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Pubblichiamo un
omaggio a Marlaena Kessick,
riprendendo integralmente un bell'articolo di GianLuca Petrucci, uscito
sulla rivista
specializzata "falaut",
numero 26, luglio-settembre 2005, per gentile concessione dell'editore
"FALAUT" e del Direttore Editoriale Salvatore Lombardi.
(e-mail falaut@falaut.it,
sito web www.falaut.it)
E' con
particolare piacere che pubblichiamo queste note, poiché
Marlaena Kessick è uno dei soci fondatori e promotori
dell'Associazione Classica Viva, ed è uno degli artisti con i
quali le nostre Edizioni stanno portando avanti un gran numero di
progetti, sia di nuove incisioni discografiche che di concerti.
Quest'anno,
dopo 37 anni di insegnamento presso il Conservatorio Giuseppe
Verdi di Milano, Marlaena Kessick andrà in pensione. La
pregevole flautista, stimatissima da Leonardo De Lorenzo, allieva
a Parigi di Gaston Crunelle e a Milano di Baldassare Torchio, fu
la prima a proporre un modello di flautismo polivalente ed
imprenditoriale assolutamente nuovo per l'Italia, il quale, nei
suoi vari aspetti, comprendeva l'essere primo flauto di
un'orchestra, insegnante di Conservatorio, revisore di brani
flautistici, autore di testi didattici, concertista, promotore di
proposte discografiche accattivanti.
Marlaena
Kessick, alla quale il flautismo italiano è debitore anche per
ciò che concerne la diffusione di pregevoli strumenti in un
periodo in cui era difficilissimo poterne disporre, fondò
un'orchestra di flauti ed un Festival flautistico, che hanno
rappresentato i primi semi di un concetto di aggregazione,
confronto e reciproco rispetto. Appare dunque più che doveroso
ricordare la sua straordinaria avventura artistica, la
partecipazione alla vita musicale italiana ed il suo
appassionato modo di essere flautista attraverso le sue
pubblicazioni, i suoi dischi, la sua attività di attenta
organizzatrice.
Questo
omaggio non vuole rappresentare solo un encomiastico saluto, ma
consegnare alle giovani generazioni di flautisti italiani, che
conoscono solo in parte la produzione e l'importanza di Marlena
Kessick, una testimonianza di come lo stile, la
coerenza e l'onestà intellettuale debbano sempre guidare la vita
artistica di un musicista.
Marlaena
ha saputo rappresentare tutte queste qualità con in più la rara
dote della benevolenza verso i suoi colleghi in ogni circostanza
della sua vita artistica vissuta in ambienti in cui la
concorrenza era fortissima ed in un periodo della vita musicale
italiana dominata da una personalità carismatica assoluta come
quella di Severino Gazzelloni. Anche di ciò dobbiamo esserle
grati ed augurarci che la sua lezione possa continuare nelle
parole, nei gesti e negli atti dei suoi tanti allievi fra cui
possiamo ricordare Giulio Giannelli Viscardi, Renata Ferri,
Daniela Pisano, Cecilia Vallini, Donatella Gulli, Giuseppina
Mascheretti, Vilma Campitelli, Marco Tutino, Luca Bassi, Eugenia
Soregaroli.
Biografia
Marlaena Kessick è nata il 14 ottobre del 1935 a New York, figlia di
Dorothy Noble, violinista italo-inglese, e di Edward Kessick,
ingegnere progettista slavo-tedesco, dilettante di violino. La
tradizione musicale era patrimonio comune di entrambe le famiglie
dei genitori.
Il nonno di Dorothy, John
Swann, era un violinista
diplomato al Conservatorio di Leipzig, direttore dell'Orchestra
d'archi del Palace Pier di Brighton (Sussex, Inghilterra), ed in
seguito aveva ricoperto il ruolo di Prima Cornetta della Banda
Reale della regi na Vittoria; il padre di Edward, suonatore di
grancassa, era stato per molti anni nella Banda Militare del
Kaiser Wilhelm.
Con questa premessa è facile comprendere come
Marlaena abbia avuto un inizio musicale estremamente precoce.
Già all'età di due anni le vennero impartite, dalla madre, le
prime lezioni di teoria e a tre anni suonava gli studi di Leopold
Auer con un violino di misura sedicesimo. La madre, oltre ad essere un'ottima didatta e artista di pregio, aveva
effettuato anche studi nel campo della psicologia e riusci a suscitare e mantenere vivo l'interesse nella bambina per uno
strumento di grandi difficoltà come il violino, portandola ad eseguire, all'età di sette anni, studi di Sevcik e Rode.
Arrivò però il momento in cui Marlaena ebbe bisogno di una
guida che non fosse più l'affettuosa presenza materna per poter esercitare, con più soggezione e disciplina, il necessario perfezionamento.
La bambina continuò dunque lo studio del violino con il primo
violino dell'orchestra Filarmonica di New York, che predisse per
lei una brillante carriera. Estremamente dotata
intellettualmente, Marlaena a cinque anni aveva già preso parte
come attrice a una trasmissione radiofonica per i giovani alla
NBC.
Ogni domenica mattina doveva leggere il copione di uno sketch
comico. Continuò questa attività per sei anni. In questo
periodo, oltre allo studio della musica e della danza classica
sotto la guida di miss Curtis alla scuola del Metropolitan di New
York, Marlaena seguì lo studio delle materie scolastiche a casa
con la madre, e quando le autorità del Provveditorato agli Studi
scoprirono che, pur avendo sette anni, non era mai stata iscritta
ad una scuola elementare, la sottoposero a una serie di esami per
stabilire se ammetterla al primo o al secondo anno. Invece, gli
studi intrapresi con la madre l'avevano portata talmente avanti
da classificarla pronta per la scuola media. Per evitare di
inserire una bambina di sette anni in un gruppo di ragazzi più
grandi le fu concesso di non iscriversi ad alcuna scuola.
Continuò così gli studi a casa e, avendo tempo a
disposizione, si dedicò anche allo studio del pianoforte e
dell'armonia. Tuttavia la sua grande passione in quegli anni era
il canto. Ascoltava per ore ed ore le romanze liriche incise
dalla Tetrazzini, Lucrezia Bori, e dalla prediletta Amelita Galli
Curci, e il suo più grande sogno era
quello di cantare. Con il piccolo stipendio datole dal padre
comprava gli spartiti, e voleva a tutti i costi imparare le arie
preferite ("Una voce poco fa" dal Barbiere di Siviglia,
la "Scena della pazzia" dalla Lucia di Lammermoor, ecc.
). La famiglia
decise di portarla da una grande cantante per un parere. A otto
anni Marlaena cantò in francese, accompagnandosi al pianoforte,
"Fleurs des Alpes" di Weckrlin per Mme. Frances Alda
che per 20 anni fu prima donna alla Metropolitan Opera di New
York assieme a Caruso. La prova fu positiva e Alda promise che
quando Marlaena avesse raggiunto i 14 anni le avrebbe impartito
lezioni gratuitamente. Doveva nel frattempo evitare di esercitare
la voce ed interrompere lo studio del violino che poteva, per la
sua posizione, far curvare le corde vocali. a sfavore dei futuri
risultati.
Marlaena accolse con sollievo la nuova libertà (studiava
violino quattro ore al giorno), però non potendo più cantare
liberamente né suonare in orchestra (a Greenwich Village
partecipava all'Orchestra Sinfonica di giovani che provava due
volte alla settimana) ne sentiva la mancanza. Avvantaggiata da
una prontissima lettura a prima vista e dall'orecchio assoluto
cominciò a pensare alla possibilità di sostituire il violino
con un altro strumento.
Nel frattempo il padre, che lavorava per la General Motors, fu
trasferito sulla costa occidentale degli Stati Uniti e la
famiglia si stabilì a Hollywood. A undici
anni Marlaena venne ammessa al primo anno di liceo all'Hollywood
High School, sostenendo poi l'esame di maturità a 15 anni.
Nell'orchestra sinfonica della scuola mancava l'ottavino, e
Marlaena pensò che avrebbe potuto imparare a suonarlo. Così
ebbe inizio lo studio del flauto che intraprese con un allievo
del celebre Georges Barrère. In tre mesi suonava sia
nell'orchestra che nella banda della scuola. Questa attività le
piacque tanto che si mise a cercare altre orchestre dove potersi
esercitare, e trovò per tre sere alla settimana altrettante
orchestre sinfoniche di giovani dilettanti con le quali suonare
regolarmente.
Il canto non fu dimenticato, ma Alda era lontana e per lo
studio del canto andò quindi dal cognato di Amelita Galli Curci
che insegnava a Hollywood e che le fece studiare il ruolo di
Gilda nel Rigoletto. In questo periodo si dedicò molto anche
allo sport preferito, l'equitazione, a sella inglese e anche a
pelo, montando lungo i bellissimi sentieri della California del
Sud. A 15 anni Marlaena entrò all'Università Chapman College di
Los Angeles con borsa di studio. Durante l'anno le venne offerto
un posto nell'Orchestra di Fred Waring che cercava strumentisti
in grado anche di cantare. È superfluo dire che questa
importante scrittura con alto stipendio allettò moltissimo
Marlaena, che chiese ai genitori il permesso di interrompere gli
studi. Non essendo i genitori di questo parere, invece del
divieto, le fecero una proposta alternativa: "Se rinuncerai
a questa offerta di lavoro, ti porteremo a Parigi a
studiare!". L'idea di Parigi e dell'Europa fu una tale
attrattiva che Marlaena non ebbe esitazioni; terminato l'anno
scolastico, partì con un pullman per la costa orientale degli
Stati Uniti, e per la durata dell'estate si trovò un lavoro di
dattilografa (aveva studiato dattilografia al liceo ed era molto
veloce nella scrittura) per racimolare i soldi necessari per il
passaggio sul transatlantico.
Partì con la madre con la Queen Mary e nel
1951 si stabilì a
Parigi, iscrivendosi al Conservatorio nella classe di flauto
tenuta da Gaston Crunelle. Ma il suo vero interesse rimaneva il
canto; inoltre non si trovò bene nell'ambiente parigino, dove
fra l'altro in quel periodo gli stranieri non sembravano molto
ben accetti. Ebbe informazioni al Consolato Italiano, e la grande
scuola italiana del "bel canto" del Conservatorio di
Milano l'attrasse al punto da farle lasciare la "rive
gauche" (dove alloggiava in Rue de Seine nella pensione di
Raymond Duncan, fratello di Isadora, la grande ballerina) per
stabilirsi nella città della Scala.
Qui si trovò subito "a casa" , forse per il fatto
che da parte del nonno materno (che in origine si chiamava Nobile
e proveniva dall'Italia meridionale) scorreva sangue italiano
nelle sue vene. Fu immediatamente ammessa alla classe di canto di
Carmen Melis, ed in seguito alle classi di flauto con Baldassarre
Torchio, di composizione con Franco Donatoni, e di direzione
d'orchestra con Antonino Votto. Altri studi per il canto furono
compiuti sotto la guida di Una Pagliughi ed Ettore Campogalliani,
ma il destino volle che con i primi concerti di flauto il
successo di Marlaena fosse tale che gradualmente il canto venne
completamente abbandonato. Nel 1958 Marlaena si diplomò in
flauto come allieva interna del Conservatorio di Milano con la
votazione del 10, ed insieme con il pianista Bruno Canino fu
segnalata quale migliore allieva dell'anno.
Nello stesso anno fu invitata per chiara fama ad occupare il
posto di 10 flauto dell'Orchestra dei "Pomeriggi
Musicali" di Milano, ruolo che ricopri per 15 anni,
effettuando recitals e concerti da solista per le maggiori
associazioni concertistiche italiane, collaborando come solista
con i maestri Bruno Maderna ("non solo si tratta di una
musicista compiuta, ma posso dire che la Kessick ha una tecnica
ed una personalità tali da metterla nel piccolo mondo dei grandi
solisti" ); Igor Markewitch ("Mme. Kessick est une
flûtiste possedant parfaitement les ressources de son instrument
et donée d'une nature profondement musicale"); Gianandrea
Gavazzeni ("Le finissime doti di suono, di espressività e
di tecnica unite ad un grande amore alla sua arte fanno di
Marlaena Kessick una musicista preziosa"); Luigi
Dallapiccola ("Sono rimasto profondamente impressionato dall'arte
di MarLaena Kessick. In lei c'è suono, arte, tecnica, il tutto
di natura superiore"); Francesco Molinari Pradelli ("La
Kessick è magnifica strumentista in possesso di suono ampio,
caldo e dolce neLlo stesso tempo. Musicalissima e artista nel
porgere la frase, si tratta di uno fra i migliori esecutori che
abbiamo "); Goffredo Petrassi ("È ben raro trovare un
esecutore della qualità della flautista Kessick. Il carattere
che più colpisce è l'autorità del suono e la sicurezza dell'interprete, unito ad una tecnica molto
brillante e sicura.
Oltre all'autorità c'è la qualità del suono e la musicalità
del fraseggio, caratteristiche che la flautista Kessick possiede
in misura rilevantissima"); Vittorio Gui ("Nella Suite
di Bach ho avuto modo di apprezzare sino in fondo le sue non
comuni qualità di ottima flautista, di perfetta musicista, di
raffinata interprete") .
Nel 1963 Marlaena condusse al diploma la sua prima alunna,
Renata Ferri. In seguito, ottenuta la cittadinanza italiana per
naturalizzazione, iniziò la carriera didattica all' Istituto
Donizzetti di Bergamo. Nel 1968 fu nominata docente al
Conservatorio di Milano, vincendo l'anno successivo il posto di
ruolo al Concorso Ministeriale per titoli ed esami a Roma
(graduatoria: 10 Severino Gazzelloni, 20 Marlaena Kessick, 30
Angelo Persichilli). Nel 1973, lasciato il posto d'orchestra,
intensificò l'attività concertistica anche con l'Orchestra
Italiana di Flauti, da lei ideata e fondata nel 1971 ed iniziò a
dedicarsi alla divulgazione della musica classica nella Regione
Piemonte dove, nel Castello di Belveglio, di sua proprietà,
diede il via ad un importante centro musicale in cui, ormai da
anni, sono tenuti concerti, concorsi nazionali di composizione ed
il primo Festival Nazionale del Flauto.
Nel 1983 ha assunto la direzione dell'Istituto Comunale di
Musica di Montegrosso d'Asti. Nel corso degli anni ha ricevuto
numerose onorificenze fra cui: Cavaliere della Repubblica
Italiana, Asti d'Oro, San Valentino d'Oro, Premio Kodaly per la
musica. In qualità di docente ha svolto numerosi Corsi Estivi di
Perfezionamento in Italia a Lanciano, Assisi, Montalto Ligure,
Fiumara, Acireale, Isola La Maddalena, Grottammare, Castellabate
e all'estero in Croazia, New York, Los Angeles, Londra.
Marlaena Kessick è l'ideatrice ed autrice del "Corso di
flauto traverso" per "non vedenti" che, tradotto
in Braille, è in uso all'Istituto dei Ciechi di Milano ed è
stata fra i primi ad usare il flauto quale strumento
musicoterapico. Nel 1971 il materiale appositamente ideato a tale
scopo è stato adottato da numerosi medici italiani e nel 1978
Marlaena Kessick è stata invitata al VIII Meeting Internazionale
"Impianti e trapianti dentari" di Bologna a tenere un
seminario sulla Flauto Terapia.
GianLuca Petrucci
L'attività
direttoriale
Fondatrice e direttore
della prima ORCHESTRA DI FLAUTI con
attività professionale (conosciuta dapprima quale
"Orchestra Popolare di Flauti" e in seguito
"Orchestra italiana di Flauti" ) composta da 9 flauti
in Do, 2 in Sol, 2 bassi e ottavini, e sostenuta dal Ministero
dello Spettacolo, per 18 anni ha svolto oltre 300 concerti in
Italia, Svizzera, Francia, ha effettuato concerti per la RAI TV,
la Radiodiffusion Française, e per la Radio Svizzera Italiana.
La registrazione del brano "Acque Vive" di C.F.
Semini è stata scelta, in rappresentanza deLLa Svizzera, per la
Tribuna Internazionale di Compositori dell' UNESCO a Parigi nel
1977 e poi richiesta da numerosissime emittenti estere tra cui
quelle australiane, giapponesi, Sudamericane e dei paesi
deLL'Est.
Marlaena Kessick è stata direttore ospite dell'Orchestra
Française de Flûtes a Parigi con Pierre-Yves Artaud in qualità
di solista. Nel 1987 ha fondato l'Orchestra Sinfonica "I
Solisti di Asti" ed è stata invitata a dirigere ['Orchestra
Classica Femminile di Alessandria, ['Orchestra da Camera
"Teresa Tua Quadrio" di Sondrio, l'Accademia
filarmonica, l'Alexandria Classica, l'Orchestra Filarmonica di
Ivrea, ['Orchestra Sinfonica deLLa RAI di Milano, la filarmonica
di Arad, la Sinfonica di Bacau, l'Orchestra Filarmonica di Stato
di Satu-Mare, l'Orchestra Sinfonica "Oltenia" di
Craiova con le quali ha anche effettuato tournées in Germania e
Romania.
Tra i solisti che si sono esibiti sotto la sua direzione:
Andras Adorjan, Severino Gazzelloni, Peter lukas Graf, Maxence larrieu
(flautisti), Bruno Canino, Anna Maria Cigoli, Mario Delli Ponti,
Maria Gloria Ferrari, Carlo levi Minzi, Stefano Ligoratti (pianisti), Marco
Fornaciari (violino), Francesco Quaranta, Renato Zanfini (oboe).
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