D 935, Klavierstücke D 946, Sonata D 894. Circa tre [continua a leggere]

Articoli sulla musica classica

  • "Le timbre d'argent" fra lussuria e straniamento
    “Le timbre d’argent” fra lussuria e straniamento

    L’Opéra Comique di Parigi, in coproduzione con Palazzetto Bru Zane, ha messo in scena con grande successo dal 9 al 19 giugno Le timbre d’argent di Camille Saint-Saëns: opera sfortunata fin dalla nascita, poiché il compositore dovette attendere ben tredici anni per vederla rappresentata, dopo una serie di peripezie. La [continua a leggere]

  • L'eterna maturità di Anne-Sophie Mutter
    L’eterna maturità di Anne-Sophie Mutter

    Spesso, nel caso di artisti maturi che abbiano conservato la freschezza dei verd’anni, si parla di “eterna giovinezza”. È una retorica quasi fastidiosa, spesso nutrita da un fraintendimento della poetica pascoliana del “fanciullino”: è quasi impossibile che un musicista conservi lo stupore delle prime volte, l’incanto dei primi contatti coi [continua a leggere]

  • Don Giovanni sapiosexual conquista la Scala
    Don Giovanni sapiosexual conquista la Scala

    Spesso, gli spettacoli inizialmente accolti in maniera negativa acquistano col tempo un valore insospettato. Così è, a mio avviso, per il Don Giovanni di Mozart prodotto dal Teatro alla Scala nel 2011, con la regia di Robert Carsen. Sei anni fa sul podio c’era Daniel Barenboim, oggi Paavo Järvi. Nel [continua a leggere]

  • Nelson Freire, duende e saudade
    Nelson Freire, duende e saudade

    Oltre ad essere la città di una delle più belle stagioni pianistiche del mondo, ovvero “Piano à Lyon” presso la Salle Rameau, Lione offre anche alcuni recital all’interno della stagione dell’Orchestre National de Lyon. “Auditorium – Les grands interprètes” è il titolo: e grande interprete è sicuramente il brasiliano Nelson [continua a leggere]

  • Altrove con Alexander Lonquich
    Altrove con Alexander Lonquich

    Dopo il folgorante concerto schumanniano dello scorso autunno, alla Sagra Malatestiana di Rimini, torno ad ascoltare Alexander Lonquich, uno dei pianisti del nostro tempo che più amo, nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano, per Serate Musicali. Anche questa volta l’impaginato prevede Schumann, con i Davidsbundlertänze op. 6, preceduto nella prima [continua a leggere]

  • La Gazza vola alla Scala, Rossini meno
    La Gazza vola alla Scala, Rossini meno

      La prima rappresentazione de La gazza ladra di Rossini in scena mercoledì 12 aprile al Teatro alla Scala, dove mancava dal 1841, è passata agli onori della cronaca per le contestazioni di alcuni buatori alla fine dell’Ouverture e dello spettacolo. Oltre lo scoop di costume, poco si è però [continua a leggere]

  • Oltre l'ideologia: il ritorno dei Meistersinger alla Scala
    Oltre l’ideologia: il ritorno dei Meistersinger alla Scala

    A distanza di ventisette anni dalle rappresentazioni dirette da Sawallisch, è tornata alla Scala l’opera più eminentemente tedesca di Richard Wagner: Die Meistersinger von Nürnberg. Il motivo di una così lunga assenza potrebbe essere proprio l’alone di germanesimo dei Maestri cantori, espresso in modo evidente nel discorso finale di Hans [continua a leggere]

  • Spunti per un discorso sul "rilassamento" al pianoforte - di Luca Ciammarughi
    Spunti per un discorso sul “rilassamento” al pianoforte – di Luca Ciammarughi

    In una recente intervista[1], il pianista Piotr Anderszewski mi diceva che talvolta bisogna avere «il coraggio di non studiare». Specificando che «in realtà spesso studiamo anche senza saperlo: studiare non significa soltanto sedersi al pianoforte ed esercitarsi. Ogni elemento dell’esistenza, se affrontato in un certo modo, può costituire un’occasione di studio».  [continua a leggere]

