Claude Debussy (1862-1918)

Alcuni musicologi definiscono Claude Achille Debussy un musicista "impressionista", avvicinando con questa definizione la sua musica ai quadri della scuola di Degas, Monet o Renoir, e al contemporaneo e raffinato stile "art nouveau". Altri parlano di lui come di un Simbolista, per il suo modo di usare i suoni per produrre sensazioni allo stesso modo in cui alcuni poeti simbolisti, come Baudelaire e Verlaine, usavano le parole e le frasi.

In ogni caso, il magico potere evocativo e di suggestione della sua musica è universalmente riconosciuto. Così, Debussy scrisse per pianoforte come nessuno, prima di lui, aveva osato sognare: trasse ispirazione dalle stesse immagini che avevano attratto i pittori impressionisti francesi: nuvole, pioggia, vento, luce, ombre... Il risultato fu un nuovo, magico mondo di suoni, che avrebbe ispirato per il futuro diverse generazioni di musicisti, sia classici sia jazz. L'influenza della sua musica sul 20 secolo è stata enorme, dall'opera pianistica al jazz, per non parlare del suo suo modo di usare l'orchestrazione...

Claude Debussy nacque il 22 agosto del 1862 a St. Germain-en-Laye, in Francia. Fin dall'età di dieci anni, Debussy fu brillante studente del "Conservatorie de musique" di Parigi, presso il quale studiò dal 1872 al 1884. In Conservatorio vinse molti premi come compositore, tra cui il famoso "Prix de Rome", ("Premio di Roma") - nel 1884 - per la sua cantata "L'Enfant prodigue". Ma, in qualità di pianista, pur se molto apprezzato dai suoi insegnanti, ebbe anche fama di ribelle, perché usciva con prepotenza dalle regole consuete. Cercava infatti, fin da ragazzo, un nuovo linguaggio musicale.

All'età di diciotto anni, durante le vacanze estive, il giovane Debussy era un pianista ormai alla moda. Così il suo nome, raccomandato dal suo insegnante Antoine Marmontel, giunse alle orecchie della celebre Baronessa Nadezda Von Meck, la protettrice di Ciaikowski. Venne assunto per l'estate, con l'incarico di suonare a quattro mani con tutti i membri della famiglia, dare lezioni di piano alla tredicenne Sonia, e far parte di un trio, per far musica per la famiglia. Così, per tre estati, (1880-1882) Debussy assolse questo incarico a Interlaken, Arcachon, Parigi, Nizza, Venezia, Genova, Napoli, Firenze, Roma...

Ma il Conservatorio lo reclamava, così dovette abbandonare la Von Meck (che, scrivendo a Ciaikowsky, lo loda moltissimo e lo definisce come "un essere incantevole"). Dopo i primi, molto promettenti inizi come virtuoso del pianoforte, infatti Debussy, prepotentemente attirato dalla composizione, si dedicò prevalentemente a questa disciplina. Questo provocò rimbrotti da parte del suo insegnante di pianoforte ("anche se ha poco interesse per il piano, ama però molto la musica"), e gli venne rimproverato che le sue esecuzioni erano "nervose" e poco fedeli al testo. Ma anche per quanto riguardava lo studio della teoria le cose non erano del tutto facili. Studiò con Albert Lavignac, ne divenne presto anche amico, e, complice la comune grande passione per Wagner, passarono molte serate insieme a leggere e studiare partiture. Ma Debussy era già critico nei confronti dei ritmi troppi rigidi.

Con l'insegnante di armonia, Émile Durand, i rapporti furono ancor più difficili, perché l'allievo non amava le armonizzazioni stereotipate, rigide, proposte dal suo insegnante, che era anche l'autore di uno dei trattati di armonia più apprezzati all'epoca, e dichiarò che "l'armonia ha il difetto di unificare a tal punto la scrittura che tutti i musicisti, tranne poche eccezioni, sembrano armonizzare allo stesso modo". Alla fine dell'anno '80, Debussy venne addirittura radiato dal corso. Entrò quindi a far parte della classe di composizione di Ernest Guiraud, un bravo musicista, amico di Bizet, ammiratore di Wagner, sperimentatore di scale esotiche e autore di un trattato di strumentazione. Nonostante questo, il Maestro era un po' diffidente nei confronti di un allievo, che improvvisava molto al pianoforte, sperimentava in continuazione nuove armonie e nuove concatenazioni di accordi, nuovi modi melodici e nuove sonorità che dovevano riprodurre i rumori della natura e i rumori della città. Guiraud, dedicatario dell'opera "L'enfant prodigue", con la quale Debussy vinse il primo "Prix de Rome", disse di lui: "è intelligente, ma va tenuto a freno... "

Il giovane Debussy, all'epoca del Prix de Roma, ritratto da Marcel BaschetIl "Premio di Roma", vinto nel 1884, prevedeva una borsa di studio e un soggiorni di tre anni a Villa Medici, a Roma, ed era studiato affinché i giovani musicisti potessero dedicarsi esclusivamente alla composizione. Dal 1885 al marzo '87 Debussy usufruì quindi, ma a malincuore, di questa opportunità, che allora era considerata di fondamentale importanza. Non fu infatti molto felice a Roma, come testimonia il famoso ritratto qui a fianco, fattogli a quei tempi dal pittore Marcel Baschet.

La sua vita privata, intanto, era abbastanza turbolenta. Passò dalla relazione giovanile Marie Blanche Vesnier(a diciannove anni)  con la cantante Marie Blanche Vasnier, affascinante moglie di un amico e protettore di Debussy, ad un periodo molto "bohémien", in cui frequentò poeti e scrittori, tra cui il suo grande amico Pierre Louys, Stéphane Mallarmé, Paul Valery, Marcel Proust..., nonché salotti letterari e locali di Montmartre e Pigalle. Tra i pochi musicisti suoi coetanei che apprezzò, ci furono Ernest Chausson e ad Erik Satie, e  Paul Dukas, suo ex compagno di conservatorio. Si recò  a Bayreuth, ad ascoltare il "Tristano e Isotta", da lui definito "la cosa più bella che io conosca, dal punto di vista dell'emozione". Durante l'esposizione internazionale del giugno 1889 fu molto colpito dalle ineffabili "sfumature" delle musiche giavanesi e subì il fascino dell'esotismo e dell'oriente, che tanto influenzò la sua musica (si vedano, ad esempio, la "Suite pour le piano" oppure molti dei suoi "Préludes").

Convisse con Gaby Dupont dal 1890 al 1897, ma si trattò di un rapporto rovinato dai litigi e dai tradimenti (ebbe, ad esempio, una relazione con Camille Claudel, la famosa scultrice). Nel 1897, trovatagli nelle tasche una lettera d'amore "che non lasciava dubbi", la Dupont tentò di suicidarsi. Ne derivò un grosso scandalo.

Debussy fu tormentato anche da una costante instabilità economica, cui egli però riconobbe un ruolo positivo per la sua attività creativa: "[...] le mie cose migliori [scrisse nel '92 a Poniatowski] sono probabilmente dovute all'esistenza penosa che ho condotto finora; è possibile infatti che questa mia vita economicamente incerta sia più consona all'invenzione di quanto non sia l'ammollimento di un'esistenza senza preoccupazioni e la soporifera seta che tesse intorno al cervello il pensiero di un avvenire sicuro."

Lilly Textier DebussyNel 1899 si sposò con Rosalie Texier (detta Lilly), nel pieno di una penosa crisi economica.

E, finalmente, gi arrise il successo, nel 1901, con la pubblicazione dei "Nocturnes", e nel 1902, con la prima rappresentazione dell'Opera "Pelléas et Mélisande". L'Opera venne rappresentata nei teatri di tutto il mondo, e Debussy si dedicò anche all'attività di critico musicale.

Debussy ed EmmaE, insieme alla prosperità, arrivò una nuova crisi sentimentale: conosciuta Emma Bardac, intrecciò una relazione con lei. Chiese il divorzio alla moglie Lilly, ma questa tentò (anche lei! e per ben due volte!) il suicidio, sparandosi un colpo di pistola. Ma sopravvisse. Debussy fuggi quindi con Emma sull'isola di Jersey, nel Canale della Manica (ispiratrice del celebre Preludio "L'Isle Joyeuse"). Finalmente riesce a sposare Emma, nel 1908, e a godere di un periodo di quiete e relativa prosperità, rallegrato dall'adorata figlia Claude-Emma, nata nel 1905, soprannominata ChouChou, cui egli dedicò i suoi famosi "Children's Corners".

Nei suoi ultimi anni egli creò molte composizioni che ebbero grande successo (ad esempio il balletto "Prélude à l'après midi d'un faune", scritto per i "Ballet russes" di Diaghilev, con la coreografia di Nijinsky). Fece anche molte tournées all'estero, esibendosi anche come Direttore. Colpito da un doloroso tumore, morì nel 1818, a cinquantacinque anni.

Per una esauriente e completa biografia con l'elenco di tutte le sue opere, consultare questo bel sito: http://www.rodoni.ch/debussy/debussycronologia.html.

Caratteristiche della sua opera

Ancor più degli autori romantici, Debussy ruppe con la forma classica. Le sue composizioni si distinguono per una costruzione melodica liberamente ispirata alle musiche orientali (ricorso alla gamma pentatonica e numerose alterazioni). I temi sono sparsi, disseminati, le ricerche armoniche audaci, le sfumature timbriche infinite e il ritmo sempre complesso. Le sue opere sono prima di tutto "sensoriali", vogliono far provare all'ascoltatore sensazioni particolari, traducendo in musica immagini e precise impressioni. I titoli evocativi delle sue opere illustrano d'altra parte molto bene questa sua ambizione, anche se sono spesso solo indicativi e non Costituiscono un vero e proprio "programma" ("passi sulla neve", "la ragazza dai capelli di lino", "la cattedrale inghiottita".... Egli sostituì, in questo modo, le note ai colori, in modo quasi sinestetico. Ecco perché viene generalmente qualificato come musicista "impressionista".

Ma la sua principale innovazione consistette nel rifiuto della tradizionale "forma sonata", del tipo A-B-A, che, nonostante le variazioni apportate da Beethoven, Schubert e Brahms, costringeva il compositore a procedere secondo uno schema fisso e predefinito. Fu proprio Debussy ad affermare, una volta per sempre, la libertà assoluta  del compositore a fissare egli stesso le regole dell'opera che sta inventando. E' per questa ragione che egli appartiene indissolubilmente al ventesimo secolo, che inizia con lui. Fedele alla propria concezione, e, come Baudelaire "aux nuages qui passent, aux merveilleux nuages", non adottò mai formule fisse (come sarà il caso della musica seriale che sarebbe seguita), pur costruendo forme di straordinaria coerenza interna.

Con la sua attenzione scrupolosa alle sensazioni fisiche date dal suono, trovò così una espressività unica ed una forma di sensualità, prive di qualunque ermetismo ed intellettualismo. Debussy accordò alla sonorità di ciascun strumento un proprio autonomo ruolo drammatico nell'opera. Con lui, il suono da solo acquista significato, anche al di fuori dell'architettura globale dell'opera. Questo costituì una rivoluzione totale del modo di far musica europeo, che associava fino ad allora la bellezza all'elaborazione ragionata di un processo musicale ben costruito, in cui l'improvvisazione era impietosamente bandita. E, anche se la sua musica è tutto, meno che improvvisata, essa può nondimeno dare questa impressione, vista la totale libertà che esprime.

Il suo genio di orchestratore e la sua estrema attenzione ai colori strumentali fanno di lui il degno erede di Berlioz e, quanto meno, il degno contemporaneo di Ravel. Ma soprattutto, lo designano fratello spirituale di Rimbaud e di Baudelaire, ancor più che della pittura impressionista. E, soprattutto, la sua arte di fissare l'istante, che si affranca dalla logica tradizionale per scatenare tutti i sensi (L'Isle Joyeuse), la sua rottura con il gusto classico, hanno rivoluzionato per sempre la storia della musica, e sono alla radice dal divorzio parziale tra il pubblico e la musica contemporanea. Audacemente imprevedibile ma dotato di un gusto squisito, geniale colorista e sottile drammaturgo, Debussy è, come Rameau al quale rese omaggio con le sue "Images pour le piano", un compositore molto "francese" (si firmava spesso, d'altronde, "Claude de France"). Ma, al tempo stesso, donò così una magistrale rinascita a tutta la musica europea.

I. A.