  • Luca Ciammarughi per le Serate Musicali di Recanati
    Luca Ciammarughi per le Serate Musicali di Recanati

    Domenica 2 aprile, h 17:30, per Le Serate Musicali di Recanati in progrmma un concerto pianistico tutto dedicato a una sola Sonata, un vertice della letteratura musicale come l‘ultima Sonata (D960) di Schubert. Ad introdurre nell’universo di quest’opera il pianista, Luca Ciammarughi.         Figura inusuale del panorama [continua a leggere]

  • Perché i Grandi Vecchi non devono ritirarsi
    Perché i Grandi Vecchi non devono ritirarsi

    Se “The Spectator”, qualche giorno fa, ha titolato “Pollini needs to retire” (Pollini deve ritirarsi), cosa dovrebbe titolare dopo il concerto monegasco di Bruno Leonardo Gelber, in cui, accanto a momenti di grazia e incanto assoluti, abbiamo assistito allo sgretolamento di quella che fu una tecnica sovrana? Note false a [continua a leggere]

Enti artistici

  • Nelson Freire, duende e saudade
    Nelson Freire, duende e saudade

    Oltre ad essere la città di una delle più belle stagioni pianistiche del mondo, ovvero “Piano à Lyon” presso la Salle Rameau, Lione offre anche alcuni recital all’interno della stagione dell’Orchestre National de Lyon. “Auditorium – Les grands interprètes” è il titolo: e grande interprete è sicuramente il brasiliano Nelson [continua a leggere]

  • Lugano Musica
    Lugano Musica

    LAC Lugano Arte e Cultura è il centro culturale dedicato alle arti visive, alla musica e alle arti sceniche, che si candida a diventare uno dei punti di riferimento culturali della Svizzera, con l’intento di valorizzare un’ampia offerta artistica ed esprimere l’identità di Lugano quale crocevia culturale fra il nord [continua a leggere]

  • Amici della Musica di Modena
    Amici della Musica di Modena

      L’associazione Amici della Musica di Modena opera senza finalità di lucro. Progetta e promuove numerose iniziative culturali e musicali a Modena e in provincia. Vive attraverso il lavoro di soci volontari, che donano impegno, competenza e professionalità. Propone esperienze di ascolto e di conoscenza, di incontro e di approfondimento, [continua a leggere]

  • I concerti RSI
    I concerti RSI

    La RSI in breve La RSI – Radiotelevisione svizzera di lingua italiana è un’emittente di diritto pubblico che fa parte della SRG SSR – la società svizzera di radiotelevisione. Dalle sue sedi di Lugano si rivolge con tre reti radio, due canali tv e un’ampia offerta multimediale ad un pubblico [continua a leggere]

  • Mozart sul tram #3 Palazzetto Bru Zane, 24/9/2016 - Festival Saint-Saëns - T. Christoyannis, J. Cohen
    Mozart sul tram #3 Palazzetto Bru Zane, 24/9/2016 – Festival Saint-Saëns – T. Christoyannis, J. Cohen

    Sfiniti dalla corsa per non perdere l’ultimo treno, Sara e Florent osservavano dal finestrino il profilo delle industrie di Mestre. Stavolta il luogo dei dibattiti non era il tram, ma un più confortevole Frecciarossa, che dalla stazione di Venezia Santa Lucia li avrebbe portati in due ore e mezza a [continua a leggere]

Loading Comments…

Please Registrati or to leave Comments

Il nostro programma di affiliazione

Clicca qui sotto per scoprire il nostro straordinario programma di affiliazione "ClassicaViva Fidelity Card", che ti consentirà ottimi sconti immediati su concerti, festival, mostre... Come funziona?

Servizi per gli Enti artistici affiliati

Gentile Ente, ecco la descrizione dei servizi che potrebbe ottenere iscrivendosi al nostro portale: Servizi

Modulo iscrizione Cliente

Gentile lettore del nostro blog, iscriviti qui per aderire gratuitamente al nostro programma di affiliazione: Iscriviti

Modulo iscrizione Ente artistico affiliato

Iscriversi qui, per collaborare con il Network di ClassicaViva, per aumentare il pubblico e la visibilità: Iscriviti

Mappa Enti artistici affiliati - visualizza qui: